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Sicurezza nelle Reti di Distribuzione del Gas Naturale: Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza nelle reti di distribuzione del gas naturale: zone ATEX, rischio esplosione e incendio, lavori in scavo, procedure LOTO, DPI specifici (rilevatori gas, tute antistatiche, EEBD), formazione PES/PAV/PEI, DVR con documento ATEX, permessi di lavoro e sanzioni D.Lgs. 81/08.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Un gestore di rete di distribuzione del gas naturale deve gestire la sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 con particolare attenzione alle zone ATEX (classificazione Ex Ga/Gb/Gc), al rischio di esplosione e incendio da metano o GPL, al rischio di asfissia in spazi confinati e da CO, ai lavori in scavo con rischio di seppellimento. Sono obbligatori: il documento ATEX integrato nel DVR, le procedure LOTO per impianti pressurizzati, la formazione con qualifiche PES/PAV/PEI, i DPI specifici (rilevatori gas portatili catalitici ed elettrochimici, tute antistatiche, maschere EEBD), la sorveglianza sanitaria e la taratura periodica della strumentazione di sicurezza.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08, DM 16/04/2008 e Reg. UE 2017/1938

La sicurezza nelle reti di distribuzione del gas naturale si muove all'interno di un quadro normativo stratificato che combina la legislazione generale sulla sicurezza sul lavoro con la normativa tecnica specifica di settore e con le disposizioni europee sulla sicurezza dell'approvvigionamento energetico.

Il riferimento principale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), applicabile a qualsiasi datore di lavoro con almeno un lavoratore. Per le reti gas assumono rilevanza specifica: il Titolo XI (artt. 287-297) sulla protezione dei lavoratori contro i rischi da atmosfere esplosive, che obbliga alla classificazione delle zone ATEX, alla redazione del documento sulla protezione contro le esplosioni e alla selezione di attrezzature di categoria Ex adeguata; il Titolo IV per i cantieri temporanei o mobili (posa e manutenzione condotte in scavo); il Titolo VIII per la valutazione degli agenti fisici (vibrazioni per operatori di martelli pneumatici e escavatori, rumore); il Titolo IX per i rischi chimici (CO, H₂S in tracce, odorant mercaptanico); il Titolo III per le attrezzature di lavoro in zone ATEX.

La normativa tecnica di settore di riferimento è il DM 16 aprile 2008 n. 246, che costituisce la regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione del gas naturale. Questo decreto, emanato ai sensi del DPR 1238/1967 e dell'art. 11 D.Lgs. 164/2000 (liberalizzazione del mercato gas), stabilisce i requisiti di sicurezza per: materiali e tubazioni (categorie di pressione), giunzioni e saldature, protezione catodica delle condotte metalliche, cabine di riduzione della pressione, sistemi di intercettazione, messa a terra e protezione contro le scariche atmosferiche.

A livello europeo, il Regolamento UE 2017/1938 concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale impone agli Stati membri — e di riflesso agli operatori del sistema gas — obblighi di pianificazione della sicurezza, valutazione del rischio di interruzione delle forniture e predisposizione di piani di emergenza e preventivi. Sebbene applicato principalmente a livello di sistema-paese, i gestori delle reti di distribuzione devono contribuire ai piani nazionali e regionali di sicurezza dell'approvvigionamento, con implicazioni sulla gestione operativa delle reti e sui protocolli di emergenza.

2. Zone ATEX nelle reti gas: classificazione Ex Ga/Gb/Gc (D.Lgs. 81/08 Titolo XI)

La classificazione delle zone ATEX è il fondamento della gestione del rischio di esplosione nelle reti gas. Ai sensi del Titolo XI D.Lgs. 81/08 e della norma tecnica CEI EN 60079-10-1, i luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive per la presenza di gas o vapori infiammabili si classificano in:

