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Quiz · Sicurezza sul lavoro · Intermedio

Quiz Gestione Emergenze ed Evacuazione Aziendale

Quiz su piano di emergenza ed evacuazione, squadre di emergenza, addetti antincendio (DM 02/09/2021), addetti al primo soccorso (DM 388/2003), prove di evacuazione, segnaletica di sicurezza e valutazione dei rischi di emergenza ai sensi del D.Lgs. 81/08. 17 domande · ~15 min · Soglia 70%.

Risposta rapida

Questo quiz ti propone 17 domande a scelta multipla con spiegazione e riferimento normativo per ogni risposta. La soglia di superamento è 70%. Al termine puoi condividere il punteggio su LinkedIn o richiedere un attestato PDF di partecipazione. Il quiz non sostituiscela formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 D.Lgs. 81/08 né, per l'HACCP, gli obblighi formativi regionali in attuazione del Reg. CE 852/2004.

Domanda 1 di 170/17 risposte

Quale articolo del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di predisporre le misure di gestione delle emergenze?

Opzioni di risposta

Disclaimer formativo

Il quiz e l'eventuale attestato di partecipazione PDF hanno finalità esclusivamente divulgativa e di auto-valutazione. Non costituiscono formazione abilitante ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08, dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 o della normativa HACCP regionale di attuazione del Reg. CE 852/2004. Per gli obblighi formativi rivolgersi a un soggetto formatore abilitato.

Domande e risposte commentate

Tutte le 17 domande del quiz con la risposta corretta e la spiegazione. Se vuoi metterti alla prova, svolgi prima il quiz: le soluzioni sono chiuse e si aprono con un clic.

  1. 1. Quale articolo del D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di predisporre le misure di gestione delle emergenze?
    • Risposta corretta: Art. 43 D.Lgs. 81/08, che obbliga il datore a predisporre misure di primo soccorso, antincendio, evacuazione dei lavoratori e gestione delle emergenze, designando i relativi addetti
    • Art. 17 D.Lgs. 81/08, che riguarda esclusivamente la valutazione dei rischi e la redazione del DVR
    • Art. 36 D.Lgs. 81/08, che disciplina solo l'obbligo di informazione dei lavoratori sui rischi
    • Art. 71 D.Lgs. 81/08, che regolamenta la manutenzione delle attrezzature di lavoro

    L'art. 43 D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di: organizzare i necessari rapporti con i servizi pubblici di emergenza; designare i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di emergenza, primo soccorso, antincendio ed evacuazione; informare tutti i lavoratori sui rischi e sulle misure di emergenza; programmare gli interventi e formare gli addetti. Il mancato adempimento è sanzionato dall'art. 55 D.Lgs. 81/08.

  2. 2. Chi deve essere designato come addetto all'emergenza in azienda?
    • Risposta corretta: Lavoratori preventivamente designati dal datore di lavoro, che abbiano dato il loro consenso e ricevuto la formazione specifica in materia di antincendio, evacuazione e/o primo soccorso
    • Solo il RSPP e il medico competente, che sono gli unici abilitati per legge a gestire le emergenze
    • Esclusivamente personale esterno qualificato (vigili del fuoco, personale sanitario), non dipendenti dell'azienda
    • Il preposto e il dirigente, che gestiscono l'emergenza in virtù del loro ruolo gerarchico

    Art. 18 c. 1 lett. b) D.Lgs. 81/08: il datore designa i lavoratori incaricati dell'attuazione delle misure di prevenzione incendi, lotta antincendio, evacuazione, salvataggio, primo soccorso e gestione delle emergenze. I designati devono aver espresso il consenso e devono essere in numero sufficiente, dotati di mezzi adeguati e formati. Il rifiuto ingiustificato del lavoratore di essere designato, se non motivato da ragioni serie, può costituire inadempienza contrattuale.

