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Guida definitiva · 2026

Sicurezza Magazzino e Logistica: la Guida Definitiva 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza in magazzino e nella logistica: carrelli elevatori, scaffalature UNI EN 15635, movimentazione carichi, antincendio, autisti, formazione e abilitazioni.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il magazzino è classificato rischio medio (ATECO 52) con formazione lavoratori 12 ore. Le mansioni chiave richiedono abilitazione ai sensi dell’Accordo Stato-Regioni 22/02/2012 (carrelli elevatori 12h, gru, PLE). Le scaffalature seguono UNI EN 15635 con ispezioni periodiche. La MMC va valutata con NIOSH/Snook-Ciriello/OCRA. L’antincendio è tipicamente livello 2 con possibili compartimentazioni REI.

1. Quadro normativo applicabile al magazzino

La gestione di un magazzino, di un hub logistico o di un centro di distribuzione richiede l’applicazione integrata di numerose fonti normative. Il riferimento generale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico), con particolare rilievo per: art. 64 (requisiti dei luoghi di lavoro, allegato IV), art. 71 (attrezzature di lavoro), art. 73 (informazione e formazione su attrezzature), art. 87 (sanzioni), Titolo III Capo I (uso delle attrezzature), Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi), Titolo VIII (agenti fisici: rumore, vibrazioni).

Si aggiungono: l’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 sull’abilitazione dei conduttori di attrezzature (carrelli elevatori, PLE, gru, escavatori, autogrù, trattori), la UNI EN 15635 per le scaffalature, il D.M. 02/09/2021 per la gestione delle emergenze antincendio, il DPR 151/2011 per le attività soggette a controllo VVF (i magazzini di certa dimensione vi rientrano), il Regolamento CE 561/2006 per i tempi di guida e riposo degli autisti, il D.Lgs. 35/2010 per la formazione professionale dei conducenti (CQC), l’Accordo Europeo ADR per il trasporto di merci pericolose, le norme ATEX (Titolo XI D.Lgs. 81/08) per i depositi di sostanze infiammabili e i locali di ricarica batterie.

Le norme tecniche di riferimento sono: UNI EN 12464-1 (illuminazione interni), UNI EN ISO 9612 (rumore), ISO 11228 e UNI EN 1005 (movimentazione carichi), UNI EN 1492 / 13414 (imbracature di sollevamento), CEI 64-8(impianti elettrici). Per i magazzini food si aggiungono Reg. CE 852/2004 (HACCP), Reg. CE 1935/2004 (materiali a contatto alimenti); per i farmaceutici le GMP e le norme MDR/IVDR.

123 Consulenza ti aiuta a verificare gli obblighi applicabili al tuo magazzino e supportiamo la gestione documentale e formativa adattata al caso specifico.

2. I rischi tipici del magazzino e della logistica

Il magazzino concentra una varietà di pericoli derivanti dalla compresenza di attrezzature di sollevamento e movimentazione, scaffalature ad alta quota, pedoni, mezzi pesanti, carichi anche voluminosi. La mappatura tipica nel DVR include otto categorie principali:

RischioSorgenti tipicheMisure prioritarie
Investimento da carrelliPromiscuità pedoni-mezzi, retromarce, angoli ciechi, picking dinamicoSeparazione percorsi, specchi, lampeggianti, velocità 10 km/h max
Caduta carichi e instabilità scaffalatureSovraccarico, urti su montanti, errato impilamento, carichi instabiliUNI EN 15635, PRSES, cartelli portate, controlli mensili
MMC e biomeccanicoPicking ai piani, carichi gravosi, posture forzate, ripetitivitàNIOSH, OCRA, ausili meccanici, rotazione mansioni
Scivolamento e cadute in pianoLiquidi, oli idraulici dei muletti, residui di imballaggiCalzature S3 SRC, pulizia immediata, pavimenti R10-R11
Cadute dall’altoPicking in altezza, salita su scaffali, ribaltabili camionPLE, scale a norma, divieto salita scaffali, parapetti ribaltabili
Rischio elettrico e ATEX (batterie)Area ricarica, batterie piombo (idrogeno), litio (termico), prese sovraccaricheArea ventilata dedicata, segregazione, formazione, divieto fumo
AntincendioCarico d’incendio elevato (cartoni, plastica), prese, batterie, gasolioCompartimentazioni REI, estintori, sprinkler, addetti livello 2/3
Stradale e ADRAutisti in trasferta, scarico/carico, ADR per merci pericoloseCQC, Reg. CE 561/2006, CFP ADR, DGSA aziendale

