Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza
Quiz · Sicurezza sul lavoro · Intermedio

Quiz Amianto e Fibrocemento

Verifica le tue conoscenze sulla gestione dell'amianto nei luoghi di lavoro: normativa, censimento, bonifica, DPI e sorveglianza sanitaria. 15 domande · ~12 min · Soglia 70%.

Risposta rapida

Questo quiz ti propone 15 domande a scelta multipla con spiegazione e riferimento normativo per ogni risposta. La soglia di superamento è 70%. Al termine puoi condividere il punteggio su LinkedIn o richiedere un attestato PDF di partecipazione. Il quiz non sostituiscela formazione obbligatoria prevista dall'art. 37 D.Lgs. 81/08 né, per l'HACCP, gli obblighi formativi regionali in attuazione del Reg. CE 852/2004.

Domanda 1 di 150/15 risposte

Quale è il principale riferimento normativo per la protezione dei lavoratori dall'amianto in Italia?

Opzioni di risposta

Disclaimer formativo

Il quiz e l'eventuale attestato di partecipazione PDF hanno finalità esclusivamente divulgativa e di auto-valutazione. Non costituiscono formazione abilitante ai sensi dell'art. 37 D.Lgs. 81/08, dell'Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 o della normativa HACCP regionale di attuazione del Reg. CE 852/2004. Per gli obblighi formativi rivolgersi a un soggetto formatore abilitato.

Domande e risposte commentate

Tutte le 15 domande del quiz con la risposta corretta e la spiegazione. Se vuoi metterti alla prova, svolgi prima il quiz: le soluzioni sono chiuse e si aprono con un clic.

  1. 1. Quale è il principale riferimento normativo per la protezione dei lavoratori dall'amianto in Italia?
    • D.Lgs. 81/2008, Titolo IX, Capo III
    • Risposta corretta: L. 257/1992 che ha vietato l'amianto e il D.Lgs. 81/2008 Titolo IX Capo III per la tutela dei lavoratori
    • Solo il D.P.C.M. 08/07/2003 sulla bonifica degli edifici
    • Il Regolamento CLP (CE 1272/2008) esclusivamente

    La L. 257/1992 ha vietato l'estrazione, l'importazione, l'esportazione e la commercializzazione dell'amianto in Italia. Il D.Lgs. 81/2008 al Titolo IX Capo III (artt. 246-261) disciplina la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione all'amianto durante le attività lavorative, in attuazione della Direttiva 2009/148/CE.

  2. 2. Secondo il Regolamento CLP (CE 1272/2008), in quale categoria di pericolo cancerogeno è classificato l'amianto?
    • Cancerogeno categoria 2 (sospetto)
    • Cancerogeno categoria 1B (presunto)
    • Risposta corretta: Cancerogeno categoria 1A (accertato nell'uomo)
    • Non è classificato come cancerogeno dal CLP

    L'amianto è classificato come cancerogeno di categoria 1A (Carc. 1A) dal Regolamento CLP (CE 1272/2008), ovvero cancerogeno accertato per l'uomo, sulla base di evidenze epidemiologiche consolidate. La categoria 1A è la più grave nella classificazione europea.

  3. 3. Chi è obbligato a effettuare il censimento dell'amianto presente in un edificio adibito ad uso lavorativo?
    • Il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP)
    • Risposta corretta: Il proprietario dell'edificio o il soggetto che ha la disponibilità dell'immobile
    • Il medico competente aziendale
    • Il Comune, tramite il proprio ufficio tecnico

    Ai sensi della L. 257/1992 art. 12 e del D.M. 06/09/1994 (Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo, la manutenzione e la bonifica dell'amianto negli edifici), l'obbligo del censimento dei materiali contenenti amianto (MCA) grava sul proprietario dell'immobile o su chi ne ha la disponibilità.

  4. 4. Quale tipologia di amianto è considerata più pericolosa per la dispersione di fibre nell'aria?
    • L'amianto compatto (es. lastre in fibrocemento integre)
    • Risposta corretta: L'amianto friabile (es. floccato, coppelle per tubazioni)
    • Entrambi i tipi hanno lo stesso livello di pericolosità
    • L'amianto crisotilo (amianto bianco) indipendentemente dalla forma

    L'amianto friabile (o in matrice friabile), come il floccato o le coppelle di coibentazione, è il più pericoloso poiché può rilasciare fibre nell'aria anche con minimi disturbi meccanici. L'amianto compatto (come le lastre di fibrocemento integre) è meno pericoloso finché rimane integro, ma può diventare friabile a causa di deterioramento, danni o interventi non controllati.