ZonaDescrizioneEsempi nelle reti gasCategoria apparecchi Ex richiesta
Zona 0Atmosfera esplosiva presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentementeInterno delle tubazioni in pressione, interno dei serbatoi GPL, interno dei collettori gasCategoria 1G (Ex Ga)
Zona 1Atmosfera esplosiva occasionalmente presente in condizioni normali di esercizioInterno delle cabine REMI e GRF, pozzetti di valvolame, locali contatori commerciali, area di scarico GPLCategoria 2G (Ex Gb) o 1G (Ex Ga)
Zona 2Atmosfera esplosiva raramente presente e per breve durata in condizioni normaliArea circostante le sfiatatoi delle cabine, locali tecnici adiacenti a valvole, area di rispetto delle cabine di misuraCategoria 3G (Ex Gc), 2G o 1G

La classificazione delle zone deve essere documentata nelle planimetrie ATEX, riportate nel documento sulla protezione contro le esplosioni (art. 294 D.Lgs. 81/08) che costituisce parte integrante del DVR. Il documento deve specificare: le zone classificate con i relativi confini spaziali, le sorgenti di emissione e il loro grado (continuo, primario, secondario), le misure strutturali e gestionali di prevenzione e protezione, l'elenco delle attrezzature utilizzate in ciascuna zona con la relativa categoria Ex e la documentazione di conformità (marcatura Ex con codice di protezione).

Per le cabine di riduzione della pressione (REMI — Riduzione e Misura) il DM 16/04/2008 prevede requisiti costruttivi specifici per la ventilazione naturale o forzata finalizzata a evitare l'accumulo di gas; tali requisiti sono direttamente funzionali alla classificazione di zona. Una ventilazione adeguata può ridurre o eliminare la zona 1, consentendo la classificazione della cabina come zona 2 con significativi vantaggi nella scelta delle attrezzature ammesse.

3. Rischio esplosione ed incendio nelle reti metano e GPL

Il gas naturale (prevalentemente metano, CH₄) e il GPL (miscela di propano e butano) presentano caratteristiche di infiammabilità distinte con implicazioni diverse per la gestione del rischio nelle reti di distribuzione.

Il metano ha un campo di infiammabilità compreso tra il 5% e il 15% in volume nell'aria (limiti LIE-LSE). Essendo più leggero dell'aria (densità relativa 0,55), tende a disperdersi verso l'alto in ambienti aperti, riducendo il rischio di accumulo; negli ambienti chiusi e nelle zone in quota (soffitti di cabine, locali con scarsa ventilazione alta) può invece accumularsi pericolosamente. La temperatura di autoignizione è relativamente alta (537°C), il che lo rende meno pericoloso rispetto al GPL rispetto all'innesco da superfici calde.

Il GPL (propano: LIE 2,1% — LSE 9,5%; butano: LIE 1,8% — LSE 8,4%) è più pesante dell'aria (densità relativa propano 1,5; butano 2,0) e tende ad accumularsi nelle zone basse: pozzetti, canaline, scantinati, sotterranei. Questo comportamento lo rende particolarmente pericoloso in ambienti confinati o semi-confinati, dove può raggiungere concentrazioni esplosive senza che l'operatore percepisca il pericolo. Le reti di distribuzione del GPL in pressione presentano quindi un profilo di rischio più elevato rispetto al metano per questo aspetto specifico.

Le misure di prevenzione dell'esplosione nelle reti gas comprendono: rilevazione fissa del gas nelle cabine di riduzione con allarme e sistema di sezionamento automatico; ventilazione delle cabine dimensionata secondo DM 16/04/2008; protezione catodica delle condotte metalliche interrate contro la corrosione (che potrebbe determinare perdite); ispezione periodica della rete con veicoli attrezzati per la ricerca di fughe (laser methane detector) e con misuratori a ionizzazione di fiamma; piano di emergenza per la gestione delle fughe di gas, inclusi i contatti con VVF, ARERA e prefettura. Le misure di protezione (limitazione degli effetti in caso di esplosione) comprendono: distanze di sicurezza previste dal DM 16/04/2008, costruzione delle cabine con pannelli di sfogo della pressione (blow-out panels), sistemi di blocco automatico dell'alimentazione (ESD — Emergency Shutdown Device).

