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Sicurezza sul lavoro nell’industria manifatturiera

Metalmeccanica, plastica, legno, alimentare industriale, tessile: reparti produttivi con macchine e agenti fisici e chimici richiedono un DVR con valutazioni strumentali e un’organizzazione della sicurezza strutturata.

Risposta rapida

Un’azienda manifatturiera deve avere un DVR con valutazioni specifiche, spesso strumentali: rumore, vibrazioni, agenti chimici, atmosfere esplosive, movimentazione e movimenti ripetitivi. Le macchine devono essere conformi e mantenute, gli apparecchi dell’Allegato VII sottoposti a verifiche periodiche, i capireparto formati come preposti. La formazione specifica dei lavoratori è di norma ad alto rischio, 12 ore.

Cosa rende diverso il DVR di uno stabilimento

In un ufficio la valutazione dei rischi è soprattutto osservazione e organizzazione. In uno stabilimento produttivo una parte importante del DVR si basa su misure strumentali e su documenti tecnici delle macchine. Senza fonometrie, accelerometrie e un inventario delle sostanze con le schede di sicurezza aggiornate, il documento non regge a un controllo, perché le soglie di legge sono numeriche.

Le soglie che usiamo più spesso sono queste: per il rumore i valori di azione sono 80 e 85 dB(A) e il valore limite 87 dB(A) (art. 189); per le vibrazioni mano-braccio il valore d’azione è 2,5 m/s² e il limite 5 m/s², per il corpo intero 0,5 e 1,0 m/s² (art. 201). La valutazione degli agenti fisici va aggiornata almeno ogni quattro anni (art. 181). Per il metodo di misura vedi le pagine sulla valutazione del rischio rumore e sulla valutazione delle vibrazioni.

Rischi tipici per reparto

AreaRischiValutazioni e misure
Lavorazioni meccanicheOrgani in movimento, proiezione di trucioli, rumore, oli lubrorefrigerantiRipari e dispositivi interbloccati, verifica di conformità delle macchine, misure fonometriche, rischio chimico
Saldatura e taglioFumi metallici, radiazioni ottiche, incendioAspirazione localizzata, valutazione chimica e ROA, permessi di lavoro a caldo
Verniciatura e incollaggioSolventi, isocianati, atmosfere esplosiveValutazione chimica, classificazione delle zone ATEX (Titolo XI), DPI respiratori
Magazzino e logistica internaCarrelli elevatori, investimento, scaffalatureViabilità separata, abilitazione dei carrellisti, ispezione delle scaffalature
Linee di montaggio e confezionamentoMovimenti ripetitivi, posture, ritmiMetodi della norma ISO 11228-3 (ad esempio OCRA), rotazione delle mansioni
ManutenzioneEnergia residua, lavori in quota, spazi confinatiProcedura di consegna e blocco delle energie, permessi di lavoro, D.P.R. 177/2011

Dove si usano solventi, polveri combustibili o gas, il datore di lavoro deve classificare le zone a rischio di esplosione e redigere il documento sulla protezione contro le esplosioni, che fa parte del DVR (artt. 293 e 294). Per la parte chimica, compresi cancerogeni e registro degli esposti, rimandiamo alla valutazione del rischio chimico.

Macchine: conformità, manutenzione e verifiche

Le macchine immesse sul mercato dal 1996 devono avere marcatura CE e dichiarazione di conformità; quelle più vecchie devono rispettare i requisiti dell’Allegato V del D.Lgs. 81/08, con una verifica documentata. Dal 20 gennaio 2027 il Regolamento (UE) 2023/1230 sostituisce la Direttiva macchine 2006/42/CE: chi acquista o modifica in modo sostanziale una macchina da quella data dovrà ragionare con le nuove regole. Per i dettagli tecnici c’è la pagina sul rischio macchine e attrezzature.

Per gli apparecchi dell’Allegato VII, come apparecchi di sollevamento materiali con portata superiore a 200 kg, carrelli semoventi a braccio telescopico e recipienti a pressione, servono le verifiche periodiche. La prima è effettuata dall’INAIL entro 45 giorni dalla richiesta, le successive da ASL o ARPA entro 30 giorni; in caso di mancata risposta il datore di lavoro può rivolgersi a soggetti abilitati (art. 71, comma 11). Un carroponte non denunciato o con verifica scaduta è uno dei rilievi più frequenti.

