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Guida completa · 2026

Sicurezza Scuole Calcio e Società Sportive Giovanili: Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza in una scuola calcio, in una ASD o SSD giovanile: DVR, obblighi D.Lgs. 81/08, D.Lgs. 36/2021 sul lavoro sportivo, minori, lavoratori sportivi e volontari, formazione allenatori, DAE obbligatorio, sorveglianza sanitaria e normativa CONI/FIGC.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Una scuola calcio o una ASD/SSD giovanile deve gestire la sicurezza ai sensi del D.Lgs. 81/08 non appena impiega almeno un lavoratore sportivo ai sensi del D.Lgs. 36/2021 o un dipendente. Gli obblighi principali includono: DVR personalizzato per terreni di gioco e impianti, formazione degli allenatori (12 ore, rischio medio), disponibilità del DAE con personale BLSD formato, verifica dei certificati di idoneita sportiva per tutti gli atleti e rispetto delle norme FIGC e CONI sugli impianti.

1. Normativa applicabile: D.Lgs. 81/08 e D.Lgs. 36/2021 lavoro sportivo

Le scuole calcio e le società sportive dilettantistiche che organizzano attività giovanili si trovano a operare all'interno di un quadro normativo che combina la legislazione generale sulla sicurezza sul lavoro con la riforma dello sport entrata in vigore nel 2023. Il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro) costituisce il riferimento principale per tutti gli obblighi di sicurezza che scaturiscono dalla presenza di lavoratori. Il D.Lgs. 28 febbraio 2021 n. 36 (Riforma dell'ordinamento sportivo) ha profondamente ridefinito il perimetro dei soggetti che operano nelle ASD e SSD: la figura del lavoratore sportivo, prima inesistente nel settore dilettantistico, diventa centrale a partire dal 1° luglio 2023, con l'effetto di estendere agli enti sportivi gli obblighi previdenziali, assicurativi e di sicurezza prima previsti solo per le imprese commerciali.

A questi due pilastri si affiancano: le Norme Organizzative Interne FIGC (NOIF), che regolano l'affiliazione, l'omologazione degli impianti e gli obblighi tecnici per le società partecipanti ai campionati federali; i regolamenti CONI in materia di impianti e sicurezza; il D.M. 18 marzo 1996 sulle norme di sicurezza per gli impianti sportivi, che stabilisce requisiti strutturali per tribune, recinzioni, vie di fuga, illuminazione e spogliatoi; il D.M. 24 aprile 2013sull'obbligo di disponibilità del defibrillatore automatico esterno (DAE) durante le manifestazioni sportive; il D.M. 15 marzo 2005e successive integrazioni sull'idoneità all'attività sportiva agonistica.

Il sistema normativo è ulteriormente completato dal Codice Civile(artt. 2043 e 2049 c.c.) in materia di responsabilità civile del datore di lavoro e dell'organizzatore di eventi sportivi, dagli artt. 589 e 590 del Codice Penale per le ipotesi di omicidio e lesioni colpose da violazione di norme di sicurezza, e dal D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, che si applica anche alle ASD e SSD che svolgono attività economica rilevante.

Il perimetro degli obblighi applicabili a ciascuna ASD o SSD dipende dalla presenza o meno di lavoratori sportivi, dalla tipologia di impianti utilizzati (propri o in concessione), dalla partecipazione a competizioni ufficiali e dal numero di minori coinvolti nelle attività. Una verifica preliminare delle singole situazioni è indispensabile prima di impostare il sistema di gestione della sicurezza.

2. DVR per ASD e SSD: quando scatta l'obbligo

Il Documento di Valutazione dei Rischiè obbligatorio ai sensi degli artt. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08 dalla presenza di almeno un lavoratore come definito dall'art. 2 lett. a) dello stesso decreto. Con l'entrata in vigore del D.Lgs. 36/2021, nelle ASD e SSD rientrano nella categoria di lavoratori: gli allenatori, gli istruttori e i preparatori atletici che percepiscono compensi (anche in regime di collaborazione coordinata e continuativa o come lavoratori autonomi); i dipendenti amministrativi e tecnici; i soci lavoratori. Sono invece volontari, ai sensi della Legge 8 agosto 1991 n. 267, coloro che operano in modo spontaneo, personale e gratuito, senza corrispettivi di alcuna natura.