4. Rischio asfissia e gas tossici: CO da combustione incompleta

Nelle reti di distribuzione del gas naturale il rischio di asfissia e intossicazione da gas tossici riguarda principalmente due scenari: il lavoro in spazi confinati (pozzetti di ispezione, cabine interrate, serbatoi di stoccaggio svuotati) con possibile accumulo di gas metano a concentrazioni asfissianti (al di sotto del LIE) e la presenza di monossido di carbonio (CO) in ambienti con bruciatori o in seguito a combustione incompleta.

Il metano è un gas asfissiante semplice: a concentrazioni superiori al 33% in volume nell'aria riduce la percentuale di ossigeno sotto il 14%, causando asfissia. A concentrazioni comprese tra il 5% e il 15% è esplosivo. L'addormentamento insidioso (perdita di coscienza senza preavviso) è il rischio principale nei pozzetti dove il metano ha sostituito l'ossigeno. I lavori in spazi confinati nelle reti gas sono disciplinati dal DPR 14 settembre 2011 n. 177(qualificazione delle imprese per lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati): è obbligatorio il permesso di lavoro, la verifica preliminare dell'atmosfera con rilevatore multisensore (O₂, LEL, CO, H₂S), la presenza di un operatore esterno di sorveglianza e la disponibilità di dispositivi di salvataggio.

Il monossido di carbonio (CO) si forma per combustione incompleta del gas naturale (rapporto aria/gas insufficiente, bruciatori non regolati, ostruzioni delle prese d'aria). Nei gestori di rete i tecnici più esposti sono: gli addetti alla manutenzione dei bruciatori nelle stazioni di riduzione con riscaldamento a gas (i regolatori di pressione necessitano di riscaldamento per evitare la formazione di ghiaccio da espansione); gli ispettori che verificano impianti di utenza (contatori, allacciamenti domestici) dove può verificarsi combustione incompleta. Il TLV-TWA del CO (ACGIH) è 25 ppm; i sintomi di intossicazione compaiono a partire da 50-100 ppm con cefalea, nausea, vertigini. Il rilevatore portatile elettrochimico per CO è un DPI di primo livello per questi lavoratori e deve essere verificato e calibrato periodicamente.

L'odorizzante mercaptanico (THT — tetraidrotiofene o TBM — terziario-butilmercaptano) aggiunto al gas naturale per consentirne la percezione olfattiva non è tossico alle concentrazioni d'uso, ma la sua presenza è segnale di dispersione gas. I tecnici delle reti gas sono però esposti all'odorizzante puro durante le operazioni di carico e ricarica delle stazioni di odorizzazione: il TBM ha un TLV-TWA di 0,5 ppm (ACGIH) e può causare irritazione delle mucose. Per queste operazioni sono necessari DPI specifici (guanti impermeabili ai mercaptani, maschera con filtro ABEK) e procedure di lavoro in sicurezza.

5. Lavori in scavo: trincee, posa tubi e rischio seppellimento (NTC 2018)

I lavori di scavo per la posa, sostituzione e manutenzione delle condotte gas rappresentano una delle attività più rischiose nelle reti di distribuzione: combinano il rischio di seppellimento da franamento delle pareti con il rischio specifico di rilascio di gas in caso di danneggiamento della conduttura esistente o da interferenza con altri sottoservizi. Il quadro normativo di riferimento comprende il D.Lgs. 81/08 Allegato XIX (verifiche di sicurezza per scavi e strutture di sostegno) e le NTC 2018 (DM 17 gennaio 2018 — Norme Tecniche per le Costruzioni) per la progettazione degli scavi e delle opere di sostegno.

Gli obblighi principali per i cantieri di scavo su reti gas sono:

6. LOTO su impianti pressurizzati

Il controllo delle energie pericolose negli impianti a pressione delle reti gas è l'elemento centrale della sicurezza durante le operazioni di manutenzione e riparazione. La proceduraLOTO (Lockout/Tagout) — blocco e segnalazione dei dispositivi di controllo dell'energia — è il metodo standardizzato per garantire che nessuna energia residua (pressione del gas, energia meccanica di valvole in torsione, energia elettrica degli attuatori) possa essere rilasciata inaspettatamente durante l'intervento.