Documentazione tipica di un’azienda manifatturiera

  • DVR con valutazioni di rumore, vibrazioni, chimico, MMC, movimenti ripetitivi, stress, ATEX dove pertinente
  • Registro degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni se l’esposizione ricorre
  • Fascicoli macchine: dichiarazioni CE, manuali, verifiche di adeguamento all’Allegato V per le macchine datate
  • Registro dei controlli e delle manutenzioni delle attrezzature
  • Verbali delle verifiche periodiche degli apparecchi dell’Allegato VII e degli impianti di terra
  • Nomine di RSPP, medico competente, addetti alle emergenze; individuazione dei preposti
  • Verbale annuale della riunione periodica (oltre 15 lavoratori)
  • Attestati di formazione di lavoratori, preposti, dirigenti e abilitazioni per carrelli, gru e PLE
  • Piano di emergenza ed evacuazione con prove periodiche

Formazione: chi deve fare cosa

Le durate seguono l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025. Le attrezzature che richiedono abilitazione vanno formate solo in presenza, con prova pratica e colloquio finale; l’Accordo ha aggiunto tra le abilitazioni anche il carroponte.

FiguraCorsoAggiornamento
Operatori di produzione4 ore generale + 12 ore specifica (rischio alto, da confermare nel DVR)6 ore ogni 5 anni
Capoturno e capireparto (preposti)12 ore, solo in presenza o videoconferenza sincrona6 ore ogni 2 anni
Responsabile di produzione o stabilimento (dirigente)Almeno 12 ore6 ore ogni 5 anni
Carrellisti, gruisti, conduttori di PLE e carroponteAbilitazione secondo la Parte II dell’AccordoOgni 5 anni, almeno 4 ore di pratica
Addetti antincendioLivello 2 (8 ore) se lo stabilimento è attività soggetta, livello 3 in casi specificiAlmeno ogni 5 anni

Per organizzare i corsi dei capireparto vedi la pagina sul corso preposti; per i carrellisti quella sul corso carrelli elevatori.

Organizzazione della sicurezza oltre i 15 lavoratori

Sopra i 15 lavoratori è obbligatoria la riunione periodica annuale (art. 35), con datore di lavoro, RSPP, medico competente e RLS. Nelle aziende industriali con più di 200 lavoratori il servizio di prevenzione deve essere interno (art. 31, comma 6). Un modello di organizzazione e gestione conforme all’art. 30 aiuta a dimostrare la vigilanza del datore di lavoro e rileva per la responsabilità dell’ente prevista dal D.Lgs. 231/2001.

Esempio: un’azienda di stampaggio plastica con 40 dipendenti su due turni deve avere misure di rumore per ogni postazione delle presse, un preposto formato per ciascun turno, carrellisti abilitati, riunione periodica verbalizzata e il fascicolo delle verifiche dei paranchi di cambio stampo. Se manca il DVR o non è stato designato l’RSPP, la sanzione è l’arresto da 3 a 6 mesi o l’ammenda da 3.559,60 a 9.112,57 euro (art. 55, comma 1).

Come lavoriamo con gli stabilimenti

  1. Analisi della documentazione esistente: DVR, fascicoli macchine, verbali di verifica, attestati.
  2. Sopralluogo per reparto con il responsabile di produzione e il manutentore.
  3. Campagne di misura di rumore, vibrazioni e, se serve, agenti chimici.
  4. Aggiornamento del DVR e piano di miglioramento con priorità e responsabili.
  5. Scadenziario di verifiche, formazione e sorveglianza sanitaria, con riunione periodica preparata insieme.

Il lavoro deve essere adattato al caso specifico: lo stesso codice ATECO può nascondere cicli produttivi molto diversi.

Domande frequentiFAQ

Una macchina senza marcatura CE può essere usata?
Se è stata immessa sul mercato prima dell’applicazione della Direttiva macchine, sì, purché rispetti i requisiti dell’Allegato V del D.Lgs. 81/08: serve una verifica documentata e, spesso, interventi di adeguamento come ripari o arresti di emergenza. Una macchina recente priva di marcatura CE non può essere messa a disposizione dei lavoratori.
Se modifico una macchina in reparto divento fabbricante?
Una modifica sostanziale, che cambia funzioni o prestazioni introducendo nuovi rischi, può far ricadere sull’azienda gli obblighi del fabbricante, compresa una nuova valutazione di conformità. Interventi di manutenzione o sostituzione con parti equivalenti non hanno questo effetto. Conviene valutare ogni modifica prima di farla, documentando le scelte.
Il manutentore esterno che lavora in reparto richiede il DUVRI?
Sì, se l’intervento si svolge nei tuoi locali e comporta interferenze con le lavorazioni, il committente deve elaborare il DUVRI (art. 26), salvo le esclusioni previste per i servizi di natura intellettuale, le mere forniture e i lavori di durata fino a cinque uomini-giorno senza rischi particolari.
Chi paga le verifiche periodiche dell’Allegato VII?
Il datore di lavoro, che deve richiederle nei tempi previsti e conservare i verbali. Le tariffe sono stabilite a livello nazionale e valgono sia per INAIL e ASL sia per i soggetti abilitati. La mancata richiesta della verifica è una violazione autonoma dall’eventuale cattivo stato dell’apparecchio.

Fonti normative

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