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Guida definitiva · 2026

Sicurezza nelle Reti di Distribuzione Gas e Metanodotti: Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza nelle reti di distribuzione gas e nei metanodotti: DVR per ATECO 35.22, rischio esplosione e incendio (gas naturale, metano, GPL), lavori in pressione su reti gas, spazi confinati, permessi di lavoro PTW, rilevatori gas, formazione operatori, D.Lgs. 105/2015 Seveso III e sorveglianza sanitaria.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I gestori di reti di distribuzione gas e metanodotti (ATECO 35.22) devono predisporre un DVR che includa la valutazione del rischio esplosione e incendio (con classificazione ATEX delle zone), le procedure per i lavori in pressione su condotte gas, la gestione degli spazi confinati (cunicoli e camerette) ai sensi del DPR 177/2011, il sistema di permessi di lavoro PTW e le procedure per i lavori in quota. Gli impianti con quantità di gas superiori alle soglie del D.Lgs. 105/2015 (Seveso III) hanno obblighi aggiuntivi di notifica e gestione della sicurezza di processo.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08, ATECO 35.22 e Seveso III

I gestori di reti di distribuzione del gas naturale e i gestori di metanodotti di trasporto operano sotto il codice ATECO 35.22 (distribuzione di combustibili gassosi mediante condotte) e sono soggetti a un quadro normativo particolarmente articolato che combina la legislazione sulla sicurezza sul lavoro, la normativa di settore per le reti gas, la normativa sulle atmosfere esplosive (ATEX) e, per i grandi impianti, la Direttiva Seveso III.

Il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 si applica integralmente, con particolare rilevanza del Titolo XI (artt. 287-297) sulle atmosfere esplosive, del Titolo IV (lavori in quota) e del quadro regolatorio del D.P.R. 177/2011 per gli spazi confinati. La normativa tecnica di riferimento per le reti di distribuzione gas comprende: il D.M. 16 aprile 2008 (regola tecnica per la distribuzione e l'utilizzo del gas naturale con densità non superiore a 0,8) e il D.M. 17 aprile 2008 (misure di sicurezza per gli impianti di distribuzione e di utilizzo di gas naturale).

Il D.Lgs. 105/2015 (Seveso III) si applica agli stabilimenti in cui sono presenti quantità di gas naturale o GPL superiori alle soglie dell'Allegato 1 (50 t per la soglia inferiore, 200 t per quella superiore). Le stazioni di compressione, i depositi di stoccaggio e le grandi stazioni di riduzione della pressione (REMI) possono ricadere in questo campo. Per questi impianti gli obblighi di sicurezza si ampliano significativamente rispetto al D.Lgs. 81/08.

2. DVR per gestori di reti di distribuzione gas

Il Documento di Valutazione dei Rischi per un gestore di rete di distribuzione gas ha caratteristiche tecniche molto specifiche. La complessità nasce dalla molteplicità dei rischi presenti (esplosione, lavori in pressione, spazi confinati, lavori in quota, rischio stradale per i mezzi di intervento) e dalla necessità di gestire un'infrastruttura distribuita sul territorio con interventi di manutenzione in condizioni operative molto variabili.

Le mansioni tipiche da valutare sono: tecnico di rete (esegue interventi di manutenzione e riparazione su condotte in pressione e in scavo), operatore di cabina/stazione (gestione e manutenzione delle stazioni REMI e dei gruppi di misura), operatore pronto intervento (risponde alle segnalazioni di perdite di gas, lavora in condizioni di emergenza), tecnico di ispezione reti (controllo con strumenti di rilevazione perdite — correlatori acustici, rilevatori a fiamma), operatore di centrale operativa (monitoraggio H24 della rete con sistemi SCADA).

Il DVR deve includere obbligatoriamente il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE) con la classificazione di tutte le zone ATEX presenti negli impianti (stazioni, cabine, aree di scavo su condotte in pressione). Il DPCE deve essere elaborato dal responsabile dell'impianto in collaborazione con l'RSPP e un esperto ATEX, e deve essere aggiornato ogni volta che si modificano le condizioni dell'impianto.

