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DPI per la Protezione delle Vie Respiratorie

Classificazione dei dispositivi di protezione delle vie respiratorie, facciali filtranti FFP, semimaschere, facciali interi e autorespiratori: criteri di scelta, fattore di protezione assegnato e obblighi di formazione.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I dispositivi di protezione delle vie respiratorie (DPR)sono DPI di terza categoria progettati per proteggere le vie aeree dall'inalazione di contaminanti atmosferici (polveri, aerosol, vapori, gas, fumi, agenti biologici). Si suddividono in due grandi famiglie: i dispositivi filtranti (APVR), che purificano l'aria ambiente attraverso un elemento filtrante, e i dispositivi isolanti (APVS), che forniscono aria o ossigeno da una fonte indipendente dall'ambiente circostante. La scelta del dispositivo dipende dalla natura del contaminante, dalla sua concentrazione in aria, dal valore limite di esposizione professionale (TLV/DNEL) e dal fattore di protezione assegnato (APF) del DPI selezionato.

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Riferimento normativo

I DPI per le vie respiratorie sono disciplinati dal quadro normativo seguente:

  • D.Lgs. 81/08 Titolo III artt. 74–79 — definiscono i DPI, i requisiti generali, gli obblighi di fornitura, manutenzione e formazione a carico del datore di lavoro e stabiliscono che i DPI devono essere adeguati ai rischi e conformi alla normativa di prodotto.
  • Reg. UE 2016/425 — disciplina i requisiti essenziali di salute e sicurezza per i DPI immessi sul mercato europeo, la marcatura CE e le categorie di rischio (i DPR rientrano nella categoria III, massimo rischio).
  • UNI EN 149:2001+A1:2009 — specifica i requisiti tecnici per i facciali filtranti contro particelle, definisce le classi FFP1, FFP2 e FFP3 e i metodi di prova.
  • UNI EN 136 — requisiti per i facciali interi (maschere a pieno facciale).
  • UNI EN 137 — requisiti per gli autorespiratori ad aria compressa a circuito aperto (SCBA — Self-Contained Breathing Apparatus).

APVR (filtranti) vs APVS (isolanti)

La distinzione fondamentale tra le due famiglie di DPR è la seguente:

  • APVR — Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie filtranti— purificano l'aria ambiente facendola passare attraverso un filtro. Sono utilizzabili solo quando la concentrazione di ossigeno nell'aria è almeno pari al 17 % in volume e la concentrazione di contaminante non supera i limiti di utilizzo del filtro impiegato. Non sono adatti ad ambienti con carenza di ossigeno o concentrazioni di contaminante immediatamente pericolose per la vita e la salute (IDLH).
  • APVS — Apparecchi di Protezione delle Vie Respiratorie isolanti— forniscono all'utilizzatore aria o ossigeno da una sorgente autonoma, indipendente dall'atmosfera circostante. Sono impiegati in ambienti con carenza di ossigeno, concentrazioni di contaminante sconosciute o superiori ai limiti degli APVR, o in ambienti confinati. Comprendono gli autorespiratori (SCBA) e i dispositivi a manichetta d'aria.

Facciali filtranti: classi FFP1, FFP2, FFP3

I facciali filtranti monouso (o riutilizzabili) sono classificati dalla norma UNI EN 149:2001+A1:2009in tre classi in base alla loro efficienza filtrante e alla perdita totale verso l'interno (inward leakage):

  • FFP1— filtra almeno il 80 % delle particelle aerodinamiche e presenta una perdita totale verso l'interno non superiore al 22 %. Fattore di protezione nominale (NPF) pari a . Adatto a polveri a bassa tossicità (es. polveri inerti).
  • FFP2— filtra almeno il 94 % delle particelle e ha una perdita totale verso l'interno non superiore all'8 %. NPF pari a 10×. Impiegata per polveri e aerosol moderatamente tossici, silice cristallina respirabile, agenti biologici di gruppo 2 e per la protezione da SARS-CoV-2 (equivalente a N95).
  • FFP3— filtra almeno il 99 % delle particelle e ha una perdita totale verso l'interno non superiore al 2 %. NPF pari a 20×. Utilizzata per agenti altamente tossici, fibre di amianto, agenti biologici di gruppo 3, batteri e spore fungine ad alta concentrazione.

I facciali filtranti possono essere classificati come NR (non riutilizzabili — monouso per un solo turno lavorativo) o R (riutilizzabili — pulizia e riutilizzo consentiti). La lettera D indica il superamento della prova di intasamento con polvere di dolomite.

