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Quiz · Sicurezza sul lavoro · Intermedio

Quiz Rischio Meccanico e Macchine

Verifica le tue conoscenze sul rischio meccanico: Direttiva Macchine 2006/42/CE, valutazione dei rischi, protezioni, obblighi del datore di lavoro e manutenzione ai sensi del D.Lgs. 81/08. 16 domande · ~18 min · Soglia 70%.

Risposta rapida

Questo quiz ti propone 16 domande a scelta multipla con spiegazione e riferimento normativo per ogni risposta. La soglia di superamento è 70%. Al termine puoi condividere il punteggio su LinkedIn o richiedere un attestato PDF di partecipazione. Il quiz non sostituiscela formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 D.Lgs. 81/08 né, per l'HACCP, gli obblighi formativi regionali in attuazione del Reg. CE 852/2004.

Domanda 1 di 160/16 risposte

A quale tipo di prodotti si applica la Direttiva Macchine 2006/42/CE?

Opzioni di risposta

Disclaimer formativo

Il quiz e l'eventuale attestato di partecipazione PDF hanno finalità esclusivamente divulgativa e di auto-valutazione. Non costituiscono formazione abilitante ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08, dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 o della normativa HACCP regionale di attuazione del Reg. CE 852/2004. Per gli obblighi formativi rivolgersi a un soggetto formatore abilitato.

Domande e risposte commentate

Tutte le 16 domande del quiz con la risposta corretta e la spiegazione. Se vuoi metterti alla prova, svolgi prima il quiz: le soluzioni sono chiuse e si aprono con un clic.

  1. 1. A quale tipo di prodotti si applica la Direttiva Macchine 2006/42/CE?
    • Solo alle macchine industriali con potenza superiore a 5 kW
    • Risposta corretta: Alle macchine, agli insiemi di macchine, ai componenti di sicurezza, agli accessori di sollevamento, alle catene, funi e cinghie, ai dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e alle quasi-macchine
    • Esclusivamente alle macchine utensili a controllo numerico
    • Solo alle macchine destinate al mercato professionale, non a quelle per uso domestico

    La Direttiva 2006/42/CE, recepita in Italia con D.Lgs. 17/2010, si applica a una vasta gamma di prodotti: macchine, insiemi di macchine, componenti di sicurezza, accessori di sollevamento, catene funi e cinghie, dispositivi amovibili di trasmissione meccanica e quasi-macchine. Non è limitata a potenza o uso professionale.

  2. 2. Cosa deve obbligatoriamente accompagnare una macchina immessa sul mercato europeo ai sensi della Direttiva 2006/42/CE?
    • Solo la marcatura CE apposta sulla targhetta identificativa
    • Risposta corretta: La marcatura CE, la dichiarazione CE di conformità e le istruzioni per l'uso nella lingua del paese di destinazione
    • Il certificato di collaudo rilasciato dall'ente notificato e la marcatura CE
    • La sola dichiarazione CE di conformità, la marcatura CE non è obbligatoria per le macchine semplici

    La Direttiva 2006/42/CE (art. 5 e Allegati) impone che ogni macchina immessa sul mercato sia accompagnata dalla dichiarazione CE di conformità, rechi la marcatura CE e sia corredata di istruzioni per l'uso nella lingua ufficiale del paese di destinazione. La marcatura CE attesta che la macchina rispetta tutti i requisiti essenziali di sicurezza applicabili.

