Nel servizio idrico i rischi più gravi sono concentrati in poche operazioni: l’accesso a serbatoi, vasche e pozzetti (ambienti confinati, DPR 177/2011), la gestione dei reagenti di disinfezione come ipoclorito e biossido di cloro, gli scavi per la riparazione delle condotte e il lavoro su strada aperta al traffico. Il DVR deve trattare ciascuna di queste attività con procedure scritte, formazione mirata e attrezzature di emergenza.
Ambienti confinati: la priorità del settore
Serbatoi di accumulo, vasche di potabilizzazione, camerette di manovra e pozzetti di rete sono i luoghi in cui avvengono gli infortuni più gravi: carenza di ossigeno, accumulo di gas (anidride carbonica, idrogeno solforato nelle reti in contatto con scarichi), annegamento. Gli artt. 66 e 121 del D.Lgs. 81/2008 vietano l’accesso senza aver verificato l’assenza di pericolo o senza adeguate misure; il DPR 177/2011 aggiunge i requisiti per le imprese, sia il gestore sia gli appaltatori.
- Procedura di lavoro scritta per ogni tipologia di accesso, con permesso di lavoro.
- Misurazione dell’atmosfera prima e durante l’intervento con rilevatore multigas tarato.
- Ventilazione forzata, operatore di sorveglianza all’esterno, sistemi di recupero (treppiede e verricello).
- Formazione e addestramento specifici, comprese le esercitazioni di recupero.
Reagenti di disinfezione e trattamento
Ipoclorito di sodio, biossido di cloro (prodotto in situ da clorito e acido), acidi e basi per la correzione del pH e, negli impianti più vecchi, cloro gassoso sono agenti chimici pericolosi (Titolo IX). Le situazioni critiche sono lo scarico delle autobotti nei serbatoi di stoccaggio, il travaso, la miscelazione accidentale di prodotti incompatibili (ipoclorito con acidi libera cloro) e le perdite nei locali chiusi. Servono bacini di contenimento, segregazione dei prodotti incompatibili, docce e lavaocchi, rilevatori nei locali con cloro gas e una procedura di emergenza provata.
Scavi e cantieri sulla rete
La riparazione di una perdita è un cantiere temporaneo: si applica il Titolo IV del D.Lgs. 81/2008, con armature degli scavi profondi più di 1,50 metri quando il terreno non garantisce stabilità (art. 119), distanza dei materiali dal ciglio, accertamento preventivo dei sottoservizi (gas, elettricità). Se più imprese operano insieme valgono gli obblighi su coordinamento, PSC e POS. Sulla strada aperta al traffico la segnaletica va posata secondo il Decreto interministeriale 22 gennaio 2019 e i lavoratori addetti devono aver seguito il relativo corso.
Impianti, elettricità e macchine
Centrali di sollevamento e potabilizzatori contengono pompe, quadri elettrici di potenza e talvolta cabine di media tensione. Gli interventi elettrici richiedono personale qualificato (PES/PAV secondo la norma CEI 11-27) e procedure di sezionamento e blocco. La manutenzione delle pompe va fatta a macchina ferma e bloccata, con attenzione al rischio di avviamento automatico da telecontrollo.
Reperibilità, lavoro isolato e guida
Molti interventi avvengono di notte o in zone isolate, spesso con un solo operatore. Il DVR deve stabilire quali attività non si fanno mai da soli (accessi in ambienti confinati, scavi), come si garantisce il contatto con l’operatore (dispositivi uomo a terra, chiamate programmate) e come si gestisce la guida dei mezzi aziendali. Il lavoro notturno abituale comporta la valutazione dell’idoneità prevista dal D.Lgs. 66/2003.
Formazione e sorveglianza sanitaria
Oltre alla formazione generale e specifica dell’Accordo Stato-Regioni 2025 (la classe di rischio va letta sul codice ATECO dell’unità produttiva; per le attività del ciclo idrico è di regola elevata), servono corsi dedicati: ambienti confinati, segnaletica stradale, conduzione di escavatori e gru su autocarro, lavori elettrici, uso dei DPI di terza categoria come autorespiratori e imbracature. La sorveglianza sanitaria riguarda di norma l’esposizione chimica, la movimentazione dei carichi, il rumore delle centrali e il lavoro notturno, secondo il protocollo del medico competente.
Errori frequenti
- Accesso «veloce» a un pozzetto senza misurazione dei gas perché «è solo acqua potabile».
- Recupero di un collega svenuto senza autorespiratore: è la dinamica tipica degli incidenti multipli.
- Appalti di pulizia serbatoi affidati senza verificare i requisiti del DPR 177/2011.
- Ipoclorito e acidi stoccati nello stesso locale senza separazione.
- Segnaletica di cantiere posata da personale non formato.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Un pozzetto o un serbatoio di accumulo è un ambiente confinato?
Se affido la manutenzione delle reti a un’impresa esterna, cosa devo fare?
Gli scavi per la riparazione di una condotta richiedono armature?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 66 — Lavori in ambienti sospetti di inquinamento
- D.Lgs. 81/2008, art. 119 — Pozzi, scavi e cunicoli
- D.Lgs. 81/2008, art. 26 — Obblighi connessi ai contratti d’appalto (DUVRI)
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Qualificazione imprese per ambienti confinati
- D.Lgs. 81/2008, art. 161 — Segnaletica per cantieri stradali (attuato dal D.I. 22 gennaio 2019)
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione
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