Un food truck o una cucina mobile è a tutti gli effetti un luogo di lavoro soggetto al D.Lgs. 81/08: dalla presenza di un solo lavoratore dipendente scattano gli obblighi di DVR, formazione, DPI e nomina delle figure della prevenzione. I rischi prioritari del settore sono l'utilizzo del gas GPL (con obblighi specifici di impianto, ventilazione e rilevatori di gas ai sensi del D.M. 13/02/2014), il rischio incendio per la cottura in spazi chiusi (estintori e formazione antincendio Livello 2 D.M. 02/09/2021), le ustioni da superfici calde e friggitrice, il rischio scivolamento su pavimento ridotto e unto, e la postura eretta prolungata in spazi angusti. A questi si affiancano gli obblighi HACCP del Reg. CE 852/2004 per la sicurezza alimentare e il coordinamento con gli organizzatori di eventi ai sensi dell'art. 26 D.Lgs. 81/08.
1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08 si applica ai food truck?
Sì, senza eccezioni. Il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) si applica a tutti i datori di lavoro che impiegano lavoratori subordinati, indipendentemente dal settore, dalla dimensione dell'impresa e dalla modalità di esercizio dell'attività — fissa o mobile. Un food truck con anche un solo dipendente o lavoratore equiparato (apprendista, stagista retribuito, co.co.co.) è soggetto all'intero corpus obbligatorio del D.Lgs. 81/08.
Il veicolo attrezzato che costituisce la cucina mobile è il "luogo di lavoro"ai sensi dell'art. 62 del D.Lgs. 81/08, che comprende qualsiasi posto in cui il lavoratore si trova o deve recarsi in ragione del lavoro. Questo significa che il food truck deve rispettare i requisiti di idoneità dei luoghi di lavoro previsti dal Titolo II e dall'Allegato IV del decreto, adattati alle specificità di uno spazio mobile. In particolare sono rilevanti:
- Titolo II (luoghi di lavoro): pavimentazione, altezza del vano di lavoro, illuminazione, microclima, ventilazione, uscite di emergenza;
- Titolo III (attrezzature di lavoro): manutenzione e idoneità di friggitrici, piastre, fornelli, affettatrici e tutte le attrezzature presenti nella cucina;
- Titolo VI (movimentazione manuale dei carichi): sollevamento di pentole, bidoni di olio, bombole GPL e forniture;
- Titolo IX Capo I (rischio chimico): prodotti sanificanti e detergenti utilizzati per la pulizia della cucina;
- Titolo X (rischio biologico): manipolazione di alimenti crudi e gestione degli scarti alimentari.
Il titolare del food truck che opera in completa autonomia, senza lavoratori dipendenti, è un lavoratore autonomo ex art. 21 D.Lgs. 81/08 e non è obbligato al DVR, ma deve comunque adottare misure di autoprotezione individuale (DPI idonei, impianto a gas a norma, formazione HACCP). Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua specifica situazione.
2. Il DVR per il food truck: rischi specifici da valutare
Il Documento di Valutazione dei Rischidi un food truck presenta caratteristiche molto specifiche, legate alla combinazione di lavoro in spazio ristretto, utilizzo di fonti di calore e gas combustibile, lavoro all'aperto in condizioni climatiche variabili e spostamento del veicolo. Il DVR deve essere redatto prima dell'inizio dell'attività e aggiornato ogni volta che cambiano le condizioni di rischio.
I rischi specifici che il DVR di un food truck deve obbligatoriamente valutare comprendono:
- Spazio ridotto e movimenti vincolati: la cucina di un food truck ha dimensioni molto inferiori a una cucina professionale fissa (tipicamente 4-8 m²); i lavoratori operano in prossimità di superfici calde, attrezzature e di colleghi, con ridotta possibilità di allontanarsi rapidamente. Il DVR deve identificare i rischi di collisione, urto e intrappolamento e definire procedure di lavoro che minimizzino gli spostamenti contemporanei in spazi angusti.
- Postura eretta prolungata: il personale di un food truck lavora prevalentemente in piedi per l'intera durata del turno, spesso con spazio insufficiente per variare la postura. Questo comporta un rischio di affaticamento muscolo-scheletrico agli arti inferiori, alla schiena e alle spalle. Il DVR deve valutare la durata dei turni, la possibilità di pause e la disponibilità di un sedile di appoggio nelle fasi di minore attività.
