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Guida definitiva · 2026

Sicurezza nell'Industria Tessile e dell'Abbigliamento: Guida 2026

Guida completa agli obblighi di sicurezza nel settore tessile, del confezionamento e della lavorazione delle fibre: D.Lgs. 81/08, Direttiva Macchine, rischi da rumore e polveri, DVR, agenti chimici, DPI, formazione obbligatoria, sorveglianza sanitaria e antincendio. Aggiornata a giugno 2026.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Il settore tessile e dell'abbigliamento presenta una costellazione di rischi specifici che devono essere valutati e gestiti con strumenti adeguati: rumore da macchinari industriali (telai, tagliacucitrici, presse), polveri di fibre inalabili (cotone, lana, fibre sintetiche), agenti chimici nei processi di tintura e finissaggio (coloranti, solventi, fissativi CLP), rischio meccanico da macchine da taglio e cucitura, movimentazione manuale dei carichi (MMC), posture scorrette e rischio incendio nei depositi di materiali combustibili. Il DVR deve coprire tutte queste dimensioni; la formazione specifica segue il percorso rischio medio-alto (12 ore); la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a rumore superiore agli 80 dB(A), a polveri di fibre e ad agenti chimici pericolosi.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08 e Direttiva Macchine 2006/42/CE

Il settore tessile e dell'abbigliamento — che comprende la filatura, la tessitura, la maglieria, la tintura e il finissaggio, il taglio e la confezione, nonché la produzione di articoli di abbigliamento — è soggetto al quadro normativo generale della sicurezza sul lavoro definito dal D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), integrato da una serie di normative specifiche per i rischi caratteristici del ciclo produttivo tessile.

I titoli del D.Lgs. 81/08 di maggiore rilevanza per il settore tessile sono: il Titolo VIII Capo II (protezione dei lavoratori dai rischi di esposizione al rumore, in attuazione della Direttiva 2003/10/CE), il Titolo IX Capo I (agenti chimici pericolosi, inclusi coloranti, solventi e ausiliari di processo), il Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi e posture incongrue), il Titolo III (attrezzature di lavoro e macchine), e le disposizioni generali degli artt. 17-28 sul Documento di Valutazione dei Rischi.

Sul fronte delle macchine e delle attrezzature di produzione, la normativa di riferimento è la Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 17/2010. Essa stabilisce i requisiti essenziali di sicurezza e di salute che tutte le macchine immesse sul mercato europeo devono soddisfare, e impone al fabbricante l'obbligo di apposizione della marcatura CE e di fornitura del fascicolo tecnico e del manuale d'istruzione in lingua italiana. Il nuovo Regolamento Macchine UE 2023/1230si affiancherà progressivamente alla Direttiva con applicazione piena prevista per il 2027, rafforzando le disposizioni sui sistemi di controllo e sulla valutazione del rischio. Le aziende tessili che utilizzano macchinari devono verificare che ogni attrezzatura disponga di marcatura CE valida, manuale d'uso in italiano e dispositivi di sicurezza integri.

Completano il quadro il Regolamento CLP (CE 1272/2008) per la classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze chimiche pericolose, il Regolamento REACH (CE 1907/2006) per la gestione delle sostanze chimiche lungo la catena di fornitura, e il D.P.R. 151/2011 con il Codice di Prevenzione Incendi per le aziende con depositi di materiali tessili che superano le soglie di rischio. Ti aiutiamo a verificare quale dei titoli del D.Lgs. 81/08 si applica alle lavorazioni specifiche della tua azienda e supportiamo la gestione documentale adattata al caso specifico.

2. Rischi principali nel settore tessile e dell'abbigliamento

Il ciclo produttivo tessile si caratterizza per una molteplicità di rischi che variano in funzione della fase di lavorazione. Una mappatura sistematica è il primo passo per la corretta valutazione dei rischi.