Semimaschere con filtri intercambiabili

Le semimaschere (che coprono naso, bocca e mento) abbinate a filtri intercambiabili offrono una protezione più elevata e versatile rispetto ai facciali filtranti monouso. I filtri si classificano in base alla tipologia di agente da trattenere:

  • Filtri antiparticolato P1 / P2 / P3— analoghi alle classi FFP: P1 (efficienza 80 %), P2 (94 %), P3 (99,95 %). Il fattore di protezione della semimaschera con filtro P3 è significativamente superiore a quello di un FFP3 grazie alla migliore tenuta facciale.
  • Filtri A (vapori organici)— classi A1, A2, A3 in funzione della capacità (bassa, media, alta). Adatti a solventi organici con punto di ebollizione superiore a 65 °C.
  • Filtri B (gas inorganici) — classi B1, B2, B3. Adatti a gas inorganici quali cloro, acido cloridrico, acido solfidrico.
  • Filtri E (biossido di zolfo e gas acidi) — classi E1, E2, E3.
  • Filtri K (ammoniaca e derivati amminici) — classi K1, K2, K3.
  • Filtri combinati (es. ABEK-P3)— proteggono contemporaneamente da più categorie di contaminanti; impiegati in scenari con esposizioni multiple o quando la composizione dell'atmosfera non è completamente nota.

Facciale intero

Il facciale intero(norma UNI EN 136) copre l'intero volto (occhi, naso, bocca e mento), garantendo protezione simultanea delle vie respiratorie e degli occhi. Abbinato a un filtro P3, offre un fattore di protezione nominale di 400×, notevolmente superiore ai 20× del facciale filtrante FFP3 o ai circa 30–50× della semimaschera con P3. La migliore tenuta facciale è dovuta alla forma rigida del corpo maschera e alla banda di tenuta perimetrale. È obbligatorio in presenza di agenti irritanti per gli occhi o quando il fattore di protezione richiesto non è raggiungibile con semimaschera.

Autorespiratori (APVS isolanti)

Gli autorespiratori sono dispositivi isolanti che alimentano l'utilizzatore con aria o ossigeno da una sorgente autonoma:

  • SCBA (Self-Contained Breathing Apparatus) — circuito aperto ad aria compressa (norma UNI EN 137) — l'utilizzatore respira aria compressa da una o più bombole portate sulla schiena; l'aria espirata viene scaricata nell'ambiente. L'autonomia dipende dalla capacità delle bombole e dal consumo respiratorio dell'operatore (tipicamente 20–60 minuti). È lo standard per interventi di emergenza, ambienti IDLH e spazi confinati a bassa concentrazione di ossigeno.
  • ABEK filtranti combinati su facciale intero — pur non essendo tecnicamente autorespiratori isolanti, consentono di affrontare miscele di gas complesse con il più alto fattore di protezione disponibile per i filtranti (NPF 400×).
  • Autorespiratori a circuito chiuso (raro uso industriale)— l'aria espirata viene riciclata dopo assorbimento della CO2 e reintegro di ossigeno; autonomia superiore (fino a 4 ore). Impiegati principalmente in attività subacquee e miniere.

Fattore di protezione assegnato (APF)

Il fattore di protezione assegnato (APF)è il livello minimo di protezione che un determinato tipo di DPR fornisce in condizioni di utilizzo reale, tenendo conto della variabilità nella tenuta facciale tra diversi utilizzatori. L'APF è sempre inferiore al fattore di protezione nominale (NPF) del laboratorio. Valori orientativi di APF:

  • FFP1: APF circa 4×
  • FFP2: APF circa 10×
  • FFP3 / semimaschera P3: APF circa 20×
  • Facciale intero con P3: APF circa 400×
  • SCBA a pressione positiva: APF > 2 000×

Per determinare il DPI adeguato occorre calcolare il rapporto di protezione richiesto: dividere la concentrazione misurata (o stimata) del contaminante nell'aria per il valore limite di esposizione (TLV-TWA o DNEL). Il DPI scelto deve avere un APF superiore a tale rapporto.

Selezione in base a TLV/DNEL e concentrazione ambientale

Il processo di selezione prevede i seguenti passi:

  • Identificare il/i contaminante/i presenti e la rispettiva concentrazione in aria (tramite misurazione igienistica o stima conservativa).
  • Individuare il valore limite di esposizione professionale applicabile (TLV-TWA dell'ACGIH, OEL europeo, DNEL per sostanze SVHC ai sensi del Reg. REACH o valore limite nazionale).
  • Calcolare il rapporto concentrazione / TLV e selezionare un DPR con APF superiore, con un margine di sicurezza adeguato.
  • Verificare che il DPR sia compatibile con la natura del contaminante (particolato, vapore organico, gas inorganico) e scegliere la classe di filtro appropriata (P1/P2/P3, A/B/E/K).
  • In caso di concentrazione superiore al valore IDLH o carenza di ossigeno, selezionare esclusivamente un APVS (es. SCBA a pressione positiva).

