Un magazzino deve gestire soprattutto investimenti e urti con i carrelli, caduta di carichi dalle scaffalature, movimentazione manuale e ritmi dei turni. Il DVR deve contenere un piano di viabilità, la valutazione MMC e le regole di ispezione delle scaffalature; i carrellisti devono avere l’abilitazione dell’art. 73, comma 5, e con cooperative in appalto serve il DUVRI.
Dove nascono gli infortuni in magazzino
In un deposito i rischi non stanno nella singola macchina ma nell’incrocio tra mezzi, persone e merce. Un carrello in retromarcia in una corsia dove passa un addetto al picking, un pallet appoggiato male al terzo livello, una banchina senza blocco del camion: sono situazioni che dipendono dall’organizzazione più che dalla conformità delle attrezzature. Per questo il cuore del DVR di un magazzino è il piano di viabilità interna, con planimetria, sensi di marcia, percorsi pedonali e regole di precedenza.
Il secondo blocco è la movimentazione manuale: colli pesanti, prelievi dal livello basso o sopra le spalle, traino di roll e transpallet, frequenze imposte dal sistema di gestione degli ordini. La valutazione segue il Titolo VI e l’Allegato XXXIII con i metodi delle norme ISO 11228 (vedi movimentazione manuale dei carichi). La guida alla sicurezza in magazzino approfondisce i singoli rischi tecnici; qui trovi cosa preparare e come si controlla.
Carrellisti e attrezzature: chi deve avere cosa
| Attrezzatura | Requisito per l’operatore | Controlli sull’attrezzatura |
|---|---|---|
| Carrello elevatore con conducente a bordo | Abilitazione (Accordo 17/04/2025, Parte II, punto 8), corso in presenza con prova pratica, aggiornamento ogni 5 anni | Controllo a inizio turno, manutenzione programmata |
| Carrello a braccio telescopico | Abilitazione specifica per il tipo di carrello | Verifiche periodiche dell’Allegato VII |
| Transpallet elettrico con operatore a terra | Formazione e addestramento documentati (art. 73) | Manutenzione secondo il fabbricante |
| Commissionatore e retrattile | Abilitazione carrelli se rientra tra i carrelli industriali semoventi; addestramento sul modello | Controllo dei dispositivi di trattenuta in quota |
| Piattaforma di lavoro elevabile | Abilitazione PLE | Verifiche periodiche dell’Allegato VII |
| Scaffalature | Addetti informati su portate e segnalazione dei danni | Ispezioni interne frequenti e ispezione periodica da persona competente (UNI EN 15635) |
Con l’Accordo del 2025 i corsi per le attrezzature si svolgono solo in presenza, anche per la parte teorica, e si chiudono con una prova pratica individuale; le durate sono rimaste quelle già previste. Gli attestati conseguiti con le regole precedenti restano validi; l’aggiornamento, di almeno 4 ore di pratica, segue la cadenza quinquennale. Per il percorso completo vedi il corso carrellisti.
Antincendio dei depositi
I locali adibiti a deposito con superficie lorda oltre 1.000 m² e più di 5.000 kg di merci e materiali combustibili sono l’attività 70 del D.P.R. 151/2011: SCIA ai Vigili del Fuoco, registro dei controlli e addetti antincendio di livello 2. Le soglie crescono con le dimensioni: per i depositi al chiuso di materiali combustibili oltre 10.000 m² gli addetti devono conseguire l’idoneità tecnica dei Vigili del Fuoco, oltre 20.000 m² l’attività è di livello 3 (D.M. 2 settembre 2021, Allegati III e IV).
Due punti specifici della logistica: la zona di ricarica delle batterie, che deve essere ventilata e lontana dai materiali combustibili, e la merce stoccata davanti a idranti, estintori e uscite durante i picchi di lavoro. Il piano di emergenza va scritto su più turni, compreso quello notturno con meno persone.