  3. 3. Con quale frequenza minima devono essere effettuate le prove di evacuazione in un'azienda?
    • Risposta corretta: Almeno una volta l'anno per le attività a rischio basso e medio; almeno due volte l'anno per le attività a rischio elevato (es. attività con presenza di pubblico, industrie a rischio rilevante)
    • Una volta ogni tre anni, salvo modifica del layout aziendale
    • Solo in occasione dell'assunzione di nuovi lavoratori o cambio di sede
    • La frequenza delle prove di evacuazione non è stabilita dalla legge; è rimessa alla discrezionalità del datore di lavoro

    Il DM 02/09/2021 (Allegato I, sezione S.5 – Misure per l'esodo) e le istruzioni del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco indicano che la prova di evacuazione deve essere effettuata almeno una volta l'anno. Per alcune attività ad alto rischio (scuole, ospedali, luoghi di pubblico spettacolo) la normativa di settore prevede la cadenza semestrale. La prova deve essere documentata nel registro dei controlli antincendio.

  4. 4. Quali decreti hanno sostituito il DM 10/03/1998 nei luoghi di lavoro?
    • Risposta corretta: Il DM 01/09/2021 (controlli e manutenzione), il DM 02/09/2021 (gestione dell'emergenza e formazione degli addetti) e il DM 03/09/2021 (criteri generali di progettazione e valutazione del rischio)
    • Il solo DM 02/09/2021, che ha recepito integralmente il DM 10/03/1998
    • Il D.Lgs. 81/2008, che ha abrogato il DM 10/03/1998 fin dal 2008
    • Nessuno: il DM 10/03/1998 è ancora pienamente in vigore

    Il DM 10/03/1998 è stato sostituito da tre decreti emanati ai sensi dell'art. 46 D.Lgs. 81/08: DM 01/09/2021 su controlli e manutenzione di impianti e attrezzature antincendio, DM 02/09/2021 su gestione della sicurezza in esercizio e in emergenza e formazione degli addetti, DM 03/09/2021 (minicodice) sui criteri generali di progettazione, realizzazione ed esercizio della sicurezza antincendio per i luoghi di lavoro a basso rischio.

  5. 5. Quale formazione è richiesta agli addetti antincendio secondo il DM 02/09/2021?
    • Risposta corretta: Corso teorico-pratico con durata in funzione del livello: 4 ore (livello 1), 8 ore (livello 2), 16 ore (livello 3), con aggiornamento quinquennale
    • Solo corso online di 2 ore valido per tutte le tipologie di attività, senza necessità di aggiornamento
    • Corso identico per tutte le aziende della durata di 8 ore, ripetuto ogni 5 anni
    • Nessuna formazione specifica: è sufficiente che gli addetti abbiano frequentato il corso di formazione generale sulla sicurezza ex art. 37 D.Lgs. 81/08

    Il DM 02/09/2021 (allegato III) prevede tre livelli di corso: livello 1 di 4 ore (2 teoria + 2 pratica), livello 2 di 8 ore (5 + 3), livello 3 di 16 ore (12 + 4). L'aggiornamento è almeno quinquennale: 2, 5 o 8 ore a seconda del livello. Le esercitazioni pratiche con estintori e, dove previsti, idranti sono parte obbligatoria del corso.

  6. 6. Qual è il contenuto minimo del piano di emergenza ed evacuazione aziendale?
    • Risposta corretta: Individuazione dei rischi presenti, procedure di allarme ed evacuazione, compiti degli addetti all'emergenza, planimetrie con vie di esodo e uscite di sicurezza, punto di raccolta, modalità di comunicazione con i soccorritori
    • Solo la planimetria dell'edificio con le uscite di emergenza; i dettagli procedurali sono lasciati alla comunicazione orale
    • Esclusivamente l'elenco nominativo degli addetti all'antincendio e al primo soccorso
    • Il piano di emergenza coincide con il DVR e non richiede un documento separato

    Secondo l'art. 43 D.Lgs. 81/08 e le linee guida INAIL, il piano di emergenza deve contenere: descrizione dell'attività e dei rischi principali; procedure per la segnalazione e la gestione dell'allarme; compiti e responsabilità degli addetti alle emergenze; planimetrie aggiornate con vie di esodo, uscite di sicurezza, ubicazione di estintori e idranti, punti di raccolta; modalità di evacuazione (incluse persone con disabilità); numeri di emergenza da chiamare; procedure di primo intervento.

