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Guida completa · 2026

Sicurezza Studi Psicologi e Psicoterapeuti: la Guida Completa 2026

Tutto quello che serve sapere per impostare la sicurezza in uno studio di psicologia o psicoterapia: DVR, stress lavoro-correlato, rischio biologico, ergonomia VDT, privacy GDPR, co-working sanitario, gestione delle emergenze in studio e sanzioni. Aggiornata a giugno 2026.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Uno studio di psicologia o psicoterapia deve gestire rischi specifici che spesso vengono sottovalutati rispetto ad altre strutture sanitarie: lo stress lavoro-correlato e il rischio di burnout del professionista, il rischio biologico da trasmissione aerea in sedute ravvicinate, i rischi ergonomici da postura prolungata e uso del VDT, la gestione delle emergenze cliniche in studio (crisi dissociativa, ideazione suicidaria acuta, malore somatico), e gli adempimenti documentali legati alla privacy dei dati sanitari. Il DVR è obbligatorio non appena il professionista ha anche un solo lavoratore; la valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria e non può essere omessa; gli aspetti di co-working e condivisione degli spazi richiedono un'analisi specifica degli obblighi di cooperazione.

1. Quadro normativo — D.Lgs. 81/08 applicato agli studi professionali sanitari

Gli studi di psicologia e psicoterapia rientrano a pieno titolo nel campo di applicazione del D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), che si applica a tutti i datori di lavoro che abbiano lavoratori dipendenti o equiparati, indipendentemente dal settore e dalle dimensioni dell'organizzazione. La norma non distingue tra professioni sanitarie mediche e non mediche: lo psicologo iscritto all'Albo che assume una segretaria, un altro psicologo dipendente o un tirocinante assimilato a lavoratore diventa datore di lavoro a tutti gli effetti e acquista tutti gli obblighi previsti dal Titolo I e dai titoli specifici applicabili ai rischi presenti.

Il quadro normativo rilevante per gli studi di psicologia comprende più livelli normativi. A livello di sicurezza sul lavoro: il Titolo I (obblighi generali del datore, DVR, nomine, formazione), il Titolo VII (attrezzature munite di VDT), il Titolo X(agenti biologici, rilevante per i contesti ad alto rischio), e le disposizioni generali sull'antincendio (D.M. 02/09/2021) e sul primo soccorso (D.M. 388/2003). A livello di privacy: il Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e il D.Lgs. 196/2003 aggiornato dal D.Lgs. 101/2018 disciplinano il trattamento dei dati sanitari dei pazienti, che sono dati particolari ai sensi dell'art. 9 GDPR e richiedono misure di sicurezza specifiche. A livello deontologico: il Codice Deontologico degli Psicologi Italiani impone obblighi di riservatezza e di tutela del paziente che si integrano con la normativa sulla privacy.

Il professionista che opera come lavoratore autonomo senza dipendenti (art. 21 D.Lgs. 81/08) non è tenuto al DVR, ma deve comunque adottare misure di protezione per i rischi cui è esposto e utilizzare attrezzature conformi alle normative di sicurezza. La distinzione tra lavoratore autonomo e datore di lavoro va verificata attentamente in presenza di tirocinanti, collaboratori abituali e co-working strutturato. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua situazione specifica e supportiamo la gestione documentale adattata al caso.

2. DVR per studi di psicologia: obblighi e specificità

Il Documento di Valutazione dei Rischiper uno studio di psicologia o psicoterapia ha caratteristiche proprie che lo distinguono da quello di altre tipologie di studi professionali o sanitari. L'art. 28 del D.Lgs. 81/08 richiede la valutazione di tutti i rischi, compresi quelli da stress lavoro-correlato (art. 28, comma 1-bis). Per gli studi di psicologia le sezioni tipicamente rilevanti del DVR sono:

Il datore di lavoro negli studi di psicologia è il professionista titolare o il legale rappresentante della società tra professionisti (s.t.p.) o associazione professionale. L'RSPP può essere lo stesso datore di lavoro se la struttura è classificata a rischio basso o medio (con il percorso formativo di 16 ore per rischio basso o 32 ore per rischio medio ai sensi dell'art. 34 D.Lgs. 81/08), oppure un professionista esterno abilitato. Il DVR deve essere datato, firmato dal datore, dal RSPP e dal medico competente (quando nominato) e consultato con il RLS prima della sua redazione definitiva.