3. Carrelli elevatori e abilitazione Accordo 22/02/2012

La conduzione dei carrelli elevatori (muletti) richiede abilitazione specifica ai sensi dell’art. 73 c. 5 D.Lgs. 81/08 e dell’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012. Senza abilitazione documentata la conduzione è vietata: l’art. 87 c. 2 lett. c sanziona il datore di lavoro con ammenda da 1.300 a 5.500 euro. La formazione si articola in:

L’abilitazione è personale e intrasferibile: il lavoratore la porta con sé anche cambiando azienda. Il datore di lavoro deve mantenere registro degli abilitati e copia degli attestati. Le verifiche ispettive controllano per ogni carrellista la corrispondenza fra abilitazione posseduta e attrezzatura condotta.

4. Muletti elettrici, diesel, GPL: rischi specifici

La scelta dell’alimentazione del carrello incide significativamente sui rischi gestionali.

I muletti diesel sviluppano gas di scarico contenenti NOx, particolato fine (PM10 e PM2.5), CO. Sono ammessi all’interno di magazzini solo in presenza di ventilazione adeguata e di valutazione del rischio chimico ex Titolo IX. Le ispezioni rilevano frequentemente esposizioni eccedenti i limiti per la classe degli aldeidi e del particolato. Per ambienti chiusi la scelta è spesso da evitare; se necessaria vanno installati filtri DPF, fatte misurazioni periodiche, garantito ricambio d’aria.

I muletti GPL sviluppano CO e CO2. Sono ammessi al chiuso con adeguata ventilazione e con bombole conformi (verifica decennale ai sensi del Dlgs 17/2010 e del Codice Beni Mobili). La sostituzione bombole richiede area dedicata e formazione. Il rischio di accumulo di GPL in aree depresse (per maggior densità del gas) va valutato.

I muletti elettrici sono la scelta standard per ambienti chiusi. Richiedono area di ricarica dedicata con caratteristiche specifiche:

5. Scaffalature: UNI EN 15635 e verifiche periodiche

Le scaffalature in acciaio per immagazzinamento sono opere strutturali soggette a normativa specifica. La norma UNI EN 15635 (uso e manutenzione delle scaffalature di acciaio) prescrive un sistema strutturato di gestione:

La maggior parte dei crolli di scaffalature ha origine in urti di carrelli ai montanti perimetrali e in sovraccarico per errato dimensionamento. I paracolpi sui montanti (sleeve protector certificati) sono buona prassi consolidata.

6. Scivolamento, cadute in piano e ordine del magazzino

Lo scivolamento è una causa frequente di infortuni in magazzino, spesso sottovalutata per la convinzione che il pavimento industriale sia “sempre asciutto”. Le sorgenti tipiche sono perdite di olio idraulico dai muletti, sversamenti di liquidi durante la movimentazione, residui di film o pellicole di imballaggio, condensa nelle celle frigorifere, infiltrazioni in zone di carico/scarico.

Le misure includono: pavimenti industriali con classe antisdrucciolo R10-R11 secondo DIN 51130; calzature S3 SRC obbligatorie (suola con scanalatura, puntale, soletta antiperforazione); procedura di pulizia immediata degli sversamenti con segnaletica temporanea “pavimento bagnato”; gestione del 5S o similare per mantenere ordine; vie d’uscita libere e zone di sicurezza intorno alle baie di carico.

Le cadute dall’alto in magazzino derivano principalmente da: salita non autorizzata sugli scaffali (vietata sempre); uso di scale portatili non conformi o senza piattaforma; ribaltabili dei camion; picking in altezza senza PLE adeguata; passerelle e soppalchi senza parapetti. Per il picking in altezza l’unica soluzione conforme sono i carrelli elevatori commissionatori (picking truck) con piattaforma e DPI anticaduta integrati, o le PLE.

7. Movimentazione manuale carichi: NIOSH, OCRA, Snook-Ciriello

La movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI del D.Lgs. 81/08, artt. 167-171) include operazioni di sollevamento, deposito, spinta, traino, trasporto. La valutazione segue metodi internazionalmente riconosciuti.

