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Sicurezza nel tessile e abbigliamento: rischi e obblighi

Dalla filatura alla confezione dei capi: i rischi delle diverse fasi della filiera tessile e le misure che il DVR deve documentare per ciascuna.

Risposta rapida

Nella filiera tessile i rischi cambiano con la fase: in filatura e tessitura dominano il rumore dei telai, le polveri di fibre e gli organi in movimento delle macchine; nella confezione i movimenti ripetitivi alla macchina per cucire, il taglio e lo stiro a vapore. Trasversali a tutte le fasi sono la movimentazione di rotoli e bobine e il rischio incendio di fibre e tessuti.

Filatura e tessitura

  • Rumore: telai, ritorcitoi e filatoi; riduzione alla fonte (manutenzione, cabine, segregazione dei reparti), protettori e sorveglianza audiometrica.
  • Polveri di fibre: cotone, lana e fibre sintetiche in apertura, cardatura e filatura; aspirazione e pulizia senza aria compressa.
  • Organi in movimento: cardatrici, rulli, cilindri; protezioni con interblocco e arresto prima di rimuovere i fili o pulire.
  • Microclima: umidificazione dei reparti e calore delle macchine.

Taglio, cucitura e stiro

Le taglierine a lama verticale e circolare e i tavoli di taglio automatici richiedono protezioni della lama, guanti antitaglio dove indicato e manutenzione affidata a personale formato. Alla macchina per cucire contano la protezione dell’ago, l’illuminazione e soprattutto l’ergonomia: sedute e piani regolabili, pedali posizionati correttamente, pause e rotazione. Ferri e presse a vapore espongono a ustioni e calore; caldaie e generatori di vapore sono attrezzature a pressione soggette a verifiche.

Movimentazione e magazzino

Rotoli di tessuto, subbi e bobine superano facilmente i pesi gestibili a mano: servono carrelli, paranchi e scaffalature adatte. Per i carrelli elevatori serve l’abilitazione dell’Accordo Stato-Regioni 2025.

Prodotti chimici

Oli di ensimaggio, smacchiatori a solvente, colle e, dove presenti, coloranti e ausiliari di finissaggio vanno valutati con le schede di sicurezza (art. 223). Gli smacchiatori usati in confezione contengono spesso solventi da utilizzare con aspirazione.

Incendio

Fibre, filati, tessuti e polveri tessili bruciano rapidamente: ordine e pulizia dalle polveri depositate, impianto elettrico mantenuto, separazione dei magazzini, addetti antincendio formati secondo il livello del D.M. 2 settembre 2021. I depositi oltre le soglie del DPR 151/2011 sono soggetti ai controlli dei Vigili del fuoco.

Formazione e sorveglianza sanitaria

La fabbricazione di prodotti tessili e di articoli di abbigliamento è a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (4 ore generali più 12 di specifica); il personale degli uffici può seguire il percorso a rischio basso. La sorveglianza sanitaria riguarda di norma rumore, sovraccarico biomeccanico e agenti chimici.

Errori frequenti

  • Pulizia dei telai e delle macchine in movimento.
  • Reparti di cucitura senza valutazione dei movimenti ripetitivi.
  • Polveri tessili accumulate su macchine e impianti elettrici.
  • Laboratori conto terzi senza DVR né formazione.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

In tessitura il rumore supera sempre i limiti?
Non sempre, ma i reparti con telai superano spesso i valori superiori di azione (85 dB(A)) e possono avvicinarsi al valore limite di 87 dB(A), che si verifica tenendo conto dei protettori indossati. La valutazione dell’art. 190 D.Lgs. 81/2008 va fatta con misure per postazione e durata reale; oltre gli 85 dB(A) l’uso dei protettori e la sorveglianza sanitaria diventano obbligatori.
Le operatrici di cucitura sono a rischio di disturbi muscolo-scheletrici?
Sì. Il lavoro alla macchina per cucire comporta movimenti rapidi e ripetuti di mani e polsi, postura fissa e spesso ritmi legati alla produzione a cottimo o a obiettivi. La valutazione del sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore (Titolo VI e norme tecniche richiamate dall’Allegato XXXIII) deve tradursi in pause, rotazione, postazioni regolabili e ritmi sostenibili.
Un piccolo laboratorio di confezione conto terzi ha gli stessi obblighi?
Sì, con almeno un lavoratore servono DVR, RSPP, formazione, addetti alle emergenze e, se i rischi lo richiedono, il medico competente. Il committente che fa lavorare il terzista nei propri locali deve inoltre applicare l’art. 26 (verifica dell’idoneità, informazioni sui rischi, DUVRI).

Fonti normative

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