Questo quiz ti propone 12 domande a scelta multipla con spiegazione e riferimento normativo per ogni risposta. La soglia di superamento è 70%. Al termine puoi condividere il punteggio su LinkedIn o richiedere un attestato PDF di partecipazione. Il quiz non sostituiscela formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 D.Lgs. 81/08 né, per l'HACCP, gli obblighi formativi regionali in attuazione del Reg. CE 852/2004.
Qual è la differenza fondamentale tra malattia professionale e infortunio sul lavoro?
Disclaimer formativo
Il quiz e l'eventuale attestato di partecipazione PDF hanno finalità esclusivamente divulgativa e di auto-valutazione. Non costituiscono formazione abilitante ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08, dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 o della normativa HACCP regionale di attuazione del Reg. CE 852/2004. Per gli obblighi formativi rivolgersi a un soggetto formatore abilitato.
Domande e risposte commentate
Tutte le 12 domande del quiz con la risposta corretta e la spiegazione. Se vuoi metterti alla prova, svolgi prima il quiz: le soluzioni sono chiuse e si aprono con un clic.
1. Qual è la differenza fondamentale tra malattia professionale e infortunio sul lavoro?
- Risposta corretta: La malattia professionale si sviluppa lentamente per effetto di cause lavorative protratte nel tempo, mentre l'infortunio è causato da un evento violento, improvviso e fortuito
- La malattia professionale riguarda solo i lavoratori con contratto a tempo indeterminato, mentre l'infortunio copre tutti i lavoratori
- La malattia professionale è sempre riconosciuta automaticamente dall'INAIL, mentre l'infortunio richiede accertamenti medici
- La malattia professionale è coperta dall'INPS, mentre l'infortunio è coperto dall'INAIL
L'art. 3 del DPR 1124/1965 definisce l'infortunio come evento dovuto a causa violenta in occasione di lavoro. La malattia professionale (tecnopatia) è invece causata dall'esposizione protratta nel tempo a fattori di rischio lavorativi, come previsto dagli artt. 139 e ss. del DPR 1124/1965 e dagli artt. 52 e ss. del D.Lgs. 38/2000.
2. Qual è il termine di prescrizione entro cui il lavoratore deve presentare la domanda di prestazione all'INAIL per malattia professionale?
- 1 anno dalla data di manifestazione della malattia
- 5 anni dalla cessazione dell'esposizione al rischio
- Risposta corretta: 3 anni dalla data della prima manifestazione della malattia o dalla diagnosi, se successiva
- 10 anni dalla data di assunzione
L'art. 112 del DPR 1124/1965, come modificato dall'art. 9 del D.Lgs. 38/2000, stabilisce che il diritto alle prestazioni si prescrive in 3 anni dalla data della prima manifestazione della malattia o, se la diagnosi è più tardiva, dalla data della diagnosi stessa.
3. Cosa si intende per malattia professionale 'tabellata'?
- Una malattia che dà diritto a un rimborso forfettario in base a una tabella economica INAIL
- Risposta corretta: Una malattia inclusa nelle tabelle allegate al DPR 1124/1965 e al DPR 482/1975, contratta nell'esercizio di una delle lavorazioni specificamente indicate
- Una malattia riconosciuta dal medico di base e registrata nella cartella clinica elettronica
- Una malattia che colpisce esclusivamente categorie di lavoratori tabellate per legge (operai, impiegati, dirigenti)
Le malattie professionali tabellate sono elencate nelle Tabelle A e B allegate al DPR 1124/1965 e nel DPR 482/1975 (aggiornamenti successivi): per esse opera la presunzione legale di origine professionale qualora il lavoratore provi di aver svolto la lavorazione indicata per il periodo di esposizione minima previsto. Le malattie non tabellate richiedono invece la prova del nesso causale.