RischioFase / lavorazioneNormativa di riferimentoSoglia critica
Rumore da macchinari (telai, filatoi, tagliacartonieri)Filatura, tessitura, taglio, confezioneTitolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08LEX,8h > 80 dB(A): informazione e sorveglianza; > 85: DPI obbligatori
Polveri di fibre tessili inalabili (cotone, lana, sintetici)Filatura, cardatura, rammendo, taglioTitolo IX Capo I D.Lgs. 81/08; VLEP Allegato XXXVIIIVLEP cotone: 1 mg/m³ (frazione inalabile)
Agenti chimici (coloranti reattivi, solventi, fissativi)Tintura, finissaggio, stampa su tessutoTitolo IX Capo I D.Lgs. 81/08; CLP; REACHVLEP specifici per ogni sostanza; valutazione obbligatoria
Rischio meccanico (parti in movimento, organi di taglio)Taglio automatico, cucitura, pressatura, bordatriceTitolo III D.Lgs. 81/08; Direttiva Macchine 2006/42/CERipari fissi e interblocchi obbligatori su organi di taglio
Movimentazione manuale dei carichi (MMC) e posture scorretteCarico/scarico rotoli di tessuto, confezionamento, stiroTitolo VI D.Lgs. 81/08; metodo NIOSH/OCRAPeso sollevato > 25 kg (uomini), > 20 kg (donne): misure di prevenzione
Rischio incendio (materiali tessili combustibili)Deposito tessuti, magazzino prodotti finitiD.P.R. 151/2011; D.M. 02/09/2021Carico d'incendio specifico da calcolare; depositi > 1.000 m² soggetti
Microclima (calore da presse e autoclavi)Pressatura, vapore, tinturaArt. 63 e Allegato IV D.Lgs. 81/08; ISO 7243Indice WBGT da valutare in ambienti caldi
Rischio biologico (endotossine nel cotone greggio)Prima lavorazione cotone grezzo, lino, canapaTitolo X D.Lgs. 81/08; Allegato XLVIBissinosi: patologia professionale riconosciuta INAIL

Il rumoreè il rischio più diffuso nelle aree di tessitura e filatura industriale: i telai a getto d'aria o d'acqua e i filatoi ad anelli possono superare i 90-100 dB(A), livelli che richiedono non solo l'obbligo di utilizzo dei protettori auricolari ma anche un programma di riduzione del rumore alla fonte (interventi tecnici sull'impianto, cabinamenti fonoassorbenti, pianificazione dei turni di rotazione). Le polveri di fibre— in particolare nella lavorazione del cotone grezzo — sono associate alla bissinosi, una malattia professionale caratterizzata da dispnea e costrizione toracica, riconosciuta dall'INAIL nelle tabelle delle malattie professionali. Gli agenti chimici nei processi di tintura e finissaggio includono coloranti reattivi (sensibilizzanti respiratori), solventi organici e ausiliari di processo con diverse classificazioni CLP; il rischio chimico deve essere valutato sulla base delle schede SDS e, se necessario, tramite monitoraggio ambientale.

3. DVR nel tessile: fattori di rischio specifici

Il Documento di Valutazione dei Rischidi un'azienda tessile deve essere strutturato in modo da rispecchiare fedelmente i rischi del ciclo produttivo specifico. Non esiste un modello unico applicabile a tutte le realtà del settore: una tintoria industriale ha un profilo di rischio chimico molto diverso da un laboratorio di confezione artigianale, e un'azienda che produce moquette ha rischi da polveri diversi da chi produce abbigliamento sportivo. Il DVR deve essere adattato al caso specifico dell'azienda.

Le sezioni specifiche che un DVR tessile deve contenere, in aggiunta alle sezioni standard, sono:

Il DVR deve essere firmato dal datore di lavoro, dal responsabile del servizio di prevenzione e protezione (RSPP) e, se nominato, dal medico competente. La data certa del documento è un requisito formale obbligatorio. Supportiamo la gestione documentale e la redazione del DVR adattato alle specificità produttive della vostra azienda tessile.

4. Macchine da taglio, cucitura e pressatura: requisiti di sicurezza

Le macchine utilizzate nel settore tessile e della confezione — tagliacartonieri a lama verticale e rotante, macchine da cucire industriali, sopraggitto, tagliacucitrici, presse a vapore, stiratori industriali, rimmagliatrici, telai Jacquard, filatoi — rappresentano la principale fonte di rischio meccanico per i lavoratori e devono soddisfare i requisiti della Direttiva Macchine 2006/42/CE.

Per le macchine da taglio (tagliacartonieri a lama verticale, cesoie, taglierine automatiche a nastro) i requisiti di sicurezza principali sono:

Per le macchine da cucitura e tagliacucitriciindustriali i rischi principali sono il contatto con l'ago in movimento, il contatto con le lame della tagliacucitura e l'intrappolamento del dito nella zona di avanzamento del tessuto. Le misure di sicurezza comprendono: protezioni dell'ago (ago-guard) per le macchine da cucire mono-ago e multi-ago, copertura delle lame tagliacucitura accessibile solo a macchina ferma, pedale con funzione di arresto rapido calibrata.

