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Sicurezza nell’industria farmaceutica: rischi e obblighi

Produzione di principi attivi e di forme farmaceutiche: come si valuta e si controlla l’esposizione a sostanze molto attive, e gli altri rischi di reparti, laboratori e magazzini.

Risposta rapida

Nell’industria farmaceutica il rischio caratteristico è l’esposizione a principi attivi che producono effetti a dosi molto basse, compresi quelli classificati cancerogeni, mutageni o tossici per la riproduzione, oggi tutti nel Capo II del Titolo IX D.Lgs. 81/2008 (D.Lgs. 135/2024). La protezione si basa sul contenimento (sistemi chiusi, isolatori) più che sui DPI. Completano il quadro solventi e atmosfere esplosive nella sintesi chimica, polveri combustibili, rischio biologico nelle produzioni biotecnologiche, laboratori di controllo qualità e magazzini automatizzati.

Principi attivi e contenimento

Per le sostanze molto attive spesso non esistono valori limite di legge: l’azienda definisce livelli di esposizione interni sulla base dei dati tossicologici e sceglie il contenimento di conseguenza. Pesatura, carico dei reattori, granulazione, compressione e confezionamento primario sono le fasi a maggior rischio di dispersione di polveri. Misure: isolatori e sistemi di trasferimento chiusi, cappe e postazioni di pesata ventilate, pulizia a umido o con aspiratori dotati di filtri assoluti, procedure di vestizione e svestizione, monitoraggio dell’efficacia del contenimento.

Sostanze CMR e tossiche per la riproduzione

Se in reparto si manipolano sostanze classificate cancerogene, mutagene o tossiche per la riproduzione (categorie 1A e 1B), si applicano gli obblighi del Capo II: valutazione specifica (art. 236), sostituzione dove tecnicamente possibile, sistema chiuso, minimo numero di esposti, registro di esposizione (art. 243) e sorveglianza sanitaria. La tutela della maternità (D.Lgs. 151/2001) richiede di individuare in anticipo le mansioni incompatibili.

Solventi, polveri combustibili e reazioni

  • Atmosfere esplosive: vapori di solventi nella sintesi e nelle granulazioni a umido, polveri fini nei mulini e negli essiccatori; valutazione ATEX e documento dell’art. 294.
  • Reazioni chimiche: studio delle condizioni di processo, sistemi di sicurezza dei reattori, controllo delle modifiche.
  • Stoccaggi: depositi di solventi e sostanze tossiche possono far rientrare lo stabilimento nella normativa Seveso (D.Lgs. 105/2015).

Biotecnologie e laboratori

Le produzioni con microrganismi o colture cellulari rientrano nel Titolo X (agenti biologici) con le misure di contenimento dell’Allegato XLVIII per i processi industriali. I laboratori di controllo qualità usano reagenti, solventi, gas compressi e talvolta sorgenti radiogene: ciascuno va valutato.

Macchine, magazzini e ambienti controllati

Linee di confezionamento e blisteratrici richiedono protezioni e procedure di blocco per i cambi formato. Magazzini automatici e carrelli elevatori impongono regole di accesso e abilitazioni. Le aree classificate (camere bianche) comportano vestizioni pesanti e microclima controllato, da considerare per carichi di lavoro e pause.

Formazione e sorveglianza sanitaria

La fabbricazione di prodotti farmaceutici è a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (4 ore generali più 12 di specifica). La formazione specifica deve coprire contenimento, vestizione e DPI respiratori, procedure di emergenza per sversamenti di polveri attive. La sorveglianza sanitaria è definita dal medico competente sulla base delle sostanze e dei rischi valutati.

Errori frequenti

  • Contenimento progettato per proteggere il prodotto e non verificato per l’operatore.
  • Principi attivi tossici per la riproduzione non ancora gestiti come agenti del Capo II.
  • Pulizie e manutenzioni degli isolatori senza procedure di decontaminazione.
  • Mansioni incompatibili con la gravidanza non individuate in anticipo.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Le sostanze tossiche per la riproduzione seguono le regole dei cancerogeni?
Sì. Il D.Lgs. 135/2024, che ha recepito la Direttiva (UE) 2022/431, ha esteso il Capo II del Titolo IX D.Lgs. 81/2008 alle sostanze tossiche per la riproduzione. Per i principi attivi e gli intermedi classificati in questo modo valgono sostituzione dove possibile, sistemi chiusi, riduzione al minimo degli esposti, registro di esposizione e sorveglianza sanitaria.
Le norme GMP bastano a proteggere i lavoratori?
No. Le norme di buona fabbricazione proteggono il prodotto dalla contaminazione; la sicurezza del lavoratore richiede di proteggere la persona dal prodotto. Le due esigenze possono coincidere (sistemi chiusi, isolatori) o entrare in conflitto (flussi d’aria, pressioni dei locali, procedure di vestizione): il DVR deve valutarle insieme.
Le lavoratrici in gravidanza possono lavorare nei reparti di produzione?
Dipende dalle sostanze presenti. Il D.Lgs. 151/2001 richiede di valutare i rischi per gravidanza e allattamento e vieta l’esposizione ad agenti pericolosi per la gravidanza indicati nei suoi allegati. In presenza di principi attivi tossici per la riproduzione la lavoratrice va spostata a mansioni senza esposizione per tutto il periodo di tutela.

Fonti normative

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