4. Chi ha l'obbligo di denunciare la malattia professionale all'INAIL?
- Solo il lavoratore ammalato, entro 30 giorni dalla diagnosi
- Solo il medico che effettua la prima diagnosi, tramite il sistema telematico
- Risposta corretta: Il datore di lavoro, entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico; il medico che accerta la malattia ha l'obbligo di segnalazione all'ASL
- L'RSPP aziendale entro 24 ore dall'inizio dell'assenza del lavoratore
L'art. 139 del DPR 1124/1965 impone al datore di lavoro di denunciare la malattia professionale all'INAIL entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico attestante la malattia. Il medico certificatore ha inoltre l'obbligo di segnalazione all'Azienda Sanitaria Locale ai sensi dell'art. 139 DPR 1124/1965 e dell'art. 10 del D.Lgs. 38/2000.
5. Qual è il ruolo del medico competente rispetto alle malattie professionali?
- Il medico competente non ha alcun obbligo specifico riguardo alle malattie professionali
- Risposta corretta: Il medico competente collabora alla sorveglianza sanitaria, segnala al datore di lavoro e all'INAIL i casi di malattia professionale accertati o sospettati, e propone idonee misure di prevenzione
- Il medico competente è tenuto a certificare la malattia professionale solo su richiesta del lavoratore
- Il medico competente può solo visitare il lavoratore ammalato ma non ha obblighi di segnalazione
L'art. 25 c. 1 lett. f) del D.Lgs. 81/08 stabilisce che il medico competente, qualora accertasse malattie professionali o sospettasse l'esistenza di nesso causale tra esposizione e patologia, è tenuto a informare il datore di lavoro e collabora alla prevenzione. L'art. 10 del D.Lgs. 38/2000 prevede inoltre l'obbligo di comunicazione all'INAIL dei casi accertati.
6. Quali sono le principali prestazioni che l'INAIL eroga al lavoratore con malattia professionale riconosciuta?
- Solo il rimborso delle spese mediche documentate
- Risposta corretta: Indennità di temporanea inabilità assoluta, rendita per inabilità permanente superiore al 16%, cure mediche e riabilitazione, protesi e ausili
- Esclusivamente la pensione di invalidità tramite INPS
- Un contributo una tantum commisurato all'anzianità lavorativa
L'INAIL garantisce: indennità giornaliera per inabilità temporanea assoluta (pari al 60% della retribuzione per i primi 90 giorni e al 75% dal 91° giorno); rendita vitalizia per inabilità permanente superiore al 16% (o rendita a superstiti in caso di decesso); assistenza sanitaria, farmaceutica, riabilitativa; fornitura di protesi e ausili. Il tutto ai sensi degli artt. 66 e ss. e 139 e ss. del DPR 1124/1965 e del D.Lgs. 38/2000.
7. In cosa consiste la 'presunzione legale di origine professionale' per le malattie tabellate?
- Il lavoratore è esonerato dal versare i contributi INAIL durante la malattia
- Risposta corretta: Si presume che la malattia sia di origine professionale senza che il lavoratore debba provarne il nesso causale, a condizione che la malattia sia inclusa nelle tabelle e sia stata svolta la corrispondente lavorazione per il periodo minimo previsto
- Il datore di lavoro è automaticamente responsabile penalmente senza possibilità di prova contraria
- L'INAIL è obbligato a liquidare la rendita entro 30 giorni dalla denuncia
Per le malattie tabellate, ai sensi degli artt. 3 e 139 del DPR 1124/1965, opera una presunzione iuris tantum di origine professionale: il lavoratore deve solo dimostrare di aver svolto la lavorazione indicata in tabella per il periodo minimo di esposizione, senza dover provare il nesso causale. L'INAIL può superare la presunzione fornendo la prova contraria dell'assenza di nesso.
8. Come viene calcolato il grado di inabilità permanente ai fini della rendita INAIL per malattia professionale?
- In base al numero di giorni di assenza dal lavoro nell'anno solare
- In base al solo giudizio del medico di base del lavoratore
- Risposta corretta: Attraverso la valutazione medico-legale del danno biologico permanente, confrontando la menomazione con le tabelle delle menomazioni allegate al D.Lgs. 38/2000; la rendita scatta oltre il 16% di inabilità
- In base al reddito percepito nell'ultimo anno prima della malattia
Il D.Lgs. 38/2000 ha introdotto il concetto di danno biologico nell'assicurazione INAIL: il grado di inabilità permanente è determinato dalla valutazione medico-legale effettuata dai medici INAIL, con riferimento alle tabelle delle menomazioni e dei valori percentuali allegati allo stesso decreto. La rendita è riconosciuta per inabilità superiore al 16%; tra il 6% e il 16% è previsto un indennizzo in capitale.