Per le presse a vapore e i calandrii rischi principali sono lo schiacciamento tra i piatti pressori (alto rischio di amputazione o lesioni gravi) e le ustioni da vapore o da superficie calda. Le misure di sicurezza obbligatorie comprendono: dispositivi di chiusura a due mani (che richiedono l'uso di entrambe le mani per azionare la pressa, garantendo che le mani siano fuori dalla zona di pericolo), sistemi di rilevazione della presenza (barriere fotoelettriche o tappeti sensibili alla pressione), sistemi di sfogo del vapore con valvole di sicurezza e schermatura termica delle superfici calde accessibili.

Tutte le macchine devono essere sottoposte a manutenzione periodica documentatasecondo le indicazioni del fabbricante, con registro degli interventi. Prima di eseguire operazioni di manutenzione, pulizia o sblocco in caso di inceppamento, la macchina deve essere portata allo stato di sicurezza tramite la procedura di lockout/tagout(sezionamento dell'energia, bloccaggio e verifica dello stato zero-energia). I lavoratori devono ricevere addestramento specifico sull'uso sicuro di ciascuna macchina prima di essere adibiti al suo utilizzo.

5. Agenti chimici: coloranti, solventi e CLP

Il processo di tintura e finissaggio dei tessuti prevede l'utilizzo di numerose sostanze chimiche che devono essere gestite ai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08 (agenti chimici pericolosi) e del Regolamento CLP (CE 1272/2008). Le principali categorie di agenti chimici presenti nelle aziende tessili sono:

La valutazione del rischio chimico deve basarsi sulla raccolta e lettura delle schede SDS aggiornatedi tutti i prodotti utilizzati, sull'identificazione delle frasi H di pericolo rilevanti, sulla stima dell'esposizione per via inalatoria (vapori, aerosol, polveri) e per contatto cutaneo, e sul confronto con i VLEP disponibili. Ove necessario, è raccomandato il monitoraggio ambientale e biologico. I prodotti classificati come cancerogeni o mutageni (es. alcuni coloranti aminoazoici, percloroetilene, formaldeide) richiedono l'applicazione del più rigido Titolo IX Capo II e la tenuta del registro degli esposti.

6. DPI specifici per il settore tessile

Rischio / mansioneDPI prescrittiNorma tecnica / classificazione
Operatore tagliacartonieri e cesoieGuanti anti-taglio (livello D o E secondo EN 388:2016+A1:2018), scarpe di sicurezza S1P o S3, occhiali protettiviEN 388 per guanti anti-taglio; EN ISO 20345 per calzature
Addetto macchine da cucire industrialiProtezione dell'ago (ago-guard), calzature chiuse, capelli raccolti o cuffia, nessun indumento con cordini o lacci larghiRischio di intrappolamento: DPI organizzativi e strutturali prevalenti
Operatore presse a vaporeGuanti anticalore (EN 407), schermo termico integrato nella macchina, calzature di sicurezzaEN 407: resistenza termica a 100°C e oltre
Esposizione a polveri di fibre (cotone, lana)Maschera filtrante FFP2 (esposizione < 10xVLEP) o FFP3 (esposizione > 10xVLEP), aspirazione localizzata preferenzialeEN 149:2001+A1:2009 per maschere filtranti; FFP2 minimo per polveri organiche
Tintura e finissaggio (coloranti, solventi)Guanti in nitrile (spessore 0,4 mm per manipolazione, 0,8 mm per immersione), camice o grembiule impermeabile, occhiali chiusi o visiera, mascherina FFP2 o FFP3 per polveri di colorantiEN 374 per guanti da agenti chimici; EN 166 per protezione occhi
Esposizione a rumore > 85 dB(A)Cuffie antirumore (SNR adeguato al livello di esposizione) o inserti auricolari monouso con cordino, entrambi marcati EN 352EN 352-1 (cuffie), EN 352-2 (inserti); obbligatori sopra 85 dB(A) LEX,8h
Movimentazione rotoli di tessuto pesantiGuanti antivibrazioni se si usano transpallet manuali a vibrazione, scarpe di sicurezza S1P/S3, ausili meccanici (carrelli, sollevatori)Ausili meccanici preferiti ai DPI; EN ISO 20345 per calzature

I DPI devono essere selezionati sulla base della valutazione del rischio specifica per mansione, consegnati con verbale firmato ai sensi degli artt. 77-78 D.Lgs. 81/08, accompagnati da istruzioni d'uso nella lingua del lavoratore e sostituiti regolarmente secondo le indicazioni del fabbricante. I guanti anti-taglio, in particolare, devono essere verificati frequentemente per lo stato di usura: un guanto degradato non garantisce più il livello di protezione dichiarato dalla marcatura CE.