Nelle reti gas il LOTO si applica a: valvole di intercettazione (manuali e motorizzate), regolatori di pressione nelle stazioni REMI e GRF, filtri gas (pulizia interna in condizioni di fuori-servizio), misuratori (contatori volumetrici e a turbina, misuratori ad ultrasuoni — per la loro estrazione e sostituzione), rilevatori di gas fissi (per la loro calibrazione in sicurezza). La sequenza standardizzata LOTO per un impianto gas comprende:

  1. Identificazione di tutti i punti di isolamento dell'energia (valvole a monte e a valle, alimentazione elettrica degli attuatori).
  2. Comunicazione dell'isolamento programmato a tutti i lavoratori coinvolti e al centro operativo.
  3. Chiusura della valvola principale di sezionamento a monte con bloccaggio meccanico (lucchetto LOTO personale) e apposizione di cartellino di divieto di manovra.
  4. Chiusura della valvola di sezionamento a valle.
  5. Sfiato controllato della pressione residua tra le due valvole attraverso il punto di sfiato dedicato, con verifica della pressione a zero tramite manometro certificato.
  6. Verifica dell'assenza di gas nel tratto isolato con rilevatore portatile.
  7. Inizio dell'attività di manutenzione o riparazione.
  8. Al termine, rimozione di tutti i lucchetti LOTO (uno per ciascun operatore autorizzato), collaudo a freddo e rimessa in pressione progressiva con verifica tenuta.

Le procedure LOTO devono essere formalizzate per ciascuna tipologia di impianto e disponibili in forma di istruzione operativa scritta nei punti di intervento. I lavoratori devono essere specificamente formati: ogni operatore deve avere il proprio set di lucchetti personali, non cedibili ad altri. Il responsabile del permesso di lavoro controlla l'integrità del LOTO prima di autorizzare l'inizio dell'attività.

7. DPI specifici: rilevatori gas portatili, tute antistatiche, maschera EEBD

I DPI per gli operatori delle reti di distribuzione del gas naturale si distinguono da quelli di altri settori per la presenza di dispositivi specifici di rilevazione e protezione da atmosfere esplosive e asfissianti. Devono essere conformi al Regolamento UE 2016/425 e, se destinati all'uso in zone ATEX, anche alla Direttiva ATEX 2014/34/UE (per i prodotti) con la relativa marcatura Ex.

DPI / StrumentoUsoRequisiti specificiNorma di riferimento
Rilevatore gas portatile multisensore (LEL, O₂, CO, H₂S)Verifica atmosfera prima di accesso a spazi confinati, controllo durante lavori in scavo, sorveglianza continua in cabineMarcatura ATEX Ex ia IIC T4 Ga; calibrazione periodica certificata; allarme sonoro, visivo e vibranteCEI EN 60079-0; EN 50194; EN 50073
Tuta antistatica (dissipativa)Operazioni in zone ATEX 0 e 1 (interno cabine REMI, operazioni su tubazioni in pressione)Resistività superficiale ≤ 10⁹ Ω; marcatura ATEX; non indossare biancheria sintetica sottoEN 1149-5; CEI EN 61340-5-1
Calzature antistatiche/dissipativeUso in zone ATEX durante operazioni di manutenzione e ispezioneESD (resistenza 10⁵-10⁹ Ω) o antistatiche (10⁵-10⁸ Ω); puntale antischiacciamento; suola antiperforazione per cantieriUNI EN ISO 20345 (S3 ESD o ESD+SRA); EN 61340-4-3
Maschera EEBD (Emergency Escape Breathing Device)Fuga di emergenza da atmosfere irrespirabili (spazi confinati, cabine con fuga di gas)Autonomia minima 10 minuti; indossamento rapido ≤ 30 s; non per lavori prolungati in atmosfera contaminataEN 13794; EN 402
Autorespiratore (SCBA) a circuito apertoIntervento in spazi confinati con atmosfera potenzialmente esplosiva o irrespirabile; operazioni di bonificaAutonomia ≥ 30 minuti (bombola aria compressa); marcatura ATEX per uso in zone 1 e 2; uso solo da personale specificamente addestratoEN 137; CEI EN 60079-0
Guanti dielettrici e guanti chimiciLavori su impianti elettrici in zone ATEX; manipolazione odorizzante e prodotti chimiciGuanti dielettrici classe 0-4 (UNI EN 60903); guanti chimici Cat. III per mercaptani (UNI EN 374)UNI EN 60903; UNI EN 374

