La dermatosi professionale è una malattia della pelle causata o aggravata dal lavoro. Le forme più comuni sono la dermatite irritativa da contatto (lavoro umido, detergenti, solventi, uso prolungato di guanti occlusivi) e la dermatite allergica da contatto (sensibilizzazione a sostanze come cromo, nichel, resine epossidiche, conservanti, tinture per capelli, gomma). Va prevenuta con la valutazione del rischio chimico (Titolo IX D.Lgs. 81/2008) e, se diagnosticata, va denunciata come malattia professionale.
Attività più esposte
- Acconciatori ed estetisti: lavoro umido, tinture, permanenti, conservanti.
- Sanità e pulizie: lavaggio frequente delle mani, disinfettanti, guanti indossati a lungo.
- Edilizia: cemento umido (alcalino e irritante; il cromo VI idrosolubile nel cemento è limitato dal regolamento REACH, Allegato XVII), resine epossidiche.
- Ristorazione e industria alimentare: acqua, alimenti, detergenti.
- Metalmeccanica: fluidi lubrorefrigeranti, oli, solventi.
Prevenzione
- Sostituire o ridurre le sostanze sensibilizzanti (verificare le frasi H317 e H315 nelle schede di sicurezza).
- Ridurre il lavoro umido: alternare le mansioni, usare attrezzi invece delle mani.
- Scegliere guanti adatti alla sostanza (norma EN ISO 374 per i chimici), con sottoguanti in cotone per usi prolungati, evitando i guanti in lattice con polvere.
- Prevedere detergenti delicati e creme emollienti a fine turno; le «creme barriera» non sostituiscono i guanti.
- Formare i lavoratori a riconoscere i primi segni (secchezza, arrossamento, fissurazioni) e a segnalarli.
Sorveglianza sanitaria e denuncia
Se la valutazione evidenzia un rischio per la salute da agenti chimici sensibilizzanti o irritanti, il datore di lavoro attiva la sorveglianza sanitaria (art. 229). Il medico che diagnostica una dermatite di probabile origine professionale deve fare la denuncia/segnalazione prevista dall’art. 139 DPR 1124/1965 e rilasciare il certificato per la denuncia all’INAIL. Le dermatiti da contatto sono comprese nelle tabelle delle malattie professionali per l’industria e l’agricoltura: per queste il lavoratore non deve dimostrare il nesso causale se ha svolto le lavorazioni indicate.
Fonti normative
Voci collegate
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