3. Rischio stress lavoro-correlato e burnout del professionista

Lo stress lavoro-correlatoè il rischio più caratterizzante della professione psicologica. L'art. 28 comma 1-bis del D.Lgs. 81/08, introdotto dal D.Lgs. 106/2009, obbliga ogni datore di lavoro a valutare questo rischio, senza soglie di esenzione per dimensione o settore. La metodologia di riferimento è il percorso semplificato INAIL, che prevede una valutazione preliminare basata su indicatori oggettivi (dati di assenteismo, turnover, richieste di cambio mansione, infortuni, segnalazioni di conflitti) seguita, se necessario, da una valutazione approfondita con strumenti validati (questionari ai lavoratori).

I fattori di rischio stress specifici per gli psicologi e i psicoterapeuti comprendono:

Le misure di prevenzione e gestione dello stress lavoro-correlato per i lavoratori degli studi psicologici comprendono misure organizzative (numero massimo di sedute giornaliere, pause obbligatorie tra le sedute, alternanza di tipologie di pazienti) e misure di supporto professionale (supervisione clinica regolare, partecipazione a gruppi di intervisione, accesso a psicoterapia personale o analisi di controllo, formazione continua su tecniche di auto-cura professionale). Supportiamo la gestione documentale della valutazione dello stress lavoro-correlato adattata al contesto specifico dello studio.

4. Rischio biologico: esposizione a patologie infettive dei pazienti

Sebbene inferiore rispetto agli studi medici con procedure invasive, il rischio biologico negli studi di psicologia non può essere considerato trascurabile, in particolare per alcuni contesti operativi. Il Titolo X del D.Lgs. 81/08 si applica a qualsiasi attività che comporta il rischio di esposizione ad agenti biologici; la valutazione deve essere inserita nel DVR con il livello di dettaglio proporzionato al rischio effettivo.

Contesto operativoRischio biologico prevalenteMisure di prevenzione
Studio privato ordinarioVirus influenzali, SARS-CoV-2, patologie da dropletVentilazione adeguata, igienizzanti mani, mascherina in stagione influenzale o su valutazione del rischio
Istituto penitenziario / carcereTBC (Mycobacterium tuberculosis gruppo 3), HCV, HIV, scabbiaMascherina FFP2 obbligatoria, test IGRA periodico per TBC, formazione specifica rischio biologico
Comunità terapeutica per tossicodipendentiHBV, HCV, HIV, TBC, infezioni cutanee e mucoseDVR con sezione biologica approfondita, DPI idonei, vaccinazione epatite B raccomandata
Centro di salute mentale / SPDCPatologie respiratorie, rischio contatto fisico in situazioni di agitazione psicomotoriaProcedure operative per la gestione delle crisi, formazione su contenimento non farmacologico
Struttura residenziale per anzianiInfluenza, COVID-19, patologie geriatriche infettiveProtocolli struttura + DPI individuali; coordinamento con il medico coordinatore della struttura

Per lo studio privato ordinario la valutazione del rischio biologico può essere sintetica e concludersi con l'adozione di misure di prevenzione di base: ventilazione naturale o meccanica adeguata del locale delle sedute (ricambio d'aria sufficiente, indicativamente almeno 6 volumi/ora per locali con utenza), disponibilità di gel idroalcolico per le mani sia per il professionista sia per i pazienti, pulizia e sanificazione regolare delle superfici con prodotti idonei. In presenza di pazienti con patologie infettive note o sospette, il professionista valuta caso per caso l'adozione di misure aggiuntive (mascherina, maggiore distanza, sedute in videochiamata).