Il DVR di una scuola calcio o ASD giovanile deve contenere: la relazione sulla valutazione di tutti i rischi per le mansioni presenti (allenatore, magazziniere, addetto agli spogliatoi, segreteria); le misure di prevenzione adottate per il terreno di gioco, le attrezzature (porte, reti, palle, coni), gli spogliatoi e i locali accessori; il programma di miglioramento con tempi e responsabilità; i nominativi di RSPP, RLS e, ove dovuto, medico competente. Va firmato dal datore di lavoro (il presidente o il legale rappresentante dell'ASD/SSD) e dall'RSPP. Va aggiornato a ogni variazione significativa delle attività, in caso di infortuni gravi o a seguito di sopralluogi ispettivi.

Anche in assenza dell'obbligo formale (ASD con soli volontari), la redazione volontaria di una valutazione dei rischi documentata è raccomandata: in caso di sinistri con atleti o terzi, costituisce prova dell'adempimento del dovere di diligenza da parte dei dirigenti associativi. Le ASD affiliate alla FIGC che utilizzano impianti propri o in concessione sono inoltre soggette ai controlli di omologazione federale, che includono verifiche sui requisiti strutturali di sicurezza del campo e degli spogliatoi.

3. Rischi specifici: terreni di gioco, attrezzature e pesi in palestra

I rischi infortunistici nelle scuole calcio e nelle ASD giovanili hanno caratteristiche peculiari rispetto ad altri contesti lavorativi. I principali rischi da valutare nel DVR sono i seguenti.

Terreno di gioco.I campi in erba naturale presentano rischi legati alla irregolarità del fondo (buche, avvallamenti, zolle sollevate), alla scivolosità con erba bagnata o gelata, alla presenza di sassi o detriti. I campi in erba sintetica di ultima generazione (terza o quarta generazione con granuli di gomma) sono generalmente più omogenei, ma richiedono manutenzione del drenaggio e sostituzione del granulato in caso di usura eccessiva. I campi in terra battuta presentano rischi di abrasioni in caso di cadute e problemi di drenaggio che generano pozze d'acqua scivolose. In tutti i casi, il DVR deve includere la frequenza e le modalità della manutenzione ordinaria e straordinaria del manto.

Porte e reti. Le porte da calcio devono essere ancorate al terreno durante il gioco, ai sensi delle raccomandazioni UEFA e delle norme tecniche UNI EN 748:2013 (attrezzature per il gioco del calcio). Il ribaltamento di porte non ancorate ha causato gravi incidenti, anche mortali, a livello internazionale. Per le scuole calcio con bambini e ragazzi, il rischio di ribaltamento porte durante il gioco informale (scalate, aggrappamento alla traversa) deve essere specificamente valutato. Le reti devono essere prive di strappi che possano creare uncini pericolosi.

Attrezzature in palestra e sala pesi.Le ASD con strutture di allenamento indoor includono spesso una palestra attrezzata con attrezzi ginnici, pesi, macchine isotoniche. Queste attrezzature sono soggette alla normativa sulle macchine (Direttiva 2006/42/CE) e devono portare marcatura CE, dichiarazione di conformità e manuale d'uso in italiano. Per gli atleti minorenni, il rischio da movimentazione carichi eccessivi rispetto all'eta evolutiva va valutato con attenzione: l'uso di pesi liberi pesanti da parte di under 14-16 senza supervisione adeguata espone la societa a responsabilita civile in caso di lesioni al rachide o alle articolazioni in fase di crescita.

Spogliatoi e aree umide.Gli spogliatoi delle strutture sportive presentano rischi di scivolamento su pavimenti bagnati, rischio biologico (micosi cutanee, papillomavirus plantare, Legionella nelle docce), rischio elettrico nelle aree umide. I requisiti minimi per gli spogliatoi sono stabiliti dal D.M. 18/03/1996 e dalle norme CONI/FIGC per l'omologazione degli impianti.

