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Sicurezza in tintorie tessili e finissaggio: rischi

Tintura di fiocco, filato, tessuto e capo, stampa e finissaggio: i rischi di un reparto a umido e cosa deve contenere la valutazione.

Risposta rapida

Nelle tintorie e nei reparti di finissaggio il rischio principale è chimico: coloranti in polvere, acidi, alcali, ossidanti, riducenti e ausiliari, pesati e sciolti a mano in cucina colori. A questo si sommano vapore e superfici calde di autoclavi, barche e rameuse, gli organi in movimento delle macchine a rulli, il rumore, il microclima caldo-umido e la movimentazione di subbi e rotoli.

Cucina colori e prodotti chimici

La pesata dei coloranti in polvere e la preparazione dei bagni sono le operazioni a più alta esposizione. La valutazione del Titolo IX parte dall’elenco dei prodotti e dalle schede di sicurezza: sensibilizzanti respiratori e cutanei, corrosivi (soda caustica, acido acetico e formico, ipoclorito, acqua ossigenata), riducenti come l’idrosolfito che a contatto con umidità può riscaldarsi e liberare gas. Misure: coloranti in forma liquida o granulare dove possibile, cappa aspirante sul banco di pesata, dosaggio automatico, stoccaggio separato degli incompatibili, docce e lavaocchi raggiungibili. Per i prodotti cancerogeni o mutageni (Capo II) l’obbligo prioritario è la sostituzione.

Vapore, acqua calda e apparecchi a pressione

Autoclavi di tintura, jet e overflow lavorano in pressione e ad alta temperatura: l’apertura prima del raffreddamento e della depressurizzazione completa è causa di ustioni gravi. Servono interblocchi sui portelli funzionanti, procedure di apertura, verifiche degli apparecchi a pressione soggetti e manutenzione delle linee vapore.

Macchine di finissaggio

Rameuse, calandre, follatrici, garzatrici e foulard hanno rulli e cilindri con punti di trascinamento. Le zone pericolose vanno protette e i comandi di arresto devono essere raggiungibili lungo tutta la macchina; l’introduzione del tessuto deve avvenire a velocità ridotta o con dispositivi che evitino di avvicinare le mani ai rulli. La pulizia dei cilindri e dei filtri si fa a macchina ferma e sezionata.

Rumore, microclima e movimentazione

La valutazione del rumore (art. 190) è generalmente necessaria nei reparti macchine. Il calore e l’umidità dei reparti a umido richiedono ventilazione, pause e acqua. Subbi, rotoli e fusti richiedono carrelli e sollevatori; per i carrelli elevatori con conducente a bordo serve l’abilitazione prevista dall’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025.

Documenti e formazione

  • DVR con valutazione chimica (e cancerogeni se presenti), rumore, microclima, macchine, rischio elettrico in ambiente umido.
  • Medico competente e sorveglianza sanitaria per gli esposti secondo la valutazione.
  • Formazione dei lavoratori secondo l’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025, con parte specifica commisurata alla classe di rischio del codice ATECO e centrata sui prodotti chimici effettivamente in uso.
  • Addetti alle emergenze, con procedura per sversamenti chimici.

Errori frequenti

  • Pesata dei coloranti su banco aperto senza aspirazione.
  • Schede di sicurezza vecchie o mancanti per gli ausiliari forniti in conto lavorazione.
  • Apertura di autoclavi non completamente depressurizzate.
  • Idrosolfito stoccato vicino ad acidi o in ambiente umido.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

I coloranti in polvere richiedono la sorveglianza sanitaria?
Dipende dalla valutazione. Alcuni coloranti reattivi sono sensibilizzanti per le vie respiratorie e la pelle; altri prodotti usati in tintoria e finissaggio (ad esempio ausiliari a base di formaldeide o alcuni solventi) possono essere classificati cancerogeni o tossici. Se la valutazione del rischio chimico non conclude per un rischio basso per la salute, o se sono presenti cancerogeni, la sorveglianza sanitaria è obbligatoria.
Le autoclavi di tintura sono soggette a verifiche periodiche?
Le apparecchiature a pressione rientrano nelle verifiche periodiche dell’allegato VII del D.Lgs. 81/2008 e del D.M. 329/2004 quando superano i limiti di pressione e volume previsti per la loro categoria. Il datore di lavoro deve verificare la classificazione di ogni apparecchio e, se soggetto, richiedere le verifiche nei tempi indicati.

Fonti normative

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