Per chi installa fotovoltaico il primo rischio è la caduta dall’alto, dal bordo o attraverso lucernari e lastre fragili delle coperture; il secondo è la tensione continua dei moduli, che non si annulla sezionando l’impianto. Nell’eolico si aggiungono la salita nelle torri, il lavoro in spazi ristretti nella navicella, l’accesso con funi e la necessità di un piano di soccorso in quota. Si applicano il Titolo IV D.Lgs. 81/2008, le regole per i lavori elettrici e la patente a crediti nei cantieri.
Coperture: bordi, lucernari e lastre fragili
Il lavoro sulle coperture richiede protezioni collettive al bordo (ponteggio o parapetti provvisori) e, dove non bastano, sistemi di ancoraggio e DPI anticaduta usati da personale addestrato. Lucernari e lastre in fibrocemento o policarbonato non sono calpestabili: vanno protetti con reti o coperture o percorsi con passerelle. Prima di forare o rimuovere lastre di vecchie coperture va verificata la presenza di amianto; in caso positivo intervengono solo imprese abilitate con piano di lavoro (art. 256).
Tensione continua e arco elettrico
I moduli illuminati producono tensione ai morsetti e le stringhe in serie raggiungono tensioni elevate in corrente continua, dove l’arco si estingue con difficoltà. Collegamenti e verifiche vanno eseguiti da persone qualificate PES o PAV secondo la CEI 11-27, con procedure per i lavori in assenza di carico, connettori compatibili, attrezzi isolati e DPI adeguati. Gli accumuli con batterie aggiungono rischi elettrici e di incendio da considerare in fase di installazione e manutenzione.
Movimentazione, caldo e meteo
Il sollevamento dei moduli in copertura si fa con sollevatori o gru, non a mano lungo le scale. D’estate il lavoro sui tetti espone a stress termico: orari adattati, pause, acqua. Il vento forte rende instabili i moduli in movimentazione e va fissata una soglia di sospensione dei lavori.
Eolico: torri, navicella e funi
- Salita: scale con dispositivo anticaduta su guida o fune, ascensori di servizio con manutenzione documentata.
- Navicella e mozzo: spazi ristretti, parti rotanti da bloccare meccanicamente prima di intervenire, rumore, olio idraulico.
- Pale: ispezioni e riparazioni con accesso su funi (art. 116 D.Lgs. 81/2008) o piattaforme.
- Soccorso: piano di evacuazione e recupero dalla navicella con dispositivi di discesa, squadre addestrate e tempi compatibili con la sospensione inerte nell’imbracatura.
- Meteo: fulmini, ghiaccio sulle pale, vento oltre i limiti indicati dal costruttore.
Formazione e documenti
L’installazione di impianti è a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (4 ore generali più 12 di specifica). Servono inoltre la formazione per i lavori elettrici, l’addestramento all’uso dei DPI anticaduta, il corso funi quando previsto e le abilitazioni per piattaforme elevabili e gru. Nei cantieri: POS, patente a crediti, coordinamento con il CSE. La sorveglianza sanitaria tiene conto del lavoro in quota e dei rischi valutati.
Errori frequenti
- Installazione su coperture senza protezione dei lucernari.
- Convinzione che aprire il sezionatore renda i moduli sicuri da toccare.
- Lavori nella navicella senza piano di soccorso provato.
- Vecchie lastre forate senza verifica dell’amianto.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Montare pannelli su un tetto è un cantiere con PSC e POS?
Un impianto fotovoltaico si può mettere fuori tensione?
Per la manutenzione delle pale eoliche serve il corso funi?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 111 — Obblighi del datore di lavoro nell’uso di attrezzature per lavori in quota
- D.Lgs. 81/2008, art. 116 — Accesso e posizionamento mediante funi
- D.Lgs. 81/2008, art. 82 — Lavori sotto tensione
- D.Lgs. 81/2008, art. 96 — Obblighi delle imprese esecutrici (POS)
- D.Lgs. 81/2008, art. 256 — Lavori su materiali contenenti amianto
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione e abilitazioni
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