Nei cantieri navali i rischi più gravi nascono dagli spazi confinati di bordo (cisterne, doppi fondi, locali macchine) e dai lavori a caldo in presenza di residui infiammabili. A questi si sommano saldatura e taglio, verniciatura e sabbiatura, lavori in quota sullo scafo, sollevamenti e, nel refitting di navi datate, l’amianto. Con molte imprese contemporanee a bordo il coordinamento degli appalti è decisivo. Per le riparazioni in ambito portuale si applica anche il D.Lgs. 272/1999.
Spazi confinati e atmosfere pericolose
Cisterne, doppi fondi, gavoni e casse possono contenere atmosfere povere di ossigeno, vapori di idrocarburi, gas di saldatura o solventi delle vernici. L’accesso richiede misurazione dell’atmosfera, ventilazione, permesso di lavoro, sorvegliante esterno e piano di recupero provato. Le imprese che eseguono questi lavori devono rispettare il DPR 177/2011, compresa la percentuale di personale con esperienza triennale.
Lavori a caldo e incendio
Saldatura, taglio e molatura vicino a coibentazioni, vernici fresche o casse non bonificate sono la causa tipica di incendi ed esplosioni a bordo. Prima di iniziare servono la verifica che l’ambiente sia libero da gas (gas free), la rimozione o protezione dei materiali combustibili anche nei locali adiacenti oltre le paratie, un addetto con estintore durante il lavoro e un controllo dopo la fine, perché il calore si propaga attraverso le lamiere.
Saldatura, verniciatura e sabbiatura
- Fumi di saldatura: aspirazione localizzata e, negli ambienti chiusi, protezione delle vie respiratorie; la valutazione considera i metalli presenti (acciai inox, zincati).
- Vernici: solventi e, nei prodotti bicomponenti, isocianati e resine epossidiche sensibilizzanti; in spazi chiusi servono ventilazione forzata e respiratori adeguati.
- Sabbiatura: rumore elevato, polveri e, con abrasivi che contengono silice cristallina, esposizione a un agente cancerogeno (Allegato XLII D.Lgs. 81/2008); la scelta di abrasivi senza silice libera è la prima misura.
Quota, sollevamenti ed elettricità
Lo scafo in bacino o sullo scalo comporta lavori in quota su ponteggi e piattaforme, con le regole del Titolo IV, Capo II. Gru, carriponte e sollevamenti a bordo richiedono piani di sollevamento, imbracatori formati e attrezzature verificate. All’interno delle strutture metalliche le lampade portatili e gli utensili elettrici devono essere adatti ai luoghi conduttori ristretti (bassissima tensione di sicurezza o separazione elettrica).
Appalti e coordinamento
Il cantiere navale lavora con molte imprese specialistiche (carpenteria, allestimento, impianti, verniciatura). L’art. 26 D.Lgs. 81/2008 richiede verifica dell’idoneità delle imprese, informazione sui rischi e DUVRI; in pratica servono riunioni di coordinamento frequenti, un sistema di permessi di lavoro unico per tutto il cantiere e regole chiare su lavori a caldo e accessi agli spazi confinati.
Formazione e sorveglianza sanitaria
La cantieristica rientra nella manifattura, a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 2025 (4 ore generali più 12 di specifica). Servono inoltre l’addestramento per spazi confinati, le abilitazioni per gru e piattaforme, la formazione per i DPI di terza categoria. La sorveglianza sanitaria riguarda di norma rumore, vibrazioni, agenti chimici e cancerogeni, movimentazione dei carichi; per l’amianto, gli esposti vanno seguiti anche dopo la cessazione dell’esposizione secondo le indicazioni del medico competente.
Errori frequenti
- Lavori a caldo avviati senza controllare i locali oltre la paratia.
- Ingresso in un doppio fondo «solo per un’ispezione» senza misurazione dell’atmosfera.
- Subappaltatori che arrivano a bordo senza aver ricevuto il DUVRI né le regole del cantiere.
- Refitting iniziato senza verifica della presenza di amianto.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Prima di saldare in una cisterna o in un doppio fondo cosa serve?
Le imprese in subappalto nel cantiere navale chi le coordina?
Su una nave in refitting può esserci amianto?
Fonti normative
- D.Lgs. 27 luglio 1999, n. 272 — Sicurezza nelle operazioni portuali e nella riparazione e trasformazione delle navi
- D.Lgs. 81/2008, art. 66 — Lavori in ambienti sospetti di inquinamento
- D.P.R. 14 settembre 2011, n. 177 — Ambienti confinati
- D.Lgs. 81/2008, art. 26 — Obblighi connessi ai contratti d’appalto
- D.Lgs. 81/2008, art. 256 — Lavori di demolizione o rimozione dell’amianto
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione
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