3. Rischio esplosione e incendio: gas naturale, metano, GPL

Il gas naturale (metano, CH4) e il GPL (gas di petrolio liquefatto, miscela di propano e butano) sono gas infiammabili di categoria 1A ai sensi del Regolamento CLP (CE 1272/2008). In presenza di aria formano miscele esplosive in specifici intervalli di concentrazione:

GasLEL (% vol)UEL (% vol)Densità rispetto all'ariaComportamento in caso di perdita
Metano (CH4)5%15%0,55 (più leggero)Sale verso il soffitto, si accumula in alto
Propano (C3H8) — componente GPL2,1%9,5%1,52 (più pesante)Scende verso il basso, si accumula in pozzetti e spazi confinati
Butano (C4H10) — componente GPL1,9%8,5%2,05 (molto più pesante)Si accumula nelle zone basse, particolarmente pericoloso in spazi confinati

La differente densità rispetto all'aria è un elemento critico per la sicurezza: una perdita di metano in un ambiente chiuso porta il gas verso il soffitto (ventilare in alto), mentre una perdita di GPL si accumula nelle zone basse (pozzetti, camerette, locali interrati) dove i lavoratori accedono per manutenzione. I rilevatori di gas fissi devono essere posizionati tenendo conto di questa caratteristica: in basso per il GPL, in alto per il metano.

Le misure preventive per il rischio esplosione comprendono: classificazione ATEX di tutte le zone a rischio, utilizzo di attrezzature ed utensili certificati ATEX nelle zone classificate, eliminazione di tutte le fonti di innesco (non sono ammessi strumenti non ATEX, telefoni cellulari standard, accendini, materiali che possono generare scintille per attrito o urto), monitoraggio continuo con rilevatori gas fissi e personali, procedure di emergenza per perdite di gas (evacuazione, allertamento VVF, intercettazione della fornitura a monte).

4. Lavori in pressione su reti gas

I lavori su condotte gas in esercizio (in pressione) sono operazioni ad alto rischio che richiedono procedure rigorose e personale specificamente addestrato. Possono essere necessari per: allacciamenti di nuove utenze, riparazioni di perdite, sostituzione di tratti di condotta, installazione di nuove valvole o derivazioni, spostamenti di condotte per lavori stradali.

Le tecniche di intervento in pressione su condotte di polietilene (PE) e di acciaio comprendono: il clampaggio (pinzatura meccanica della condotta per isolarne il tratto da riparare senza depressurizzazione), la sostituzione di tratti con bypass temporaneo, l'utilizzo di raccordi elettrofusibili per i giunti su PE. Tutte queste operazioni richiedono: operatori qualificati ai sensi della UNI 11137 (saldatura di PE per gas) o UNI EN 12732 (saldatura di acciaio per gas), PTW emesso e firmato dal responsabile dell'impianto, rilevatore di gas personale in dotazione a ogni operatore, zona di esclusione perimetrata con segnaletica, eliminazione di qualsiasi fonte di innesco nel raggio di sicurezza, comunicazione continua con la centrale operativa.

5. Spazi confinati: cunicoli e camerette gas

Le reti di distribuzione gas comprendono numerosi spazi confinati che richiedono accesso per manutenzione e ispezione: camerette di valvole, camerette di misura, pozzetti di drenaggio del percolato, cunicoli di attraversamento strade e ferrovie, tunnel di protezione delle condotte. Il rischio specifico è l'accumulo di gas naturale per micro-perdite nelle giunzioni o nelle condotte, o di GPL nelle zone basse degli spazi interrati.