4. Minori e sicurezza: obblighi aggiuntivi per gli atleti under 18

La presenza di minori nelle scuole calcio e nelle ASD giovanili comporta obblighi aggiuntivi che vanno oltre la sola normativa sulla sicurezza sul lavoro. I principali profili da considerare sono i seguenti.

Certificazione sanitaria.Tutti gli atleti minorenni che partecipano ad attivita sportiva agonistica federale devono essere in possesso del certificato di idoneita all'attivita sportiva agonistica rilasciato dal medico specialista in medicina dello sport o dal medico di medicina generale con specifica formazione (D.M. 15 marzo 2005 e successive modifiche). La verifica e l'archiviazione dei certificati e un obbligo del responsabile sanitario dell'ASD. Per le categorie non agonistiche (scuola calcio dai 5 agli 8 anni, Pulcini primo anno) e sufficiente il certificato di idoneita non agonistica. La mancata verifica delle certificazioni espone la societa a responsabilita civile in caso di evento acuto durante l'attivita.

Rapporto numerico allenatore/atleti. Le NOIF FIGC e i regolamenti delle Leghe regionali stabiliscono il numero minimo di tecnici abilitati presenti durante le sedute di allenamento delle categorie giovanili. Per la scuola calcio (Piccoli Amici e Pulcini), la presenza di almeno un allenatore ogni 12-15 bambini e raccomandata dalle linee guida federali. Il sottodimensionamento dello staff tecnico non e solo un problema qualitativo ma anche di sicurezza: un solo allenatore che gestisce 30 bambini in contemporanea ha una capacita di intervento ridotta in caso di incidente.

Protezione dei minori.Dalla Legge 4 agosto 2021 n. 116 e dai successivi provvedimenti attuativi, le ASD e SSD che operano con minori devono adottare procedure di prevenzione degli abusi e della violenza (Safeguarding). La FIGC ha sviluppato specifiche linee guida e richiede la formazione del personale tecnico sui temi della tutela dei minori. Il responsabile Safeguarding dell'ASD e una figura obbligatoria per le societa affiliate.

Microclima e temperatura.Gli allenamenti all'aperto in condizioni di caldo estremo (temperature superiori a 35 C, indice di calore elevato) comportano rischi di colpo di calore per gli atleti minorenni, che hanno una termoregolazione meno efficiente degli adulti. Le linee guida UEFA e FIGC prevedono protocolli di sospensione o modifica degli allenamenti in caso di allerta caldo e obbligano a garantire idratazione adeguata e aree di ombra accessibili.

5. Lavoratori sportivi vs volontari: D.Lgs. 36/2021

La distinzione tra lavoratori sportivi e volontari nelle ASD e SSD e uno degli aspetti piu complessi introdotti dalla Riforma dello Sport. Il D.Lgs. 36/2021, agli artt. 25-36, definisce il lavoratore sportivo come chiunque eserciti l'attivita sportiva verso un corrispettivo, qualunque ne sia la natura o denominazione, nei confronti di un organismo sportivo affiliato a federazioni, enti di promozione sportiva o discipline sportive associate riconosciute dal CONI o dal CIP. La qualifica di lavoratore sportivo non dipende quindi dalla forma contrattuale adottata (dipendente, co.co.co., autonomo), ma dalla presenza di un corrispettivo per l'attivita svolta.

Il volontario sportivo, ai sensi dell'art. 29 D.Lgs. 36/2021, e colui che svolge l'attivita in modo personale, spontaneo e gratuito. I rimborsi spese sono ammessi, ma devono essere documentati e riferiti a spese effettivamente sostenute (trasferte, vitto, alloggio). Il rimborso forfettario — cioe una somma fissa non collegata a spese reali e documentate — muta la qualifica da volontario a lavoratore sportivo, con tutte le conseguenti implicazioni previdenziali (iscrizione al Fondo Pensione Sportivi Dilettanti INPS per i co.co.co. dal 1° luglio 2023), assicurative (INAIL) e di sicurezza sul lavoro (D.Lgs. 81/08).