5. Ergonomia postazione VDT e rischio posturale

Lo psicologo e i suoi eventuali dipendenti (segreteria, psicologo collaboratore che gestisce la documentazione clinica) utilizzano quotidianamente videoterminali per la stesura delle relazioni, la gestione della cartella clinica digitale, la fatturazione elettronica, le comunicazioni e — crescentemente — le sedute in modalità remota (videoterapia). Il Titolo VII del D.Lgs. 81/08 tutela i lavoratori addetti ai VDT, definiti come coloro che usano il monitor per almeno 20 ore settimanali (in media 4 ore al giorno, escluse le pause).

Gli obblighi specifici per i lavoratori addetti ai VDT comprendono:

Il rischio posturale riguarda anche le sedute di colloquio clinico: la postura prolungata in sedia durante le sedute (tipicamente 50 minuti, più volte al giorno) può determinare tensioni cervicali, lombari e degli arti superiori. La selezione di sedie ergonomiche per il professionista e di disposizione ottimale dello spazio (evitare posture asimmetriche durante il colloquio) contribuisce a ridurre questo rischio. La valutazione deve essere adattata al caso specifico della struttura e delle abitudini lavorative del professionista.

6. Privacy e sicurezza dei dati dei pazienti (intersezione GDPR e D.Lgs. 81/08)

I dati trattati negli studi di psicologia e psicoterapia sono dati relativi alla salute, qualificati come dati particolari dall'art. 9 del Regolamento UE 2016/679 (GDPR) e soggetti a tutela rafforzata. Il loro trattamento è consentito solo con il consenso esplicito dell'interessato (art. 9 par. 2 lett. a GDPR) o sulla base di uno degli altri motivi di liceità previsti dalla norma (prestazione sanitaria professionale). Il Codice Deontologico degli Psicologi impone il segreto professionale che si sovrappone e rafforza gli obblighi normativi.

L'intersezione con il D.Lgs. 81/08 riguarda principalmente la sicurezza fisica dei documenti e dei dispositivicontenenti dati sanitari. Il DVR deve includere una valutazione dei rischi per la sicurezza dei dati nella misura in cui eventi fisici (incendio, allagamento, furto, accesso non autorizzato) possono compromettere la riservatezza dei dati dei pazienti. Le misure di sicurezza fisica (armadi chiusi a chiave per le cartelle cartacee, dispositivi informatici con cifratura del disco, sistemi di backup, accesso controllato ai locali) sono sia misure di sicurezza sul lavoro sia misure tecniche ai sensi dell'art. 32 GDPR.

Gli adempimenti GDPR obbligatori per lo studio di psicologia comprendono:

7. Gestione delle emergenze in studio (paziente in crisi, malore)

La gestione delle emergenze in uno studio di psicologia o psicoterapia riguarda sia le emergenze sanitarie generiche (malore fisico del paziente o del professionista) sia le situazioni cliniche di crisi psicologica acuta che possono richiedere un intervento urgente. Entrambe devono essere previste nel DVR e nel piano di emergenza della struttura.

Le emergenze sanitarie generiche— perdita di coscienza, crisi ipoglicemica, crisi epilettica, infarto, shock — sono gestite con le procedure standard di primo soccorso. Il D.M. 388/2003 classifica gli studi professionali in funzione del numero di dipendenti e della natura dell'attività: la maggior parte degli studi di psicologia con pochi dipendenti rientra nel gruppo B o C e richiede la presenza di un pacchetto di medicazione e la designazione di almeno un addetto al primo soccorso formato (12 ore per il gruppo B, 6 ore per il gruppo C, con aggiornamento triennale). Il professionista deve saper eseguire le manovre di rianimazione cardiopolmonare (BLS-D) e verificare se il locale è in prossimità di un defibrillatore semiautomatico (DAE) pubblico o privato.