  5. 5. Qual è il Valore Limite di Esposizione (VLE) per le fibre di amianto vigente in Italia ai sensi del D.Lgs. 81/2008?
    • 1 fibra per centimetro cubo (f/cm³) come media su 8 ore
    • Risposta corretta: 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³) come media su 8 ore
    • 10 fibre per centimetro cubo (f/cm³) come media su 8 ore
    • Non esiste un valore limite: qualsiasi esposizione è vietata

    L'art. 254 del D.Lgs. 81/2008, in recepimento della Direttiva 2009/148/CE, fissa il valore limite di esposizione (VLE) per l'amianto a 0,1 fibre per centimetro cubo (f/cm³), misurato come media ponderata nel tempo per un periodo di 8 ore. Superare tale limite impone misure di protezione collettiva e individuale immediate.

  6. 6. Chi deve predisporre il Piano di Lavoro prima dell'inizio di attività di demolizione o rimozione dell'amianto?
    • Il committente dei lavori
    • Risposta corretta: Il datore di lavoro dell'impresa esecutrice, da inviare all'organo di vigilanza competente
    • Il Responsabile dei Lavori (Coordinatore per la progettazione)
    • Il medico competente dopo la visita preventiva

    L'art. 256 del D.Lgs. 81/2008 stabilisce che il datore di lavoro che intende effettuare lavori di demolizione o rimozione dell'amianto deve predisporre un Piano di Lavoro e trasmetterlo all'organo di vigilanza (ASL/ATS competente per territorio) almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori. Il Piano deve contenere le misure di prevenzione, protezione e sicurezza adottate.

  7. 7. Quale categoria di DPI per la protezione delle vie respiratorie è obbligatoria per gli addetti alla bonifica dell'amianto friabile?
    • Maschera chirurgica (DPI di categoria I)
    • Facciale filtrante FFP2 (DPI di categoria II)
    • Risposta corretta: Maschera con filtro P3 o autorespiratore (DPI di categoria III)
    • Facciale filtrante FFP1 con valvola di espirazione

    Per i lavori di bonifica dell'amianto friabile, il D.Lgs. 81/2008 (art. 257) e il D.M. 06/09/1994 impongono l'uso di DPI delle vie respiratorie di categoria III (il livello più elevato), ovvero maschere con filtro P3 o, nei casi di maggiore rischio, autorespiratori ad aria compressa. Il filtro P3 garantisce un'efficienza di filtrazione di almeno il 99,95% per particelle fini come le fibre di amianto.

  8. 8. Per quanti anni deve essere conservato il registro degli esposti ad amianto dopo la cessazione dell'esposizione lavorativa?
    • 10 anni
    • 30 anni
    • 40 anni
    • Risposta corretta: Per tutta la vita del lavoratore e per almeno 40 anni dalla cessazione

    L'art. 260 del D.Lgs. 81/2008 prescrive che il registro degli esposti ad amianto (tenuto dal datore di lavoro) e le cartelle sanitarie debbano essere conservati per almeno 40 anni dalla cessazione dell'esposizione. Ciò è giustificato dal lunghissimo periodo di latenza delle malattie correlate all'amianto (mesotelioma, asbestosi), che possono manifestarsi anche 30-40 anni dopo l'esposizione.

  9. 9. A quale autorità deve essere inviata la notifica prima dell'inizio dei lavori di bonifica amianto?
    • Al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica
    • Risposta corretta: All'organo di vigilanza territorialmente competente (ASL/ATS), 30 giorni prima dell'inizio
    • Ai Vigili del Fuoco e al Comune
    • All'INAIL, per l'apertura del cantiere

    Ai sensi dell'art. 256 del D.Lgs. 81/2008, il Piano di Lavoro deve essere trasmesso all'organo di vigilanza territorialmente competente (ASL/ATS — Azienda Sanitaria Locale o Agenzia di Tutela della Salute) almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori di demolizione o rimozione dell'amianto. L'organo di vigilanza può impartire prescrizioni o sospendere i lavori.

  10. 10. La sorveglianza sanitaria per i lavoratori ex esposti ad amianto deve proseguire:
    • Solo durante l'esposizione attiva
    • Per 5 anni dopo la cessazione dell'esposizione
    • Risposta corretta: Per tutta la vita del lavoratore, anche dopo la cessazione del rapporto di lavoro
    • Fino al pensionamento del lavoratore

    L'art. 259 del D.Lgs. 81/2008 prevede che la sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti ad amianto debba proseguire per tutta la vita, anche dopo la cessazione dell'attività lavorativa, data la lunghissima latenza delle malattie amianto-correlate (fino a 40 anni). Il medico competente deve informare i lavoratori di tale diritto e i dati vengono trasmessi all'INAIL e al Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM).

