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Sicurezza sul lavoro per centri estetici e parrucchieri

Mani bagnate a contatto con tinture e decoloranti, strumenti taglienti, apparecchi laser e spesso apprendisti giovanissimi: i rischi del settore sono pochi, ma vanno documentati bene.

Risposta rapida

Un salone o un centro estetico con anche un solo dipendente, apprendista o socio lavoratore deve avere un DVR che valuti soprattutto rischio chimico, dermatiti da lavoro umido, tagli e rischio biologico e, se usa laser o luce pulsata, le radiazioni ottiche artificiali. Servono anche RSPP (spesso il titolare), addetti alle emergenze, formazione e, se il rischio chimico non è irrilevante, il medico competente.

Cosa rende diverso un salone

In un salone il rischio principale non si vede: è l’esposizione quotidiana, a piccole dosi, a prodotti che sensibilizzano pelle e vie respiratorie. Parafenilendiammina e altri coloranti ossidativi, persolfati dei decoloranti, tioglicolati delle permanenti, acetone e metacrilati della ricostruzione unghie sono la base della valutazione del rischio chimico (Titolo IX del D.Lgs. 81/2008). Si fa partendo dalle schede di sicurezza dei prodotti professionali, dai tempi di applicazione e dall’aerazione del locale, non da una frase generica.

Il secondo tema è la pelle: lavaggi continui e guanti indossati per ore portano a dermatiti irritative che poi diventano allergiche. Il terzo, nei centri estetici, sono gli apparecchi: laser, luce pulsata, lampade UV. Per il quadro completo dei rischi del codice ATECO c’è la scheda 96.02 parrucchieri ed estetisti; la guida per acconciatori e barbieri entra nel dettaglio tecnico. Qui vediamo cosa preparare e come.

Parrucchiere e centro estetico a confronto

AspettoSalone di acconciaturaCentro estetico
Legge di settoreL. 174/2005L. 1/1990
Rischio chimico prevalenteTinture, decoloranti, permanenti, laccheProdotti per unghie, cere, disinfettanti, oli
Rischio fisico specificoPhon e piastre in ambiente umidoRadiazioni ottiche artificiali da laser, luce pulsata, UV
Rischio biologicoRasoi, forbici, microlesioni del cuoio capellutoManicure, pedicure, trattamenti che possono causare sanguinamento
PosturaIn piedi, braccia sollevateSeduta o china sul lettino, movimenti fini delle mani
Documenti in piùRegistro DPI per guanti e mascherineValutazione ROA, schede degli apparecchi conformi al D.M. 206/2015

Per laser e luce pulsata la valutazione segue il Titolo VIII, Capo V (artt. 213-218): lunghezza d’onda, classe dell’apparecchio, occhiali specifici per l’operatore e per il cliente, accesso controllato alla cabina. Gli apparecchi elettromeccanici utilizzabili dall’estetista sono quelli individuati dal decreto sugli apparecchi per uso estetico, con le relative schede tecnico-informative.

Strumenti, igiene e rischio biologico

Forbici, rasoi, tronchesine e frese entrano in contatto con piccole lesioni della pelle: il rischio biologico è basso ma reale, e la misura principale è organizzativa. Serve una procedura scritta che distingua cosa si usa una sola volta (lame dei rasoi, limette), cosa si pulisce e disinfetta e cosa va sterilizzato, con i prodotti e i tempi di contatto indicati dal fabbricante. Le lame usate vanno raccolte in contenitori rigidi per taglienti, non nel cestino comune.

La stessa procedura protegge il personale e i clienti, e risponde anche ai requisiti igienico-sanitari dei regolamenti regionali e comunali sui locali. In caso di puntura con uno strumento usato, il lavoratore deve sapere a chi rivolgersi e come registrare l’evento: un punto che il DVR deve prevedere prima, non dopo.

Chi fa cosa in un piccolo salone

Nella gran parte dei saloni il titolare svolge direttamente il ruolo di RSPP. Con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 il percorso è unico: corso per datore di lavoro di almeno 16 ore più modulo comune di 8 ore per chi assume i compiti di RSPP, con aggiornamento di 8 ore ogni 5 anni (vedi corso RSPP datore di lavoro). Il datore di lavoro già in attività deve completare il corso da datore entro il 19 maggio 2027.

Il medico competente non è automatico: serve se la valutazione indica un rischio chimico non irrilevante per la salute. Con l’uso quotidiano di tinture e decoloranti questa è la conclusione più frequente, ma va motivata nel DVR. Per gli addetti antincendio, un salone ordinario rientra di norma nel livello 1 (corso di 4 ore); il piano di emergenza scritto scatta con almeno 10 lavoratori o con più di 50 persone presenti.