Nella pratica delle scuole calcio, molti allenatori che in passato ricevevano rimborsi spese forfettari mensili (es. 200-500 euro al mese) devono ora essere riqualificati come lavoratori sportivi in regime di collaborazione coordinata e continuativa. Questo comporta: iscrizione all'INPS con versamento dei contributi, iscrizione all'INAIL con copertura contro gli infortuni sul lavoro, assoggettamento agli obblighi del D.Lgs. 81/08 in materia di formazione e sicurezza, emissione di busta paga o prospetto paga mensile. Le ASD che non procedono alla corretta qualificazione dei propri collaboratori si espongono a sanzioni ispettive dell'INL, recupero contributivo con interessi e sanzioni da parte di INPS e INAIL, e responsabilita penale per il legale rappresentante.

6. RSPP nelle ASD: nomina, requisiti e datore di lavoro-RSPP

L'RSPP (Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione)deve essere nominato dal datore di lavoro in tutte le aziende e organizzazioni con almeno un lavoratore ai sensi del D.Lgs. 81/08. Nelle ASD e SSD con lavoratori sportivi, il datore di lavoro e il presidente o il legale rappresentante dell'ente, che deve nominare un RSPP con i requisiti previsti dall'art. 32 D.Lgs. 81/08.

Per le ASD di piccole e medie dimensioni (fino a 30 lavoratori), il datore di lavoro puo assumere direttamente il ruolo di RSPP frequentando il corso obbligatorio da 32 ore per le attivita classificate a rischio medio (codice ATECO 93.19, altre attivita sportive), con aggiornamento periodico di 6 ore ogni cinque anni. Si tratta di una soluzione economica per le piccole ASD, che riduce i costi ma richiede che il presidente si formi adeguatamente e mantenga attiva la gestione documentale della sicurezza.

In alternativa, l'RSPP puo essere un consulente esterno specializzato nella sicurezza sul lavoro per il settore sportivo, che collabora con la societa per la redazione del DVR, la gestione della formazione, la programmazione delle verifiche periodiche e l'aggiornamento della documentazione. Per le ASD con piu impianti o con attivita complesse (centri sportivi pluridisciplinari, strutture con piscina o palestra attrezzata), il ricorso a un RSPP esterno qualificato e generalmente la scelta piu efficiente.

Il RLS (Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza) deve essere eletto o designato dai lavoratori. Nelle ASD con meno di 15 lavoratori il RLS puo essere identificato con il RLS territoriale delle organizzazioni sindacali di categoria, evitando la necessita di elezione interna. Il RLS ha diritto a ricevere informazioni sul DVR, a partecipare alle riunioni periodiche di prevenzione e a segnalare al datore di lavoro le carenze rilevate.

7. Formazione sicurezza per allenatori e staff tecnico

La formazione obbligatoriain materia di sicurezza sul lavoro per gli allenatori e lo staff tecnico qualificati come lavoratori sportivi si articola su piu livelli, ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011 e del successivo Accordo del 7 luglio 2016. Le ASD e SSD che praticano calcio giovanile (codice ATECO 93.19) sono classificate a rischio medio, con il seguente monte ore obbligatorio:

FiguraFormazione generaleFormazione specificaTotaleAggiornamento
Lavoratore (allenatore, istruttore)4 ore8 ore12 ore6 ore ogni 5 anni
Preposto (responsabile tecnico, allenatore senior)4 ore8 ore + 8 ore preposto20 ore6 ore ogni 5 anni
Dirigente (responsabile di settore)4 ore12 ore16 ore6 ore ogni 5 anni
Datore di lavoro-RSPP (attivita rischio medio)Corso specifico RSPP32 ore6 ore ogni 5 anni

La formazione specifica deve coprire i rischi tipici del contesto: cadute e scivolamenti su terreni di gioco, movimentazione manuale di attrezzature pesanti (porte, materassoni, attrezzi), microclima e lavoro all'aperto, agenti biologici negli spogliatoi, uso in sicurezza di attrezzature in palestra, gestione degli infortuni e dei pronto interventi. La formazione antincendio (D.M. 02/09/2021) e il primo soccorso (D.M. 388/2003) sono percorsi separati: la quasi totalita delle ASD rientra nel gruppo B del D.M. 388 (12 ore di primo soccorso), ma le strutture con piu di 5 lavoratori devono verificare la classificazione.