Il metodo NIOSH (Lifting Equation) calcola l’indice di sollevamento (LI) come rapporto fra peso effettivamente sollevato e peso raccomandato (RWL). RWL è prodotto di sei fattori riduttivi (distanza orizzontale, verticale, dislocazione, frequenza, asimmetria, presa). Soglie operative:

Il metodo Snook-Ciriello valuta traino e spinta di carrelli, transpallet manuali, carichi su ruote. Calcola le forze massime accettabili (sui percentili 75 maschi e 90 femmine) per iniziare il movimento e per mantenerlo, in funzione di distanza, altezza presa, frequenza. Se le forze richieste dal compito superano i valori la mansione non è accettabile.

Il metodo OCRA (Occupational Repetitive Actions) valuta il rischio biomeccanico da movimenti ripetitivi degli arti superiori. È rilevante per picking dinamico ad alta frequenza, confezionamento, etichettatura. La checklist OCRA fornisce un indice; sopra 2,3 vanno predisposte misure di mitigazione e sorveglianza sanitaria.

La sorveglianza sanitaria per MMC è prescritta dall’art. 168 quando la valutazione evidenzia rischio non tollerabile. Il medico competente programma visite preventive e periodiche con esame muscoloscheletrico mirato, prevede idoneità con limitazioni quando opportuno.

8. Urti, investimenti e separazione percorsi

L’investimento da carrello è una delle cause principali di infortuni mortali in magazzino. Le misure tecnico-organizzative includono:

9. Carichi sospesi: gru, paranchi, imbracature

La movimentazione di carichi sospesi con gru a ponte, gru a colonna, paranchi, autogrù richiede: attrezzature conformi (DPR 459/96 e D.Lgs. 17/2010 per dichiarazione di conformità); verifiche periodiche obbligatorie (allegato VII D.Lgs. 81/08: prima verifica entro 60 giorni dall’installazione a cura INAIL; verifiche successive annuali a cura ASL o organismi abilitati per la maggior parte delle gru); operatori abilitati ai sensi dell’Accordo 22/02/2012 (autogrù 14 ore: 4 teoria + 10 pratica; gru a torre 14 ore); imbracature certificate (UNI EN 1492 per cinghie sintetiche, UNI EN 13414 per funi metalliche, UNI EN 13889 per ganci), con scheda di controllo e portata indicata.

Le regole operative includono: divieto assoluto di stazionamento sotto il carico sospeso; comunicazione gruista-imbracatore con segnali standardizzati o ricetrasmittenti; rispetto del coefficiente di carico indicato sull’imbracatura considerando l’angolo di tiro (un’imbracatura indicata 1.000 kg a 90° vale solo 500 kg a 60° di angolo del cappio); verifica visiva pre-utilizzo dell’imbracatura (assenza tagli, usura, deformazioni). Per imbracature in poliestere il deterioramento UV è significativo: vanno stoccate al riparo.

10. Spazi confinati: cassoni, silos, contenitori

In magazzino e logistica si possono presentare spazi confinati: cassoni per stoccaggio di sfusi, silos verticali, contenitori intermodali chiusi (in particolare se hanno trasportato materiali che possono rilasciare gas: legna, granaglie, prodotti fumiganti), vasche di raccolta liquidi, vespai e intercapedini. Quando si entra in tali spazi si applica il DPR 14/09/2011 n. 177: qualificazione delle imprese, formazione e addestramento specifici, presenza di sorveglianza esterna, misurazione strumentale dell’atmosfera (ossigeno, esplosività, gas tossici), sistemi di evacuazione (treppiede, argano), DPI III categoria, procedure scritte di permesso di lavoro.

Particolare attenzione va data ai container marittimi chiusi: numerosi incidenti mortali sono dovuti all’apertura senza ventilazione preventiva di container fumigati (con fosfina o solfuro di carbonio per disinfestazione). La procedura aziendale deve prescrivere apertura, ventilazione, misurazione, prima dell’ingresso.

11. Antincendio: livello 2/3 e carico d’incendio

I magazzini sono ambienti con carico d’incendio frequentemente elevato (cartoni, plastica, pallet legno, prodotti tessili, materie chimiche). Il D.M. 02/09/2021 colloca la maggior parte dei magazzini al livello 2: formazione addetti antincendio 8 ore. Per magazzini con specifiche criticità (carico d’incendio elevato, sostanze infiammabili, liquidi combustibili, depositi cartari) si sale al livello 3: 16 ore con esame VVF.