  7. 7. Cosa è il 'punto di raccolta' e dove deve essere stabilito?
    • Risposta corretta: È l'area predefinita all'aperto, lontana dall'edificio e sicura, dove i lavoratori devono convergere dopo l'evacuazione per consentire la verifica delle presenze; deve essere chiaramente segnalato e riportato nel piano di emergenza
    • È il locale interno all'edificio dove si radunano i lavoratori in attesa dei soccorsi durante un'emergenza
    • È il posto di lavoro del coordinatore delle emergenze, dal quale dirige le operazioni di evacuazione
    • È il magazzino dove sono depositati i mezzi antincendio da utilizzare in caso di emergenza

    Il punto di raccolta (assembly point) è un'area sicura all'esterno dell'edificio, sufficientemente distante da esso, dove i lavoratori si riuniscono dopo l'evacuazione. Il preposto o l'addetto all'emergenza verifica l'appello dei presenti. Il punto deve essere indicato nella planimetria del piano di emergenza e segnalato con apposita cartellonistica verde. Non deve ostacolare l'accesso dei mezzi di soccorso e deve avere una superficie adeguata al numero di persone.

  8. 8. Qual è il colore della segnaletica di sicurezza per le vie di fuga e le uscite di emergenza?
    • Risposta corretta: Verde, con pittogrammi bianchi raffiguranti la persona in fuga o le frecce direzionali, come previsto dall'Allegato XXV D.Lgs. 81/08 e dalla norma ISO 7010
    • Rosso, in quanto il rosso indica pericolo e attira maggiormente l'attenzione nelle situazioni di emergenza
    • Giallo/arancio, come tutti i cartelli di avvertimento presenti nei luoghi di lavoro
    • Blu, che secondo la normativa indica indicazioni obbligatorie compresi i percorsi di esodo

    L'Allegato XXV D.Lgs. 81/08 e il D.Lgs. 81/08 Titolo V (Segnaletica di sicurezza) stabiliscono che i cartelli di salvataggio e di primo soccorso abbiano fondo verde con simboli bianchi. Il verde indica: via di fuga, uscita di emergenza, percorso sicuro, doccia di emergenza, lavaochio. I cartelli devono essere conformi alla norma ISO 7010 e collocati in modo visibile lungo i percorsi di esodo.

  9. 9. Cosa classificano e disciplinano il D.M. 388/2003 e i suoi allegati in materia di primo soccorso aziendale?
    • Risposta corretta: Le caratteristiche minime delle attrezzature di primo soccorso, i requisiti del personale addetto e la classificazione delle aziende in gruppi A, B, C in base al numero di lavoratori e al livello di rischio
    • Le procedure di intervento del 118 nelle aziende e i protocolli di triage in caso di infortuni gravi
    • Solo il contenuto obbligatorio della cassetta di pronto soccorso, uguale per tutte le tipologie di aziende
    • La formazione obbligatoria del medico competente in materia di emergenze sanitarie aziendali

    Il D.M. 388/2003 classifica le aziende in tre gruppi: Gruppo A (aziende con oltre 5 lavoratori in settori a rischio elevato o con oltre 50 lavoratori in qualsiasi settore); Gruppo B (aziende da 3 a 5 lavoratori, settori a rischio); Gruppo C (le rimanenti). Il gruppo determina il contenuto della cassetta/pacchetto di medicazione e la durata della formazione degli addetti al primo soccorso (16 ore per A, 12 ore per B e C, con aggiornamento triennale di 6 e 4 ore rispettivamente).

  10. 10. Cosa deve contenere obbligatoriamente la cassetta di pronto soccorso per le aziende di Gruppo A secondo il D.M. 388/2003?
    • Risposta corretta: Guanti sterili monouso, flacone di soluzione fisiologica, garze sterili, cerotti, bende, forbici, laccio emostatico, termometro, ghiaccio sintetico, pinzette, disinfettante, maschera per la respirazione di emergenza e istruzioni per il primo soccorso
    • Solo guanti, cerotti e una benda; il resto del materiale deve essere richiesto di volta in volta al medico competente
    • Un defibrillatore automatico (DAE) è obbligatorio in tutte le cassette di pronto soccorso indipendentemente dal gruppo di appartenenza
    • Il contenuto è libero; è sufficiente che la cassetta sia presente e accessibile ai lavoratori

    L'Allegato 1 del D.M. 388/2003 elenca il contenuto minimo della cassetta di pronto soccorso per le aziende di Gruppo A, che comprende (tra l'altro): guanti sterili monouso (5 paia), visiera paraschizzi, flacone soluzione fisiologica (500 ml), garze sterili di varie misure, rete elastica, cerotti varie misure, bende ortopediche, forbici, laccio emostatico, termometro, ghiaccio sintetico, coperta isotermica, pinzette, istruzioni primo soccorso. Il DAE non è attualmente obbligatorio per legge in tutte le aziende (salvo normative di settore).