Apprendisti, minori e gravidanza

Molti saloni formano apprendisti minorenni. Per loro la valutazione deve considerare i lavori vietati e le limitazioni della L. 977/1967, comprese quelle sugli agenti chimici pericolosi, e la formazione sulla sicurezza deve precedere l’uso dei prodotti. Lo stesso vale per una dipendente in gravidanza: tinture, solventi e lavoro in piedi prolungato vanno valutati con il medico competente e possono richiedere un cambio di mansione (vedi lavoratrici madri).

Documenti che un salone deve avere

  • DVR con valutazione del rischio chimico e procedure per la protezione della pelle
  • Schede di sicurezza aggiornate dei prodotti professionali
  • Valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali per laser e luce pulsata
  • Nomina dell’RSPP (il titolare può svolgerla dopo il corso previsto)
  • Designazione e attestati degli addetti antincendio e primo soccorso
  • Attestati di formazione dei lavoratori e degli apprendisti
  • Registro di consegna dei DPI: guanti, occhiali per laser, mascherine per polveri da unghie
  • Procedura scritta di pulizia, disinfezione e sterilizzazione degli strumenti
  • Schede tecniche e manutenzione degli apparecchi elettromeccanici per uso estetico
  • Dichiarazione di conformità dell’impianto elettrico e verifica dell’impianto di terra (D.P.R. 462/2001)

Cosa si trova più spesso in ispezione

  1. DVR generico da “negozio”, senza elenco dei prodotti chimici realmente usati.
  2. Schede di sicurezza mancanti o di prodotti non più in uso.
  3. Guanti in lattice o in vinile non adatti ai prodotti, oppure riutilizzati tra un cliente e l’altro.
  4. Luce pulsata usata senza valutazione ROA e con occhiali non specifici per la lunghezza d’onda.
  5. Apprendista minorenne addetto alle tinture senza valutazione dei lavori vietati.
  6. Strumenti per manicure “disinfettati” con un prodotto qualunque, senza procedura scritta.

La mancata valutazione dei rischi espone il titolare all’arresto da 3 a 6 mesi o all’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro (art. 55, c. 1); la formazione non erogata all’arresto da 2 a 4 mesi o all’ammenda da 1.708,61 a 7.403,96 euro (art. 55, c. 5, lett. c).

Come lavoriamo con saloni e centri estetici

  1. Raccogliamo l’elenco dei prodotti e delle schede di sicurezza, e degli apparecchi con i manuali.
  2. Sopralluogo breve: postazioni, lavatesta, aspirazione, cabine, deposito prodotti, quadro elettrico.
  3. DVR con rischio chimico, ROA dove serve, posture, minori e maternità.
  4. Piano formativo: titolare RSPP, lavoratori, addetti alle emergenze; scadenze in calendario.

Esempio: un salone con titolare e 3 dipendenti, di cui un’apprendista di 17 anni, ha bisogno di DVR con rischio chimico e sezione minori, del corso RSPP del titolare, di un addetto antincendio di livello 1 e di uno al primo soccorso, della formazione dei lavoratori e, con ogni probabilità, del medico competente. I contenuti vanno comunque adattati al salone specifico.

Domande frequentiFAQ

Un salone con soli titolari senza dipendenti deve fare il DVR?
No, se non ci sono lavoratori secondo la definizione dell’art. 2: i titolari che lavorano da soli seguono le regole dell’art. 21 per gli autonomi, cioè attrezzature conformi, DPI adeguati e facoltà di formarsi. Con il primo dipendente, apprendista, tirocinante o socio lavoratore scattano invece tutti gli obblighi del datore di lavoro.
L’estetista che usa la luce pulsata ha obblighi particolari?
Sì: valutazione del rischio da radiazioni ottiche artificiali, DPI oculari specifici per la lunghezza d’onda dell’apparecchio, informazione e formazione dell’operatore, rispetto della scheda tecnica e controllo dell’accesso alla cabina durante il trattamento. I dati del fabbricante sono il punto di partenza della valutazione.
I guanti sono obbligatori per fare la tinta?
Se la valutazione del rischio chimico li prevede, e per tinture e decoloranti accade quasi sempre, il datore di lavoro deve fornirli e farli usare. Vanno scelti in base alla resistenza ai prodotti indicata nelle schede di sicurezza, monouso e sostituiti a ogni cliente, con consegna registrata.

Fonti normative

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