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Sicurezza nei depuratori e nelle fognature

Gestori di depuratori civili e industriali e imprese che manutengono reti fognarie e sollevamenti: rischi principali e misure che salvano la vita.

Risposta rapida

Nei depuratori e nelle fognature il rischio più grave è l’idrogeno solforato e la carenza di ossigeno in pozzetti, sollevamenti, vasche e canali: sono ambienti confinati in cui gli incidenti coinvolgono spesso anche i soccorritori. Seguono il rischio biologico, l’annegamento nelle vasche, i reagenti di trattamento, il biogas della digestione dei fanghi, macchine e lavoro in reperibilità.

Ambienti confinati e gas

  • Elenco degli ambienti confinati dell’impianto e della rete, con cartelli di divieto di accesso.
  • Permesso di lavoro, rilevatore multigas personale tarato, ventilazione forzata, operatore di sorveglianza all’esterno, treppiede e verricello.
  • Addestramento al recupero e divieto di soccorso senza autorespiratore.
  • Imprese esterne di spurgo e manutenzione con i requisiti del DPR 177/2011.

Vasche e annegamento

Parapetti e grigliati integri, salvagenti e aste di recupero vicino alle vasche, divieto di sporgersi senza protezione e lavoro in coppia per gli interventi a bordo vasca. Le passerelle vanno mantenute libere da fanghi e ghiaccio.

Rischio biologico

Contatto con liquami, aerosol prodotti da aerazione e grigliatura, fanghi: guanti, protezione di occhi e viso, tute, igiene delle mani, spogliatoi con separazione degli abiti, vaccinazioni offerte su indicazione del medico competente. Le ferite vanno sempre medicate e segnalate.

Reagenti, fanghi e biogas

Ipoclorito, acido peracetico, cloruro ferrico, polielettroliti e calce sono agenti chimici da gestire con stoccaggi separati, bacini di contenimento, DPI e lavaocchi. La digestione anaerobica dei fanghi produce biogas: digestori, gasometri e torce richiedono la valutazione delle atmosfere esplosive.

Macchine, reperibilità e lavoro isolato

Griglie, nastropresse, centrifughe e pompe vanno manutenute a macchina ferma e bloccata, considerando l’avviamento automatico da telecontrollo. Gli interventi in reperibilità notturna e nei sollevamenti isolati non devono prevedere accessi in ambienti confinati da soli.

Errori frequenti

  • Discesa in un pozzetto «per un attimo» senza rilevatore.
  • Rilevatori non tarati o lasciati sul mezzo.
  • Parapetti delle vasche rimossi per manutenzione e non ripristinati.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Perché le fognature e i sollevamenti sono così pericolosi?
Nei liquami e nei fanghi la decomposizione anaerobica produce idrogeno solforato, metano e anidride carbonica e consuma ossigeno. Pozzetti, stazioni di sollevamento, canali coperti e vasche possono contenere atmosfere letali o esplosive. Per questo sono ambienti confinati o sospetti di inquinamento: accesso solo con procedura, misurazione continua dei gas, ventilazione, sorveglianza dall’esterno e sistema di recupero.
Gli operatori dei depuratori devono essere vaccinati?
Il rischio biologico da liquami è riconosciuto (epatite A, leptospirosi, tetano, agenti enterici). Il datore di lavoro, su parere del medico competente, mette a disposizione i vaccini efficaci per chi non è già immune (art. 279 D.Lgs. 81/2008). Igiene personale, spogliatoi separati, guanti e protezione del viso contro schizzi completano le misure.

Fonti normative

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