La procedura di accesso sicuro ai sensi del D.P.R. 177/2011 prevede: emissione obbligatoria del PTW per spazio confinato, misurazione dell'atmosfera prima dell'accesso con rilevatore multigaz certificato ATEX (O2, metano o GPL in percentuale LEL, CO, H2S), ventilazione forzata della cameretta se la misurazione rileva gas o carenza di ossigeno, nuovo controllo dell'atmosfera dopo la ventilazione, accesso solo se l'atmosfera è sicura (O2 tra 19,5% e 23,5%, gas infiammabili sotto il 20% LEL), presenza di un assistente esterno con treppiede, paranco e autorespiratore di emergenza pronti, comunicazione continua. Il lavoratore all'interno indossa il rilevatore gas personale per il monitoraggio continuo durante la permanenza.

6. Rischio caduta nella manutenzione di tralicci e stazioni

La manutenzione di impianti di distribuzione gas può richiedere lavori in quota: accesso ai sistemi di controllo e misura posizionati in elevazione nelle stazioni REMI, manutenzione dei camini di sfogo nelle stazioni di riduzione, ispezione dei tralicci di supporto dei metanodotti aerei, accesso ai serbatoi di GPL fuori terra per manutenzione delle valvole e dei dispositivi di sicurezza.

I lavori in quota oltre i 2 metri di altezza sono disciplinati dagli artt. 105-130 D.Lgs. 81/08. Le misure di protezione collettiva (parapetti fissi, piattaforme di lavoro elevabili — PLE, ponteggi) hanno priorità assoluta rispetto ai DPI anticaduta. Quando le protezioni collettive non sono applicabili, gli operatori devono utilizzare il sistema anticaduta completo: imbracatura a norma UNI EN 361, collegata tramite cordino con assorbitore di energia UNI EN 355 a un punto di ancoraggio certificato UNI EN 795. La formazione pratica sull'uso dei DPI anticaduta, compresa la simulazione della procedura di recupero in caso di caduta, è obbligatoria e deve essere effettuata con i dispositivi effettivamente in dotazione.

7. Permessi di lavoro (PTW — Permit to Work)

Il sistema dei Permessi di Lavoro (PTW — Permit to Work) è un elemento fondamentale del sistema di gestione della sicurezza per le reti gas. Il PTW è un documento formale che autorizza uno specifico lavoro in condizioni di rischio controllato, definisce le misure di sicurezza da adottare e le responsabilità, e funge da barriera organizzativa contro gli errori procedurali.

I tipi di PTW tipicamente utilizzati nel settore gas sono: permesso per lavori in spazio confinato, permesso per lavori su impianti in pressione, permesso per lavori in zone ATEX, permesso per lavori in quota, permesso per scavi in prossimità di reti. Ogni tipo ha contenuto e procedure specifici, ma tutti condividono la struttura base: descrizione del lavoro, analisi dei rischi, misure di sicurezza, firma di autorizzazione, elenco degli autorizzati, procedura di chiusura. I PTW devono essere emessi dal personale autorizzato (tipicamente il responsabile dell'impianto o il preposto di zona), che ha la responsabilità di verificare che le misure di sicurezza siano effettivamente attuate prima di autorizzare l'inizio del lavoro. I PTW completati devono essere archiviati per almeno 12 mesi.

8. Rilevatori di gas portatili e fissi

I rilevatori di gas sono il presidio di sicurezza fondamentale nelle reti gas. Ogni operatore che lavora su reti in esercizio deve essere dotato di un rilevatore multigaz portatile certificato ATEX, calibrato, testato con gas di prova prima di ogni utilizzo e indossato per tutta la durata del lavoro in aree a rischio.

I rilevatori fissi negli impianti (stazioni REMI, cabine di misura, locali compressori) devono essere: collegati a una centrale di allarme con visualizzazione locale e remota (SCADA), in grado di attivare allarmi acustici e visivi locali al superamento del 20% LEL (primo livello) e del 40% LEL (secondo livello), integrati con i sistemi di blocco automatico delle valvole di intercettazione in corrispondenza dei valori di allarme più elevati, sottoposti a manutenzione e calibrazione periodica secondo le istruzioni del fabbricante (tipicamente ogni 6 mesi), dotati di segnalazione di guasto e di deriva della calibrazione. La scelta della tecnologia sensoristica (catarometri per il metano, PID per i VOC, elettrochimica per H2S e CO) deve tenere conto delle interferenze possibili tra diversi gas presenti nell'impianto.