Il DPR 151/2011 classifica fra le attività soggette a controllo VVF i depositi di materiali combustibili (attività 70) con superficie coperta superiore a 1.000 m² o quantità in massa superiore a 50.000 kg. Per tali attività è richiesto il CPI o la SCIA antincendio, l’osservanza delle regole tecniche specifiche (D.M. 03/08/2015 e successivi codici), il rispetto delle attestazioni periodiche di rinnovo.

Le misure tecniche tipiche includono: compartimentazioni REI (60 o 120) fra aree di stoccaggio diverse; impianti di rivelazione fumi nelle zone a maggior rischio; eventuali impianti sprinkler dimensionati secondo UNI EN 12845; idranti UNI 45/70 con riserva idrica adeguata; estintori a polvere/CO2 dimensionati per superficie e carico d’incendio; illuminazione di emergenza con autonomia minima 60 minuti; segnaletica fotoluminescente; piano di emergenza con planimetria; prove di evacuazione documentate annualmente.

12. Sicurezza autisti e rischio stradale

Gli autisti sono lavoratori a tutti gli effetti se assunti dal datore. La valutazione del rischio per gli autisti include:

13. Formazione: 12 ore rischio medio + abilitazioni

La logistica è classificata rischio medio dall’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. Formazione lavoratori: 12 ore complessive (4 generale + 8 specifica), aggiornamento 6 ore ogni 5 anni. A questa si sommano le abilitazioni specifiche:

Attrezzatura / MansioneOre formazioneAggiornamento
Lavoratore magazzino base12 ore (4+8) rischio medio6 ore ogni 5 anni
Carrellista (Accordo 22/02/2012)12 ore (8 teoria + 4 pratica per tipologia)4 ore ogni 5 anni
Operatore PLE10 ore con o senza stabilizzatori4 ore ogni 5 anni
Operatore gru a ponte12 ore (4 teoria + 8 pratica)4 ore ogni 5 anni
Operatore autogrù14 ore (4 + 10)4 ore ogni 5 anni
Preposto magazzino8 ore aggiuntive + aggiornamento periodicoBiennale (Accordo 2025)
Addetto antincendio livello 28 ore (DM 02/09/2021)Allegato III DM
Addetto primo soccorso gruppo B12 ore (DM 388/2003)4 ore triennale
Autista CQC280 ore formazione iniziale35 ore ogni 5 anni
Autista ADRCFP iniziale (18-24 ore per classi base)Quinquennale

Documenti minimi per un magazzino — checklist sintetica

  • DVR completo con valutazione MMC (NIOSH/OCRA), rumore, vibrazioni, ATEX se applicabile
  • Layout magazzino con corsie pedonali, percorsi mezzi, aree di sosta
  • Cartelli portata su ogni campo scaffalatura + manuale UNI EN 15635
  • Registro ispezioni mensili/annuali scaffalature (PRSES + tecnico esterno)
  • Abilitazioni carrellisti e altri operatori ex Accordo 22/02/2012
  • Verifiche periodiche allegato VII per gru a ponte/autogru/PLE
  • Nomine RSPP, RLS, medico competente, addetti emergenza
  • Attestati formazione lavoratori 12 ore + aggiornamento
  • DPI consegnati: calzature S3, gilet alta visibilità, guanti, eventuale udito
  • Piano di emergenza con planimetria di evacuazione e prove annuali
  • CPI o SCIA antincendio se attività 70 DPR 151/2011
  • DUVRI con autotrasportatori esterni e fornitori (art. 26)

14. Sanzioni e controlli ASL/INL

Le ispezioni in magazzino dell’ASL e dell’INL si concentrano frequentemente su: abilitazioni carrellisti, manutenzione e verifiche scaffalature, separazione percorsi pedoni/mezzi, DPI consegnati e formati, DVR coerente con l’operatività, prevenzione incendi (CPI/SCIA se dovuto). Le sanzioni più frequenti:

La sospensione dell’attività imprenditoriale ex art. 14 può essere disposta dall’INL per gravi e reiterate violazioni o lavoro nero. In magazzini con violazioni multiple (carrellisti non abilitati + scaffalature pericolose + DVR carente) la sospensione è una possibilità concreta.