Tutti i DPI vanno consegnati con verbale di consegna firmato dal lavoratore (artt. 77-78 D.Lgs. 81/08), accompagnati da formazione specifica sull'uso, le limitazioni e la manutenzione. I rilevatori gas portatili devono essere calibrati periodicamente (bump test giornaliero prima dell'uso con gas campione; calibrazione completa secondo la frequenza indicata dal costruttore, tipicamente semestrale) e deve essere conservata la documentazione delle calibrazioni.

8. Formazione PES/PAV/PEI e corsi gas specifici (UNI EN 1775)

La formazione degli operatori delle reti di distribuzione del gas naturale è particolarmente articolata perché deve coprire sia gli obblighi generali del D.Lgs. 81/08 sia le qualifiche tecniche specifiche del settore gas.

Formazione ai sensi del D.Lgs. 81/08: i lavoratori delle imprese di distribuzione gas rientrano nel codice ATECO 35.22 (distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte) e nell'ATECO 42.21 (costruzione di reti fognarie; condotte idrauliche e del gas), classificati come attività a rischio alto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011. Il monte ore di formazione dei lavoratori è di 16 ore totali: 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica. L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni. I preposti seguono un percorso aggiuntivo di 8 ore; i dirigenti 16 ore; il datore che svolge il ruolo di RSPP nelle attività a rischio alto è tenuto al corso da 48 ore.

Qualifiche elettriche CEI 11-27 (PES/PAV/PEI): tutti i lavoratori che operano in prossimità di impianti elettrici o su componenti elettrici in zone ATEX devono avere la qualifica appropriata ai sensi della norma CEI 11-27:2014:

Formazione specifica per atmosfere esplosive (Titolo XI D.Lgs. 81/08): i lavoratori che operano in zone ATEX devono ricevere una formazione specifica sul rischio di esplosione, sulla classificazione delle zone, sulle caratteristiche delle apparecchiature Ex, sulle procedure di sicurezza per le operazioni in zone classificate. Questa formazione integra — ma non sostituisce — la formazione generale del D.Lgs. 81/08.

Corsi tecnici gas — UNI EN 1775 e DM 16/04/2008: gli operatori che eseguono interventi sugli impianti di distribuzione gas (allacciamenti, manutenzione valvole, attività sulle condotte) devono possedere le qualifiche tecniche previste dalla normativa di settore. La norma UNI EN 1775 (distribuzione del gas, tubazioni per gas nelle costruzioni) e il DM 16/04/2008 indicano i requisiti minimi di competenza per le operazioni di posa, giunzione (saldatura e elettrofusione), collaudo e messa in servizio. I corsi specifici per saldatori di tubazioni in polietilene (PE80, PE100) seguono la norma UNI EN 13067 e prevedono prove pratiche di qualificazione con periodicità biennale.

9. Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria per gli operatori delle reti gas ogni volta che la valutazione del rischio evidenzia esposizioni che superano i valori di azione previsti (art. 41 D.Lgs. 81/08). I principali trigger per gli addetti alla distribuzione gas sono:

Il medico competente, nominato con lettera di incarico, collabora alla redazione del DVR, definisce il protocollo sanitario specifico per mansione, effettua le visite preventive e periodiche, esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica e partecipa alla riunione periodica annuale (art. 35 D.Lgs. 81/08, obbligatoria per aziende con più di 15 lavoratori).

10. DVR con documento ATEX, permessi di lavoro, DUVRI, subappalto e sanzioni

Il Documento di Valutazione dei Rischi per un gestore di rete di distribuzione gas ha una struttura più articolata rispetto alla media delle imprese, dovendo contenere sezioni specializzate per i rischi del settore:

Documento ATEX (art. 294 D.Lgs. 81/08): è la sezione più critica e specifica del DVR delle reti gas. Deve indicare: le zone classificate e le relative planimetrie, le sorgenti di emissione di gas, le misure di prevenzione e protezione per ciascuna zona, l'elenco aggiornato di tutte le attrezzature utilizzate in zone classificate con la relativa categoria Ex e la documentazione di conformità, la coordinazione delle attività quando lavoratori di ditte diverse operano contemporaneamente in zone ATEX. Il documento ATEX va aggiornato ogni volta che si apportano modifiche significative agli impianti o alle procedure che possono influire sulla classificazione delle zone.