9. Formazione specifica operatori gas

La formazione degli operatori delle reti di distribuzione gas (ATECO 35.22) è classificata a rischio alto dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011: 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica, con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni.

I contenuti formativi specifici del settore gas comprendono: fisica e comportamento del gas naturale e del GPL (infiammabilità, limiti LEL/UEL, densità, rischio asfissia), classificazione e gestione delle zone ATEX, utilizzo e manutenzione dei rilevatori gas portatili, sistema dei permessi di lavoro PTW, procedure per lavori in pressione su condotte gas, spazi confinati (DPR 177/2011 — corso specifico aggiuntivo di almeno 8 ore con componente pratica, aggiornamento annuale), lavori in quota (DPI anticaduta, piattaforme elevabili), procedure di emergenza per perdite di gas (evacuazione, intercettazione, allertamento VVF e centrale operativa). Per gli impianti soggetti al D.Lgs. 105/2015 (Seveso III), la formazione sul Piano di Emergenza Interno (PEI) con esercitazioni pratiche è obbligatoria e deve essere aggiornata almeno ogni tre anni.

10. D.Lgs. 105/2015 (Seveso III) per impianti a rischio rilevante

Gli impianti del settore gas che superano le soglie di quantità dell'Allegato 1 del D.Lgs. 105/2015 — stazioni di compressione di grandi dimensioni, depositi di stoccaggio di gas naturale o GPL, grandi stazioni di riduzione della pressione — sono soggetti alla disciplina degli stabilimenti a rischio di incidente rilevante. Gli obblighi aggiuntivi rispetto al D.Lgs. 81/08 comprendono:

Il mancato rispetto degli obblighi Seveso III comporta sanzioni penali (arresto fino a due anni e ammenda fino a 2.500 euro per ogni giorno di ritardo nella notifica) e può portare alla sospensione dell'attività da parte dell'autorità competente.

11. Sorveglianza sanitaria

La sorveglianza sanitaria per gli operatori delle reti gas è obbligatoria in presenza dei trigger previsti dall'art. 41 D.Lgs. 81/08. I trigger principali nel settore sono: esposizione a agenti chimici pericolosi (vapori di idrocarburi, additivi per l'odorizzazione del gas — tipicamente mercaptani, molto tossici a concentrazioni elevate); rumore superiore a 80 dB(A) per operatori in prossimità di macchinari nelle stazioni di compressione; vibrazioni per i conducenti di mezzi di servizio; lavori in quota con rischio di caduta. Il medico competente deve valutare anche: idoneità alla guida di veicoli di servizio, idoneità ai lavori in spazi confinati (assenza di claustrofobia, buone condizioni cardiopolmonari), idoneità ai lavori in quota (assenza di vertigini, buona visione stereoscopica per la percezione della profondità).

Il protocollo sanitario tipico comprende: visita preventiva con esame obiettivo completo, spirometria (per la valutazione della funzione respiratoria in relazione all'esposizione ai vapori), ECG (per gli operatori sopra i 40 anni o con fattori di rischio cardiovascolare, per l'idoneità ai lavori in quota e in spazi confinati), esami ematochimici specifici per gli agenti chimici presenti, audiometria per gli operatori esposti a rumore. La frequenza delle visite periodiche è stabilita dal medico competente nel protocollo sanitario, tipicamente annuale per gli operatori in campo e biennale per quelli con profili di rischio minori.