- Scivolamento su pavimento ridotto e grasso: il pavimento interno del food truck è soggetto a versamenti di olio, grasso, acqua e altri liquidi; la superficie ridotta e la presenza di attrezzature rendono più probabile il rischio di caduta. Il pavimento deve avere caratteristiche antiscivolo adeguate e il DVR deve prevedere DPI (calzature con suola antiscivolo certificata EN ISO 20347).
- Rischio calore e microclima: in estate, con temperature esterne elevate e fonti di calore interne (friggitrice, piastra, forni), la temperatura all'interno del food truck può raggiungere livelli molto elevati. Il DVR deve valutare il rischio termico, prevedere ventilazione adeguata, cappe aspiranti efficienti, pause obbligatorie e accesso a liquidi.
- Rumore delle attrezzature: la friggitrice, l'estrattore della cappa, il generatore (se presente) e le attrezzature di cottura producono livelli sonori che possono avvicinarsi ai valori di azione. Il DVR deve contenere una stima del livello di esposizione al rumore, da integrare con misura fonometrica se si supera il valore inferiore di 80 dB(A).
- Esposizione solare e lavoro all'aperto: il personale che opera al banco di servizio o nelle fasi di allestimento e smontaggio è esposto all'irraggiamento solare diretto, con rischio di colpo di calore in estate. Il DVR deve prevedere DPI (copricapo, creme solari), orari di servizio che evitino le ore più calde e disponibilità di acqua.
- Movimentazione manuale dei carichi: le forniture di materie prime, le bombole GPL, i bidoni di olio e le attrezzature di servizio richiedono movimentazione manuale. Il DVR deve valutare i pesi e le frequenze con il metodo NIOSH o la check-list INAIL.
3. Rischio chimico e biologico: detergenti e alimenti
La pulizia e la sanificazione della cucina di un food truck avvengono in uno spazio chiuso con ventilazione spesso limitata, aumentando il rischio di esposizione a vapori e aerosol dei prodotti chimici rispetto a una cucina fissa con finestre e ventilazione adeguata.
Il rischio chimicoai sensi del Titolo IX Capo I del D.Lgs. 81/08 deve essere valutato sulla base delle Schede Dati di Sicurezza (SDS) di tutti i prodotti utilizzati per la pulizia e la sanificazione: sgrassatori alcalini per le superfici e la friggitrice, disincrostanti acidi per il calcare degli impianti idrici, sanificanti a base di ipoclorito o peracido acetico. In spazi chiusi, l'utilizzo di questi prodotti richiede:
- ventilazione del vano di lavoro prima, durante e dopo la sanificazione;
- DPI adeguati: guanti resistenti ai prodotti chimici (EN 374), protezione oculare, maschera con filtro se il prodotto è classificato con frasi H di rischio inalatorio;
- stoccaggio separato dei prodotti chimici dalle materie prime alimentari, in contenitori chiusi con etichette leggibili;
- registro dei prodotti chimici presenti con le SDS aggiornate accessibili al personale.
Il rischio biologico è connesso alla manipolazione di alimenti crudi (carne, pesce, verdure) e alla gestione degli scarti alimentari. Le principali misure di prevenzione riguardano la separazione fisica tra alimenti crudi e cotti (cross-contaminazione), la corretta conservazione a temperatura controllata, il lavaggio delle mani con acqua corrente potabile, la gestione corretta degli scarti (contenitori chiusi, svuotamento frequente) e la sanificazione regolare di tutte le superfici a contatto con gli alimenti. Questi aspetti si sovrappongono con il piano HACCP e devono essere coordinati tra i due documenti.
La gestione degli allergeniai sensi del Reg. UE 1169/2011 è un obbligo anche per i food truck: tutti i prodotti offerti — anche non preimballati — devono essere accompagnati dall'indicazione dei 14 allergeni principali, in forma scritta disponibile al bancone di servizio o su apposito registro.
4. Gas GPL su food truck: obblighi specifici
L'utilizzo del gas GPL (Gas di Petrolio Liquefatto) è la caratteristica tecnica che più distingue il food truck da qualsiasi altra cucina professionale e che comporta un sistema di obblighi normativi specifico, disciplinato principalmente dal D.M. 13 febbraio 2014 sulle installazioni di gas GPL nei veicoli adibiti ad attività commerciali e dalle norme tecniche del Comitato Italiano Gas (CIG).