  3. 3. Quali sono i principali rischi meccanici da considerare nella valutazione del rischio di una macchina secondo la norma EN ISO 12100?
    • Solo schiacciamento e taglio, in quanto i più frequenti nelle statistiche infortunistiche
    • Risposta corretta: Schiacciamento, cesoiamento, taglio, impigliamento, trascinamento, intrappolamento, urto, puntura, abrasione e iniezione ad alta pressione
    • Unicamente i rischi derivanti dalla caduta di gravi, poiché sono i più pericolosi
    • Rischio elettrico, termico e rumore, che sono i rischi meccanici principali per la norma ISO

    La norma EN ISO 12100:2010 'Sicurezza del macchinario — Principi generali di progettazione' elenca i fenomeni pericolosi meccanici: schiacciamento, cesoiamento, taglio o recisione, impigliamento, trascinamento o intrappolamento, urto, puntura o perforazione, abrasione o sfregamento e iniezione ad alta pressione. Tutti devono essere considerati nella valutazione del rischio.

  4. 4. Qual è la differenza tra un riparo fisso e un riparo mobile interbloccato?
    • Il riparo fisso è di metallo, il riparo mobile è di materiale trasparente
    • Risposta corretta: Il riparo fisso è tenuto in posizione permanentemente e può essere rimosso solo con attrezzi; il riparo mobile interbloccato è collegato a un dispositivo che impedisce il funzionamento della macchina quando è aperto
    • Il riparo fisso è obbligatorio per legge, il riparo mobile è facoltativo
    • Non esiste differenza sostanziale: entrambi impediscono fisicamente l'accesso alle zone pericolose

    Secondo la norma EN ISO 14120 e l'Allegato I della Direttiva 2006/42/CE, il riparo fisso è fissato in modo permanente e rimovibile solo con utensili, separando fisicamente la zona pericolosa. Il riparo mobile interbloccato è dotato di un dispositivo di interblocco che, quando il riparo viene aperto, arresta la macchina o impedisce l'avvio, consentendo un accesso sicuro in caso di necessità.

  5. 5. Quali obblighi impone al datore di lavoro l'art. 70 del D.Lgs. 81/08 riguardo alle attrezzature di lavoro?
    • Il datore di lavoro può utilizzare qualsiasi attrezzatura, purché acquistata da fornitori certificati ISO 9001
    • Risposta corretta: Le attrezzature devono essere conformi alle disposizioni legislative di recepimento delle Direttive comunitarie applicabili (es. Direttiva Macchine), oppure, se precedenti al recepimento, conformi ai requisiti dell'Allegato V del D.Lgs. 81/08
    • Il datore di lavoro deve sostituire tutte le attrezzature con più di 10 anni di vita utile
    • È sufficiente che le attrezzature abbiano la marcatura CE per essere considerate conformi a tutti gli obblighi del D.Lgs. 81/08

    L'art. 70 D.Lgs. 81/08 stabilisce che le attrezzature messe a disposizione dei lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle Direttive comunitarie (es. Direttiva Macchine). Per le attrezzature costruite prima del recepimento delle Direttive, si applicano i requisiti dell'Allegato V del D.Lgs. 81/08.

  6. 6. Qual è il contenuto dell'obbligo di informazione e formazione per l'uso di attrezzature di lavoro pericolose, ai sensi dell'art. 73 D.Lgs. 81/08?
    • È sufficiente consegnare al lavoratore il manuale d'uso della macchina
    • Risposta corretta: Il datore di lavoro deve assicurare che i lavoratori addetti all'uso delle attrezzature pericolose ricevano una formazione adeguata e specifica sull'uso sicuro, comprensiva di addestramento pratico, prima di iniziare ad utilizzarle
    • La formazione è obbligatoria solo per le attrezzature elencate nell'Allegato VIII del D.Lgs. 81/08, per tutte le altre è facoltativa
    • La formazione specifica può essere sostituita dall'esperienza lavorativa pregressa documentata

    L'art. 73 D.Lgs. 81/08 prevede che, per le attrezzature che richiedono conoscenze o responsabilità particolari in ragione dei rischi specifici, il datore di lavoro garantisca una formazione adeguata e specifica. Per le attrezzature individuate in attuazione dell'art. 73, comma 5 (tra cui gru, carrelli elevatori, piattaforme di lavoro mobili elevabili, trattori), la specifica abilitazione degli operatori è disciplinata dall'Accordo Stato-Regioni, oggi quello del 17/04/2025 che ha sostituito l'Accordo del 22 febbraio 2012.