Il possesso della licenza UEFA A, B o C, del patentino FIGC o di qualifiche federali non sostituisce la formazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 81/08: si tratta di percorsi formativi con finalita distinte. La formazione sulla sicurezza puo essere erogata in FAD (per la parte generale), in aula o in modalita blended. La parte pratica del primo soccorso deve svolgersi in presenza. Gli attestati devono essere conservati dalla societa e disponibili in caso di ispezione.

8. Sorveglianza sanitaria sportiva: medico competente e idoneita agonistica

La sorveglianza sanitariaai sensi dell'art. 41 D.Lgs. 81/08 e obbligatoria per i lavoratori esposti a rischi che superano i valori di azione previsti dalla normativa. Per gli allenatori e lo staff tecnico di una scuola calcio, i trigger principali sono: movimentazione manuale di carichi pesanti (porte, attrezzature), esposizione prolungata a caldo/freddo estremo (allenamenti all'aperto), rischio biologico negli spogliatoi in presenza di agenti classificati. Quando la valutazione del rischio evidenzia tali condizioni, va nominato il medico competente, che effettua le visite preventive e periodiche, esprime il giudizio di idoneita alla mansione specifica e collabora alla redazione del DVR.

La sorveglianza sanitaria sportiva, distinta da quella lavorativa, riguarda invece gli atleti e si basa sulla normativa sull'idoneita agonistica. Per gli atleti tesserati alla FIGC che partecipano a campionati federali, l'idoneita all'attivita sportiva agonistica e obbligatoria e deve essere rilasciata dal medico dello sport o, per specifiche categorie giovanili, dal medico di medicina generale formato. Il certificato ha validita annuale e deve essere rinnovato prima dell'avvio di ogni stagione sportiva. Il responsabile sanitario dell'ASD (figura obbligatoria per le societa affiliate FIGC) e tenuto a verificare la validita dei certificati di tutti gli atleti prima di ogni competizione.

Un aspetto rilevante per le categorie giovanili e la visita di idoneita come occasione diagnostica: i medici dello sport segnalano periodicamente patologie cardiache congenite o acquisite nei giovani atleti, alcune delle quali incompatibili con l'attivita agonistica intensa. La corretta esecuzione dell'elettrocardiogramma (ECG) a riposo, prevista come esame obbligatorio dal D.M. 18 febbraio 1982, e il filtro principale per l'identificazione delle aritmie e delle cardiomiopatie che possono causare morte improvvisa nello sportivo.

9. Antincendio e gestione emergenze negli impianti sportivi

La gestione delle emergenze e la prevenzione incendi negli impianti sportivi sono regolate dal D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 (che individua le attivita soggette a controllo VVF), dal D.M. 19 agosto 1996 (norme di prevenzione incendi per impianti sportivi con capienza superiore a 100 spettatori) e dal D.M. 2 settembre 2021(che ha sostituito il D.M. 10/03/1998 sulla gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro). Per le ASD e SSD, gli obblighi dipendono dalla capienza dell'impianto e dalla tipologia delle attivita.

Gli impianti sportivi con capienza superiore a 100 posti (tribune, gradinate) sono soggetti a certificato prevenzione incendi (CPI) rilasciato dai Vigili del Fuoco. Il CPI verifica: le vie di fuga e le uscite di emergenza (numero, larghezza, segnaletica), i sistemi di illuminazione di sicurezza, la compartimentazione, i sistemi di estinzione (estintori, idranti, eventuale impianto sprinkler), l'impianto di rilevazione incendi, il piano di emergenza ed evacuazione. Le societa che gestiscono impianti soggetti a CPI devono mantenere il certificato aggiornato e documentare tutte le verifiche periodiche.

Per impianti di dimensioni minori (campi senza tribune o con tribune sotto i 100 posti), gli obblighi si concentrano sul piano di emergenza(obbligatorio per aziende con piu di 10 lavoratori o in presenza di rischi specifici), sulla formazione degli addetti all'emergenza e all'evacuazione (D.M. 02/09/2021: 4 ore per rischio basso, 8 ore per rischio medio, 16 ore per rischio alto), sulla disponibilita e manutenzione semestrale degli estintori (UNI 9994-1), e sulla segnaletica di sicurezza. Durante le gare, il piano di emergenza deve prevedere procedure specifiche per la gestione di pubblico e tifosi, in coordinamento con forze dell'ordine e SUEM 118 per eventi con affluenza significativa.