Gli obblighi principali per l'impianto GPL su food truck sono:
- Installazione a regola d'arte: l'impianto a gas GPL deve essere installato da un tecnico abilitato ai sensi della Legge 46/1990 (ora D.M. 37/2008) e deve rispettare le norme tecniche CIG UNI 7131 e successive. L'installatore deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità dell'impianto, che va conservata e disponibile in caso di controllo.
- Posizionamento e fissaggio delle bombole o serbatoio: le bombole GPL devono essere posizionate in vano esterno ventilato, fissate con appositi reggibombola, e devono rispettare le distanze di sicurezza da fonti di calore (scarico del motore, sistemi di riscaldamento), da aperture verso l'interno abitabile del veicolo e da prese di aria condizionata. Durante il trasporto le valvole devono essere chiuse.
- Ventilazione obbligatoria: il vano cucina del food truck deve disporre di ventilazione naturale o forzata adeguata a prevenire l'accumulo di gas in caso di perdita. Le aperture di ventilazione devono essere posizionate sia in basso (GPL è più pesante dell'aria) sia in alto, e non devono essere ostruite durante l'utilizzo.
- Rilevatori di gas obbligatori: ogni food truck con impianto GPL deve essere dotato di rilevatori di gas con soglia di intervento non superiore al 10% del LEL (Lower Explosive Limit), collegati ad allarme acustico e visivo. I rilevatori devono essere posizionati in prossimità del vano bombole e nell'area cucina, e devono essere calibrati periodicamente secondo le indicazioni del produttore.
- Valvola di intercettazione manuale: deve essere presente e facilmente accessibile dall'esterno del veicolo, per poter interrompere rapidamente l'erogazione del gas in caso di emergenza.
- Manutenzione annuale dell'impianto: l'impianto a gas GPL deve essere sottoposto a controllo e manutenzione almeno una volta l'anno da parte di un tecnico abilitato, che verifica la tenuta di tutte le connessioni, lo stato dei tubi flessibili, il funzionamento delle valvole di sicurezza e dei rilevatori di gas. Il verbale di manutenzione va conservato con la documentazione del veicolo.
- Collaudo periodico delle bombole: le bombole GPL sono soggette al collaudo periodico previsto dalla normativa sugli apparecchi a pressione (D.Lgs. 93/2000 e successivi); la data del collaudo è punzonata sulla bombola e non devono essere utilizzate bombole con collaudo scaduto.
Ti aiutiamo a verificare la conformità dell'impianto GPL del tuo food truck alle normative vigenti e a organizzare la documentazione tecnica necessaria.
5. Antincendio nel food truck
Il rischio incendio in un food truck è significativamente più elevato rispetto a molte altre attività lavorative, per la compresenza di gas GPL, superfici di cottura ad alta temperatura, oli e grassi alimentari in ebollizione e spazio chiuso con vie di esodo limitate. La disciplina antincendio di riferimento è il D.M. 2 settembre 2021(nuovo Codice di Prevenzione Incendi), che ha sostituito il D.M. 10 marzo 1998.
Un food truck con friggitrice o con cottura che utilizza oli e grassi ricade nella categoria delle cucine con rischio di fuoco di classe F/K, per le quali si applicano le misure più stringenti:
- Estintori obbligatori: deve essere presente almeno un estintore portatile a polvere ABC (6 kg) nel vano cucina. In presenza di friggitrice o di qualsiasi cottura con oli e grassi è obbligatorio un estintore di classe K(wet chemical, specifico per fuochi di grasso alimentare): l'acqua e gli estintori a polvere ABC non sono adeguati per i fuochi di olio alimentare e il loro utilizzo può aggravare l'incendio. Gli estintori devono essere verificati ogni 6 mesi e revisionati secondo le scadenze di legge.
- Coperta antifiamma: è consigliato e in molti casi richiesto dagli organizzatori degli eventi la presenza di una coperta antifiamma di dimensioni adeguate, posizionata in prossimità della friggitrice o della zona di frittura, per soffocare rapidamente un eventuale incendio di piccole dimensioni.
- Cappa aspirante con filtri a norma: la cappa sopra la zona di cottura deve essere dotata di filtri antincendio (filtri a labirinto in acciaio inox) che trattengono il grasso prima che raggiunga il condotto di aspirazione. I filtri devono essere puliti frequentemente (almeno settimanalmente in caso di uso intensivo della friggitrice) per evitare l'accumulo di grasso che può innescare incendi nel condotto. La cappa deve avere una valvola tagliafuoco sul condotto di espulsione.
