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FAQ Stress Lavoro-Correlato — Valutazione SLC

Risposte alle domande più frequenti sulla valutazione dello stress lavoro-correlato prevista dall’art. 28 del D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

La valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutte le aziende con almeno un lavoratore e va integrata nel DVR seguendo la metodologia INAIL. Ti aiutiamo a strutturare la valutazione preliminare e, ove necessario, quella approfondita adattandola al contesto aziendale.

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Queste FAQ raccolgono i dubbi più comuni di datori di lavoro, RSPP e RLS sulla valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato.

Domande frequenti sullo stress lavoro-correlatoFAQ

Cos’è la valutazione dello stress lavoro-correlato?
È la valutazione dei rischi psicosociali derivanti dall’organizzazione e dalle condizioni di lavoro, prevista dall’art. 28, comma 1, del D.Lgs. 81/08. La normativa rinvia ai contenuti dell’Accordo Europeo 8 ottobre 2004 e alle indicazioni metodologiche elaborate dalla Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro (Lettera circolare del 18 novembre 2010). Lo stress lavoro-correlato non è una malattia ma una condizione che, se prolungata, può influire negativamente sulla salute fisica e mentale dei lavoratori. La valutazione è obbligatoria per tutte le aziende con almeno un lavoratore e va integrata nel DVR.
Quali sono le fasi della valutazione SLC?
La metodologia INAIL (revisione 2017) prevede due fasi: valutazione preliminare (oggettiva), basata su indicatori verificabili come eventi sentinella (infortuni, assenze per malattia, turnover, sanzioni disciplinari), fattori di contenuto del lavoro (ambiente, carichi, orari) e di contesto (autonomia, relazioni, ruolo); valutazione approfondita (soggettiva) tramite questionari ai lavoratori, focus group o interviste, da effettuare solo se la valutazione preliminare evidenzia condizioni di rischio non gestibili con le misure correttive.
Tutti i lavoratori vanno coinvolti nella valutazione?
La valutazione riguarda gruppi omogenei di lavoratori per mansione o tipologia di lavoro, non i singoli individui. Il coinvolgimento dei lavoratori e del RLS è espressamente previsto dalla metodologia INAIL e dall’art. 50 del D.Lgs. 81/08. In fase preliminare il coinvolgimento avviene tramite analisi documentale e confronto con RLS e preposti; in fase approfondita tramite strumenti che garantiscano l’anonimato.
Chi deve fare la valutazione dello stress lavoro-correlato?
La responsabilità è del datore di lavoro, che si avvale del gruppo di gestione composto generalmente da RSPP, medico competente, RLS e referente aziendale (es. responsabile HR). La metodologia richiede competenze multidisciplinari: l’analisi può essere effettuata internamente o con il supporto di consulenti esterni qualificati. Il documento finale è firmato dal datore di lavoro.
Ogni quanto va aggiornata la valutazione SLC?
Non c’è una scadenza fissa. La valutazione va aggiornata in presenza di significative modifiche organizzative, esiti negativi della sorveglianza sanitaria, eventi sentinella in aumento, segnalazioni di disagio, ristrutturazioni o cambi di processo, ed in occasione del normale aggiornamento del DVR. Una buona pratica è prevedere un ciclo di verifica almeno triennale, anche in assenza di eventi specifici.
Cosa sono gli eventi sentinella?
Sono indicatori oggettivi e verificabili che possono segnalare la presenza di stress lavoro-correlato: indici infortunistici, assenze per malattia (in particolare brevi e ripetute), turnover, procedimenti disciplinari, lamentele formali, segnalazioni del medico competente. La metodologia INAIL li classifica e assegna punteggi che concorrono alla determinazione del livello di rischio nella fase preliminare.
Quali misure correttive si possono adottare?
Le misure dipendono dalle aree critiche emerse e possono riguardare: organizzazione del lavoro (ridistribuzione carichi, turni, pause), comunicazione interna, chiarezza dei ruoli, gestione dei conflitti, formazione di manager e preposti su soft skills e leadership, supporto psicologico, miglioramenti ambientali (illuminazione, rumore, microclima). Le misure adottate vanno documentate nel DVR e verificate nella loro efficacia con monitoraggio periodico.
Cosa rischio se non valuto lo stress lavoro-correlato?
L’omessa valutazione configura una violazione dell’art. 28 D.Lgs. 81/08 e si applicano le sanzioni dell’art. 55 (arresto o ammenda). In caso di patologie correlate o eventi avversi, l’assenza di valutazione documentata può configurare profili di responsabilità civile e penale. Le ASL e gli ITL nei controlli verificano la presenza e l’adeguatezza della sezione SLC nel DVR; segnalazioni da parte di lavoratori o sindacati possono attivare ispezioni mirate.