10. Defibrillatore DAE: obbligo normativo e procedure operative

L'obbligo di disponibilita del defibrillatore automatico esterno (DAE) durante le manifestazioni sportive organizzate da ASD e SSD e stato introdotto in modo organico dalla Legge 4 agosto 2021 n. 116 (conversione del D.L. 73/2021), che ha modificato la Legge 3 aprile 2001 n. 120. Il decreto attuativo di riferimento e il D.M. 24 aprile 2013, che estende a tutte le societa sportive dilettantistiche affiliate agli organismi riconosciuti dal CONI l'obbligo di dotarsi di un DAE e di personale formato al suo utilizzo.

In pratica, una scuola calcio o una ASD giovanile deve:

Le sanzioni per la mancata disponibilita del DAE durante eventi sportivi ufficiali includono sanzioni disciplinari federali (sospensione del campo, punti di penalizzazione) e, in caso di arresto cardiocircolatorio con esito letale riconducibile alla mancanza del dispositivo, profili di responsabilita penale per il responsabile della societa. La formazione BLSD degli allenatori e dello staff tecnico e un investimento fondamentale per la tutela degli atleti, in particolare dei minorenni che praticano attivita agonistica intensa.

Per approfondire i requisiti degli impianti sportivi e le norme di sicurezza specifiche, consulta anche la nostra guida su sicurezza impianti sportivi e piscine 2026.

Checklist di conformita per ASD e scuole calcio giovanili

  • Verifica presenza lavoratori sportivi D.Lgs. 36/2021 e corretta qualificazione vs volontari
  • Redazione DVR con valutazione rischi per terreno di gioco, attrezzature e spogliatoi
  • Nomina RSPP (esterno o datore di lavoro-RSPP con corso 32 ore), RLS e addetti emergenza
  • Formazione lavoratori sportivi 12 ore (rischio medio) + primo soccorso 12 ore + antincendio
  • Disponibilita DAE registrato, manutenuto e personale BLSD con attestato valido
  • Verifica e archiviazione certificati di idoneita sportiva agonistica/non agonistica di tutti gli atleti
  • Registro manutenzione porte (ancoraggio), reti, attrezzature palestra e campo
  • Piano di emergenza ed evacuazione aggiornato e affisso negli impianti utilizzati

Per approfondire le tematiche di sorveglianza sanitaria consulta il nostro glossario sulla sorveglianza sanitaria, e per le specificita relative ai lavoratori con condizioni particolari la guida su sicurezza dei lavoratori disabili.

