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Sicurezza nei calzaturifici e nelle pelletterie

Produzione di calzature, borse e articoli in pelle, dal taglio al finissaggio: i rischi chimici e meccanici del settore e le misure da documentare nel DVR.

Risposta rapida

Nel calzaturiero e nella pelletteria il rischio storico è quello chimico da adesivi e solventi (n-esano, toluene, chetoni, isocianati negli adesivi poliuretanici). Gli infortuni più gravi avvengono invece alle trance e fustellatrici e alle macchine di montaggio. Per la salute pesano anche i movimenti ripetitivi di cucitura, incollaggio e finissaggio. Il carico d’incendio di pelli, cartoni e solventi richiede attenzione alla prevenzione incendi.

Adesivi, solventi e finissaggio

La valutazione chimica parte dall’inventario di adesivi, primer, solventi di pulizia, tinture e prodotti di finissaggio con le schede di sicurezza. La prima misura è la sostituzione: adesivi a base acqua o privi di n-esano. Poi aspirazione localizzata sui banchi di incollaggio e sui forni di riattivazione, contenitori chiusi, quantità limitate al posto di lavoro, guanti adatti. Per gli adesivi con diisocianati è obbligatoria la formazione prevista dal Regolamento (UE) 2020/1149.

Macchine di taglio, cucitura e montaggio

  • Trance e fustellatrici: comandi a due mani o barriere immateriali, verifica periodica dei dispositivi, fustelle movimentate in sicurezza.
  • Macchine per cucire: protezioni dell’ago e della cinghia, illuminazione adeguata, sedute regolabili.
  • Scarnitrici, spaccatrici, macchine di montaggio e premonta: ripari sugli organi in movimento, arresto di emergenza, niente interventi a macchina accesa.
  • Macchine usate: frequenti nel settore; devono essere conformi all’Allegato V o marcate CE, e adeguate se non lo sono.

Movimenti ripetitivi e postura

Orlatura, incollaggio, rifinitura e controllo qualità sono lavori ripetitivi delle mani e dei polsi, spesso a ritmo vincolato. La valutazione del sovraccarico biomeccanico dell’arto superiore porta a misure organizzative (pause, rotazione tra postazioni diverse, ritmi sostenibili) e a postazioni regolabili.

Polveri, rumore e incendio

Smerigliatura e cardatura del cuoio producono polveri da aspirare alla fonte; alcune macchine superano i valori di azione per il rumore. Pelli, cartoni e solventi creano un carico d’incendio rilevante: separazione dei depositi di prodotti infiammabili, ordine nei reparti, impianto elettrico mantenuto, addetti antincendio formati secondo il D.M. 2 settembre 2021.

Lavoro conto terzi e appalti

La filiera usa molto laboratori esterni e lavoro conto terzi. Il committente che affida lavorazioni all’interno della propria azienda deve applicare l’art. 26 (verifica dell’idoneità, informazioni sui rischi, DUVRI); il laboratorio terzista, come datore di lavoro, deve avere il proprio DVR e la propria formazione.

Formazione e sorveglianza sanitaria

La fabbricazione di articoli in pelle è a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (4 ore generali più 12 di specifica). La sorveglianza sanitaria è di regola necessaria per l’esposizione a solventi e sensibilizzanti e per il sovraccarico biomeccanico.

Errori frequenti

  • Adesivi con n-esano ancora in uso senza una valutazione della sostituzione.
  • Banchi di incollaggio con cappe presenti ma spente o insufficienti.
  • Comandi a due mani delle trance manomessi o bloccati.
  • Laboratori conto terzi senza DVR né formazione.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Perché gli adesivi sono il primo rischio da valutare in un calzaturificio?
Molti adesivi e solventi per l’incollaggio di tomaie e suole contengono solventi organici; l’n-esano, in particolare, è neurotossico e in passato ha causato polineuropatie tra i lavoratori del settore. La valutazione del rischio chimico (art. 223 D.Lgs. 81/2008) deve considerare prodotti, quantità e postazioni, e privilegiare la sostituzione con adesivi a base acqua o a minore tossicità, insieme all’aspirazione localizzata dei banchi di incollaggio.
Le trance e le fustellatrici richiedono protezioni particolari?
Sono presse di taglio che possono schiacciare o amputare le dita. Devono avere dispositivi di protezione adatti al tipo di macchina, come comandi a due mani o barriere immateriali, mantenuti funzionanti e verificati (artt. 70 e 71 D.Lgs. 81/2008). L’operatore va formato e addestrato sull’uso corretto e sul divieto di escludere i dispositivi.
Chi usa adesivi poliuretanici bicomponenti deve fare un corso?
Se il prodotto contiene diisocianati in concentrazione pari o superiore allo 0,1%, sì: dal 24 agosto 2023 il Regolamento (UE) 2020/1149 (Allegato XVII REACH) consente l’uso professionale e industriale solo dopo una formazione specifica, da ripetere almeno ogni cinque anni.

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