FAQ — Sicurezza reti distribuzione gas e metanodottiFAQ

Il gestore di una rete di distribuzione gas è soggetto alla Direttiva Seveso III?
Dipende dalla quantità di gas naturale o GPL presenti nell'impianto. Il D.Lgs. 26 giugno 2015 n. 105 (recepimento della Direttiva 2012/18/UE — Seveso III) si applica agli stabilimenti in cui sono presenti sostanze pericolose in quantità uguali o superiori alle soglie indicate nell'Allegato 1. Per il gas naturale (metano) la soglia di soglia inferiore è di 50 tonnellate e quella di soglia superiore è di 200 tonnellate. Per il GPL (gas di petrolio liquefatto) la soglia inferiore è di 50 tonnellate e quella superiore è di 200 tonnellate. Molti impianti di stoccaggio e riduzione della pressione del gas naturale (stazioni REMI — Riduzione e Misura) e i serbatoi di GPL di grandi dimensioni superano queste soglie e ricadono nel campo di applicazione del D.Lgs. 105/2015. In questo caso il gestore ha obblighi aggiuntivi rispetto al normale D.Lgs. 81/08: notifica obbligatoria all'autorità competente (Ministero dell'Ambiente), elaborazione del Rapporto di Sicurezza (per gli stabilimenti di soglia superiore), adozione di una Politica di Prevenzione degli Incidenti Rilevanti (PPIR) e di un Sistema di Gestione della Sicurezza (SGS-PIR), predisposizione del Piano di Emergenza Interno (PEI) e partecipazione all'elaborazione del Piano di Emergenza Esterno (PEE) da parte della Prefettura. Le ispezioni degli stabilimenti Seveso sono effettuate con cadenza programmata dal Comitato Tecnico Regionale (CTR) dei VVF.
Cosa deve contenere il permesso di lavoro (PTW) per interventi su reti gas in pressione?
Il Permesso di Lavoro (PTW — Permit to Work) per gli interventi su reti gas in pressione è un documento formale del sistema di gestione della sicurezza che autorizza l'esecuzione di un lavoro specifico in condizioni di rischio controllato. Deve essere emesso prima di qualsiasi attività su condotte gas in pressione, indipendentemente dall'entità dell'intervento. Il PTW per lavori su gas in pressione deve contenere: (1) identificazione del lavoro — descrizione dettagliata dell'intervento, localizzazione precisa sulla rete (strada, coordinata GPS, progressiva della condotta), condotta interessata (diametro, pressione, tipo di gas); (2) analisi dei rischi specifica — rischio da rilascio di gas (esplosione, incendio, asfissia), rischio da pressione residua, rischio da spazi confinati se applicabile, rischio da scavi aperti, rischio da traffico stradale; (3) misure di sicurezza obbligatorie prima dell'inizio lavori — sezionamento e depressurizzazione della tratta interessata, verifica con rilevatore di gas dell'assenza di atmosfera esplosiva, perimetrazione della zona di esclusione, eliminazione di tutte le fonti di innesco nell'area; (4) DPI richiesti — rilevatore gas portatile personale, abbigliamento antistatico, calzature conducibili, guanti isolanti se presente rischio elettrico; (5) firma di autorizzazione del responsabile dell'impianto; (6) elenco dei lavoratori autorizzati; (7) procedure di emergenza specifiche per l'intervento; (8) procedura di chiusura del PTW con verifica finale delle condizioni. Il PTW va conservato almeno fino alla conclusione dell'intervento e poi archiviato nel registro dei lavori dell'impianto.
Quali rilevatori di gas sono obbligatori per gli operatori delle reti di distribuzione?
Gli operatori che lavorano su reti di distribuzione gas (metano, gas naturale, GPL) devono essere dotati di rilevatori di gas portatili come DPI di categoria III ai sensi del Regolamento UE 2016/425, per la rilevazione di atmosfere potenzialmente esplosive o asfissianti. I rilevatori multigaz portatili standard per questo settore rilevano almeno: gas infiammabili (metano, GPL) in percentuale del LEL (Limite Inferiore di Esplosività) — allarme al 20% LEL (primo livello) e al 40% LEL (secondo livello); ossigeno (O2) — allarme sotto il 19,5% e sopra il 23,5%; monossido di carbonio (CO) — allarme a 20 ppm TWA e 50 ppm STEL; idrogeno solforato (H2S) — allarme a 5 ppm se presente nell'area operativa. Gli strumenti devono essere: certificati per utilizzo in zone ATEX (almeno Ex II 1G per le zone più pericolose), calibrati periodicamente secondo le istruzioni del fabbricante (tipicamente ogni 6 mesi con gas di taratura certificato), testati con gas di prova prima di ogni utilizzo in campo (bump test), dotati di allarmi sonori e visivi riconoscibili anche in condizioni di rumore. Gli impianti fissi (stazioni di riduzione, cabine di misura, impianti di stoccaggio) devono essere dotati di sistemi di rilevazione gas fissi con sensoristica certificata ATEX, collegata a centrale di allarme e a sistemi di blocco automatico delle valvole di intercettazione in caso di superamento delle soglie di allarme.
Come si gestisce in sicurezza l'accesso a cunicoli e camerette del gas?