Obblighi riepilogati
| Obbligo | Riferimento | Nota per la logistica |
|---|---|---|
| DVR con piano di viabilità | D.Lgs. 81/2008, art. 28 e Allegato IV | Aggiornato a ogni modifica di layout |
| Valutazione MMC | Artt. 167-169, Allegato XXXIII | Per tipo di collo e postazione, non per magazzino intero |
| Lavoro notturno | D.Lgs. 66/2003 | Sorveglianza sanitaria dei lavoratori notturni |
| Formazione lavoratori | Art. 37; Accordo 17/04/2025 | 4 ore generali più specifica secondo la classe di rischio confermata dal DVR |
| Preposti | Art. 19 e art. 37, c. 7-ter | Capiturno e team leader, 12 ore e aggiornamento ogni 2 anni |
| Appalti e cooperative | Art. 26 | DUVRI, verifica dell’idoneità, tessere di riconoscimento |
Documenti di un magazzino
- DVR con piano di viabilità, valutazione MMC, rumore, microclima (celle frigo) e lavoro notturno
- Attestati di abilitazione dei carrellisti e registro dell’addestramento sui mezzi in uso
- Libretti, manutenzioni e controlli dei carrelli; verifiche periodiche per i carrelli a braccio telescopico (Allegato VII)
- Verbali di ispezione delle scaffalature e targhe di portata
- Nomine di RSPP, medico competente, addetti alle emergenze; individuazione dei capiturno come preposti
- DUVRI e documenti delle imprese o cooperative in appalto, con tessere di riconoscimento
- Registro di consegna DPI: calzature, guanti, gilet ad alta visibilità, abbigliamento per il freddo
- Piano di emergenza ed evacuazione, con verifica della pratica antincendio se il deposito rientra nel D.P.R. 151/2011
Cosa trovano più spesso gli ispettori
- Corsie pedonali disegnate a terra ma ingombrate da pallet, quindi inutilizzabili.
- Carrellisti della cooperativa senza abilitazione, o con attestato per un tipo di carrello diverso.
- Montanti delle scaffalature danneggiati e mai registrati, targhe di portata assenti.
- Valutazione MMC fatta una volta e mai aggiornata dopo l’arrivo di un nuovo cliente con colli più pesanti.
- Capiturno che di fatto sono preposti ma non sono stati individuati né formati.
- Nessun blocco del camion in banchina durante il carico con il carrello.
Quando nel magazzino lavorano più datori di lavoro (committente, cooperativa, agenzia di somministrazione), ognuno risponde della formazione dei propri addetti, ma il committente deve verificare l’idoneità e coordinare le misure; per i danni non indennizzati dall’INAIL risponde in solido (art. 26, c. 4).
Come impostiamo il lavoro con un centro logistico
- Sopralluogo con planimetria aggiornata, flussi dei mezzi e orari dei turni.
- Piano di viabilità e DVR con valutazione MMC per postazione e tipo di collo.
- Censimento dei mezzi e degli operatori, con verifica degli attestati di tutti i datori di lavoro presenti.
- Verifica della posizione antincendio e del piano di emergenza per turno.
- Calendario di formazione, abilitazioni, ispezioni delle scaffalature e verifiche periodiche.
Esempio: un magazzino di 6.000 m² con 30 dipendenti diretti, 20 soci di cooperativa e un turno notturno rientra nell’attività 70 se supera i 5.000 kg di materiali combustibili, ha bisogno di addetti antincendio di livello 2 su tutti i turni e di un DUVRI con la cooperativa che regoli l’uso condiviso dei carrelli. Il piano va comunque adattato al caso specifico, partendo dal sopralluogo di sicurezza.
Domande frequentiFAQ
Il transpallet elettrico richiede l’abilitazione dei carrellisti?
Chi ispeziona le scaffalature e ogni quanto?
I lavoratori della cooperativa in appalto sono formati dalla cooperativa?
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