7. Formazione obbligatoria nel tessile (percorso rischio medio-alto)

Le aziende del settore tessile e della confezione rientrano nella classificazione a rischio medio o altosecondo l'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011, in funzione dei codici ATECO di appartenenza. Le aziende manifatturiere tessili (ATECO C13, C14, C15) ricadono in prevalenza nel rischio medio (che prevede 4 ore di formazione generale + 8 ore di formazione specifica = 12 ore totali) o nel rischio alto (4h + 12h = 16 ore) per le lavorazioni più pericolose (tintura industriale, finissaggio con agenti chimici, attività con macchine di grande taglia). L'aggiornamento periodico è previsto ogni 5 anni (6 ore per rischio medio, 6 ore per rischio alto).

La formazione specifica deve coprire i rischi effettivamente presenti nell'azienda. Per il settore tessile i contenuti prioritari sono:

L'addestramentospecifico sull'uso delle attrezzature di lavoro (art. 37 c. 5 D.Lgs. 81/08) deve avvenire in affiancamento praticoprima dell'utilizzo autonomo delle macchine e deve essere documentato con verbale firmato. La formazione dei preposti (capoturno, responsabile di reparto) prevede un modulo aggiuntivo di 8 ore.

8. Sorveglianza sanitaria: polveri di fibre e agenti chimici

La sorveglianza sanitaria nel settore tessile è obbligatoria per i lavoratori esposti ai rischi per i quali il D.Lgs. 81/08 la prevede: rumore (obbligatoria per esposizioni superiori a 80 dB(A) LEX,8h ai sensi del Titolo VIII Capo II), agenti chimici pericolosi(Titolo IX Capo I, quando la valutazione indica un rischio non irrilevante), agenti cancerogeni e mutageni (Titolo IX Capo II, per i lavoratori esposti a coloranti aminoazoici vietati, percloroetilene, formaldeide, ecc.), movimentazione manuale dei carichi(quando la valutazione indica un rischio significativo), vibrazioni mano-braccio(per gli addetti a macchine vibranti sopra i valori d'azione).

Le principali sorveglianze sanitarie nel tessile comprendono:

Il medico competente redige il protocollo sanitariospecifico per l'azienda tessile sulla base del DVR, definendo le visite, gli esami strumentali e di laboratorio e la periodicità per ciascuna mansione. Il giudizio di idoneità viene comunicato al datore e al lavoratore; in caso di idoneità con limitazioni (es. uso obbligatorio di DPI uditivi, divieto di esposizione a certi agenti chimici) il datore deve adottare le misure conseguenti.

9. Antincendio per depositi di tessuti (carichi d'incendio elevati)

I tessuti — in particolare le fibre sintetiche come poliestere, acrilico e polipropilene — hanno un elevato potere calorifico (da 20 a 30 MJ/kg per i sintetici, contro i 15-17 MJ/kg del cotone) e possono propagare rapidamente un incendio, con produzione di fumi tossici. Questa caratteristica rende il rischio incendio nei magazzini e nei depositi tessili particolarmente critico e richiede una valutazione specifica nel DVR e misure di prevenzione e protezione adeguate.

