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Quiz · Sicurezza sul lavoro · Intermedio

Quiz: Stress Lavoro-Correlato e Rischi Psicosociali

Verifica la tua conoscenza sulla valutazione del rischio stress lavoro-correlato ex D.Lgs. 81/08: metodologia INAIL, indicatori, misure organizzative e sorveglianza sanitaria. 15 domande · ~12 min · Soglia 70%.

Risposta rapida

Questo quiz ti propone 15 domande a scelta multipla con spiegazione e riferimento normativo per ogni risposta. La soglia di superamento è 70%. Al termine puoi condividere il punteggio su LinkedIn o richiedere un attestato PDF di partecipazione. Il quiz non sostituiscela formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 D.Lgs. 81/08 né, per l'HACCP, gli obblighi formativi regionali in attuazione del Reg. CE 852/2004.

Domanda 1 di 150/15 risposte

Come viene definito lo stress lavoro-correlato secondo l'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004, recepito dal D.Lgs. 81/08?

Opzioni di risposta

Disclaimer formativo

Il quiz e l'eventuale attestato di partecipazione PDF hanno finalità esclusivamente divulgativa e di auto-valutazione. Non costituiscono formazione abilitante ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08, dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 o della normativa HACCP regionale di attuazione del Reg. CE 852/2004. Per gli obblighi formativi rivolgersi a un soggetto formatore abilitato.

Domande e risposte commentate

Tutte le 15 domande del quiz con la risposta corretta e la spiegazione. Se vuoi metterti alla prova, svolgi prima il quiz: le soluzioni sono chiuse e si aprono con un clic.

  1. 1. Come viene definito lo stress lavoro-correlato secondo l'Accordo Europeo dell'8 ottobre 2004, recepito dal D.Lgs. 81/08?
    • Una condizione di esaurimento fisico causata esclusivamente da lavori manuali pesanti
    • Risposta corretta: Uno stato di risposta che i lavoratori possono manifestare quando le richieste del lavoro non corrispondono alle loro conoscenze, capacita' o aspettative
    • Un disturbo psichiatrico riconosciuto che richiede sempre una diagnosi medica specifica
    • Una forma di mobbing perpetrata dal datore di lavoro nei confronti dei dipendenti

    L'Accordo Europeo dell'8/10/2004 (recepito in Italia con l'Accordo Interconfederale del 9/06/2008) definisce lo stress lavoro-correlato come uno stato che accompagna il malfunzionamento fisico, psicologico o sociale dell'individuo, che si manifesta quando le persone non sono in grado di far fronte alle richieste o alle aspettative nei loro confronti. Non e' una malattia, ma una condizione che puo' causare problemi di salute se prolungata.

  2. 2. In base all'art. 28 del D.Lgs. 81/08, quando e' obbligatoria la valutazione del rischio stress lavoro-correlato?
    • Solo nelle aziende con piu' di 50 dipendenti e solo su segnalazione del medico competente
    • Solo nei settori della sanita', istruzione e forze dell'ordine, considerati ad alto rischio psicosociale
    • Risposta corretta: Sempre, per tutti i datori di lavoro, indipendentemente da dimensione aziendale o settore produttivo
    • Solo quando viene presentata una specifica istanza da parte del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS)

    L'art. 28, comma 1, del D.Lgs. 81/08 prevede che la valutazione dei rischi debba riguardare TUTTI i rischi per la salute e la sicurezza, incluso lo stress lavoro-correlato. Tale obbligo si applica a tutti i datori di lavoro, senza eccezioni legate alle dimensioni aziendali o al settore. Le Linee Guida INAIL 2017 forniscono la metodologia di riferimento per adempiere a questo obbligo.

  3. 3. Nella metodologia INAIL per la valutazione dello stress lavoro-correlato, quali sono le due fasi principali del percorso valutativo?
    • Fase di screening e fase di follow-up clinico
    • Risposta corretta: Valutazione preliminare (obbligatoria) e valutazione approfondita (eventuale se la preliminare evidenzia rischio medio o alto)
    • Analisi documentale e somministrazione obbligatoria di questionari a tutti i lavoratori
    • Ispezione ambientale e valutazione ergonomica della postazione di lavoro

    Le Linee Guida INAIL (2017) articolano la valutazione in due fasi: (1) Valutazione Preliminare, obbligatoria per tutti, che analizza indicatori oggettivi aziendali (sentinella) tramite la Lista di Controllo; (2) Valutazione Approfondita, necessaria solo se la fase preliminare evidenzia un livello di rischio medio o alto, e che include strumenti soggettivi come questionari, focus group e interviste ai lavoratori.

