Gli agenti cancerogeni e mutageni sono sostanze, miscele o processi lavorativi che, in base alla classificazione del Regolamento CE 1272/2008 (CLP), sono classificati come cancerogeni di categoria 1A, 1B o 2 oppure come mutageni per le cellule germinali di categoria 1A, 1B o 2. La classificazione IARC (International Agency for Research on Cancer) distingue i cancerogeni in gruppi da 1 (cancerogeno certo per l'uomo) a 4 (probabilmente non cancerogeno). Il Titolo IX, Capo II, del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (artt. 233-245) stabilisce gli obblighi specifici per la protezione dei lavoratori esposti a questi agenti.
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Definizione e classificazione (Reg. CLP 1272/2008)
Il Regolamento CE n. 1272/2008 (CLP — Classification, Labelling and Packaging) classifica le sostanze pericolose in base alle loro proprietà intrinseche. Per gli agenti cancerogeni e mutageni le categorie rilevanti ai fini della tutela dei lavoratori sono:
- Cancerogeni cat. 1A: sostanze per le quali è nota la capacità cancerogena per l'uomo sulla base di evidenze epidemiologiche (es. amianto, benzene, cloruro di vinile monomero, formaldeide).
- Cancerogeni cat. 1B: sostanze per le quali si presume la capacità cancerogena per l'uomo sulla base di studi su animali o evidenze limitate nell'uomo.
- Cancerogeni cat. 2: sostanze per le quali vi sono sospetti di cancerogenicità per l'uomo, ma le prove non sono sufficienti per una classificazione in cat. 1A o 1B.
- Mutageni per cellule germinali cat. 1A e 1B: sostanze note o presunte per indurre mutazioni ereditabili nelle cellule germinali umane.
La classificazione IARC, pur non avendo valore normativo diretto, è ampiamente utilizzata nella valutazione del rischio: Gruppo 1 (cancerogeno certo), Gruppo 2A (probabile cancerogeno), Gruppo 2B (possibile cancerogeno), Gruppo 3 (non classificabile).
Obblighi specifici (artt. 233-245 D.Lgs. 81/08)
Il Titolo IX, Capo II, D.Lgs. 81/08 prevede obblighi più stringenti rispetto alla disciplina generale sugli agenti chimici. I principali sono:
- Valutazione del rischio (art. 236): il datore di lavoro valuta il rischio per tutti i lavoratori esposti a cancerogeni o mutageni, determinando la natura, il grado e la durata dell'esposizione. La valutazione deve essere documentata nel DVR e aggiornata periodicamente.
- Principio di sostituzione (art. 235): il datore di lavoro deve evitare o ridurre l'uso di agenti cancerogeni o mutageni, sostituendoli, ove tecnicamente possibile, con agenti o processi meno pericolosi per la salute.
- Riduzione al minimo dell'esposizione (art. 237): quando non è possibile eliminare l'agente, l'esposizione deve essere ridotta al più basso livello tecnicamente possibile, applicando misure collettive (sistemi di aspirazione, confinamento dei processi) prima dei DPI.
- Informazione e formazione (art. 239): i lavoratori esposti e i loro rappresentanti (RLS) devono essere informati sui rischi per la salute, sulle misure di prevenzione adottate e sui valori limite di esposizione. La formazione deve essere specifica e documentata.
- Sorveglianza sanitaria (art. 242): i lavoratori esposti a cancerogeni o mutageni devono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria obbligatoria. Il medico competente stabilisce il protocollo sanitario in base al tipo di esposizione.
Registro degli esposti (art. 243)
L'art. 243 D.Lgs. 81/08 prevede l'obbligo per il datore di lavoro di istituire e tenere aggiornato un registro degli esposti a cancerogeni e mutageni. Il registro contiene, per ogni lavoratore esposto:
- le generalità del lavoratore;
- la mansione svolta;
- il tipo di agente cancerogeno o mutageno a cui è esposto;
- il tipo, la durata e l'entità dell'esposizione.
Il registro è istituito e aggiornato dal datore di lavoro, anche tramite il responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP), ed è tenuto per almeno quarant'anni dalla cessazione dell'ultima attività che ha comportato esposizione. Copia è inviata all'INAIL e all'organo di vigilanza competente. In caso di cessazione dell'attività, il registro è consegnato all'organo di vigilanza.
A ogni lavoratore iscritto nel registro è consegnata copia delle annotazioni che lo riguardano. Anche i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (RLS) hanno diritto di accesso al registro in forma anonima aggregata.
Sostituzione con sostanze meno pericolose (principio di sostituzione)
Il principio di sostituzione, sancito dall'art. 235 D.Lgs. 81/08, impone al datore di lavoro di evitare l'uso di agenti cancerogeni o mutageni, ricorrendo a una delle seguenti strategie:
- Sostituzione diretta: impiego di sostanze, miscele o processi alternativi non classificati come cancerogeni o mutageni e idonei a svolgere la stessa funzione tecnologica (es. sostituzione di vernici con solventi aromatici con prodotti a base acqua).
- Sostituzione con agenti meno pericolosi: quando l'eliminazione totale non è possibile, si ricorre a sostanze classificate in categoria inferiore di pericolosità (es. da cat. 1A a cat. 2).
- Modifica del processo produttivo: cambio del ciclo produttivo per eliminare o ridurre la generazione o l'emissione dell'agente cancerogeno (es. utilizzo di sistemi chiusi in luogo di processi aperti).
Il datore di lavoro deve documentare nel DVR la valutazione tecnica ed economica delle possibilità di sostituzione e le motivazioni che hanno portato all'impossibilità di sostituire l'agente, qualora tale sostituzione non sia stata adottata.
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Domande frequentiFAQ
Quali sostanze sono classificate cancerogene di cat. 1A/1B?
È obbligatorio il registro degli esposti a cancerogeni?
Quanto dura la sorveglianza sanitaria dopo cessazione esposizione?
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