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Malattia professionale

La patologia causata dall’esposizione lavorativa, come la riconosce l’INAIL e quali adempimenti spettano a medico e datore di lavoro.

Risposta rapida

La malattia professionale è una patologia contratta nell’esercizio e a causa dell’attività lavorativa, per effetto di una causa che agisce in modo lento e progressivo (rumore, polveri, sostanze chimiche, sovraccarico biomeccanico). Si distingue dall’infortunio, che deriva da una causa violenta e concentrata nel tempo. L’INAIL la tutela ai sensi del DPR 1124/1965 e distingue tra malattie tabellate e non tabellate.

Tabellata e non tabellata

  • Tabellata: la malattia, la lavorazione che la causa e il periodo massimo di indennizzabilità dalla cessazione dell’attività sono indicati nelle tabelle dell’industria e dell’agricoltura (Allegati 4 e 5 del DPR 1124/1965), da ultimo sostituite dal DM 10 ottobre 2023 (GU n. 270 del 18 novembre 2023). Se ricorrono tutte e tre le condizioni, l’origine professionale è presunta.
  • Non tabellata: dal 1988 (Corte costituzionale, sentenza n. 179/1988) può essere riconosciuta qualsiasi malattia di cui il lavoratore dimostri l’origine professionale; l’onere della prova del nesso causale è a suo carico.

Chi deve fare cosa

  • Medico che diagnostica la malattia: rilascia il certificato medico e lo trasmette all’INAIL per via telematica. Ha inoltre l’obbligo di denuncia all’ASL e all’Ispettorato del lavoro per le malattie dell’elenco aggiornato dal DM 15 novembre 2023 (art. 139 DPR 1124/1965).
  • Datore di lavoro: invia all’INAIL la denuncia di malattia professionale entro 5 giorni dalla data in cui il lavoratore gli ha comunicato la malattia (art. 53 DPR 1124/1965).
  • Prevenzione: se la malattia rivela un rischio non valutato o misure inefficaci, il DVR va rivisto; i risultati della sorveglianza sanitaria sono una delle cause di rielaborazione entro 30 giorni (art. 29, comma 3, D.Lgs. 81/08).

Le più frequenti

Nelle denunce INAIL prevalgono i disturbi muscolo-scheletrici (patologie della colonna, tendiniti, tunnel carpale), seguiti dall’ipoacusia da rumore, dalle malattie respiratorie e dai tumori professionali (in particolare da amianto).

Fonti normative

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