15. Casi pratici: 3PL, hub, magazzini food

Operatore 3PL (Third Party Logistics)

Un operatore 3PL gestisce magazzini per conto di committenti diversi. Specificità: rischi interferenziali significativi con i committenti (DUVRI ex art. 26 dettagliato per ciascun cliente), necessità di flessibilità nei flussi (frequenti riconfigurazioni layout, con conseguente ricalcolo strutturale scaffalature), formazione periodica del personale su prodotti diversi (anche classi di rischio diverse: food, farma, chimico). La nostra sezione dedicata alla logistica fornisce ulteriori elementi.

Hub e-commerce

Gli hub di e-commerce hanno specificità di alta intensità di picking, automazione parziale (sistemi shuttle, AS/RS, sorter), ritmi di lavoro elevati durante picchi stagionali (Black Friday, Natale). Rischi tipici: MMC e OCRA significativi (picking ad alta frequenza), stress da KPI (UPH — Units Per Hour), urti con AGV/AMR (robot autonomi che condividono spazio con pedoni: serve segregazione o certificazioni di safety), antincendio elevato per volumi di cartoni. La valutazione del rischio per l’interazione uomo-robot collaborativi segue UNI EN ISO 15066.

Magazzino food

I magazzini food sommano agli obblighi di sicurezza quelli HACCP (Reg. CE 852/2004): tracciabilità lotti, gestione catena del freddo (celle a temperature controllate, registri continui), separazione allergeni, controllo infestanti. I lavoratori nelle celle frigorifere a temperature negative (es. -25°C per surgelati) hanno esposizione a microclima severo: pause obbligatorie, indumenti termici, formazione specifica, sorveglianza sanitaria. Le celle sono di norma considerate spazi parzialmente confinati: in caso di guasto dell’impianto possono concentrarsi vapori di refrigerante (ammoniaca o gas fluorurati) con rischio di anossia o tossicità. La nostra guida HACCP approfondisce questi aspetti.