  11. 11. Ogni quanto tempo gli addetti al primo soccorso aziendali devono frequentare il corso di aggiornamento?
    • Risposta corretta: Ogni 3 anni dalla data del corso iniziale, con una durata di 6 ore per il Gruppo A e 4 ore per i Gruppi B e C (D.M. 388/2003 art. 3 c. 4)
    • Ogni anno, con corso della stessa durata del percorso iniziale
    • Solo in caso di cambio di mansione o trasferimento in altra sede aziendale
    • L'aggiornamento non è obbligatorio; è sufficiente il corso iniziale per tutta la durata del rapporto di lavoro

    L'art. 3 c. 4 del D.M. 388/2003 stabilisce l'aggiornamento triennale obbligatorio per tutti gli addetti al primo soccorso: 6 ore per le aziende di Gruppo A e 4 ore per le aziende di Gruppo B e C. L'aggiornamento deve comprendere esercitazioni pratiche (BLS, manovre di disostruzione delle vie aeree, gestione del trauma). Il mancato aggiornamento espone il datore di lavoro a sanzioni amministrative.

  12. 12. Quando deve essere aggiornato il piano di emergenza ed evacuazione aziendale?
    • Risposta corretta: Ogni volta che avvengono modifiche significative dell'attività lavorativa, del layout, degli impianti, del numero di lavoratori, a seguito di emergenze reali o prove di evacuazione che ne evidenzino carenze, o periodicamente come indicato nel piano stesso
    • Solo in caso di ristrutturazione edilizia dell'immobile; i cambiamenti organizzativi non richiedono aggiornamento
    • Non è previsto un obbligo di aggiornamento: il piano è valido indefinitamente dalla sua prima redazione
    • Il piano deve essere aggiornato ogni 5 anni, indipendentemente da qualsiasi cambiamento intervenuto

    Il piano di emergenza è un documento dinamico che deve essere aggiornato al variare delle condizioni che ne hanno determinato la redazione: modifiche al layout o agli impianti, cambiamenti del ciclo produttivo, variazioni significative del numero di lavoratori, introduzione di nuove sostanze pericolose, esito delle prove di evacuazione o di emergenze reali, cambio degli addetti designati. Il D.Lgs. 81/08 (art. 43) lega l'aggiornamento del piano alla valutazione dei rischi, che deve essere sempre aggiornata.

  13. 13. Qual è il comportamento corretto del lavoratore al suono del segnale di evacuazione?
    • Risposta corretta: Interrompere immediatamente ogni attività, mettere in sicurezza le apparecchiature se possibile senza indugio, abbandonare i propri effetti personali, raggiungere l'uscita di sicurezza più vicina mantenendo la calma e senza usare ascensori, recarsi al punto di raccolta e segnalare la propria presenza all'addetto
    • Verificare prima la natura dell'emergenza e, se il rischio sembra basso, continuare a lavorare fino a disposizione del responsabile
    • Raccogliere tutti i propri oggetti personali e i documenti di lavoro, poi procedere all'uscita con calma
    • Chiamare il 112 prima di muoversi per ottenere istruzioni sulle modalità di evacuazione da seguire

    Le procedure di evacuazione prevedono che al segnale di allarme ogni lavoratore: interrompa immediatamente il lavoro; metta in sicurezza le lavorazioni pericolose (spegni macchinari, chiudi rubinetti gas) senza perdere tempo; lasci gli effetti personali; raggiunga l'uscita più vicina seguendo le indicazioni e le frecce verdi; non usi mai gli ascensori; raggiunga il punto di raccolta; comunichi all'addetto la propria presenza o l'eventuale assenza di colleghi rimasti all'interno. Non deve tornare nell'edificio fino alla dichiarazione di fine emergenza.

