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Sicurezza nelle officine meccaniche: rischi e obblighi

I rischi concreti di un’officina meccanica, elettrauto o centro revisioni e i documenti che il titolare deve avere quando ha dipendenti o apprendisti.

Risposta rapida

In un’officina di autoriparazione i rischi principali sono il veicolo sollevato (ponte o fossa), i gas di scarico dei motori in funzione al chiuso, il contatto con oli e carburanti, gli impianti ad alta tensione di auto elettriche e ibride, il rumore degli avvitatori e la movimentazione di componenti pesanti. Dal primo dipendente o apprendista servono DVR, RSPP, formazione, addetti alle emergenze e, per gli esposti a cancerogeni o a rumore oltre i valori superiori, medico competente e sorveglianza sanitaria.

Veicoli sollevati, fosse e cric

Il lavoro sotto il veicolo è la situazione con le conseguenze più gravi. Sui sollevatori a colonne o a forbice vanno usati i punti di presa indicati dal costruttore del veicolo, verificati i bracci e i dispositivi di blocco prima di entrare sotto, e mai lasciato il veicolo sostenuto dal solo cric idraulico: servono cavalletti di portata adeguata. Il sollevatore va controllato e mantenuto secondo il manuale (art. 71 c. 4 D.Lgs. 81/2008) e gli interventi registrati. Le fosse d’ispezione richiedono protezione dei bordi quando non sono in uso, illuminazione e attenzione ai vapori di carburante, più pesanti dell’aria, che vi si accumulano.

Gas di scarico e agenti chimici

Le emissioni dei motori diesel sono classificate cancerogene e dal 2021 compaiono nell’allegato XLII del D.Lgs. 81/2008, con valore limite di 0,05 mg/m³ come carbonio elementare (allegato XLIII). La misura efficace è l’aspirazione collegata direttamente allo scarico ogni volta che il motore gira al chiuso; la sola apertura del portone non basta. Lo stesso allegato include i lavori che espongono la pelle agli oli minerali già usati nei motori: guanti resistenti agli idrocarburi e divieto di pulirsi le mani con solventi o benzina. Vanno poi valutati con le schede di sicurezza sgrassanti, liquidi freni, refrigeranti, acido delle batterie e prodotti spray (Titolo IX, Capo I).

Auto elettriche e ibride

La batteria di trazione e i cavi arancioni lavorano a tensioni pericolose. Gli interventi che richiedono di mettere fuori tensione il sistema, verificarne l’assenza e lavorarci vicino sono lavori elettrici: il personale deve essere formato e qualificato (nella prassi PES o PAV secondo la norma CEI 11-27) e servono attrezzi isolati e DPI dielettrici. Vanno anche pianificati lo stoccaggio delle batterie danneggiate e la gestione di un veicolo incidentato, per il rischio di incendio della batteria.

Rumore, vibrazioni e movimentazione

Avvitatori pneumatici, compressori e smerigliatrici rendono necessaria la valutazione del rumore (art. 190) e delle vibrazioni mano-braccio. Cambi, ruote di furgoni e batterie superano spesso i pesi gestibili da una persona: servono sollevatori per cambi, carrelli e procedure a due operatori.

Incendio

Carburanti, oli, stracci imbevuti e lavori a caldo (saldatura, taglio) richiedono la valutazione del rischio incendio secondo il D.M. 3 settembre 2021, contenitori metallici chiusi per gli stracci, estintori adatti e addetti antincendio formati secondo il D.M. 2 settembre 2021. Le officine con superficie coperta oltre 300 m² rientrano tra le attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco (attività n. 53 del D.P.R. 151/2011).

Documenti e formazione

  • DVR con le valutazioni specifiche: cancerogeni, agenti chimici, rumore, vibrazioni, movimentazione.
  • Nomina dell’RSPP (anche il titolare, con il percorso previsto) e del medico competente se c’è sorveglianza sanitaria.
  • Formazione dei lavoratori secondo l’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: la durata della parte specifica dipende dalla classe di rischio legata al codice ATECO, ma i contenuti devono riprendere i rischi reali dell’officina.
  • Addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e antincendio, con lavaocchi vicino alle batterie.
  • Registro di controllo e manutenzione di sollevatori, compressori e impianti di aspirazione.

Errori frequenti

  • Motore acceso al chiuso senza tubo di aspirazione collegato allo scarico.
  • Veicolo sostenuto dal solo cric durante lavori sotto la scocca.
  • Interventi su veicoli ibridi da parte di personale non qualificato per i lavori elettrici.
  • Gas di scarico diesel assenti dal DVR o trattati come semplice «polvere».
  • Stracci sporchi d’olio accumulati in contenitori aperti vicino a fonti di calore.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

I gas di scarico diesel vanno valutati come agente cancerogeno?
Sì. Il decreto interministeriale 11 febbraio 2021 ha inserito nell’allegato XLII del D.Lgs. 81/2008 i lavori che comportano esposizione alle emissioni di gas di scarico dei motori diesel e nell’allegato XLIII il relativo valore limite di 0,05 mg/m³ espresso come carbonio elementare, applicabile dal 21 febbraio 2023. In officina si applicano quindi le misure del Titolo IX, Capo II: aspirazione localizzata allo scarico, registro degli esposti se l’esposizione non è trascurabile e sorveglianza sanitaria.
Chi lavora sulle auto elettriche e ibride ha bisogno di una formazione specifica?
Gli interventi sul sistema ad alta tensione sono lavori elettrici: il D.Lgs. 81/2008 (art. 82) li ammette solo da parte di personale riconosciuto idoneo secondo le norme tecniche. Nella prassi il riferimento è la norma CEI 11-27, che prevede la qualifica di persona esperta (PES) o avvertita (PAV) attribuita per iscritto dal datore di lavoro dopo la formazione.
Che controlli servono sul sollevatore a colonne?
Ogni sollevatore va sottoposto ai controlli e alla manutenzione indicati dal fabbricante e, se è soggetto a usura o deterioramento, a controlli periodici da parte di persona competente, con esito registrato e conservato (art. 71 c. 4 e c. 8 D.Lgs. 81/2008). Per le attrezzature elencate nell’allegato VII, come gli apparecchi di sollevamento materiali di portata superiore a 200 kg (gru a bandiera, paranchi), si aggiungono le verifiche periodiche obbligatorie dell’art. 71 c. 11: se un’attrezzatura dell’officina vi rientri va controllato caso per caso sulla sua classificazione.

Fonti normative

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