  7. 7. Cosa prescrive l'art. 71 comma 4 D.Lgs. 81/08 riguardo alla manutenzione delle attrezzature di lavoro?
    • La manutenzione deve essere eseguita esclusivamente da tecnici abilitati dal Ministero del Lavoro
    • Risposta corretta: Il datore di lavoro deve adottare le misure necessarie affinché le attrezzature siano oggetto di manutenzione adeguata al fine di mantenere nel tempo i requisiti di sicurezza, e tiene un registro delle manutenzioni per le attrezzature soggette a verifica periodica
    • La manutenzione è obbligatoria solo per le attrezzature con più di 5 anni di anzianità
    • È sufficiente eseguire la manutenzione su chiamata, quando la macchina presenta un guasto evidente

    L'art. 71 comma 4 D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di adottare le misure necessarie affinché le attrezzature siano sottoposte a manutenzione adeguata e in grado di mantenere nel tempo i requisiti di sicurezza. Per le attrezzature soggette a verifiche periodiche (Allegato VII), il datore di lavoro deve tenere un registro di controllo aggiornato.

  8. 8. Quale norma tecnica europea definisce le distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori?
    • EN ISO 13849-1 (Parti di sistemi di controllo relative alla sicurezza)
    • Risposta corretta: EN ISO 13857 (Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori)
    • EN 60204-1 (Sicurezza del macchinario — Equipaggiamento elettrico delle macchine)
    • EN ISO 14119 (Interblocco associato a ripari — Principi di progettazione e scelta)

    La norma EN ISO 13857:2019 'Sicurezza del macchinario — Distanze di sicurezza per impedire il raggiungimento di zone pericolose con gli arti superiori e inferiori' fornisce le tabelle con le distanze minime da rispettare nella progettazione di ripari e protezioni per garantire che braccia, mani, gambe e piedi non possano raggiungere le zone pericolose della macchina.

  9. 9. Cosa si intende per 'quasi-macchina' ai sensi della Direttiva 2006/42/CE?
    • Una macchina in cattivo stato di conservazione, non più idonea all'uso
    • Risposta corretta: Un insieme che costituisce quasi una macchina ma che non può svolgere una funzione specifica da solo; è destinata a essere incorporata in una macchina completa e non può essere messa in servizio autonomamente
    • Una macchina con potenza inferiore a 1 kW, classificata come attrezzatura di lavoro leggera
    • Un prototipo di macchina non ancora approvato dall'ente certificatore

    La Direttiva 2006/42/CE definisce la quasi-macchina come un insieme che costituisce quasi una macchina, ma che da solo non è in grado di garantire una specifica applicazione. È destinata esclusivamente a essere incorporata o assemblata con altre macchine o altre quasi-macchine per costituire una macchina completa. Le quasi-macchine non recano la marcatura CE ma sono accompagnate da una dichiarazione di incorporazione.

  10. 10. Quali attrezzature di lavoro sono soggette a verifiche periodiche obbligatorie da parte dell'INAIL (o ASL in sua vece) ai sensi dell'art. 71 commi 11-13 D.Lgs. 81/08 e del D.M. 11/04/2011?
    • Tutte le attrezzature di lavoro, senza eccezioni, indipendentemente dalla tipologia
    • Solo le macchine utensili con motore superiore a 10 kW
    • Risposta corretta: Le attrezzature elencate nell'Allegato VII del D.Lgs. 81/08, tra cui apparecchi di sollevamento materiali e persone, scale aree su autocarro, ponti su cavalletti, piattaforme di lavoro elevabili, ascensori da cantiere, carrelli semoventi, idroestrattori centrifughi
    • Solo le attrezzature che hanno subito un infortunio o un guasto grave nei 12 mesi precedenti