FAQ — Sicurezza magazzinoFAQ

Quante ore di abilitazione servono per condurre un muletto?
L’Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 stabilisce per i carrelli industriali semoventi (muletti) un corso di 12 ore: 8 ore di teoria comuni a tutte le tipologie + 4 ore di modulo pratico specifico per ciascun tipo (carrelli industriali semoventi con conducente a bordo: a contrappeso, a forche retrattili, laterali, ecc.). Per chi guida più tipologie ci sono moduli pratici aggiuntivi. L’aggiornamento è di 4 ore ogni 5 anni con almeno 3 ore di pratica. Senza abilitazione documentata la conduzione è vietata e il datore è sanzionato dall’art. 87 D.Lgs. 81/08 (ammenda da 1.300 a 5.500 euro). L’abilitazione è personale, intrasferibile e accompagna il lavoratore.
Le scaffalature richiedono verifiche periodiche obbligatorie?
Sì. La norma UNI EN 15635 (uso e manutenzione delle scaffalature di acciaio) richiede ispezione visiva periodica (mensile o trimestrale a cura di addetto interno designato — PRSES, Person Responsible for Storage Equipment Safety) e ispezione tecnica esperta annuale a cura di tecnico qualificato esterno. L’ispezione classifica i danni (verde = utilizzabile, ambra = monitoraggio e riparazione programmata, rosso = scaffalatura inutilizzabile finché non riparata). Tutte le ispezioni vanno documentate per iscritto e conservate. La cartellonistica deve riportare portate massime per montante e per livello. Il D.Lgs. 81/08 art. 71 richiede comunque manutenzione e verifiche delle attrezzature di lavoro.
Come si valuta il rischio MMC in magazzino?
Il Titolo VI del D.Lgs. 81/08 prescrive la valutazione della movimentazione manuale dei carichi. I metodi riconosciuti sono: NIOSH (Lifting Index) per le azioni di sollevamento ai piani; Snook-Ciriello per traino e spinta di carrelli e transpallet manuali; OCRA per le azioni ripetitive degli arti superiori (es. picking ad alta frequenza); MAPO per la movimentazione di pazienti (non applicabile in logistica ordinaria). La valutazione restituisce un indice di rischio: sotto 0,75 accettabile, 0,76-1,25 borderline da monitorare, 1,26-3 rischio significativo con interventi, oltre 3 rischio elevato con interventi prioritari. Se il rischio supera la soglia di azione scatta la sorveglianza sanitaria del medico competente.
Posso usare lo stesso muletto sia elettrico per interni che a gasolio per esterni?
L’abilitazione del conduttore copre la tipologia per cui ha svolto la pratica (a contrappeso, retrattile, ecc.), non l’alimentazione. Il muletto va però scelto coerentemente con l’ambiente: i muletti diesel sviluppano gas di scarico (NOx, particolato, CO) e non possono essere usati in ambienti chiusi senza ventilazione adeguata e senza valutazione dell’esposizione a gas di scarico (è un rischio chimico). I muletti GPL sono ammissibili in ambienti chiusi solo con ricambio d’aria adeguato e bombole in regola. I muletti elettrici sono la scelta standard per ambienti interni: richiedono però area dedicata di ricarica con ventilazione (rischio idrogeno per batterie al piombo) o gestione delle batterie al litio (rischio termico). La valutazione del DVR deve coprire questi aspetti.
Quali separazioni percorsi devo predisporre fra carrelli e pedoni?
L’art. 64 D.Lgs. 81/08 e l’allegato IV richiedono che la viabilità interna del magazzino sia organizzata in modo da garantire la sicurezza dei lavoratori. Le buone prassi includono: corsie pedonali tracciate a terra con colore contrastante (giallo o verde), larghezza minima 90-120 cm, separate fisicamente quando possibile da carrelli (transenne, paletti, jersey); attraversamenti pedonali con specchi parabolici nei punti ciechi; segnalatori acustici e visivi (lampeggianti azzurri o blue spot) sui carrelli; velocità massima di 10 km/h in magazzino e 5 km/h nei punti di carico/scarico; divieto di sosta pedoni in zona ribaltabile; passaggi obbligati sulle porte automatiche con barriere ottiche.
Il magazzino è classificato come rischio medio o alto?
Dipende dall’attività specifica. L’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 classifica la logistica (ATECO 52) come rischio medio: 12 ore di formazione lavoratori (4 generale + 8 specifica), aggiornamento 6 ore ogni 5 anni. Tuttavia magazzini con specifici rischi aggiuntivi (movimentazione carichi sospesi gravosi, sostanze chimiche pericolose, atmosfere esplosive ATEX da polveri o liquidi infiammabili, attività in spazi confinati, refrigerazione in celle a temperature critiche) possono richiedere classificazione rischio alto per le mansioni specifiche (16 ore). I magazzini food e farmaceutici hanno spesso esigenze HACCP/GMP che integrano gli obblighi di sicurezza.
Devo formare anche i camionisti e gli autisti come lavoratori in magazzino?
Sì se sono tuoi dipendenti. La formazione lavoratori è dovuta indipendentemente dal luogo di lavoro principale (camion vs magazzino). Per gli autisti la formazione specifica deve coprire il rischio stradale (Codice della Strada, tempi di guida e riposo Regolamento CE 561/2006, gestione affaticamento), la movimentazione manuale (carico/scarico), il rischio chimico (per trasporto ADR di merci pericolose c’è il patentino specifico), l’uso di gru su autocarro se presente. Per autotrasporti di merci pericolose si applica l’Accordo Europeo ADR con CFP autista e DGSA aziendale. Gli autisti di vettori esterni (corrieri) non sono tuoi lavoratori ma il loro accesso al tuo magazzino genera rischi interferenziali ex art. 26 (DUVRI).