  11. 11. Come vengono classificati i rifiuti contenenti amianto (MCA) rimossi durante una bonifica?
    • Rifiuti urbani, smaltibili con la raccolta differenziata
    • Rifiuti speciali non pericolosi, se in matrice compatta
    • Risposta corretta: Rifiuti speciali pericolosi (HP7 — cancerogeno), da smaltire in discarica autorizzata per rifiuti pericolosi
    • Rifiuti inerti, smaltibili in qualsiasi discarica autorizzata

    I materiali contenenti amianto rimossi sono classificati come rifiuti speciali pericolosi con la caratteristica di pericolo HP7 (cancerogeno) ai sensi del D.Lgs. 152/2006 e del Regolamento UE 1357/2014. Devono essere imballati in sacchi o contenitori a tenuta, etichettati correttamente e smaltiti esclusivamente in discariche autorizzate per rifiuti pericolosi contenenti amianto, con apposito formulario di trasporto.

  12. 12. Quale patologia neoplastica è specificamente e caratteristicamente associata all'esposizione professionale all'amianto?
    • Silicosi
    • Risposta corretta: Mesotelioma maligno della pleura e del peritoneo
    • Pneumoconiosi da polveri di carbone
    • Asma professionale da isocianati

    Il mesotelioma maligno (della pleura, del peritoneo o del pericardio) è la neoplasia patognomonicamente correlata all'esposizione all'amianto: circa il 90% dei casi è attribuibile ad essa. In Italia, il Registro Nazionale Mesoteliomi (ReNaM) dell'INAIL sorveglia l'andamento epidemiologico di questa malattia. Anche il carcinoma polmonare ha un rischio aumentato negli esposti ad amianto, ma il mesotelioma è il 'segnale' specifico dell'esposizione.

  13. 13. Quali sono le principali varietà mineralogiche di amianto vietate in Italia dalla L. 257/1992?
    • Risposta corretta: Crisotilo (amianto bianco), crocidolite (amianto blu), amosite (amianto bruno), antofillite, tremolite e actinolite
    • Solo crisotilo e crocidolite, le altre varietà sono ancora consentite
    • Unicamente la crocidolite, in quanto la più pericolosa
    • Nessuna varietà: l’amianto in Italia non è vietato, è solo soggetto a limitazioni d’uso

    La L. 257/1992 ha vietato l’estrazione, importazione, esportazione, commercializzazione e produzione di amianto in tutte le sue varietà mineralogiche. Le principali sono: crisotilo (serpentino), crocidolite e amosite (anfiboli). Tutte sono cancerogene classificate in Gruppo 1 dalla IARC.

  14. 14. Quali sono le tre principali procedure di bonifica dell’amianto in posto previste dalla normativa italiana?
    • Risposta corretta: Incapsulamento, sovracopertura (overcoating/enclosure) e rimozione con smaltimento in discarica autorizzata
    • Solo la rimozione: le altre tecniche non sono ammesse dalla normativa
    • Rimozione, interramento nel sito e trattamento chimico in loco
    • Verniciatura, sigillatura e abbattimento con acqua ad alta pressione

    Il D.M. 6/9/1994 e le Linee Guida regionali riconoscono tre metodi: incapsulamento (applicazione di prodotti penetranti o ricoprenti per consolidare le fibre); sovracopertura o confinamento (realizzazione di una struttura che racchiude il materiale); rimozione con smaltimento del materiale come rifiuto speciale pericoloso in discarica autorizzata.

  15. 15. Quale beneficio previdenziale era previsto dalla L. 257/1992 per i lavoratori esposti ad amianto per oltre 10 anni?
    • Risposta corretta: Il coefficiente di rivalutazione dei periodi assicurativi ai fini pensionistici pari a 1,5, successivamente ridotto e poi modificato da interventi legislativi successivi
    • Pensione anticipata a qualunque età senza limiti contributivi
    • Rendita INAIL automatica del 50% dell’ultima retribuzione
    • Nessun beneficio previdenziale: la L. 257/1992 disciplina solo il divieto di utilizzo

    La L. 257/1992 art. 13 c. 8 prevedeva la rivalutazione dei contributi pensionistici con coefficiente 1,5 per i periodi di esposizione superiori a 10 anni. Successivi interventi legislativi (L. 326/2003, L. 247/2007) hanno modificato le condizioni. La Corte Costituzionale è intervenuta più volte sulla materia.

Incorpora il quiz sul tuo sito

Puoi incorporare questo quiz come widget iframe usando l'URL:

https://www.123consulenza.com/quiz/quiz-amianto/embed/

Domande aggiornate al .

Fonti normative

Vuoi formazione realmente abilitante?

Organizziamo corsi conformi ad Accordo Stato-Regioni e normativa HACCP regionale: in aula, videoconferenza o e-learning per i contenuti ammessi.