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FAQ scaffalature metalliche da magazzino

Portata, montaggio, ispezioni e gestione dei danni delle scaffalature portapallet e leggere secondo il D.Lgs. 81/2008 e la UNI EN 15635.

Risposta rapida

Le scaffalature sono attrezzature di lavoro (art. 69 del D.Lgs. 81/2008): devono avere la targa di portata, essere montate secondo le istruzioni del fabbricante e ispezionate. La UNI EN 15635 prevede controlli frequenti interni e un’ispezione annuale da persona competente, con gestione dei danni a tre livelli.

Riferimenti: D.Lgs. 81/2008, artt. 69-71; norme UNI EN 15512, 15620, 15629 e 15635.

Domande frequenti sulle scaffalatureFAQ

Le scaffalature da magazzino devono essere marcate CE?
No: le scaffalature statiche non sono macchine e non rientrano in una normativa di prodotto che preveda la marcatura CE. Sono però attrezzature di lavoro ai sensi dell’art. 69 del D.Lgs. 81/2008, quindi devono essere idonee all’uso, installate secondo le istruzioni del fabbricante e mantenute in buono stato (artt. 70 e 71). Per le scaffalature portapallet i riferimenti tecnici sono le norme UNI EN 15512 (progettazione), UNI EN 15620 (tolleranze), UNI EN 15629 (specifiche) e UNI EN 15635 (uso e manutenzione).
Cosa deve esserci su ogni scaffalatura?
La targa di portata, ben visibile, con i carichi massimi ammessi per livello e per campata e la configurazione a cui si riferiscono (numero e altezza dei livelli). Il fabbricante deve fornire istruzioni di montaggio, uso e manutenzione. Se si cambia la configurazione, per esempio spostando i correnti, la portata va ricalcolata e la targa aggiornata con il fabbricante o un progettista.
Ogni quanto vanno ispezionate?
La UNI EN 15635 prevede ispezioni a più livelli: segnalazione immediata dei danni da parte di chi lavora, ispezioni visive frequenti (di norma settimanali o con la periodicità fissata dal responsabile) e un’ispezione da parte di una persona tecnicamente competente almeno ogni 12 mesi, con rapporto scritto. Il datore di lavoro designa un responsabile della sicurezza delle attrezzature di immagazzinaggio che organizza i controlli.
Cosa fare se un carrello urta e deforma un montante?
Segnalarlo subito e valutare il danno secondo i criteri della UNI EN 15635, che classifica i danni in tre livelli: verde (sotto soglia, da monitorare), ambra (da riparare in tempi brevi, senza ricaricare la parte interessata dopo lo scarico) e rosso (scarico immediato e messa fuori servizio della zona fino alla riparazione). I componenti danneggiati si sostituiscono con ricambi originali, non si raddrizzano.
Servono protezioni contro gli urti?
Nelle zone di transito dei carrelli sono raccomandate dalle norme tecniche protezioni alla base dei montanti e paracolpi di testata, oltre a corsie di dimensioni adeguate ai mezzi. La valutazione dei rischi deve considerare l’interazione tra mezzi di movimentazione e scaffalature, e i carrellisti devono essere formati e abilitati.
Le scaffalature vanno considerate nel DVR?
Sì: rischio di crollo, caduta di materiali dall’alto, urti, scale e accesso ai livelli alti, ancoraggio a pavimento e a parete per quelle leggere. Il DVR deve indicare il responsabile delle ispezioni, la periodicità e le regole di carico (peso massimo, disposizione dei pallet, divieto di arrampicarsi).
Le scaffalature leggere da ufficio o negozio hanno gli stessi obblighi?
Gli obblighi generali sono gli stessi (idoneità, stabilità, manutenzione), ma con rischi minori. Vanno fissate a muro o tra loro quando c’è rischio di ribaltamento, caricate con i pesi maggiori in basso e non usate come scale. Le norme della serie UNI EN 15635 riguardano le scaffalature industriali, ma i loro principi di ispezione sono utili anche per quelle leggere.

Fonti normative

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