In un impianto di biogas i rischi gravi sono tre: l’esplosione del biogas, ricco di metano (Titolo XI D.Lgs. 81/2008, documento ATEX), l’intossicazione da idrogeno solforato e l’asfissia negli ambienti confinati (digestori, vasche, pozzetti, DPR 177/2011). A questi si aggiungono il rischio biologico da biomasse e digestato, il rumore e le parti calde dei cogeneratori, le macchine di carico e il rischio elettrico.
Atmosfere esplosive
La valutazione ATEX classifica le zone attorno a digestori, coperture gasometriche, valvole di sovrapressione, linee e trattamenti del gas, torcia e locale di upgrading. In quelle zone servono apparecchiature adatte alla categoria richiesta, controllo delle fonti di innesco (lavori a caldo solo con permesso di lavoro e bonifica), messa a terra, segnaletica e rilevazione gas. Il documento dell’art. 294 descrive zone, misure e coordinamento con le imprese di manutenzione.
Idrogeno solforato e ambienti confinati
L’idrogeno solforato si libera da biomasse, liquami e digestato, soprattutto durante agitazione, svuotamento e pulizia. Vasche di carico, prevasche, pozzetti e l’interno del digestore sono ambienti in cui non si entra senza procedura: misura dell’atmosfera, ventilazione, autorespiratori o sistemi di adduzione dove necessario, sorvegliante esterno e piano di recupero provato. Chi esegue questi lavori deve avere i requisiti del DPR 177/2011.
Rischio biologico e biomasse
Effluenti zootecnici, sottoprodotti e fanghi contengono microrganismi; il digestato ne riduce ma non ne elimina la presenza. La valutazione dell’art. 271 indica igiene, DPI e procedure di pulizia. Le biomasse insilate producono anche anidride carbonica: le trincee e i locali chiusi di stoccaggio vanno valutati.
Cogeneratori, impianto elettrico e macchine
Il locale del motore di cogenerazione espone a rumore elevato, superfici calde e gas di scarico; serve un sistema di rilevazione gas con intercettazione automatica dell’alimentazione. Pale caricatrici e trituratori per le biomasse richiedono abilitazione e procedure di blocco per la manutenzione. Le cabine elettriche di connessione sono gestite da personale qualificato.
Prevenzione incendi ed emergenze
Produzione e impiego di gas infiammabile e motori di cogenerazione rendono di norma l’impianto soggetto ai controlli dei Vigili del fuoco (DPR 151/2011). Il piano di emergenza considera fughe di gas, incendio e soccorso di un lavoratore in ambiente confinato; gli addetti antincendio seguono il livello indicato dal D.M. 2 settembre 2021.
Formazione e sorveglianza sanitaria
Gli impianti di produzione di energia sono a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025, salvo che l’impianto sia un’attività connessa a un’azienda agricola con codice ATECO diverso: in quel caso la classe va verificata, ma i contenuti devono comunque coprire ATEX, gas e ambienti confinati. La sorveglianza sanitaria riguarda rumore, rischio biologico e uso di autorespiratori.
Errori frequenti
- Ingresso nella prevasca «per liberare la pompa» senza misura dei gas.
- Documento ATEX non aggiornato dopo l’aggiunta dell’upgrading a biometano.
- Lavori a caldo eseguiti da manutentori esterni senza permesso di lavoro.
- Rilevatori di gas presenti ma non tarati.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Un impianto di biogas deve avere il documento ATEX?
L’idrogeno solforato è pericoloso anche se non si sente l’odore?
Chi esegue la manutenzione dentro il digestore deve rispettare il DPR 177/2011?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 290 — Prevenzione e protezione contro le esplosioni
- D.Lgs. 81/2008, art. 294 — Documento sulla protezione contro le esplosioni
- D.Lgs. 81/2008, art. 66 — Lavori in ambienti sospetti di inquinamento
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Ambienti confinati
- D.Lgs. 81/2008, art. 271 — Valutazione del rischio biologico
- D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 — Attività soggette ai controlli di prevenzione incendi
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