- Kit di primo soccorso: il D.M. 388/2003 impone la presenza di una cassetta di primo soccorso o di un pacchetto di medicazione, con contenuto minimo definito dall'allegato al decreto, in funzione del numero di lavoratori e della classificazione dell'azienda.
- Distanze di sicurezza dagli altri operatori: durante le manifestazioni, il food truck deve rispettare le distanze minime di sicurezza dagli altri veicoli, dalle strutture fisse e dal pubblico, definite dagli organizzatori e dai VVF; queste distanze sono particolarmente importanti in caso di fuga di gas e di incendio, per consentire l'evacuazione e l'intervento dei soccorsi.
- Formazione antincendio Livello 2: gli addetti antincendio nominati dal datore di lavoro devono avere frequentato il corso di livello 2 previsto dal D.M. 02/09/2021 (8 ore con prova pratica), che classifica la cucina con frittura e uso di GPL come attività a rischio medio.
6. HACCP per cucine mobili
Il piano HACCP per una cucina mobile presenta specificità che lo differenziano da quello di un ristorante fisso. Il Reg. CE 852/2004si applica integralmente ai food truck e prevede l'adozione di procedure basate sui 7 principi HACCP, adattate alle specificità dell'attività mobile. Il manuale di autocontrollo deve essere specificamente redatto per la cucina mobile e non è sufficiente utilizzare un modello generico per ristoranti.
Le specificità che il piano HACCP di un food truck deve affrontare:
- Approvvigionamento idrico da serbatoio: il food truck non è collegato alla rete idrica pubblica e utilizza un serbatoio d'acqua potabile. Il piano HACCP deve indicare le procedure di riempimento del serbatoio (solo da fonti d'acqua potabile certificata), la frequenza di pulizia e sanificazione del serbatoio, la verifica periodica della qualità dell'acqua e le precauzioni per evitare la contaminazione (connessioni dedicate, coperchi ermetici).
- CCP temperature: la conservazione degli alimenti in un food truck richiede attrezzature frigorifere di bordo (frigoriferi a 12V o sistemi a compressore) che devono mantenere le temperature previste dal piano HACCP (+4 °C per i prodotti refrigerati, -18 °C per i surgelati). Le temperature devono essere monitorate e registrate, anche con sonde digitali con data logger, poiché le fluttuazioni di temperatura esterna possono influenzare il rendimento degli impianti di bordo.
- Smaltimento dei rifiuti e delle acque grigie: il food truck produce rifiuti organici e acque grigie (acqua di lavaggio e scarico) che devono essere smaltiti correttamente. Il piano HACCP deve definire le procedure di raccolta dei rifiuti (contenitori chiusi, svuotamento frequente), di smaltimento delle acque grigie (solo in punti autorizzati, mai in acque superficiali o su suolo pubblico) e di pulizia del serbatoio di raccolta.
- Pulizia e sanificazione delle attrezzature: in uno spazio ridotto la pulizia delle attrezzature (friggitrice, piastra, taglieri, utensili) è critica. Il piano HACCP deve definire le frequenze di pulizia per ciascuna attrezzatura, i prodotti utilizzati (concentrazioni, tempi di contatto), le procedure di risciacquo e la documentazione delle operazioni eseguite.
- Gestione degli alimenti durante il trasporto: le materie prime caricate sul food truck per la giornata di lavoro devono rispettare la catena del freddo durante il trasporto; il piano HACCP deve prevedere procedure per la verifica della temperatura al momento del carico e per la gestione di eventuali non conformità (prodotti deteriorati o a temperatura non idonea al momento dell'arrivo all'evento).
Il piano HACCP deve essere depositato presso l'ASL competente in fase di registrazione dell'attività alimentare (notifica ai sensi del Reg. CE 852/2004 art. 6) e aggiornato ogni volta che cambiano significativamente le attività, le materie prime trattate o le attrezzature.
7. Ergonomia e postura in spazi ridotti
L'ergonomia è uno dei capitoli più trascurati nella sicurezza dei food truck, ma rappresenta un fattore rilevante per la salute a lungo termine degli operatori. Lavorare per 8-12 ore al giorno in uno spazio di pochi metri quadrati, con movimento limitato, postura eretta obbligata e attrezzature fisse, espone gli addetti a rischi muscolo-scheletrici significativi.