  14. 14. Quale larghezza minima devono avere le vie di esodo (corridoi e passaggi) in un luogo di lavoro?
    • Risposta corretta: In generale almeno 90 cm per una singola fila di persone; la larghezza minima si calcola in base al numero di occupanti secondo i moduli di deflusso previsti dalla normativa antincendio applicabile all'attività
    • Almeno 50 cm, pari alla larghezza minima del corpo umano, per tutte le tipologie di attività
    • Non esiste una larghezza minima prescritta dalla legge; dipende esclusivamente dal progettista dell'edificio
    • Almeno 2 metri, indipendentemente dal numero di lavoratori presenti nel locale

    Il DM 02/09/2021 (misura S.4 – Esodo) e le norme tecniche di prevenzione incendi prevedono che la larghezza minima delle vie di esodo sia di 90 cm per un singolo passaggio. La larghezza complessiva delle uscite si calcola in funzione del numero di occupanti: ogni modulo di deflusso (60 cm) serve un numero di persone definito in base alla destinazione d'uso. Per i luoghi di lavoro ordinari, il numero di uscite e la loro larghezza sono proporzionati alla densità di affollamento massima.

  15. 15. Cosa si intende per 'addetto alla squadra di emergenza' e quale responsabilità ha durante un'evacuazione?
    • Risposta corretta: Un lavoratore designato e formato che, durante l'emergenza, coordina l'esodo dei colleghi del proprio settore, verifica che i locali siano stati evacuati, assiste le persone in difficoltà e si rapporta con il coordinatore dell'emergenza
    • Un supervisore esterno all'azienda (es. consulente) incaricato di gestire le emergenze in sostituzione dei lavoratori
    • Il responsabile delle pulizie, che conosce meglio di tutti i locali e i percorsi interni dell'edificio
    • Una figura del tutto equivalente al RSPP, con poteri decisionali su tutte le misure di emergenza

    L'addetto alla squadra di emergenza è un lavoratore dipendente designato dal datore (art. 18 e 43 D.Lgs. 81/08), formato specificamente. Durante l'evacuazione: guida i colleghi verso le uscite di sicurezza, controlla che i locali assegnati siano stati svuotati (comprese aree cieche come bagni e ripostigli), assiste le persone con mobilità ridotta secondo le procedure specifiche del piano, comunica al coordinatore dell'emergenza l'esito della verifica, non abbandona il luogo fino al completamento dell'evacuazione del proprio settore.

  16. 16. In quale documento del sistema di gestione della sicurezza devono essere valutati i rischi legati alle emergenze (es. rischio incendio, rischio di esplosione, rischio di infortunio grave)?
    • Risposta corretta: Nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) obbligatorio ex art. 28 D.Lgs. 81/08, che deve contenere la valutazione di tutti i rischi compreso quello di emergenza, e nel piano di emergenza che ne è la misura attuativa
    • Esclusivamente nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC), applicabile solo ai cantieri temporanei o mobili
    • Non è richiesta una valutazione formale del rischio di emergenza; il piano di emergenza è sufficiente senza supporto della valutazione dei rischi
    • Nel Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI), obbligatorio per tutte le aziende indipendentemente dall'impiego di ditte esterne

    L'art. 28 D.Lgs. 81/08 richiede che il DVR contenga la valutazione di tutti i rischi, compresi quelli connessi alle emergenze (incendio, esplosione, infortuni gravi, eventi naturali). Il piano di emergenza è la misura preventiva e protettiva che il datore adotta in risposta alla valutazione. Il DVR e il piano di emergenza devono essere coordinati e aggiornati insieme. Il DUVRI è invece specifico per le interferenze tra datori di lavoro diversi (art. 26 D.Lgs. 81/08) e non sostituisce il DVR.

  17. 17. Da cosa dipende il numero minimo di addetti alla squadra antincendio in un'azienda?
    • Solo dal numero totale di dipendenti iscritti a libro paga
    • Dal numero di estintori e idranti presenti nell'edificio
    • Risposta corretta: Dal numero di dipendenti, dal livello di rischio incendio dell'attività e dalla superficie e layout dei locali (DM 02/09/2021)
    • Esclusivamente dal tipo di attività produttiva svolta

    Il DM 02/09/2021 (allegato I) stabilisce che il numero di addetti alla squadra antincendio deve essere determinato tenendo conto del livello di rischio incendio dell'attività (1-basso, 2-medio, 3-elevato), del numero di lavoratori presenti contemporaneamente, della superficie dei locali e della loro compartimentazione. L'obiettivo è garantire la presenza di almeno un addetto formato per ogni zona/piano durante tutti i turni lavorativi.

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