Le emergenze cliniche psicologiche — crisi dissociativa acuta, attacco di panico grave, agitazione psicomotoria intensa, manifestazione di ideazione suicidaria con piano strutturato, atti autolesivi in studio — richiedono procedure operative specifiche che il professionista deve predisporre e aggiornare. Queste procedure comprendono:

Lo studio deve essere dotato di vie di uscita praticabili, illuminazione di emergenza se prevista dai criteri antincendio applicabili, estintore idoneo, segnaletica di sicurezza. Il piano di emergenza deve essere affisso in luogo visibile e comunicato a tutti i lavoratori.

8. Formazione obbligatoria e sorveglianza sanitaria

La formazione in materia di sicurezza per i lavoratori degli studi di psicologia e psicoterapia è regolata dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. La classificazione del rischio è determinata dal codice ATECO dell'attività: gli studi di psicologia rientrano tipicamente nel codice ATECO 86.90.29 (altre attività paramediche indipendenti) o 86.90.39, classificati a rischio medio. Questo comporta:

Oltre alla formazione D.Lgs. 81/08, i lavoratori degli studi di psicologia devono ricevere:

La sorveglianza sanitariaè obbligatoria quando la valutazione del rischio evidenzia esposizioni che la richiedono: addetti VDT per più di 20 ore settimanali (visita oculistica periodica), lavoratori esposti a rischio biologico significativo (in contesti ad alto rischio come carceri o comunità terapeutiche), lavoratori con rischio stress lavoro-correlato elevato identificato dalla valutazione approfondita. Il medico competente redige il protocollo sanitario, esegue le visite e rilascia i giudizi di idoneità.

Documenti minimi per uno studio di psicologia — checklist sintetica

  • DVR con sezioni: stress lavoro-correlato, VDT/ergonomia, biologico (se pertinente), chimico (prodotti pulizia), antincendio
  • Nomina RSPP (il titolare può ricoprire il ruolo con corso da 16 ore per rischio basso, 32 ore per rischio medio)
  • Designazione RLS e verbale di consultazione preventiva al DVR
  • Nomina medico competente (quando la sorveglianza sanitaria è obbligatoria)
  • Attestati formazione lavoratori (4 ore generali + 8 ore specifiche per rischio medio)
  • Attestati formazione antincendio (livello 1 o 2 in base alla classificazione del rischio)
  • Attestati formazione primo soccorso gruppo B o C in base al numero di lavoratori
  • Verbali consegna DPI a ciascun lavoratore con ricevuta firmata
  • Piano di emergenza affisso e comunicato ai lavoratori
  • Registro dei trattamenti dati (GDPR art. 30)
  • Informativa privacy consegnata ai pazienti prima della prima seduta
  • Accordi di responsabilità del trattamento con fornitori software/cloud
  • Procedure operative per la gestione delle emergenze cliniche (crisi acuta, ideazione suicidaria)
  • Contratto con fornitore di servizi di pulizia con relativo coordinamento sicurezza (se applicabile)
  • Registro infortuni aggiornato

9. Aspetti specifici per co-working e condivisione di spazi

La condivisione di spazi professionali tra psicologi — sublocazione di stanza, studio condiviso a rotazione, spazio in centro di salute integrata — è una formula organizzativa sempre più diffusa, che pone specifiche questioni in materia di sicurezza sul lavoro. Gli obblighi dipendono dalla struttura giuridica del rapporto e dalla simultanea presenza di lavoratori di diversi soggetti negli spazi comuni.

Quando uno psicologo titolare dello studio (con dipendenti) concede a un altro professionista l'uso dello spazio, occorre distinguere:

In ogni caso di co-working strutturato è buona prassi formalizzare per iscritto: le responsabilità per la manutenzione degli impianti, la gestione dell'estintore e delle vie di esodo, il piano di emergenza comune, le procedure di pulizia e sanificazione degli spazi condivisi, le modalità di gestione dei rifiuti. Supportiamo la gestione documentale del co-working professionale adattata al caso specifico.