  4. 4. Quali sono i cosiddetti indicatori 'sentinella' da rilevare nella fase preliminare della valutazione dello stress lavoro-correlato secondo la metodologia INAIL?
    • Temperatura dell'ambiente, livello di rumore, qualita' dell'aria e illuminazione
    • Risposta corretta: Indici infortunistici, assenze per malattia, turnover del personale, procedimenti disciplinari e segnalazioni di molestie
    • Qualita' dei dispositivi di protezione individuale, idoneita' degli impianti e stato della segnaletica di sicurezza
    • Risultati dei questionari anonimi somministrati ai lavoratori e report del medico competente

    La Lista di Controllo INAIL prevede l'analisi di indicatori aziendali obiettivi detti 'sentinella', suddivisi in tre aree: (1) eventi sentinella come indici infortunistici, assenze per malattia, turnover, procedimenti disciplinari, richieste di cambio mansione, segnalazioni di molestie; (2) contesto del lavoro (cultura organizzativa, ruolo, sviluppo di carriera, autonomia decisionale, relazioni interpersonali, interfaccia casa-lavoro); (3) contenuto del lavoro (ambiente fisico, pianificazione dei compiti, carico e ritmi di lavoro, orario).

  5. 5. Nella fase approfondita della valutazione dello stress lavoro-correlato, quali strumenti soggettivi vengono tipicamente utilizzati per raccogliere la percezione dei lavoratori?
    • Esclusivamente la visita medica effettuata dal medico competente per ogni singolo lavoratore
    • Solo sopralluoghi ambientali e misurazioni strumentali dei parametri fisici del luogo di lavoro
    • Risposta corretta: Questionari validati (come HSE-MS, INAIL SLC-27), focus group e interviste semi-strutturate
    • Analisi delle cartelle cliniche dei dipendenti e dei dati INAIL sulle malattie professionali

    La fase approfondita della metodologia INAIL prevede l'utilizzo di strumenti di rilevazione soggettiva per raccogliere la percezione dei lavoratori. Gli strumenti piu' diffusi includono: questionari validati come l'HSE Management Standards Indicator Tool o il questionario INAIL SLC-27, focus group (incontri di gruppo guidati da un facilitatore), e interviste semi-strutturate. Questi strumenti vengono applicati a gruppi omogenei di lavoratori per identificare le aree critiche da affrontare con misure correttive.

  6. 6. Quale ruolo svolge il medico competente nella valutazione e gestione del rischio stress lavoro-correlato?
    • Non ha alcun ruolo: lo stress lavoro-correlato e' competenza esclusiva dello psicologo del lavoro
    • Risposta corretta: Collabora con il datore di lavoro e il RSPP nella valutazione del rischio, effettua la sorveglianza sanitaria e propone misure di tutela
    • Si limita a certificare l'idoneita' o la non idoneita' del lavoratore senza partecipare alla fase valutativa
    • Interviene solo dopo che un lavoratore ha sviluppato una patologia conclamata correlata allo stress

    Il medico competente, ai sensi dell'art. 25 del D.Lgs. 81/08, collabora con il datore di lavoro e il RSPP alla valutazione dei rischi, incluso lo stress lavoro-correlato. Partecipa attivamente alla fase valutativa, visita i luoghi di lavoro, effettua la sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti, fornisce informazioni ai lavoratori sui rischi per la salute e propone misure di prevenzione e protezione. Puo' segnalare al datore di lavoro situazioni di rischio psicosociale emerse durante le visite mediche.

  7. 7. Quale delle seguenti e' una misura organizzativa efficace per ridurre il rischio stress lavoro-correlato legato al carico di lavoro?
    • Aumentare le ore di straordinario per permettere ai lavoratori di completare i compiti assegnati
    • Ridurre la comunicazione tra colleghi per evitare distrazioni e mantenere la concentrazione
    • Risposta corretta: Pianificare realisticamente i carichi di lavoro, garantire pause adeguate e aumentare l'autonomia decisionale dei lavoratori
    • Eliminare la valutazione delle prestazioni individuali per non creare pressioni sui dipendenti

    Le misure organizzative per ridurre lo stress da carico di lavoro includono: pianificazione realistica dei carichi e delle scadenze, distribuzione equa dei compiti, garanzia di pause regolari, aumento del grado di autonomia e controllo dei lavoratori sulle proprie attivita', chiarezza dei ruoli e dei compiti, e adeguato supporto da parte dei superiori. Il lavoro straordinario non pianificato e' invece un fattore di rischio in quanto aumenta il carico e riduce i tempi di recupero.