    L'Allegato VII del D.Lgs. 81/08 (aggiornato dal D.M. 11/04/2011) elenca le attrezzature soggette a verifica periodica obbligatoria: apparecchi di sollevamento materiali e/o persone con portata superiore a 200 kg (gru, paranchi, argani), scale aeree su autocarro, ponti su cavalletti, idroestrattori centrifughi, piattaforme di lavoro elevabili, carrelli semoventi a braccio telescopico, ascensori da cantiere. La prima verifica spetta all'INAIL, le successive a soggetti abilitati dal Ministero.

  11. 11. Cosa obbliga a fare l'art. 72 D.Lgs. 81/08 in caso di cessione o concessione in uso di attrezzature di lavoro?
    • Non esistono obblighi specifici: il cessionario acquista la macchina nello stato in cui si trova
    • Risposta corretta: Chi cede o concede in uso una macchina deve attestarne la conformità ai requisiti di sicurezza vigenti al momento della cessione, riportando le eventuali condizioni di utilizzo e i rischi residui
    • La macchina può essere ceduta solo se accompagnata dall'attestato di verifica INAIL rilasciato negli ultimi 6 mesi
    • La cessione è consentita solo tra imprese dello stesso settore ATECO

    L'art. 72 D.Lgs. 81/08 stabilisce che chiunque venda, noleggi o ceda in uso attrezzature di lavoro deve attestarne la conformità ai requisiti essenziali di sicurezza di cui all'art. 70 al momento della vendita, del noleggio o della concessione in uso. Chi noleggia o cede in uso senza obbligo di installazione deve altresì informare l'utilizzatore sulle condizioni d'uso e sui rischi residui.

  12. 12. Qual è il significato del livello di prestazione (PL) nelle norme EN ISO 13849?
    • Indica la potenza massima erogabile dalla macchina in condizioni di carico nominale
    • Risposta corretta: È un livello discreto (da PL a a PL e) che esprime la capacità di una parte di un sistema di controllo di svolgere una funzione di sicurezza in condizioni prevedibili, tenendo conto di affidabilità, struttura, copertura diagnostica e guasti per causa comune
    • Misura la velocità di risposta del dispositivo di arresto di emergenza in millisecondi
    • Indica il numero di cicli di test superati dal sistema di sicurezza durante la certificazione

    La norma EN ISO 13849-1 definisce il Performance Level (PL) come un livello discreto da PLa (più basso) a PLe (più alto) utilizzato per specificare la capacità di una parte del sistema di controllo relativa alla sicurezza (SRP/CS) di svolgere una funzione di sicurezza in condizioni prevedibili. Il PL dipende da: struttura architetturale (categorie), MTTFd (vita media prima di guasto pericoloso), DCavg (copertura diagnostica media) e CCF (guasti per causa comune).

  13. 13. In quale caso la Direttiva 2006/42/CE prevede il coinvolgimento obbligatorio di un organismo notificato (ente terzo) per la valutazione della conformità?
    • Per qualsiasi macchina con sistema di controllo elettronico
    • Risposta corretta: Per le macchine elencate nell'Allegato IV (es. seghe circolari, presse, macchine per la lavorazione del legno con utensile rotante) per le quali il fabbricante non ha applicato le norme armonizzate, oppure le ha applicate solo in parte
    • Solo per le macchine destinate all'esportazione fuori dall'Unione Europea
    • Il coinvolgimento dell'organismo notificato è sempre facoltativo: il fabbricante può scegliere liberamente tra autocertificazione e certificazione di terza parte

    La Direttiva 2006/42/CE, art. 12, prevede che per le macchine elencate nell'Allegato IV (macchine particolarmente pericolose, come seghe circolari, presse, carrelli industriali, ecc.) il fabbricante debba coinvolgere un organismo notificato qualora non abbia applicato, o abbia applicato solo parzialmente, le norme armonizzate che coprono i requisiti essenziali di sicurezza. Se invece le norme armonizzate sono applicate integralmente, è ammessa l'autocertificazione anche per le macchine Allegato IV.