Le misure ergonomiche da adottare nella progettazione e nell'allestimento della cucina mobile comprendono:
- Altezza del piano di lavoro: il piano di lavoro principale (bancone di preparazione, piano della friggitrice, piano di cottura) deve essere posizionato a un'altezza ergonomica rispetto alla statura degli operatori (generalmente tra 85 e 95 cm da terra per operazioni in piedi, con variazioni in funzione dell'altezza individuale). Un piano troppo basso costringe a piegarsi ripetutamente; un piano troppo alto affatica le spalle. Se il food truck è operato da persone di stature diverse, si può valutare l'installazione di superfici regolabili in altezza per le operazioni di preparazione.
- Pavimento antiscivolo e antiaffaticamento: il pavimento interno deve avere caratteristiche antiscivolo (fondamentale per la sicurezza) e, ove possibile, essere dotato di tappeti ergonomici antiaffaticamento nelle zone in cui gli operatori sostano a lungo. I tappeti ergonomici riducono significativamente la fatica agli arti inferiori e alla schiena durante i turni prolungati.
- Organizzazione delle attrezzature: le attrezzature e le materie prime utilizzate con maggiore frequenza devono essere posizionate nelle zone più facilmente accessibili (tra l'altezza delle spalle e l'altezza della vita), per ridurre i movimenti di flessione, estensione e torsione del busto. Il DVR deve analizzare il layout della cucina e identificare le configurazioni che minimizzano i rischi ergonomici.
- Illuminazione sufficiente: la cucina del food truck deve disporre di illuminazione artificiale adeguata (almeno 300 lux nelle zone di preparazione, in linea con i requisiti dell'Allegato IV del D.Lgs. 81/08 per le cucine), anche durante le ore serali o in condizioni di scarsa luce naturale. Una illuminazione insufficiente aumenta il rischio di errori, tagli e cadute.
- Pause e rotazione delle mansioni: il DVR deve prevedere pause obbligatorie durante i turni di lavoro prolungati e, ove possibile, la rotazione delle mansioni tra gli addetti, per ridurre l'esposizione prolungata alle posture più sfavorevoli (stazione di cottura, bancone di servizio).
8. Manifestazioni e mercati: coordinamento con organizzatori
Il food truck opera frequentemente in contesti dove sono presenti altri operatori, pubblico e strutture gestite da terzi: mercati rionali, fiere gastronomiche, festival, eventi privati, sagre, aree mercatali comunali. In questi contesti si applicano gli obblighi di coordinamento previsti dall'art. 26 D.Lgs. 81/08, che disciplina i contratti d'appalto e i contratti d'opera all'interno o nell'area aziendale di un committente.
Le principali implicazioni pratiche dell'art. 26 per il food truck sono:
- DUVRI per fiere e mercati: il gestore dell'area o l'organizzatore dell'evento è il "committente" ai sensi dell'art. 26. Per gli eventi con presenza contemporanea di più operatori indipendenti e con rischi di interferenza significativi (fuoco, gas, folla), il committente può essere tenuto a redigere il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze), che individua i rischi derivanti dalla compresenza di più soggetti nell'area e le misure di coordinamento. Il titolare del food truck deve fornire al committente le informazioni sui rischi specifici della propria attività (impianto GPL, cottura ad alta temperatura, calore, fumo) e i dati della propria documentazione di sicurezza.
- Verifica dell'idoneità tecnico-professionale: il committente (organizzatore dell'evento, gestore del mercato) ha l'obbligo di verificare l'idoneità tecnico-professionale del food truck prima di ammettere il veicolo all'evento. Nella pratica questo si traduce nella richiesta di documentazione: visura camerale, polizza RC, documentazione dell'impianto GPL, attestati di formazione HACCP e sicurezza, piano HACCP.
- Comunicazione dei rischi all'organizzatore: il titolare del food truck deve comunicare proattivamente agli organizzatori i rischi specifici della propria attività: utilizzo di gas GPL, fumo e odori di cottura, necessità di spazio libero attorno al veicolo per la sicurezza (distanza minima da altri veicoli e strutture), consumi elettrici se collegato alla rete dell'evento, gestione degli scarichi idrici.