9. Quali sono le malattie professionali più diffuse in Italia secondo i dati INAIL?
- Malattie dermatologiche da contatto e intossicazioni acute da agenti chimici
- Risposta corretta: Ipoacusia da rumore e malattie muscolo-scheletriche (tendiniti, sindrome del tunnel carpale, lombalgìe), seguite dalle malattie respiratorie da polveri e amianto
- Patologie oculari da videoterminali e stress lavoro-correlato
- Malattie cardiovascolari da turni notturni e cefalea da campi elettromagnetici
Secondo le rilevazioni statistiche INAIL, le denunce di malattia professionale sono dominate dalle malattie muscolo-scheletriche (ernie discali, tendiniti, sindrome del tunnel carpale, epicondiliti), dall'ipoacusia da rumore e dalle malattie respiratorie (asbestosi, silicosi, pneumoconiosi). Queste patologie ricorrono in particolare nei settori edilizia, industria manifatturiera e agricoltura.
10. Cosa deve provare il lavoratore per ottenere il riconoscimento di una malattia professionale NON tabellata?
- Nulla: le malattie non tabellate non sono mai riconosciute dall'INAIL
- Risposta corretta: Il nesso causale tra la malattia e l'attività lavorativa svolta, attraverso documentazione medica, dati di esposizione e perizie tecnico-scientifiche
- Solo la presenza della malattia, tramite certificato del medico specialista
- Il superamento di un esame scritto presso l'INAIL territorialmente competente
Per le malattie non tabellate non opera la presunzione legale: in base all'art. 139 del DPR 1124/1965 e alla giurisprudenza della Corte Costituzionale (sent. n. 179/1988), il lavoratore deve dimostrare con qualunque mezzo di prova il nesso causale tra la propria attività lavorativa e l'insorgenza della malattia (esposizione a rischio specifico, dati epidemiologici, perizie mediche e igienistiche).
11. Entro quanto tempo il datore di lavoro deve trasmettere la denuncia di malattia professionale all'INAIL dopo aver ricevuto il certificato medico del lavoratore?
- Entro 24 ore dalla ricezione del certificato
- Risposta corretta: Entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico
- Entro 30 giorni dalla prima assenza del lavoratore
- Entro 90 giorni dalla diagnosi definitiva
L'art. 139 del DPR 1124/1965 stabilisce l'obbligo per il datore di lavoro di denunciare la malattia professionale all'INAIL competente per territorio entro 5 giorni dalla ricezione del certificato medico che attesta la malattia. Il mancato rispetto di tale termine espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative.
12. Qual è la differenza tra malattia professionale e infortunio 'in itinere'?
- Non vi è alcuna differenza: entrambi sono coperti dalla stessa tutela INAIL con le medesime prestazioni
- Risposta corretta: L'infortunio in itinere è l'evento lesivo occorso durante il normale percorso casa-lavoro o tra due luoghi di lavoro; la malattia professionale è invece causata dall'esposizione a fattori di rischio nell'ambiente di lavoro
- L'infortunio in itinere riguarda solo i lavoratori che usano veicoli aziendali, mentre la malattia professionale riguarda solo chi lavora in ambienti chiusi
- La malattia professionale è coperta dall'INPS, mentre l'infortunio in itinere è a carico del Fondo Vittime della Strada
L'infortunio in itinere, disciplinato dall'art. 12 del D.Lgs. 38/2000, è l'evento traumatico che si verifica durante il normale percorso di andata e ritorno tra la propria abitazione e il luogo di lavoro (o tra due luoghi di lavoro), anche con mezzo di trasporto privato. La malattia professionale è invece una patologia a eziopatogenesi lavorativa, causata dall'esposizione ripetuta nel tempo a fattori nocivi presenti nell'ambiente lavorativo (DPR 1124/1965, D.Lgs. 38/2000).
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