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Domande frequentiFAQ

Cos’è la valutazione dello stress lavoro-correlato?
È la valutazione dei rischi psicosociali derivanti dall’organizzazione e dalle condizioni di lavoro, prevista dall’art. 28, comma 1, del D.Lgs. 81/08. La normativa rinvia ai contenuti dell’Accordo Europeo 8 ottobre 2004 e alle indicazioni metodologiche elaborate dalla Commissione Consultiva permanente per la salute e la sicurezza sul lavoro (Lettera circolare del 18 novembre 2010). Lo stress lavoro-correlato non è una malattia ma una condizione che, se prolungata, può influire negativamente sulla salute fisica e mentale dei lavoratori. La valutazione è obbligatoria per tutte le aziende con almeno un lavoratore e va integrata nel DVR.
Quali sono le fasi della valutazione SLC?
La metodologia INAIL (revisione 2017) prevede due fasi: valutazione preliminare (oggettiva), basata su indicatori verificabili come eventi sentinella (infortuni, assenze per malattia, turnover, sanzioni disciplinari), fattori di contenuto del lavoro (ambiente, carichi, orari) e di contesto (autonomia, relazioni, ruolo); valutazione approfondita (soggettiva) tramite questionari ai lavoratori, focus group o interviste, da effettuare solo se la valutazione preliminare evidenzia condizioni di rischio non gestibili con le misure correttive.
Tutti i lavoratori vanno coinvolti nella valutazione?
La valutazione riguarda gruppi omogenei di lavoratori per mansione o tipologia di lavoro, non i singoli individui. Il coinvolgimento dei lavoratori e del RLS è espressamente previsto dalla metodologia INAIL e dall’art. 50 del D.Lgs. 81/08. In fase preliminare il coinvolgimento avviene tramite analisi documentale e confronto con RLS e preposti; in fase approfondita tramite strumenti che garantiscano l’anonimato.
Chi deve fare la valutazione dello stress lavoro-correlato?
La responsabilità è del datore di lavoro, che si avvale del gruppo di gestione composto generalmente da RSPP, medico competente, RLS e referente aziendale (es. responsabile HR). La metodologia richiede competenze multidisciplinari: l’analisi può essere effettuata internamente o con il supporto di consulenti esterni qualificati. Il documento finale è firmato dal datore di lavoro.
Ogni quanto va aggiornata la valutazione SLC?
Non c’è una scadenza fissa. La valutazione va aggiornata in presenza di significative modifiche organizzative, esiti negativi della sorveglianza sanitaria, eventi sentinella in aumento, segnalazioni di disagio, ristrutturazioni o cambi di processo, ed in occasione del normale aggiornamento del DVR. Una buona pratica è prevedere un ciclo di verifica almeno triennale, anche in assenza di eventi specifici.
Cosa sono gli eventi sentinella?
Sono indicatori oggettivi e verificabili che possono segnalare la presenza di stress lavoro-correlato: indici infortunistici, assenze per malattia (in particolare brevi e ripetute), turnover, procedimenti disciplinari, lamentele formali, segnalazioni del medico competente. La metodologia INAIL li classifica e assegna punteggi che concorrono alla determinazione del livello di rischio nella fase preliminare.
Quali misure correttive si possono adottare?
Le misure dipendono dalle aree critiche emerse e possono riguardare: organizzazione del lavoro (ridistribuzione carichi, turni, pause), comunicazione interna, chiarezza dei ruoli, gestione dei conflitti, formazione di manager e preposti su soft skills e leadership, supporto psicologico, miglioramenti ambientali (illuminazione, rumore, microclima). Le misure adottate vanno documentate nel DVR e verificate nella loro efficacia con monitoraggio periodico.
Cosa rischio se non valuto lo stress lavoro-correlato?
L’omessa valutazione configura una violazione dell’art. 28 D.Lgs. 81/08 e si applicano le sanzioni dell’art. 55 (arresto o ammenda). In caso di patologie correlate o eventi avversi, l’assenza di valutazione documentata può configurare profili di responsabilità civile e penale. Le ASL e gli ITL nei controlli verificano la presenza e l’adeguatezza della sezione SLC nel DVR; segnalazioni da parte di lavoratori o sindacati possono attivare ispezioni mirate.

Fonti normative

  • Art. 28 D.Lgs. 81/08 — valutazione rischi
  • Art. 55 D.Lgs. 81/08 — sanzioni
  • Accordo Europeo 8 ottobre 2004
  • Lettera circolare 18 novembre 2010 — Commissione Consultiva
  • Metodologia INAIL — revisione 2017

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