- Rispetto delle regole dell'area: durante la manifestazione il food truck deve rispettare le regole di sicurezza stabilite dall'organizzatore e dagli enti di controllo (VVF, ASL, Polizia Municipale): distanze tra i veicoli, divieto di fumo in determinate zone, orari di smontaggio, procedure di emergenza specifiche dell'evento.
Ti aiutiamo a preparare la documentazione di sicurezza necessaria per partecipare a eventi e mercati e a gestire il coordinamento con gli organizzatori in conformità con l'art. 26 D.Lgs. 81/08.
9. Formazione obbligatoria per gli addetti al food truck
Il personale che lavora su un food truck con datore di lavoro deve ricevere formazione obbligatoria documentata su più fronti. La mancata formazione è sanzionata dall'art. 55 D.Lgs. 81/08 con arresto fino a 8 mesi o ammenda fino a 5.700 euro per lavoratore.
Formazione generale e specifica SSL: il settore della ristorazione ambulante e del commercio su aree pubbliche è classificato a rischio mediodall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. La formazione prevista è di 12 ore totali: 4 ore di modulo generale (uguale per tutti i settori, erogabile anche in e-learning) e 8 ore di modulo specifico sui rischi del settore (scivolamento, ustioni, gas GPL, rischio incendio, movimentazione carichi, rischio chimico da sanificanti, lavoro all'aperto). L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni.
Formazione antincendio Livello 2: il D.M. 02/09/2021 ha ridefinito i livelli di formazione antincendio. Un food truck con cucina a gas, friggitrice e cottura ad alta temperatura è classificato a rischio medio. Gli addetti antincendio nominati dal datore devono frequentare il corso di Livello 2(8 ore con prova pratica su utilizzo degli estintori e gestione dell'emergenza), con aggiornamento quinquennale.
Primo soccorso — Gruppo B: per le attività con meno di 5 addetti nel settore alimentare (classificazione Gruppo B del D.M. 388/2003), almeno un addetto al primo soccorso deve frequentare il corso di 12 ore iniziali con aggiornamento triennale di 4 ore. I contenuti includono: riconoscimento delle emergenze mediche, posizione laterale di sicurezza, manovre di disostruzione delle vie aeree, utilizzo del defibrillatore (se disponibile).
Formazione HACCP per alimentaristi: tutti i lavoratori che manipolano alimenti devono ricevere formazione specifica ai sensi del Reg. CE 852/2004, con attestato. Le modalità variano per Regione: generalmente sono previste 8-12 ore per i lavoratori addetti alla preparazione degli alimenti, con aggiornamento periodico ogni 2-3 anni. La formazione HACCP deve essere effettuata prima dell'inizio dell'attività e il relativo attestato deve essere conservato dal responsabile OSA.
FAQ — Sicurezza food truck, cucine mobili e street foodFAQ
Un food truck con un solo dipendente è obbligato a redigere il DVR?
Quali obblighi specifici esistono per le bombole GPL su un food truck?
Il food truck deve avere il piano HACCP anche se partecipa solo a eventi temporanei?
Cosa prevede l'art. 26 D.Lgs. 81/08 per i food truck in fiere e mercati?
Quali corsi di formazione sono obbligatori per chi lavora su un food truck?
Fonti normative
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (Titoli I, II, III, VI, VIII, IX)
- Regolamento CE 29 aprile 2004 n. 852 — Igiene dei prodotti alimentari (HACCP per OSA)
- D.M. 13 febbraio 2014 — Requisiti tecnici impianti GPL su veicoli adibiti ad attività commerciali
- D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro
- D.Lgs. 5 aprile 2006 n. 193 — Attuazione della Direttiva 2004/41/CE (sanzioni Reg. CE 852/2004)
- Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ex art. 37 D.Lgs. 81/08
- D.M. 15 luglio 2003 n. 388 — Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale
- Norma UNI EN 1127-1 — Atmosfere esplosive: prevenzione dell'esplosione (riferimento per GPL)
- Regolamento CE 1272/2008 (CLP) — Classificazione, etichettatura e imballaggio di sostanze e miscele pericolose
Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili a un food truck o a una cucina mobile dipendono dall'attività concretamente svolta, dalle attrezzature presenti, dal numero di lavoratori, dalla tipologia di impianto GPL e dalla normativa vigente, incluse le disposizioni regionali in materia di formazione HACCP e requisiti sanitari. DVR, piano HACCP e documentazione dell'impianto GPL devono essere adattati al caso specifico. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua attività e supportiamo la gestione documentale.
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