Il piano di emergenza scritto è obbligatorio, secondo l’art. 2 del DM 2 settembre 2021, con almeno 10 lavoratori, nei luoghi aperti al pubblico con più di 50 persone presenti contemporaneamente e nelle attività dell’Allegato I al DPR 151/2011. Negli altri casi le misure per l’incendio vanno nel DVR. Redigiamo il piano, le planimetrie e organizziamo la prova annuale.
Quando il piano scritto è obbligatorio
Ogni datore di lavoro deve organizzare la gestione delle emergenze: designare gli addetti, stabilire come si dà l’allarme e come si evacua, prendere accordi con i soccorsi esterni (artt. 18 e 43 D.Lgs. 81/2008). Il documento scritto, però, è richiesto solo in tre casi, e conta anche il pubblico presente, non solo il numero dei dipendenti. Per la definizione e la storia del documento rimandiamo al glossario sul piano di emergenza.
| Situazione | Piano scritto | Cosa serve comunque |
|---|---|---|
| Luogo di lavoro con almeno 10 lavoratori | Sì | Addetti formati, esercitazione almeno annuale |
| Aperto al pubblico con più di 50 persone presenti insieme, anche con pochi dipendenti | Sì | Procedure per clienti e visitatori, assistenza a chi ha esigenze speciali |
| Attività soggetta ai controlli dei Vigili del Fuoco (Allegato I DPR 151/2011) | Sì | Coerenza con il progetto antincendio e con il fascicolo dei controlli |
| Nessuno dei casi precedenti | No | Misure organizzative e gestionali per l’incendio riportate nel DVR (art. 2, comma 3) |
Esempio: un bar con 4 dipendenti che nelle sere di partita ospita oltre 50 clienti contemporaneamente deve avere il piano scritto, anche se sotto i 10 lavoratori. Un ufficio con 6 impiegati e pochi visitatori, non soggetto ai controlli VVF, non ne ha bisogno: bastano misure e istruzioni riportate nel DVR e addetti designati. Per i negozi la guida al piano di emergenza nelle attività commerciali approfondisce i casi più frequenti.
Come lavoriamo
- Sopralluogo dei locali: vie e uscite di emergenza, porte, punti di raccolta, impianti di allarme e rivelazione, presidi antincendio, aree con pericoli specifici (centrali termiche, depositi, locali tecnici).
- Raccolta dei dati organizzativi: turni, presenze massime di lavoratori e pubblico, lavoratori isolati o in trasferta, persone con esigenze speciali, altre aziende presenti nello stesso edificio.
- Lettura della valutazione del rischio incendio: il piano deve essere coerente con i rischi e il livello degli addetti indicati lì.
- Redazione del piano con compiti nominativi, sequenza delle azioni, numeri di emergenza e istruzioni per l’arrivo dei Vigili del Fuoco.
- Planimetrie di emergenza per piano o area, con posizione dei presidi e percorsi verso il punto di raccolta.
- Informazione ai lavoratori e briefing con gli addetti, poi prova di evacuazione con osservatori e verbale.
Cosa contiene il piano che consegniamo
Il DM 2 settembre 2021 indica i fattori da considerare: caratteristiche dei luoghi con attenzione alle vie di esodo, modalità di rivelazione e diffusione dell’allarme, numero e ubicazione delle persone presenti, lavoratori esposti a rischi particolari, numero di addetti, livello di informazione e formazione. Il documento finale è organizzato per essere usato, non solo archiviato.
- Descrizione dei luoghi, affollamento massimo per area, vie di esodo e punti di raccolta.
- Sistema di allarme: chi lo attiva, come si diffonde, chi chiama i soccorsi e cosa dice.
- Compiti di addetti antincendio, primo soccorso ed evacuazione, con sostituti per turni e assenze.
- Procedure specifiche: incendio, malore, fuga di gas, allagamento, eventi esterni quando pertinenti.
- Misure per assistere le persone con esigenze speciali, lavoratori e visitatori, con nominativo di chi le accompagna.
- Informazioni per i soccorritori: accessi, sezionamento di elettricità e gas, idranti, sostanze presenti.
- Planimetrie e schede sintetiche da affiggere.
Il piano va aggiornato a ogni modifica che possa alterare le misure di prevenzione e protezione, ad esempio un cambio di layout, nuovi reparti o un aumento del personale, informando i lavoratori e coinvolgendo gli addetti.
Addetti e prove di evacuazione
Nei luoghi in cui il piano è richiesto il decreto prevede esercitazioni antincendio con cadenza almeno annuale, salvo regole tecniche specifiche. Un’esercitazione aggiuntiva serve dopo gravi carenze emerse nella prova precedente, dopo un aumento significativo di lavoratori o di affollamento, o dopo modifiche sostanziali al sistema di esodo. Il numero di addetti deve coprire tutti i turni e tutte le aree.
Organizziamo la prova in modo che misuri qualcosa: concordiamo lo scenario con il datore di lavoro, avvisiamo o no i lavoratori secondo l’obiettivo, posizioniamo un osservatore per piano o reparto e cronometriamo i tempi, dall’allarme all’appello al punto di raccolta. Il verbale riporta chi non ha sentito l’allarme, le porte trovate chiuse, i percorsi sbagliati e le correzioni da fare, che entrano nell’aggiornamento del piano.
| Addetti | Formazione iniziale | Aggiornamento |
|---|---|---|
| Antincendio (DM 2/9/2021) | 4, 8 o 16 ore secondo il livello 1, 2 o 3 | 2, 5 o 8 ore almeno ogni 5 anni |
| Primo soccorso (DM 388/2003) | 16 ore gruppo A, 12 ore gruppi B e C | 6 ore gruppo A, 4 ore gruppi B e C, ogni 3 anni |
Nelle aziende fino a cinque lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente i compiti di primo soccorso, prevenzione incendi ed evacuazione (art. 34, comma 1-bis), dopo la formazione. I corsi si organizzano con il corso antincendio e il corso di primo soccorso. Estintori, porte tagliafuoco, illuminazione di sicurezza e impianti vanno controllati secondo il DM 1 settembre 2021 e registrati, ad esempio nel registro antincendio.
Errori tipici trovati nei controlli
- Piano con nominativi di addetti che non lavorano più in azienda o senza attestato valido.
- Planimetrie non aggiornate dopo lavori o cambi di layout, con uscite che non esistono più.
- Nessuna prova di evacuazione registrata, oppure verbale senza tempi, criticità e correzioni.
- Turni serali o del sabato senza alcun addetto presente.
- Uscite di emergenza ingombre o chiuse a chiave durante l’orario di lavoro.
- Nessuna procedura per clienti o lavoratori con disabilità.
Il piano e il verbale dell’ultima prova sono tra i documenti obbligatori che vengono chiesti più spesso, anche in un sopralluogo dei Vigili del Fuoco.
Domande frequentiFAQ
Come si documenta la prova di evacuazione?
In un edificio con più aziende serve un piano unico?
Il titolare può fare l’addetto antincendio?
Le planimetrie di emergenza hanno un formato obbligatorio?
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