In magazzino quale livello antincendio devo applicare?
Il D.M. 02/09/2021 ha sostituito il DM 10/03/1998 con tre livelli (1, 2, 3). I magazzini tipici si collocano al livello 2 (formazione 8 ore) per la presenza di materiali combustibili, carrelli elevatori, prese elettriche industriali. Magazzini con carico d’incendio specifico elevato (es. depositi cartari, plastica, prodotti chimici, liquidi infiammabili) e quelli soggetti a controllo VVF ex DPR 151/2011 (attività 70: depositi di merci e materiali vari con superficie coperta superiore a 1.000 m² o quantità in massa superiore a 50.000 kg) ricadono al livello 3 (16 ore con esame VVF). Le misure tecniche includono compartimentazioni REI, sistemi di rivelazione fumi, eventuali impianti sprinkler, manichette UNI 45/70.
Le scaffalature drive-in e cantilever hanno regole diverse?
Tutte le tipologie di scaffalature in acciaio rientrano nella UNI EN 15635 ma con specifiche prestazionali diverse. Le scaffalature porta-pallet tradizionali hanno regole standard di ispezione e tolleranze. Le drive-in (in cui il carrello entra fra le rampe) richiedono particolare attenzione alle tolleranze di guida e al rischio di urto contro le strutture: spesso sono usurate proprio per i contatti accidentali dei muletti. Le cantilever (per lunghi: tubolari, profilati, legname) hanno carico ammissibile per mensola e rischio di rovesciamento se sovraccaricate o caricate asimmetricamente. Le ammezzati (soppalchi industriali) sono classificabili come opere strutturali e seguono norme edilizie (NTC 2018) oltre alla 15635. In ogni caso vanno documentate portate, calcoli di stabilità (a carico del fornitore certificato) e ispezioni periodiche.
Per i picker / pickeristi va valutato il rischio OCRA?
Sì, se la frequenza di azioni ripetitive supera le soglie. Il metodo OCRA (Occupational Repetitive Actions) — checklist o indice — è il riferimento per valutare il rischio biomeccanico da movimenti ripetitivi degli arti superiori. Nei picking a quantità elevata (oltre 600 picks/turno, distanze e pesi variabili) il rischio cumulativo è frequentemente significativo. La valutazione tiene conto di: frequenza azioni, durata azioni, postura, forza, recupero. Se l’indice OCRA supera 2,3 si attivano misure di mitigazione (rotazione mansioni, automazioni dei picking più frequenti, ausili meccanici, breve pausa supplementare) e sorveglianza sanitaria del medico competente per patologie tendinee dell’arto superiore.
I rider e i fattorini delle piattaforme delivery sono lavoratori in magazzino?
La normativa sui rider è complessa e in evoluzione. Il D.L. 101/2019 (convertito L. 128/2019) ha introdotto tutele specifiche: applicazione del D.Lgs. 81/08 in tema di sicurezza e sorveglianza sanitaria; assicurazione INAIL obbligatoria; copertura per malattia e infortunio; informativa contrattuale. I rider che ritirano merce in un magazzino aziendale generano per il committente rischi interferenziali (DUVRI ex art. 26 quando rilevante). Se sono propri dipendenti, il datore deve valutare il rischio stradale, la MMC dei colli, l’esposizione a microclima estremo (caldo/freddo), lo stress da tempistica, l’uso del veicolo. Per i rider tramite piattaforma il rapporto è disciplinato da regole specifiche del settore.
Quanto costa attrezzare un magazzino per la sicurezza?
L’investimento dipende da metratura, attività, livello di automazione attuale. Voci tipiche: cartellonistica e segnaletica orizzontale/verticale, specchi parabolici, paracolpi su scaffalature e angoli, lampeggianti su carrelli, separazioni percorsi pedoni/mezzi, illuminazione di emergenza, estintori e manichette, sistema antincendio, formazione iniziale dei lavoratori, abilitazione carrellisti, eventuale fornitura DPI (calzature S3, guanti, gilet ad alta visibilità classe 2). Per un magazzino medio (1.000-3.000 m²) l’investimento iniziale di compliance si colloca tipicamente in fasce medie; quello di gestione annuale (formazione, manutenzioni, ispezioni) è ricorrente. Vedi pagina costi per indicazioni di massima.

17. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza (artt. 17, 28, 64, 71, 87, 168-169)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi)
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — Abilitazione conduzione attrezzature di lavoro
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti, dirigenti
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro
  • UNI EN 15635 — Uso e manutenzione delle scaffalature di acciaio per immagazzinamento
  • ISO 11228 e UNI EN 1005 — Ergonomia: movimentazione manuale carichi (metodi NIOSH, Snook-Ciriello)
  • Regolamento CE 561/2006 — Tempi di guida e riposo per gli autisti

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dall’attività, dai layout, dalle attrezzature, dalla normativa vigente; DVR, formazione e abilitazioni devono essere adattati al caso specifico. Per il tuo magazzino ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili.

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