Sistema dei permessi di lavoro: per le attività ad alto rischio — lavori in zona ATEX, lavori in spazi confinati, lavori a caldo in prossimità di condotte gas, interventi su impianti pressurizzati — il sistema dei permessi di lavoro (Permit to Work, PTW) è uno strumento organizzativo essenziale. Il permesso di lavoro è un documento scritto che autorizza una specifica attività, descrive le misure di sicurezza da adottare, identifica i lavoratori coinvolti e il responsabile, ha una validità temporale definita. Deve essere firmato prima dell'inizio dell'attività e riconsegnato al termine, con indicazione dell'esito.

DUVRI per i cantieri in appalto: le reti di distribuzione gas impiegano frequentemente imprese appaltatrici per le attività di posa condotte, manutenzione e scavo. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza (DUVRI) è obbligatorio ai sensi dell'art. 26 D.Lgs. 81/08 quando il committente affida lavori a imprese appaltatrici o subappaltatrici in luoghi di lavoro del committente stesso. Il DUVRI deve identificare i rischi da interferenza tra le attività del committente (gestore rete) e dell'appaltatore (impresa di scavo), le misure di coordinamento adottate e i costi della sicurezza per le interferenze. Nelle zone ATEX il DUVRI deve specificare le modalità di accesso degli appaltatori, la formazione specifica richiesta e le attrezzature Ex ammesse.

Verifica e taratura della strumentazione di sicurezza: i rilevatori fissi di gas combustibile nelle cabine REMI e GRF, i sistemi di blocco automatico (ESD), i limitatori di pressione di sicurezza (SIL — Safety Integrity Level) devono essere verificati e testati periodicamente secondo le istruzioni del costruttore e le procedure del sistema di gestione della sicurezza. I rilevatori fissi richiedono calibrazione periodica (tipicamente semestrale) con gas campione certificato, documentata in apposito registro. La mancata calibrazione comporta l'inaffidabilità del sistema di rilevazione e aumenta il rischio di mancato allarme in caso di fuga.

Sanzioni D.Lgs. 81/08: le principali violazioni contestabili ai gestori di reti gas e alle imprese appaltatrici durante le ispezioni ASL/PSAL e INL comprendono:

Checklist documentale minima per reti di distribuzione gas

  • DVR completo con documento sulla protezione contro le esplosioni (documento ATEX ex art. 294 D.Lgs. 81/08)
  • Planimetrie ATEX aggiornate con classificazione zone 0, 1, 2 per ogni impianto (cabine REMI, GRF, pozzetti)
  • Elenco attrezzature in zone ATEX con categoria Ex, marcatura e dichiarazione di conformità Direttiva ATEX 2014/34/UE
  • Procedure LOTO per ciascuna tipologia di impianto pressurizzato (valvole, regolatori, misuratori)
  • Sistema di permessi di lavoro (PTW) per attività ad alto rischio (zone ATEX, spazi confinati, lavori a caldo)
  • DUVRI aggiornato per ogni contratto di appalto in aree gestite dal gestore rete
  • Registro calibrazioni rilevatori gas fissi e portatili con certificati aggiornati
  • Fascicoli formativi lavoratori con qualifiche PES/PAV, attestati formazione ATEX, corsi gas UNI EN 1775