  8. 8. Qual e' la differenza principale tra stress lavoro-correlato e burnout?
    • Non esiste differenza: burnout e stress lavoro-correlato sono sinonimi con identico significato clinico
    • Risposta corretta: Lo stress e' una risposta adattiva a richieste eccessive (puo' essere temporaneo), mentre il burnout e' uno stato cronico di esaurimento emotivo, cinismo e ridotta efficacia professionale
    • Il burnout riguarda esclusivamente i medici e gli infermieri, mentre lo stress lavoro-correlato puo' colpire tutti i lavoratori
    • Lo stress e' sempre patologico e richiede trattamento farmacologico, mentre il burnout e' una normale fase della carriera lavorativa

    Lo stress lavoro-correlato e' una risposta psicofisiologica a richieste percepite come eccessive rispetto alle proprie risorse: puo' essere temporaneo e reversibile. Il burnout (riconosciuto dall'OMS nel 2019 come fenomeno occupazionale nella ICD-11) e' invece uno stato cronico caratterizzato da tre dimensioni: esaurimento emotivo, cinismo o distacco mentale dal lavoro, e ridotta efficacia professionale. Il burnout e' spesso l'esito di uno stress lavoro-correlato non trattato e prolungato nel tempo.

  9. 9. Come si distingue il mobbing dallo stress lavoro-correlato?
    • Non si distinguono: qualsiasi forma di stress in azienda e' giuridicamente classificata come mobbing
    • Risposta corretta: Il mobbing e' una condotta persecutoria intenzionale e sistematica verso un individuo specifico, mentre lo stress lavoro-correlato e' un rischio collettivo legato all'organizzazione del lavoro
    • Il mobbing riguarda solo le molestie sessuali sul posto di lavoro, mentre lo stress comprende tutti gli altri rischi psicosociali
    • Lo stress lavoro-correlato e' tutelato dal D.Lgs. 81/08, mentre il mobbing non ha alcuna tutela giuridica in Italia

    Il mobbing e' una condotta persecutoria intenzionale, ripetuta e sistematica da parte di colleghi o superiori (orizzontale o verticale) diretta verso un singolo lavoratore con lo scopo di emarginarlo o espellerlo dall'ambiente lavorativo. Lo stress lavoro-correlato e' invece un rischio di natura organizzativa che puo' colpire gruppi di lavoratori esposti alle stesse condizioni. Il D.Lgs. 81/08 tutela il rischio stress lavoro-correlato come rischio collettivo; il mobbing rileva soprattutto sul piano civilistico e penale come condotta illecita individuale.

  10. 10. Quali obblighi ha il datore di lavoro se la valutazione dello stress lavoro-correlato evidenzia un livello di rischio ALTO?
    • Nessun obbligo specifico: il livello di rischio alto e' considerato accettabile nelle grandi aziende
    • Deve esclusivamente comunicare i risultati ai lavoratori tramite una circolare interna
    • Risposta corretta: Deve adottare misure correttive immediate di tipo organizzativo, tecnico e/o procedurale, monitorarne l'efficacia nel tempo e, se necessario, procedere alla valutazione approfondita
    • E' sufficiente aumentare le ore di formazione annuale sulla sicurezza per tutti i dipendenti

    In caso di rischio alto, il datore di lavoro ha l'obbligo di intervenire immediatamente con misure correttive specifiche (organizzative, tecniche, procedurali o comunicative), documentarle nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR), monitorarne l'efficacia a distanza di tempo, e procedere eventualmente alla valutazione approfondita per identificare con precisione le aree e i gruppi piu' a rischio. Le misure devono essere proporzionate all'entita' del rischio rilevato.

  11. 11. La sorveglianza sanitaria per rischio stress lavoro-correlato e' obbligatoria per tutti i lavoratori?
    • Si, e' sempre obbligatoria per tutti i lavoratori di qualsiasi azienda, indipendentemente dal livello di rischio
    • Risposta corretta: No: e' attivata dal medico competente su richiesta del lavoratore o quando la valutazione del rischio evidenzia la necessita', e non e' sistematicamente obbligatoria come per altri rischi specifici
    • E' obbligatoria solo nei settori della sanita' e dell'istruzione, non in altri comparti
    • Non esiste sorveglianza sanitaria per lo stress: e' un rischio psicologico di competenza esclusiva dello psicologo

    A differenza di altri rischi specifici (es. rumore, vibrazioni, VDT), il D.Lgs. 81/08 non prevede una sorveglianza sanitaria sistematica obbligatoria per il rischio stress lavoro-correlato per tutti i lavoratori. Il medico competente puo' attivare la sorveglianza sanitaria su base individuale quando ritenuto necessario (es. su richiesta motivata del lavoratore, o in presenza di specifiche condizioni di rischio elevato), nell'ambito della sua valutazione clinica complessiva.