Gli adempimenti antincendio per un'azienda tessile si articolano su più livelli:

Checklist documenti minimi per un'azienda tessile o di confezione

  • DVR con sezioni: rumore, polveri di fibre, agenti chimici, rischio meccanico da macchine, MMC, rischio incendio
  • Misurazioni fonometriche (LEX,8h) firmate da tecnico abilitato
  • Campionamenti ambientali polveri di fibre (se non ci si avvale di valutazione documentata)
  • Inventario prodotti chimici con SDS aggiornate in italiano
  • Registro degli esposti ad agenti cancerogeni o mutageni (se applicabile)
  • Registro di conformità macchine: marcatura CE, manuale in italiano, stato dei dispositivi di sicurezza
  • Piano di manutenzione periodica delle macchine documentato
  • Nomina RSPP (esterno abilitato o datore formato per rischio medio-alto)
  • Nomina medico competente e protocollo sanitario con audiometria e spirometria
  • Attestati formazione lavoratori (12h rischio medio o 16h rischio alto) + aggiornamento periodico
  • Attestati addestramento specifico su ciascuna macchina pericolosa
  • Attestati formazione antincendio (livello 2 o 3 in base al rischio) per gli addetti
  • Attestati formazione primo soccorso (D.M. 388/2003)
  • Verbali consegna DPI a ciascun lavoratore (guanti anti-taglio, protezioni uditive, maschere FFP2/3)
  • SCIA antincendio e CPI (se soggetti al D.P.R. 151/2011)
  • Piano di emergenza e evacuazione (PEE) aggiornato e affisso

10. Ispezioni INL nel tessile: violazioni più comuni

Il settore tessile — in particolare nei distretti industriali di Prato, Como, Biella, Carpi, Empoli e Vicenza — è oggetto di campagne di vigilanza coordinate tra l'Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL), lo SPISAL/PSAL (Servizio Prevenzione Igiene Sicurezza Ambienti di Lavoro delle ASL), i VVF e la Guardia di Finanza. Le ispezioni nel tessile rivelano frequentemente criticità ricorrenti che è possibile prevenire con una corretta gestione della sicurezza.

Violazione rilevataNorma violataSanzione tipica
DVR assente o non aggiornato (macchine nuove senza rivalutazione)Art. 17 c. 1 lett. a) e art. 29 D.Lgs. 81/08Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 €
Macchine prive di ripari o con dispositivi di sicurezza rimossiArt. 70-71 D.Lgs. 81/08; D.Lgs. 17/2010Arresto 3-6 mesi o ammenda fino a 8.000 €; sospensione attività in caso di pericolo grave
Mancata misurazione del rumore o misurazioni obsoleteArt. 181 e 190 D.Lgs. 81/08Ammenda da 2.000 a 4.000 €
Protezioni uditive non fornite o non utilizzate in aree rumoroseArt. 193 D.Lgs. 81/08Arresto fino a 2 mesi o ammenda fino a 3.000 €
SDS assenti o obsolete per i prodotti chimici in usoArt. 227-228 D.Lgs. 81/08; REACH art. 31Ammenda da 1.500 a 6.000 €
Formazione non erogata o non documentataArt. 37 D.Lgs. 81/08Arresto fino a 8 mesi o ammenda fino a 5.700 € per lavoratore
Sorveglianza sanitaria non attivata (rumore, agenti chimici)Art. 41 D.Lgs. 81/08Arresto fino a 4 mesi o ammenda fino a 4.000 €
Vie d'esodo ostruite da merci o rotoli di tessutoAllegato IV D.Lgs. 81/08; D.M. 02/09/2021Ammenda da 1.000 a 3.000 €; sospensione in caso di pericolo imminente

La sospensione dell'attività imprenditoriale (art. 14 D.Lgs. 81/08) può essere adottata dall'ispettore quando riscontra condizioni di pericolo grave e immediato per i lavoratori, ad esempio macchinari con ripari rimossi o vie d'esodo ostruite. Il provvedimento comporta l'interruzione dell'attività produttiva fino alla completa regolarizzazione e un pagamento aggiuntivo per la revoca della sospensione. Ti aiutiamo a verificare lo stato di conformità della tua azienda tessile prima di un'ispezione.