FAQ — Sicurezza reti distribuzione gas naturaleFAQ

Quando è obbligatorio il documento di classificazione delle zone ATEX per un gestore di rete gas?
Il documento di classificazione delle zone ATEX è obbligatorio ai sensi del Titolo XI D.Lgs. 81/08 (artt. 290-297) ogni volta che nell'ambiente di lavoro possono formarsi atmosfere esplosive per la presenza di gas infiammabili. Nelle reti di distribuzione del gas naturale questa condizione è strutturalmente presente in tutte le aree dove il gas può accumularsi: cabine di riduzione della pressione (REMI e GRF), pozzetti di ispezione contenenti valvole e giunti, locali contatori gas, centrali di stoccaggio GPL, trincee di scavo con tubazioni in pressione danneggiate o saldate. Il gestore è tenuto a: classificare le zone come 0, 1 o 2 (per gas) secondo la norma CEI EN 60079-10-1, riportarle nel documento sulla protezione contro le esplosioni (documento ATEX o documento ex art. 294 D.Lgs. 81/08), selezionare attrezzature e impianti con categoria Ex adeguata alla zona, formare i lavoratori esposti. Il documento ATEX fa parte integrante del DVR e va aggiornato a ogni variazione impiantistica o di processo rilevante.
Quali qualifiche elettriche sono richieste per i tecnici delle reti gas che operano su impianti ATEX?
I tecnici che eseguono interventi in zone ATEX su impianti delle reti gas devono possedere almeno la qualifica di PES (Persona Esperta in Sicurezza Elettrica) o PAV (Persona Avvertita) ai sensi della norma CEI 11-27, integrata dalla formazione specifica sulle atmosfere esplosive richiesta dal Titolo XI D.Lgs. 81/08. La qualifica PES è richiesta per chi esegue autonomamente lavori in presenza di tensione o in prossimità di parti attive; la qualifica PAV per chi opera sotto la vigilanza di un PES; la qualifica PEI (Persona Idonea) per chi esegue interventi limitati su componenti di impianti in tensione secondo procedure specifiche. Per gli impianti gas, queste qualifiche elettriche devono essere integrate dalla formazione sui rischi specifici di esplosione (classificazione ATEX, uso di strumentazione Ex, procedure di bonifica e messa in sicurezza degli impianti gas) e dai corsi tecnici previsti dal DM 16/04/2008 e dalla UNI EN 1775 per la sicurezza degli impianti di distribuzione gas. I titoli vanno documentati nel fascicolo formativo del lavoratore.
Quali sono gli obblighi specifici per i lavori in scavo su tubazioni gas?
I lavori in scavo per la posa, sostituzione o riparazione di tubazioni gas richiedono la gestione simultanea di più rischi gravi: il rischio di seppellimento da franamento delle pareti dello scavo, il rischio di interferenza con altri sottoservizi (cavi elettrici, fognature, acquedotto) e il rischio di rilascio di gas in caso di danneggiamento accidentale della conduttura. Gli obblighi principali sono: acquisizione della documentazione delle reti sotterranee prima dell'inizio lavori (decreto MIT "mappatura sottoservizi"); esecuzione delle indagini di ricerca con georadar o tracciatura elettromagnetica prima dello scavo meccanico; utilizzo dello scavo a mano in prossimità di tubazioni gas esistenti nella fascia di rispetto; installazione di sbadacchiature, palancolate o altri sistemi di sostegno delle pareti in scavi profondi oltre 1,5 m (NTC 2018 e D.Lgs. 81/08 Allegato XIX); sorveglianza continua del gas con rilevatore portatile durante le fasi di lavoro a caldo o in prossimità di giunti; predisposizione del permesso di lavoro specifico per scavi su aree a rischio. Il DVR del cantiere (PSC o POS) deve includere la valutazione di tutti questi rischi.
Cos'è la procedura LOTO e quando si applica agli impianti gas pressurizzati?
La procedura LOTO (Lockout/Tagout — blocco e segnalazione) è la procedura di messa in sicurezza energetica degli impianti durante le attività di manutenzione, ispezione o riparazione, prevista dagli artt. 70-71 D.Lgs. 81/08 e dalla norma tecnica di riferimento UNI EN ISO 50 110 e dalle procedure aziendali specifiche. Nelle reti di distribuzione gas pressurizzate la LOTO si applica ogni volta che si esegue un'operazione che richiede l'accesso a un tratto di condotta o a un componente in pressione (valvole, misuratori, regolatori di pressione, filtri). Le fasi sono: identificazione univoca del tratto da isolare e della sequenza di sezionamento; chiusura di tutte le valvole di sezionamento a monte e a valle, con lucchetto LOTO personalizzato che impedisce la riapertura non autorizzata; sfogamento controllato della pressione residua (sfiato in atmosfera o in torcia); verifica con manometro o rilevatore che la pressione sia zero prima di qualsiasi apertura; apposizione del cartellino di pericolo (tagout); comunicazione a tutti gli operatori che intervengono. Il ripristino richiede la rimozione di tutti i lucchetti da parte dei rispettivi operatori, il collaudo a freddo e la rimessa in pressione progressiva. Le procedure LOTO vanno formalizzate in istruzioni operative scritte e inserite nel DVR; i lavoratori devono essere specificamente formati e le istruzioni devono essere disponibili nei punti di intervento.
Quali sanzioni prevede il D.Lgs. 81/08 per la mancata valutazione del rischio esplosione in zone ATEX?
La mancata valutazione del rischio da atmosfere esplosive e la mancata predisposizione del documento ATEX ai sensi del Titolo XI D.Lgs. 81/08 comportano le seguenti sanzioni a carico del datore di lavoro: ai sensi dell'art. 55 c. 1, la mancata elaborazione del DVR (di cui il documento ATEX è parte) è punita con l'arresto da tre a sei mesi o con l'ammenda da 3.071 a 7.862 euro. La mancata classificazione delle zone ATEX e la mancata adozione delle misure di protezione contro le esplosioni (art. 295 D.Lgs. 81/08) è reato contravvenzionale con arresto da tre a sei mesi o ammenda fino a 6.388 euro. L'utilizzo di attrezzature non idonee alla categoria Ex prevista dalla classificazione di zona (art. 293) è punito con arresto da tre a sei mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro. A queste si aggiunge la responsabilità amministrativa dell'ente ai sensi del D.Lgs. 231/2001 in caso di infortuni gravi o mortali correlati all'esplosione. Gli organi di vigilanza competenti — ASL/PSAL, INL, INAIL — possono emettere prescrizioni ex D.Lgs. 758/94 con termine per la regolarizzazione, ma la gravità intrinseca del rischio di esplosione porta spesso a provvedimenti di sospensione dell'attività.

12. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro, Titolo XI (atmosfere esplosive, artt. 287-297) e Allegati XLIX-L
  • DM 16 aprile 2008 n. 246 — Regola tecnica per la progettazione, costruzione, collaudo, esercizio e sorveglianza delle opere e dei sistemi di distribuzione e di linee dirette del gas naturale
  • UNI EN 1775:2009 — Distribuzione del gas: tubazioni in rame per gas nelle costruzioni; raccomandazioni funzionali (applicata anche alla distribuzione in rete)
  • Regolamento UE 2017/1938 del Parlamento Europeo e del Consiglio concernente misure volte a garantire la sicurezza dell'approvvigionamento di gas naturale
  • CEI EN 60079-0 (CEI 31-33) — Atmosfere esplosive: requisiti generali per le apparecchiature
  • CEI EN 60079-10-1 (CEI 31-87) — Atmosfere esplosive: classificazione dei luoghi — atmosfere gassose esplosive
  • CEI EN 60079-14 — Atmosfere esplosive: progettazione, scelta e installazione degli impianti elettrici
  • Norma CEI 11-27:2014 — Lavori su impianti elettrici: qualifiche PES, PAV, PEI
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Allegato XIX — Verifiche di sicurezza per scavi e sbadacchiature
  • NTC 2018 (DM 17 gennaio 2018) — Norme tecniche per le costruzioni: criteri di progettazione degli scavi e delle opere di sostegno
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ai sensi del D.Lgs. 81/08
  • D.Lgs. 26 giugno 2015 n. 105 (Direttiva Seveso III) — Controllo del pericolo di incidenti rilevanti (applicabile ai depositi GPL sopra soglia)

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla tipologia di rete, dai gas distribuiti, dagli impianti presenti e dalla normativa vigente. Il documento ATEX, il DVR, le procedure LOTO e il sistema dei permessi di lavoro devono essere redatti e adattati al caso concreto da professionisti abilitati. Supportiamo la gestione documentale e formativa per gestori di reti gas e imprese appaltatrici del settore.

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