FAQ — Sicurezza scuole calcio e societa sportive giovaniliFAQ

Un'ASD con soli volontari deve redigere il DVR?
L'obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi ai sensi dell'art. 28 D.Lgs. 81/08 scatta dalla presenza di almeno un lavoratore subordinato o equiparato ai sensi dell'art. 2 lett. a) dello stesso decreto. Se l'ASD utilizza esclusivamente volontari tesserati agli enti del Terzo Settore ai sensi della Legge 8 agosto 1991 n. 267, privi di qualsiasi compenso o rimborso forfettario eccedente le spese vive documentate, il DVR non è formalmente obbligatorio. Tuttavia, con l'entrata in vigore del D.Lgs. 28 febbraio 2021 n. 36 (Riforma dello Sport), molte figure operative ricevono compensi o rimborsi che possono qualificarle come lavoratori sportivi ai sensi degli artt. 25-28 del decreto. In tali casi il DVR diventa obbligatorio. Anche in assenza di lavoratori subordinati, la redazione volontaria di un documento di analisi dei rischi è fortemente raccomandata: in caso di infortuni agli atleti o agli stessi volontari, la presenza di una valutazione documentata dei rischi e delle misure adottate costituisce elemento probatorio fondamentale nei procedimenti civili e penali. Le ASD affiliate a CONI e federazioni come FIGC sono inoltre tenute al rispetto delle norme organizzative interne che prevedono requisiti minimi di sicurezza degli impianti.
Gli allenatori di una scuola calcio hanno obbligo di formazione sulla sicurezza?
Gli allenatori che svolgono la loro attività come lavoratori sportivi ai sensi del D.Lgs. 36/2021 — ovvero che ricevono compensi anche di natura non retributiva ma eccedenti i limiti di esenzione fiscale previsti dall'art. 36 comma 6 — devono essere considerati lavoratori ai sensi del D.Lgs. 81/08 e seguire la formazione obbligatoria. Per le ASD e SSD che praticano il calcio giovanile, il codice ATECO di riferimento è 93.19 (altre attività sportive), classificato come rischio medio dall'Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011: 4 ore di formazione generale e 8 ore di formazione specifica, per un totale di 12 ore, con aggiornamento di 6 ore ogni cinque anni. I preposti (allenatori senior, responsabili tecnici) devono frequentare ulteriori 8 ore. In aggiunta, gli allenatori devono essere formati al primo soccorso (D.M. 388/2003) e, per le strutture soggette a normativa antincendio, alla gestione delle emergenze (D.M. 02/09/2021). Il possesso della licenza UEFA o del diploma FIGC non sostituisce la formazione obbligatoria ai sensi del D.Lgs. 81/08 in materia di sicurezza sul lavoro.
La sorveglianza sanitaria riguarda anche gli atleti minorenni?
La sorveglianza sanitaria ai sensi del D.Lgs. 81/08 riguarda i lavoratori e si applica agli atleti minorenni solo se questi sono qualificabili come lavoratori sportivi ai sensi del D.Lgs. 36/2021. In pratica, per la quasi totalità dei minori che partecipano alle scuole calcio e ai campionati giovanili questo non è il caso: i minorenni non possono stipulare contratti di lavoro sportivo e non possono essere assunti come lavoratori. La tutela sanitaria degli atleti minorenni si basa invece sulla normativa agonistica: il D.M. 24 aprile 2013 e i precedenti decreti ministeriali prevedono l'obbligo della visita medica per l'idoneità all'attività sportiva agonistica, rilasciata dal medico dello sport, per tutti gli atleti tesserati alle federazioni sportive nazionali riconosciute dal CONI che partecipano a competizioni federali. Per il calcio giovanile, l'idoneità agonistica è richiesta a partire dalle categorie competitive (Under 10 agonistica, Under 12, Under 14, Under 16, Under 17, Under 19, Juniores). Per l'attività non agonistica (scuola calcio dai 5 ai 9 anni) il certificato di idoneità non agonistica rilasciato dal medico di medicina generale è sufficiente. La responsabilità del controllo delle certificazioni ricade sul responsabile tecnico e sanitario della ASD.
Il defibrillatore DAE è obbligatorio per una scuola calcio o ASD?
Sì. L'obbligo di dotarsi di un defibrillatore automatico esterno (DAE) e di personale formato al suo utilizzo per le associazioni e società sportive dilettantistiche che partecipano a competizioni organizzate è stato introdotto dalla Legge 4 agosto 2021 n. 116 (che ha convertito il D.L. 73/2021) e reso operativo con il D.M. 24 aprile 2013, successivamente aggiornato dalle circolari ministeriali. In concreto, per le ASD e SSD affiliate al CONI che svolgono attività sportiva agonistica con atleti tesserati, il DAE deve essere presente e accessibile durante le gare e gli allenamenti. Le Norme Organizzative Interne della FIGC e i regolamenti delle Leghe recepiscono questo obbligo e lo estendono alle strutture omologate. Il personale addetto deve essere formato al Basic Life Support-Defibrillation (BLSD) con certificazione periodicamente rinnovabile (ogni 12-24 mesi secondo i protocolli IRC o ERC). Il DAE deve essere registrato nel registro regionale degli apparecchi, sottoposto a manutenzione periodica e verificato prima di ogni gara. La mancata disponibilità del DAE durante eventi sportivi ufficiali espone la società a sanzioni disciplinari federali oltre che a profili di responsabilità civile e penale in caso di arresto cardiocircolatorio di un atleta.
Qual è la differenza tra lavoratori sportivi e volontari secondo il D.Lgs. 36/2021?
Il D.Lgs. 28 febbraio 2021 n. 36 (Riforma dello Sport), in vigore progressivamente dal 1° luglio 2023, ha ridefinito le categorie operative nel settore sportivo dilettantistico. I lavoratori sportivi sono coloro che svolgono, a fronte di un corrispettivo, una delle attività elencate nell'art. 25: atleti, allenatori, istruttori, direttori tecnici, preparatori atletici, direttori sportivi e altre figure tecniche definite da ciascun ente sportivo. I lavoratori sportivi possono operare come dipendenti, con contratto di collaborazione coordinata e continuativa (co.co.co.) o come lavoratori autonomi. Sono invece volontari coloro che svolgono la propria attività in modo personale, spontaneo e gratuito, senza ricevere compensi di alcuna natura, nemmeno sotto forma di rimborso forfettario non documentato. I rimborsi spese documentati (viaggio, vitto, alloggio) non mutano la qualifica di volontario, purché non eccedano le soglie stabilite. Il discrimine pratico è la presenza di qualsiasi forma di corrispettivo fisso o variabile non strettamente collegato a spese effettivamente sostenute e documentate. Per le scuole calcio, allenatori e istruttori che ricevono anche modesti compensi mensili sono lavoratori sportivi a tutti gli effetti, con i connessi obblighi previdenziali, assicurativi e di sicurezza sul lavoro.
Chi risponde in caso di infortuni su un campo di calcio durante un allenamento?
La responsabilità in caso di infortuni su un campo di calcio durante allenamenti o gare segue diversi livelli normativi. Sul piano civile (art. 2043 e 2049 c.c.) risponde in primo luogo il datore di lavoro o il responsabile dell'ASD/SSD per i danni causati a lavoratori e a terzi, se l'infortunio è riconducibile a una carenza organizzativa, strutturale o formativa. Sul piano penale (artt. 589-590 c.p.), possono rispondere il datore di lavoro, il RSPP, i preposti e qualsiasi soggetto che abbia in concreto il potere di impedire l'evento. Per gli atleti non lavoratori il quadro si basa sulla responsabilità contrattuale dell'ASD che ha organizzato l'attività, sull'assicurazione obbligatoria INAIL per i lavoratori sportivi e sull'assicurazione federale FIGC per i tesserati. Le cause più frequenti di infortuni su campo includono: fondo irregolare o pericoloso del terreno di gioco, attrezzature non a norma (porte non ancorate, sponde danneggiate), mancanza di riscaldamento adeguato per negligenza organizzativa, sovraffollamento del campo durante l'allenamento. Il mantenimento della documentazione di sicurezza (DVR, registro manutenzione campo e attrezzature, attestati formativi) è l'elemento che differenzia la posizione processuale di una ASD virtuosa da una inadempiente.

12. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro
  • D.Lgs. 28 febbraio 2021 n. 36 — Riforma dell'ordinamento sportivo, del lavoro sportivo e delle discipline sanzionatorie (artt. 25-36)
  • Legge 8 agosto 1991 n. 267 — Legge quadro per il volontariato
  • D.M. 24 aprile 2013 — Defibrillatori automatici nelle manifestazioni sportive
  • Legge 4 agosto 2021 n. 116 — Conversione D.L. 73/2021, obbligo DAE per ASD/SSD
  • Norme Organizzative Interne FIGC (NOIF) — Regolamento delle Lega e dei campionati giovanili
  • D.M. 18 marzo 1996 — Norme di sicurezza per la costruzione e l'esercizio degli impianti sportivi
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ai sensi del D.Lgs. 81/08
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri per la gestione delle emergenze e la prevenzione incendi nei luoghi di lavoro
  • D.M. 15 marzo 2005 e successivi — Idoneità all'attività sportiva agonistica e non agonistica
  • Statuto e Regolamenti CONI — Requisiti di sicurezza per impianti sportivi affiliati

Disclaimer. Questa guida ha finalita informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla struttura, dalle attivita svolte, dalla presenza di lavoratori sportivi, dalla normativa vigente e dai regolamenti federali. DVR, formazione, sorveglianza sanitaria e gestione del DAE devono essere adattati al caso concreto da professionisti qualificati.

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