  12. 12. Qual e' il principale riferimento normativo per la valutazione del rischio stress lavoro-correlato in Italia, oltre al D.Lgs. 81/08?
    • Il Codice Civile (art. 2087) e il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro di settore
    • La Direttiva CEE 89/391 (Direttiva Quadro sulla sicurezza) applicata direttamente senza recepimento nazionale
    • Risposta corretta: Le Linee Guida per la valutazione dello stress lavoro-correlato del Ministero del Lavoro (2010), l'Accordo Europeo 8/10/2004 e le Linee Guida INAIL 2017
    • Il D.P.R. 303/1956 (norme generali per l'igiene del lavoro) ancora pienamente in vigore

    Il quadro normativo e tecnico di riferimento comprende: l'Accordo Europeo sullo stress lavoro-correlato dell'8/10/2004 (recepito con Accordo Interconfederale 9/06/2008), il D.Lgs. 81/08 art. 28, le Indicazioni della Commissione Consultiva Permanente del Ministero del Lavoro (novembre 2010) che costituiscono il livello minimo di attuazione dell'obbligo, e le Linee Guida INAIL 2017 che forniscono la metodologia aggiornata e validata per la valutazione. L'art. 2087 c.c. costituisce invece la base della responsabilita' civile del datore di lavoro.

  13. 13. Quali settori lavorativi sono statisticamente associati a un rischio piu' elevato di stress lavoro-correlato e burnout?
    • Esclusivamente il settore manifatturiero pesante e le costruzioni, per i rischi fisici connessi
    • Solo il settore bancario e assicurativo, per le responsabilita' economiche e le pressioni sui risultati
    • Risposta corretta: Sanita' e assistenza sociale, istruzione, forze di polizia, call center, trasporti e lavoro notturno a turni
    • Nessun settore e' piu' a rischio di altri: lo stress dipende esclusivamente dalle caratteristiche personali del lavoratore

    Le ricerche europee (EU-OSHA, Eurofound) e i dati INAIL identificano come settori ad alto rischio psicosociale: la sanita' e l'assistenza (contatto con pazienti, turni, carichi emotivi), l'istruzione (rapporto con utenza, carico burocratico), le forze dell'ordine e protezione civile (esposizione a eventi traumatici), i call center (lavoro emozionale, monitoraggio continuo), i trasporti (turni notturni, responsabilita' per la sicurezza di terzi) e in generale tutti i lavori con turni notturni e/o a contatto diretto con il pubblico.

  14. 14. Nella valutazione dello stress lavoro-correlato, qual e' la differenza tra indicatori oggettivi e indicatori soggettivi?
    • Non esiste differenza metodologica: entrambi i tipi di indicatori hanno lo stesso valore e vengono rilevati con gli stessi strumenti
    • Risposta corretta: Gli indicatori oggettivi sono dati aziendali misurabili (es. tasso di assenteismo, infortuni, turnover), mentre quelli soggettivi riflettono la percezione e il vissuto dei lavoratori rilevata tramite questionari o colloqui
    • Gli indicatori soggettivi sono piu' affidabili di quelli oggettivi perche' misurano direttamente la sofferenza del lavoratore
    • Gli indicatori oggettivi vengono rilevati solo dal medico competente, mentre quelli soggettivi sono di competenza esclusiva del RSPP

    La distinzione e' metodologicamente fondamentale: gli indicatori oggettivi (o 'sentinella') sono dati quantitativi rilevabili dall'azienda indipendentemente dalla percezione individuale (es. percentuale di assenze per malattia, numero di infortuni, tasso di turnover, procedimenti disciplinari). Gli indicatori soggettivi riflettono la percezione dei lavoratori rispetto alle condizioni di lavoro e sono rilevati tramite strumenti psicometrici (questionari) o qualitativi (focus group, interviste). Entrambi sono necessari per una valutazione completa e complementare del rischio.

  15. 15. Chi deve essere coinvolto nel processo di valutazione del rischio stress lavoro-correlato secondo la metodologia INAIL?
    • Solo il datore di lavoro e il RSPP, che sono gli unici responsabili legali della valutazione dei rischi
    • Solo consulenti esterni specializzati in psicologia del lavoro, per garantire l'obiettivita' della valutazione
    • Risposta corretta: Un gruppo di gestione della valutazione che comprende datore di lavoro, RSPP, medico competente, RLS/RLST e, nelle fasi approfondite, rappresentanze dei lavoratori o i lavoratori stessi
    • Esclusivamente i dirigenti di reparto, che conoscono meglio le condizioni di lavoro dei propri collaboratori

    La metodologia INAIL prevede la costituzione di un Gruppo di Gestione della Valutazione composto da: datore di lavoro (o suo delegato), RSPP, medico competente e Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS o RLST). Il coinvolgimento del RLS e' essenziale per garantire la partecipazione dei lavoratori, come previsto dall'art. 29 del D.Lgs. 81/08. Nella fase approfondita, il coinvolgimento diretto di campioni rappresentativi di lavoratori (attraverso focus group o questionari) e' indispensabile per rilevare la percezione soggettiva del rischio.

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