Ogni datore di lavoro con almeno un lavoratore deve designare gli addetti all’antincendio e al primo soccorso e formarli. Per l’antincendio si applicano i DM 1, 2 e 3 settembre 2021, che hanno sostituito il DM 10 marzo 1998: i corsi sono di livello 1, 2 o 3 e si aggiornano ogni 5 anni. Per il primo soccorso si applica il DM 388/2003: l’azienda rientra nel gruppo A, B o C, i corsi durano 16 o 12 ore e l’aggiornamento è almeno triennale.
Le risposte riguardano i luoghi di lavoro in generale. Cantieri, attività soggette a prevenzione incendi e settori con regole proprie possono avere obblighi aggiuntivi.
Domande frequenti su antincendio e primo soccorsoFAQ
È obbligatorio designare addetti antincendio e primo soccorso?
Sì, in ogni azienda con almeno un lavoratore. L’art. 18, comma 1, lett. b, e l’art. 43 del D.Lgs. 81/08 obbligano il datore di lavoro a designare i lavoratori incaricati della prevenzione incendi, della lotta antincendio, dell’evacuazione, del salvataggio e del primo soccorso. Il lavoratore designato può rifiutare solo per un giustificato motivo (art. 43, comma 3). Nelle imprese o unità produttive fino a 5 lavoratori il datore di lavoro può svolgere direttamente questi compiti, purché abbia la formazione richiesta (art. 34, comma 1-bis).
Quanti addetti servono?
Nessuna norma fissa un numero. Gli addetti devono essere sufficienti, tenendo conto delle dimensioni dell’azienda, dei rischi, della distribuzione nei locali e dei turni (art. 18, comma 1, lett. b, e art. 43). In pratica, in ogni turno e in ogni area o piano deve essere presente almeno un addetto formato per l’antincendio e uno per il primo soccorso, considerando anche ferie e assenze. Il numero scelto e il criterio usato vanno indicati nel DVR o nel piano di emergenza.
Quale norma regola oggi l’antincendio nei luoghi di lavoro?
Il DM 10 marzo 1998 è stato sostituito da tre decreti del Ministero dell’Interno, in vigore dal 2022: il DM 1 settembre 2021 sui controlli e la manutenzione di impianti e attrezzature antincendio, il DM 2 settembre 2021 sulla gestione della sicurezza antincendio in esercizio e in emergenza (con la formazione degli addetti) e il DM 3 settembre 2021 sui criteri di progettazione per i luoghi di lavoro a basso rischio di incendio. Restano ferme le regole tecniche di prevenzione incendi e, per le attività soggette, il DPR 151/2011.
Quanto dura il corso per addetto antincendio?
Il DM 2 settembre 2021 (allegato III) prevede tre livelli, in base alla valutazione del rischio di incendio dell’attività: livello 1 di 4 ore, livello 2 di 8 ore, livello 3 di 16 ore. Ogni livello comprende una parte pratica. L’aggiornamento va fatto almeno ogni 5 anni, con durate minime di 2, 5 e 8 ore per i livelli 1, 2 e 3. Nelle attività dell’allegato IV (ad esempio gli stabilimenti a rischio di incidente rilevante, le scuole con oltre 300 presenze e gli uffici con oltre 1.000 dipendenti) gli addetti devono anche ottenere l’attestato di idoneità tecnica dopo un esame presso i Vigili del fuoco.
Quando serve il piano di emergenza scritto?
Secondo il DM 2 settembre 2021, il piano di emergenza scritto è obbligatorio nei luoghi di lavoro con almeno 10 lavoratori, in quelli aperti al pubblico con oltre 50 persone presenti contemporaneamente e nelle attività soggette ai controlli dei Vigili del fuoco (DPR 151/2011). Negli altri casi il datore di lavoro deve comunque adottare e mettere per iscritto, anche in forma semplificata, le misure organizzative e gestionali da attuare in caso di incendio.
Ogni quanto si fanno le prove di evacuazione?
Dove è richiesto il piano di emergenza, il DM 2 settembre 2021 prevede esercitazioni antincendio almeno una volta l’anno, con la partecipazione dei lavoratori, per mettere in pratica le procedure di esodo e di primo intervento. La prova va verbalizzata: data, scenario, partecipanti, tempi, problemi riscontrati e azioni correttive. Se le esercitazioni rivelano carenze, il piano va aggiornato.