  14. 14. Quali macchine di sollevamento richiedono la denuncia di primo impianto all'INAIL?
    • Tutti gli apparecchi di sollevamento, indipendentemente dalla portata
    • Risposta corretta: Gli apparecchi di sollevamento materiali e/o persone con portata superiore a 200 kg non azionati a mano, nonché i ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato e i ponti su ruote (trabattelli motorizzati)
    • Solo le gru a torre installate nei cantieri edili
    • Solo i montacarichi e gli ascensori da cantiere, non le gru mobili su autocarro

    Ai sensi dell'art. 71 commi 11-13 D.Lgs. 81/08 e del D.M. 11/04/2011, gli apparecchi di sollevamento materiali e/o persone con portata superiore a 200 kg non azionati a mano devono essere denunciati all'INAIL per la prima verifica periodica. La denuncia di messa in servizio (ex immatricolazione) consente all'INAIL di assegnare il numero di matricola e di programmare la prima verifica, che l'INAIL deve effettuare entro 45 giorni dalla richiesta (art. 71 c. 11); in mancanza il datore di lavoro può rivolgersi ad altri soggetti abilitati.

  15. 15. Qual è il principio fondamentale della gerarchia delle misure di prevenzione applicato al rischio meccanico dalla Direttiva 2006/42/CE (Allegato I, punto 1.1.2)?
    • Prima si valutano le misure collettive, poi quelle individuali (DPI), poi si elimina il rischio alla fonte
    • Risposta corretta: Prima si elimina o riduce il rischio alla fonte tramite progettazione intrinsecamente sicura; poi si applicano i necessari ripari o dispositivi di protezione; infine si informa degli eventuali rischi residui
    • Il fabbricante deve prima fornire i DPI, poi installare i ripari e infine procedere alla progettazione sicura
    • La gerarchia non è applicabile al rischio meccanico: ogni misura è equivalente e il fabbricante può scegliere liberamente

    L'Allegato I punto 1.1.2 della Direttiva 2006/42/CE stabilisce la gerarchia delle misure di sicurezza integrata che il fabbricante deve seguire: 1) eliminare o ridurre i rischi tramite una progettazione e costruzione intrinsecamente sicura; 2) adottare i necessari ripari o dispositivi di protezione contro i rischi non eliminabili; 3) informare gli utilizzatori sui rischi residui e indicare se sono necessarie particolari attrezzature di protezione individuale. Questo principio rispecchia la gerarchia del D.Lgs. 81/08 art. 15.

  16. 16. Cosa prescrive la norma EN ISO 14120 riguardo ai ripari regolabili?
    • I ripari regolabili sono vietati dalla norma, in quanto introducono un rischio aggiuntivo di errata regolazione
    • Risposta corretta: I ripari regolabili sono ripari fissi o mobili regolabili manualmente o automaticamente; la regolazione non deve richiedere l'uso di attrezzi e deve poter essere effettuata senza accedere alla zona pericolosa; la posizione regolata deve bloccarsi senza possibilità di spostamenti accidentali
    • I ripari regolabili si usano solo per le macchine agricole e non sono ammessi in ambito industriale
    • Qualsiasi tipo di regolazione è ammessa, purché vengano indicate le istruzioni nel manuale d'uso

    La norma EN ISO 14120:2015 'Sicurezza del macchinario — Ripari — Requisiti generali per la progettazione e la costruzione di ripari fissi e mobili' specifica che i ripari regolabili devono poter essere regolati facilmente, preferibilmente senza utensili e senza necessità di accedere alla zona pericolosa. La posizione di regolazione deve mantenersi stabile durante l'uso, per evitare che si sposti accidentalmente durante il funzionamento della macchina.

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