FAQ — Sicurezza industria tessile e abbigliamentoFAQ

Un laboratorio di confezione con tre dipendenti deve redigere il DVR?
Sì. L'obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi scatta dalla presenza di anche un solo lavoratore subordinato o equiparato ai sensi dell'art. 2 lett. a) D.Lgs. 81/08. Un laboratorio di confezione — anche di piccole dimensioni — presenta rischi specifici che devono essere valutati e documentati: macchine da cucitura con parti in movimento, cesoie e tagliacucitrici, ferro da stiro a vapore, posture scorrette, rumore, polveri di fibre tessili e rischio incendio. La mera redazione del DVR non è sufficiente: il documento deve essere aggiornato ogni volta che cambiano le lavorazioni, le attrezzature o l'organizzazione, e deve essere adattato al caso specifico dell'azienda.
Le polveri di fibre tessili (cotone, lana, fibre sintetiche) sono considerate agenti biologici o chimici?
Le polveri di fibre tessili organiche — cotone, lino, canapa, iuta, lana — possono rappresentare sia un rischio chimico (particolato inalabile con effetti irritativi sulle vie respiratorie) sia, in alcuni casi, un rischio biologico (presenza di endotossine batteriche nel cotone greggio, che possono causare bissinosi). Le polveri di fibre sintetiche (poliestere, acrilico, nylon) sono principalmente un rischio chimico per irritazione meccanica. Il D.Lgs. 81/08 richiede che la valutazione del rischio da polveri di fibre sia condotta misurando le concentrazioni ambientali e confrontandole con i Valori Limite di Esposizione Professionale (VLEP) vigenti. Per la polvere di cotone il VLEP indicativo è 1 mg/m³ (frazione inalabile); per le polveri di legno duro e affini si fa riferimento a 2,5 mg/m³. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per i lavoratori esposti a livelli significativi.
La Direttiva Macchine 2006/42/CE si applica alle macchine da cucire industriali?
Sì. La Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepita in Italia con D.Lgs. 17/2010 e ora in fase di transizione verso il nuovo Regolamento Macchine UE 2023/1230) si applica alle macchine da cucire industriali, ai tagliacartonieri, alle presse, alle rimmagliatrici e a tutte le macchine tessili. Il fabbricante è responsabile della marcatura CE e della fornitura della documentazione tecnica (dichiarazione di conformità, manuale d'uso). Il datore di lavoro utilizzatore deve verificare che le macchine acquistate rechino la marcatura CE e il manuale in lingua italiana, effettuare la manutenzione periodica documentata, addestrare i lavoratori all'uso sicuro e non rimuovere o manomettere i dispositivi di protezione (ripari fissi, schermi mobili con interblocco, dispositivi di arresto di emergenza).
Quali sono i principali obblighi antincendio per un'azienda tessile con deposito di tessuti?
I depositi di tessuti presentano carichi d'incendio elevati in quanto i materiali tessili — specialmente quelli sintetici — hanno potere calorifico significativo e possono propagare rapidamente le fiamme. Gli obblighi antincendio dipendono dalla superficie del deposito e dalla tipologia di attività. Le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi ai sensi del D.P.R. 151/2011 includono i depositi di materiali combustibili superiori a determinate soglie di superficie o di quantità. Per le aziende tessili soggette si applicano le indicazioni del D.M. 2 settembre 2021 (Codice di Prevenzione Incendi) o, dove ancora vigenti, le regole tecniche verticali. Gli obblighi tipici comprendono: valutazione del rischio incendio nel DVR, piano di emergenza e evacuazione, addetti antincendio formati (livello 2 o 3 in base alla classificazione del rischio), estintori e impianto idrico antincendio (idranti), segnaletica di sicurezza e vie d'esodo sgombre. La valutazione deve essere adattata al caso specifico dell'azienda.

12. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro (Titoli I, VI, VIII, IX, X)
  • Direttiva Macchine 2006/42/CE — recepita con D.Lgs. 27 gennaio 2010 n. 17
  • Regolamento UE 2023/1230 — nuovo Regolamento Macchine (in fase di applicazione progressiva)
  • Regolamento CE 1272/2008 (CLP) — Classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele pericolose
  • Regolamento CE 1907/2006 (REACH) — Registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ex art. 37 D.Lgs. 81/08
  • D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 — Regolamento prevenzione incendi (attività soggette a controllo)
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione dell'emergenza (Codice PI)
  • D.M. 15 luglio 2003 n. 388 — Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale
  • Circolare INAIL — Valori Limite di Esposizione Professionale (VLEP) D.Lgs. 81/08 Allegato XXXVIII
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 Titolo VIII Capo II — Protezione da rumore (recepisce Dir. 2003/10/CE)

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili alle aziende del settore tessile dipendono dall'attività concretamente svolta, dai lavoratori presenti, dalle macchine e dalle sostanze chimiche utilizzate e dalla normativa vigente; DVR, misurazioni di rumore e polveri, valutazione del rischio chimico e programmi di sorveglianza sanitaria devono essere adattati al caso specifico. Supportiamo la gestione documentale e ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua azienda.

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