I cunicoli e le camerette interrate che ospitano le tubazioni e le valvole delle reti di distribuzione gas sono classificati come spazi confinati ai sensi del D.P.R. 14 settembre 2011 n. 177, indipendentemente dalla loro dimensione. Possono presentare due tipi di pericolo primario: atmosfera esplosiva per accumulo di gas naturale fuoriuscito da micro-perdite sulle giunzioni o sulle condotte, e atmosfera povera di ossigeno per decomposizione di materia organica nel terreno o per spostamento dell'ossigeno da parte del gas. La procedura di accesso sicuro richiede: (1) emissione del PTW specifico per spazio confinato, firmato dal responsabile; (2) misurazione dell'atmosfera con rilevatore multigaz certificato ATEX prima di qualsiasi accesso — verifica di O2 (>19,5%), metano (<20% LEL), CO (<20 ppm); (3) se l'atmosfera è sicura, accesso con rilevatore gas personale indossato durante tutto il tempo di permanenza nello spazio; (4) presenza obbligatoria di un assistente esterno con attrezzatura di recupero (treppiede, paranco, imbracatura di salvataggio collegata al lavoratore all'interno) e autorespiratore di emergenza pronti all'uso; (5) comunicazione continua tra il lavoratore interno e l'assistente esterno. Se la misurazione rileva gas o carenza di ossigeno, l'accesso è vietato fino alla bonifica completa con ventilazione forzata e nuova verifica strumentale. L'assistente esterno non deve mai accedere allo spazio confinato per soccorrere un lavoratore in difficoltà senza indossare l'autorespiratore (SCBA) — questa regola, sistematicamente violata, è la principale causa di infortuni mortali a cascata negli spazi confinati.
La formazione degli operatori gas ha requisiti diversi rispetto ad altri settori industriali?
Sì. La formazione degli operatori delle reti di distribuzione gas (ATECO 35.22) è articolata su più livelli e presenta requisiti specifici che vanno ben oltre il percorso formativo standard del D.Lgs. 81/08. Sul piano della sicurezza sul lavoro, l'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 classifica il settore a rischio alto: 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica, con aggiornamento di 6 ore ogni 5 anni. La formazione specifica deve coprire: rischio esplosione e incendio da gas (fisica del gas, LEL, UEL, fonti di innesco), classificazione e gestione delle zone ATEX, uso dei rilevatori gas portatili e fissi, procedure di lavori in pressione su condotte gas, spazi confinati (DPR 177/2011 — corso specifico di almeno 8 ore con componente pratica, aggiornamento annuale), sistema di permessi di lavoro PTW, DPI specifici per il settore. Per le imprese e i lavoratori che effettuano lavori di costruzione e manutenzione di reti gas è richiesta la qualificazione ai sensi della UNI 11137 (saldatura di polietilene per condotte gas) e UNI EN 12732 (saldatura di condotte in acciaio per gas). Per gli impianti Seveso la formazione deve includere le procedure del Piano di Emergenza Interno (PEI) e viene aggiornata almeno ogni tre anni e ogni volta che si modificano le sostanze pericolose o i processi. I conducenti che trasportano gas in bombole o serbatoi criogenici classificati come merci pericolose ADR (classe 2) devono possedere il certificato ADR per la classe 2.
Come si valuta il rischio da lavori in quota nella manutenzione di impianti gas e metanodotti?
La manutenzione di impianti gas può comportare lavori in quota nelle stazioni di compressione (accesso ai compressori sopraelevati, manutenzione dei camini), negli impianti di riduzione della pressione con torre di misura (REMI), nella manutenzione dei tralicci di supporto dei metanodotti aerei, negli impianti di stoccaggio (accesso ai serbatoi e ai sistemi di trattamento in elevazione). I lavori in quota (oltre i 2 metri di altezza) sono disciplinati dagli artt. 105-130 D.Lgs. 81/08 (Titolo IV, Capo II — norme per la prevenzione delle cadute dall'alto) e richiedono: valutazione del rischio specifica per ogni tipologia di lavoro in quota, misure collettive di protezione prioritarie rispetto ai DPI (parapetti fissi, ponteggi omologati, piattaforme di lavoro elevabili), DPI anticaduta (imbracatura a norma UNI EN 361, cordino con assorbitore di energia UNI EN 355, sistema di ancoraggio certificato UNI EN 795) solo quando le protezioni collettive non sono applicabili, formazione specifica sull'uso dei DPI anticaduta con prova pratica, piano di emergenza per i casi di sospensione inerte (lavoratore appeso all'imbracatura immobile). Negli impianti gas, i lavori in quota si intersecano con il rischio da gas: un lavoratore in quota in prossimità di una perdita di gas in pressione è esposto contemporaneamente al rischio di caduta e al rischio di esplosione. Le misure di sicurezza devono gestire entrambi i rischi simultaneamente, con priorità all'allontanamento dal rischio di esplosione (il lavoro in quota va sospeso se vengono rilevate concentrazioni di gas nell'aria).

13. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (Titoli IV, VIII, IX, XI)
  • D.Lgs. 26 giugno 2015 n. 105 — Attuazione Direttiva 2012/18/UE (Seveso III): rischi di incidenti rilevanti
  • D.P.R. 14 settembre 2011 n. 177 — Lavori in ambienti sospetti di inquinamento o confinati
  • Direttiva ATEX 2014/34/UE e Direttiva 1999/92/CE — Atmosfere esplosive: attrezzature e protezione lavoratori
  • D.Lgs. 81/08 Titolo XI (artt. 287-297) — Protezione da atmosfere esplosive
  • UNI EN 60079-10-1 — Classificazione dei luoghi con pericolo di esplosione per gas e vapori infiammabili
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti (D.Lgs. 81/08)
  • Regolamento UE 2016/425 — Dispositivi di protezione individuale (DPI)
  • UNI 11137 — Saldatura di polietilene per condotte gas: qualificazione degli operatori
  • UNI EN 12732 — Saldatura di condotte in acciaio per il trasporto di gas combustibili
  • UNI EN 361 — DPI contro le cadute dall'alto: imbracature per il corpo
  • UNI EN 795 — Protezione contro le cadute dall'alto: dispositivi di ancoraggio
  • D.Lgs. 35/2010 e s.m.i. — Accordo ADR per il trasporto su strada di merci pericolose (classe 2: gas)

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla tipologia di impianto, dalle sostanze presenti e dalla normativa vigente. DVR, DPCE, classificazione ATEX, sistema PTW e Rapporto di Sicurezza Seveso devono essere elaborati da professionisti abilitati con specifica competenza nel settore gas.

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