Manutenzione e pulizia

La manutenzione dei DPR riutilizzabili è obbligatoria ai sensi dell'art. 77 D.Lgs. 81/08 e include:

  • Ispezione prima dell'uso— verifica dell'integrità del corpo maschera, delle valvole di inspirazione ed espirazione, delle cinghie di ritenzione e dell'assenza di deformazioni o crepe.
  • Sostituzione dei filtri — da effettuarsi secondo le indicazioni del fabbricante e comunque al raggiungimento della saturazione (percezione di odore attraverso il filtro per gas o vapori) o al termine della vita utile dichiarata.
  • Pulizia e disinfezione — le semimaschere e i facciali interi riutilizzabili devono essere puliti con detergenti non aggressivi e disinfettati secondo il metodo indicato dal fabbricante; non devono essere immersi in solventi che possano deteriorare il silicone o la gomma del corpo maschera.
  • Conservazione — i DPR devono essere riposti in contenitori chiusi, al riparo dalla luce solare, da temperature estreme e da contaminanti chimici.

Durata di utilizzo dei facciali filtranti monouso

I facciali filtranti classificati NR (non riutilizzabili) sono progettati per un singolo turno lavorativo (massimo 8 ore di utilizzo continuativo). Devono essere sostituiti prima della scadenza del turno qualora:

  • la struttura risulti deformata o danneggiata;
  • si percepisca difficoltà respiratoria anomala (intasamento del filtro);
  • la tenuta facciale risulti compromessa (es. dopo la rimozione del DPI);
  • il facciale sia diventato umido per sudorazione intensa.

I facciali classificati R (riutilizzabili)possono essere indossati in più turni consecutivi, purché il fabbricante lo specifichi e vengano rispettate le istruzioni di conservazione tra un utilizzo e l'altro.

Obbligo di formazione (art. 77 D.Lgs. 81/08)

L'art. 77 del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di assicurare ai lavoratori una formazione adeguata e specificasull'uso dei DPI. Per i DPR tale formazione deve comprendere:

  • la corretta procedura di indossamento (donning) e svestizione (doffing) del DPI;
  • l'esecuzione del fit check (verifica di tenuta) prima di ogni utilizzo: prova di pressione positiva e negativa per semimaschere e facciali interi;
  • i limiti di utilizzo del dispositivo (concentrazioni massime, esclusioni d'uso);
  • i criteri di ispezione prima dell'uso e di sostituzione del DPI o dei filtri;
  • le modalità di conservazione e di smaltimento corretto.

La formazione deve essere documentata e rinnovata ogniqualvolta cambino le condizioni di esposizione o venga introdotto un nuovo tipo di DPR. Per i DPR di terza categoria (facciali filtranti FFP2/FFP3, semimaschere, facciali interi, autorespiratori) la formazione pratica è obbligatoria.

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Domande frequentiFAQ

Qual è la differenza tra FFP2 e FFP3 e quando si usa ciascuna?
L'FFP2 filtra almeno il 94 % delle particelle con un fattore di protezione nominale di 10× ed è indicata per polveri moderatamente tossiche, silice cristallina, fumi di saldatura e agenti biologici di gruppo 2. L'FFP3 filtra almeno il 99 % delle particelle con NPF di 20× ed è necessaria per agenti altamente tossici, fibre di amianto, agenti biologici di gruppo 3 o quando la concentrazione del contaminante supera 10 volte il TLV. La scelta dipende dal rapporto tra la concentrazione ambientale misurata e il valore limite di esposizione.
Un facciale filtrante FFP3 può essere riutilizzato per più turni lavorativi?
Dipende dalla classificazione del facciale filtrante. I facciali classificati NR (non riutilizzabili) sono monouso e devono essere sostituiti al termine del turno lavorativo (max 8 ore). Solo i facciali classificati R (riutilizzabili) possono essere indossati in più turni consecutivi, nelle modalità indicate dal fabbricante. In caso di dubbio, trattare il facciale come monouso.
Quando è obbligatorio usare un autorespiratore (SCBA) invece di un filtrante?
L'autorespiratore a circuito aperto (SCBA) è obbligatorio quando: la concentrazione di ossigeno è inferiore al 17 % in volume; la concentrazione del contaminante supera i limiti di utilizzo del filtro o è IDLH (immediatamente pericolosa per la vita); la composizione dell'atmosfera è sconosciuta; si interviene in ambienti confinati non previamente bonificati. Gli APVR filtranti non sono in grado di purificare aria povera di ossigeno.
Il datore di lavoro è obbligato a effettuare il fit test per le semimaschere?
L'art. 77 D.Lgs. 81/08 e le linee guida INAIL raccomandano il fit test quantitativo (misurazione strumentale della perdita verso l'interno) per i DPR riutilizzabili di terza categoria (semimaschere, facciali interi) quando questi costituiscono la principale misura di protezione contro agenti altamente tossici, cancerogeni o biologici di gruppo 3. Il fit check (verifica qualitativa di tenuta prima di ogni utilizzo) è comunque obbligatorio in tutte le circostanze.

Fonti normative

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