10. Sanzioni e controlli ASL/INL

Gli studi di psicologia e psicoterapia possono essere oggetto di ispezioni da parte dello SPISAL/PSAL(Servizio di Prevenzione Igiene e Sicurezza negli Ambienti di Lavoro, articolazione delle ASL regionali) per la verifica del rispetto del D.Lgs. 81/08, e dell'INL (Ispettorato Nazionale del Lavoro) per il diritto del lavoro e la sicurezza. Il Garante per la protezione dei dati personali ha competenza sui profili GDPR.

ViolazioneSanzione (D.Lgs. 81/08 e normativa applicabile)
Mancata redazione del DVR (in presenza di lavoratori)Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 € (art. 55 D.Lgs. 81/08)
DVR privo della valutazione dello stress lavoro-correlatoAmmenda 2.457-4.914 € (art. 55 c. 3 lett. a)
Mancata nomina RSPPArresto 3-6 mesi o ammenda 2.500-6.400 €
Mancata formazione lavoratoriArresto fino a 8 mesi o ammenda fino a 5.700 € per lavoratore non formato
Mancata sorveglianza sanitaria (quando dovuta)Arresto fino a 4 mesi o ammenda 1.096-4.384 €
Mancata fornitura DPIArresto 2-4 mesi o ammenda 1.200-5.200 €
Mancata designazione addetti antincendio e primo soccorsoAmmenda 547-1.971 € (art. 55 c. 5 lett. d)
Violazione GDPR: trattamento non lecito di dati sanitariSanzione amministrativa fino a 20 milioni di € o 4% del fatturato mondiale annuo (art. 83 par. 5 GDPR)

Le prescrizioni ex D.Lgs. 758/94 consentono la regolarizzazione delle violazioni entro un termine fissato dall'organo di vigilanza, con pagamento in misura ridotta (un quarto del massimo dell'ammenda o un terzo del minimo se più favorevole). L'adesione alla prescrizione entro i termini estingue il reato contravvenzionale. Per le violazioni GDPR il Garante può adottare misure correttive (ammonimento, imposizione di misure, limitazione del trattamento) e irrogare sanzioni amministrative pecuniarie.

