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Sicurezza per autolavaggi e gommisti: rischi e obblighi

I rischi tipici di autolavaggi manuali e automatici e delle officine di gommista, con le misure e i documenti che il datore di lavoro deve avere.

Risposta rapida

Negli autolavaggi i rischi principali sono il getto ad alta pressione, i detergenti corrosivi, l’acqua a contatto con l’impianto elettrico e gli impianti automatici a portale o a tunnel. Dal gommista pesano lo scoppio del pneumatico in gonfiaggio, i sollevatori, lo smontagomme, il rumore degli avvitatori e la movimentazione delle ruote. Con almeno un dipendente servono DVR, RSPP, formazione, addetti alle emergenze e manutenzione documentata delle attrezzature.

Autolavaggio: idropulitrici, impianti e pavimenti

Il getto di un’idropulitrice professionale può penetrare la pelle: le lance non vanno mai puntate verso persone e le lesioni da getto, anche se piccole all’apparenza, richiedono valutazione medica. Gli impianti automatici (portali, tunnel) sono macchine: l’accesso alla zona di lavoro deve essere impedito durante il ciclo, gli arresti di emergenza funzionanti e la manutenzione fatta solo a impianto sezionato e bloccato. Pavimenti bagnati e saponati richiedono superfici antiscivolo e calzature adatte; in inverno si aggiunge il ghiaccio.

Detergenti e acqua con elettricità

Prelavaggi alcalini, prodotti acidi e cere vanno valutati con le schede di sicurezza (Titolo IX): il momento più critico è il travaso dei concentrati, che va fatto con pompe dosatrici o sistemi chiusi e DPI per occhi e mani. L’impianto elettrico lavora in un ambiente bagnato: grado di protezione adeguato, interruttori differenziali verificati e verifiche periodiche dell’impianto di terra (DPR 462/2001).

Gommista: gonfiaggio, smontagomme e sollevatori

  • Gonfiaggio: manometro tarato, limitatore di pressione, gabbia di gonfiaggio per le ruote di veicoli pesanti, operatore fuori dalla traiettoria del cerchio.
  • Smontagomme ed equilibratrici: protezioni al loro posto, comandi a uomo presente, formazione sull’uso previsto dal fabbricante (art. 73).
  • Sollevatori: controlli periodici secondo il manuale (art. 71 c. 4), punti di presa corretti, dispositivi di blocco meccanico inseriti prima di lavorare sotto il veicolo.
  • Ruote e pneumatici: le ruote di furgoni e mezzi pesanti superano facilmente i pesi gestibili a mano; servono carrelli alza-ruote e stoccaggio a scaffale ad altezza utile.

Rumore e vibrazioni

Avvitatori pneumatici, compressori e smontagomme rendono necessaria la valutazione del rumore (art. 190). Se si superano i valori inferiori di azione (80 dB(A)) vanno messi a disposizione i protettori auricolari e fatta l’informazione; oltre i valori superiori (85 dB(A)) diventano obbligatori il loro uso e la sorveglianza sanitaria.

Documenti, formazione ed emergenze

DVR con le valutazioni specifiche (chimico, rumore, movimentazione), nomina dell’RSPP, formazione dei lavoratori secondo l’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: la classe di rischio della parte specifica dipende dal codice ATECO dell’attività, ma i contenuti devono riprendere i rischi qui elencati. L’eventuale uso di carrelli elevatori richiede l’abilitazione specifica. Primo soccorso secondo il D.M. 388/2003 e addetti antincendio secondo il D.M. 2 settembre 2021, con attenzione al deposito di pneumatici, che è un carico d’incendio rilevante.

Errori frequenti

  • Ruote di mezzi pesanti gonfiate fuori dalla gabbia «perché si fa prima».
  • Ingresso nel tunnel di lavaggio con l’impianto solo in pausa e non sezionato.
  • Concentrati travasati a mano senza occhiali.
  • Lavoro sotto il veicolo sollevato senza blocchi meccanici inseriti.
  • Pneumatici accatastati vicino a quadri elettrici o vie di esodo.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Perché il gonfiaggio dei pneumatici è considerato pericoloso?
Durante il montaggio e il gonfiaggio il tallone può non sedersi correttamente sul cerchio, oppure il pneumatico può avere danni strutturali: la rottura improvvisa libera un’energia sufficiente a causare lesioni gravi. Per questo si gonfia con manometro e limitatore, senza superare la pressione indicata dal costruttore, e per le ruote di veicoli pesanti all’interno di una gabbia di gonfiaggio, restando fuori dalla traiettoria.
I detergenti dell’autolavaggio richiedono la valutazione del rischio chimico?
Sì. Prelavaggi alcalini, prodotti acidi per cerchi e scioglitraffico sono spesso classificati corrosivi o irritanti. La valutazione (art. 223 D.Lgs. 81/2008) deve considerare travaso e diluizione dei concentrati, aerosol generato dalle lance e contatto cutaneo, e indicare DPI coerenti con le schede di sicurezza: guanti resistenti agli agenti chimici, occhiali o visiera.
Un autolavaggio self-service senza personale deve fare il DVR?
Il DVR riguarda i lavoratori: se l’impianto è gestito dal solo titolare senza dipendenti non c’è DVR, ma restano gli obblighi verso il pubblico e quelli di conformità di macchine e impianto elettrico. Appena ci sono dipendenti, anche addetti alla manutenzione o alla cassa, il DVR è obbligatorio.

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