Chi controlla estintori, idranti e porte antincendio, e ogni quanto?
Il DM 1 settembre 2021 obbliga il datore di lavoro a sottoporre impianti, attrezzature e sistemi di sicurezza antincendio a controlli periodici e a manutenzione, secondo le norme tecniche (per gli estintori la UNI 9994-1), le regole dell’arte e le istruzioni del fabbricante. Il decreto è in vigore dal 25 settembre 2022 e richiede che gli interventi siano svolti da un tecnico manutentore qualificato secondo l’allegato II. Il termine per la qualificazione obbligatoria è stato differito da decreti successivi, quindi va verificata la disciplina transitoria vigente. Le sorveglianze più semplici, cioè i controlli visivi su presenza, accessibilità e integrità dei presidi, possono essere fatte da personale interno formato. Gli interventi vanno annotati in un registro dei controlli, che va tenuto aggiornato e reso disponibile agli organi di controllo.
In quale gruppo di primo soccorso rientra la mia azienda?
Il DM 388/2003 classifica le aziende in tre gruppi. Gruppo A: alcune attività ad alto rischio (ad esempio aziende soggette all’obbligo di notifica per il rischio di incidente rilevante, centrali termoelettriche, lavori in sotterraneo), aziende con oltre 5 lavoratori appartenenti a gruppi tariffari INAIL con indice infortunistico di inabilità permanente superiore a 4, e aziende agricole con oltre 5 lavoratori a tempo indeterminato. Gruppo B: aziende con 3 o più lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Gruppo C: aziende con meno di 3 lavoratori che non rientrano nel gruppo A. Le aziende del gruppo A devono comunicare la propria classificazione all’ASL competente.
Quanto dura il corso di primo soccorso e quando si aggiorna?
Il corso per gli addetti dura 16 ore nelle aziende del gruppo A e 12 ore nei gruppi B e C, con parte teorica e pratica tenute da personale medico (DM 388/2003, allegati 3 e 4). La formazione va ripetuta con cadenza almeno triennale, almeno per la parte pratica.
Cosa deve contenere la cassetta di primo soccorso?
Nelle aziende dei gruppi A e B serve la cassetta di pronto soccorso con i contenuti minimi dell’allegato 1 del DM 388/2003. Nel gruppo C basta il pacchetto di medicazione dell’allegato 2. In tutti i gruppi serve un mezzo per allertare il Servizio di emergenza (in genere un telefono). La cassetta va custodita in un luogo facilmente accessibile e segnalato, va controllata periodicamente e va reintegrata dopo l’uso e alla scadenza dei prodotti. Chi lavora in luoghi isolati deve avere con sé il pacchetto di medicazione e un mezzo di comunicazione.
Il defibrillatore (DAE) è obbligatorio in azienda?
Il D.Lgs. 81/08 e il DM 388/2003 non impongono il defibrillatore a tutti i luoghi di lavoro privati. Obblighi specifici esistono per le società sportive (DM 24 aprile 2013) e, in base alla Legge 4 agosto 2021, n. 116, per le sedi delle pubbliche amministrazioni con almeno 15 dipendenti e servizi aperti al pubblico, oltre che per altri luoghi indicati dalla stessa legge. Negli altri casi è una scelta che può derivare dalla valutazione dei rischi, ad esempio per l’affollamento, la distanza dai soccorsi o l’età dei lavoratori. Se l’azienda lo installa, conviene formare all’uso gli addetti al primo soccorso (corso BLSD), verificarne periodicamente l’efficienza e segnalarlo alla centrale del 118 secondo le regole regionali. In caso di arresto cardiaco sospetto, la Legge 116/2021 consente l’uso del DAE anche a chi non ha ricevuto una formazione specifica.
Documenti da tenere pronti in caso di controllo
lettere di designazione degli addetti, con la data e la firma per accettazione;
attestati dei corsi antincendio e di primo soccorso, con le date di aggiornamento;
piano di emergenza o misure organizzative scritte, con planimetrie e numeri utili;
verbali delle esercitazioni antincendio;
registro dei controlli periodici su estintori, idranti, porte e luci di emergenza (DM 1 settembre 2021);
verifiche del contenuto della cassetta di primo soccorso.