FAQ — Sicurezza studi psicologi e psicoterapeutiFAQ

Uno psicologo con studio singolo deve redigere il DVR?
Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) previsto dall'art. 17 e dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08 è obbligatorio per qualsiasi datore di lavoro che abbia alle proprie dipendenze almeno un lavoratore, anche a tempo parziale o con contratto di collaborazione coordinata e continuativa. Lo psicologo libero professionista che esercita in modo completamente autonomo, senza dipendenti, collaboratori subordinati o equiparati, ricade nella disciplina del lavoratore autonomo ex art. 21 D.Lgs. 81/08 e non è tenuto alla redazione del DVR. Tuttavia, se il professionista si avvale anche solo di una segretaria, un tirocinante in stage (a seconda delle condizioni della convenzione universitaria), o un collaboratore con co.co.co., scatta immediatamente l'obbligo di redigere il DVR, nominare l'RSPP e adempiere a tutti gli obblighi del Titolo I del D.Lgs. 81/08. La presenza di un tirocinante iscritto a un corso di specializzazione universitaria va valutata nel merito in quanto alcune convenzioni di tirocinio assimilano il tirocinante al lavoratore ai fini della normativa di sicurezza. È pertanto fondamentale analizzare la specifica situazione contrattuale prima di escludere l'obbligo. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua situazione specifica e supportiamo la gestione documentale di conseguenza.
Qual è il rischio biologico specifico degli studi di psicologia?
Gli studi di psicologia e psicoterapia presentano un profilo di rischio biologico tendenzialmente inferiore a quello degli studi medici con procedure invasive, ma non nullo. I principali rischi biologici rilevanti in un contesto psicologico riguardano il contatto ravvicinato e prolungato con i pazienti in spazi chiusi, che espone a patologie trasmesse per via aerea o droplet: influenza, COVID-19 (SARS-CoV-2, classificato come agente biologico del gruppo 3), tubercolosi polmonare nei casi di pazienti ad alto rischio (provenienti da ambienti di detenzione, senza fissa dimora, pazienti con comorbilità immunitarie). Il rischio biologico specifico aumenta se lo psicologo opera in contesti particolari: carceri e istituti penitenziari, comunità terapeutiche per tossicodipendenti, centri di salute mentale con pazienti psichiatrici acuti, strutture residenziali per anziani. In questi contesti il DVR deve contenere una sezione dedicata al rischio biologico ai sensi del Titolo X del D.Lgs. 81/08, con identificazione degli agenti biologici potenzialmente presenti, classificazione per gruppo di rischio, vie di trasmissione, misure di prevenzione collettiva (ventilazione adeguata dei locali, igiene ambientale, distanza minima durante le sedute) e DPI (mascherine chirurgiche o FFP2 a seconda della valutazione del rischio). Anche il contatto accidentale con materiale biologico (sangue nel caso di atti autolesivi avvenuti in studio) deve essere previsto nel DVR con relativa procedura di risposta.
Come gestire il rischio da stress lavoro-correlato per lo psicologo?
Lo stress lavoro-correlato rappresenta uno dei rischi professionali più rilevanti per gli psicologi e i psicoterapeuti, sia come datori di lavoro tenuti a valutarlo per i propri dipendenti, sia come lavoratori autonomi esposti a fattori di rischio specifici della professione. Ai sensi dell'art. 28 comma 1-bis del D.Lgs. 81/08, la valutazione dello stress lavoro-correlato è obbligatoria per tutti i datori di lavoro con lavoratori dipendenti e deve essere condotta secondo la metodologia validata dall'INAIL (percorso semplificato per le PMI) o metodologie equivalenti riconosciute. I fattori di rischio stress specifici della professione psicologica comprendono: il peso emotivo del contatto continuativo con la sofferenza psichica dei pazienti (lutto, trauma, abuso, malattia grave), il rischio di vicariazione traumatica (cosiddetto "trauma secondario" o "fatica della compassione"), la gestione di pazienti con ideazione suicidaria o comportamenti autolesivi, la responsabilità deontologica e medico-legale, l'isolamento professionale tipico dello studio individuale, il carico burocratico crescente (documentazione clinica, privacy, fatturazione). Le misure di prevenzione comprendono: supervisione clinica regolare con colleghi o supervisori esperti; partecipazione a gruppi di intervisione tra pari; definizione di confini chiari nel numero di sedute giornaliere; interruzioni programmate tra una seduta e l'altra; accesso a psicoterapia personale o analisi di controllo; formazione continua come fattore protettivo. La valutazione deve essere adattata al caso specifico della struttura e del professionista.
Quali DPI sono necessari in uno studio psicologico?
I Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) necessari in uno studio di psicologia e psicoterapia sono meno numerosi rispetto a quelli di un ambulatorio medico con procedure invasive, ma non assenti. La selezione dei DPI deve basarsi sulla valutazione del rischio contenuta nel DVR. Per il rischio biologico da trasmissione aerea (influenza, COVID-19, TBC) sono indicati mascherine chirurgiche monouso per il professionista e per i pazienti in presenza di sintomi respiratori, o mascherine FFP2 per i contesti a rischio biologico elevato (lavoro in carcere, comunità per tossicodipendenti, contesti con pazienti immunodepressi). I guanti monouso in nitrile sono necessari solo in situazioni di possibile contatto con materiale biologico (sangue in caso di autolesionismo), non per le sedute ordinarie. Per il rischio chimico da prodotti per la pulizia e la disinfezione del studio, il personale addetto alle pulizie deve essere dotato di guanti in nitrile o neoprene resistenti ai prodotti utilizzati, occhiali di protezione se si usano prodotti in spray o con rischio di schizzo, e scarpe antiscivolo. Tutti i DPI devono essere selezionati in conformità con la Direttiva 89/686/CE e il Regolamento UE 2016/425, forniti gratuitamente dal datore di lavoro, consegnati con verbale firmato ai sensi degli artt. 77-78 D.Lgs. 81/08 e sostituiti alla scadenza o al deterioramento. La formazione sull'uso corretto dei DPI è parte della formazione obbligatoria dei lavoratori.
Il co-working tra professionisti sanitari crea obblighi DUVRI?
La condivisione di spazi tra professionisti (co-working, studio condiviso, sublocazione di stanza per sedute) nel settore sanitario solleva questioni normative complesse che devono essere analizzate caso per caso. Il Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze (DUVRI), previsto dall'art. 26 del D.Lgs. 81/08, è obbligatorio quando un datore di lavoro affida lavori, servizi o forniture ad altri datori di lavoro in regime di appalto, subappalto o somministrazione, e i lavoratori operano nello stesso luogo di lavoro generando rischi da interferenza. Se due psicologi utilizzano lo stesso studio in orari diversi senza mai condividere la presenza contemporanea e senza avere dipendenti, si tratta di lavoratori autonomi (art. 21 D.Lgs. 81/08) e non si configura un rapporto di appalto che obbliga al DUVRI. Se invece uno psicologo titolare dello studio (con dipendenti) concede a un altro professionista l'uso dello spazio in regime di sublocazione o collaborazione, e i rispettivi lavoratori si trovano contemporaneamente in ambienti comuni (sala d'attesa, bagno, corridoio), possono configurarsi rischi da interferenza che impongono la cooperazione ex art. 26 e, al superamento della soglia di complessità, la redazione del DUVRI. Il DUVRI non è richiesto per i meri servizi di natura intellettuale, ma la condivisione di spazi fisici può far emergere rischi interferenziali concreti (antincendio, vie di esodo, gestione delle emergenze, rischio biologico). Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili al tuo specifico schema di condivisione e supportiamo la gestione documentale.

12. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (Titoli I, VII, VIII, IX, X; artt. 17, 21, 26, 28, 29, 34, 37, 38)
  • D.Lgs. 30 giugno 2003 n. 196 — Codice in materia di protezione dei dati personali (aggiornato dal D.Lgs. 101/2018)
  • Regolamento UE 2016/679 (GDPR) — Regolamento generale sulla protezione dei dati, applicabile ai dati sanitari (art. 9)
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ex art. 37 D.Lgs. 81/08 (classificazione settori rischio)
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro
  • D.M. 15 luglio 2003 n. 388 — Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale (gruppi A, B, C)
  • Circolare INAIL — Metodologia per la valutazione e gestione dello stress lavoro-correlato (percorso semplificato PMI, 2011)
  • Linee Guida del Garante per la protezione dei dati personali — Trattamento dei dati sanitari in ambito professionale (provvedimento 9 novembre 2005)
  • Codice Deontologico degli Psicologi Italiani (versione vigente, approvato dal Consiglio Nazionale dell'Ordine degli Psicologi)
  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Allegato XXXIV (requisiti minimi per le attrezzature munite di VDT, Titolo VII)
  • Norma tecnica UNI EN ISO 9241-110:2020 — Ergonomia dell'interazione uomo-sistema (principi ergonomici di progettazione del dialogo)
  • D.Lgs. 3 agosto 2009 n. 106 — Disposizioni integrative e correttive del D.Lgs. 81/08 (modifiche agli artt. 28, 29 e altre disposizioni)

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili agli studi di psicologia e psicoterapia dipendono dalla presenza di lavoratori, dal contesto operativo (studio privato, carcere, comunità terapeutica, struttura convenzionata), dalle attrezzature utilizzate e dalla normativa vigente al momento della valutazione. DVR, valutazione dello stress lavoro-correlato e adempimenti GDPR devono essere adattati al caso specifico. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua struttura e supportiamo la gestione documentale.

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