In un supermercato i rischi si distribuiscono tra magazzino (transpallet, carrelli, scaffalature, scarico merci), reparti freschi (affettatrici, seghe ossa, celle frigorifere), area vendita (rifornimento scaffali, scale, pulizie) e casse (movimenti ripetitivi, postura, rapine). A questi si aggiungono l’affollamento dei clienti nella gestione delle emergenze e le numerose imprese esterne da coordinare.
Movimentazione e mezzi
Rifornimento degli scaffali e scarico dei bancali comportano sollevamenti frequenti, spesso sopra le spalle o sotto le ginocchia: la valutazione (art. 168, con metodi riconosciuti come quelli delle norme ISO 11228) deve portare a scelte organizzative come bancali a misura, carrelli di rifornimento, rotazione dei compiti. Transpallet elettrici e carrelli elevatori richiedono addestramento e, per i carrelli con conducente a bordo, l’abilitazione dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025; la circolazione tra clienti va limitata agli orari e alle zone stabilite.
Scaffalature e lavori in altezza
Le scaffalature del magazzino devono riportare la portata e vanno ispezionate periodicamente: un montante urtato da un carrello può cedere. Per raggiungere i ripiani alti si usano scale conformi con piattaforma, mai i ripiani stessi.
Reparti freschi
Macelleria, gastronomia e pescheria espongono a tagli (coltelli, affettatrici, seghe a nastro per ossa), al freddo delle celle e dei banchi refrigerati e ai detergenti per la sanificazione. Servono guanti antitaglio in maglia metallica per la disossatura, protezioni delle seghe regolate sullo spessore del pezzo, celle apribili dall’interno con allarme. Il reparto fa parte del piano di autocontrollo HACCP del punto vendita.
Casse e aggressioni
Il lavoro in cassa comporta movimenti ripetitivi degli arti superiori e posture fisse: postazioni regolabili, alternanza in piedi e seduti, pause. Il rischio rapina e le aggressioni da parte di clienti vanno valutati, con procedure (gestione del contante, comportamento durante una rapina, supporto dopo l’evento) e misure tecniche come casseforti a tempo e videosorveglianza.
Emergenze, appalti e orari
Il piano di emergenza deve gestire l’evacuazione dei clienti, con addetti antincendio formati al livello richiesto dal D.M. 2 settembre 2021 in relazione al rischio; i grandi punti vendita oltre le soglie del D.P.R. 151/2011 sono soggetti ai controlli dei Vigili del fuoco. Pulizie, vigilanza, manutenzione e merchandiser esterni richiedono il coordinamento dell’art. 26. Aperture serali e festive incidono su organizzazione e stress.
Errori frequenti
- Scaffalature del retro senza cartelli di portata né ispezioni.
- Transpallet usati in area vendita durante l’orario di punta.
- Sega ossa con protezione alzata al massimo per comodità.
- Nessuna procedura scritta per la rapina e il supporto ai cassieri dopo l’evento.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Per usare il transpallet elettrico serve l’abilitazione?
Chi risponde della sicurezza degli addetti dei fornitori che riforniscono gli scaffali?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 168 — Movimentazione manuale dei carichi
- D.Lgs. 81/2008, art. 71 — Obblighi relativi alle attrezzature di lavoro
- D.Lgs. 81/2008, art. 73 — Informazione, formazione e addestramento sulle attrezzature
- D.Lgs. 81/2008, art. 26 — Obblighi connessi ai contratti d’appalto
- D.M. 2 settembre 2021 — Gestione della sicurezza antincendio e formazione addetti
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione e abilitazioni
- Reg. (CE) 852/2004 — Igiene dei prodotti alimentari
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