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Sicurezza sul lavoro per palestre e centri sportivi

Istruttori con contratti diversi, receptionist di sera, addetti alle pulizie e alla vasca: in una palestra gli obblighi verso il personale si sommano a quelli verso centinaia di frequentatori.

Risposta rapida

Una palestra, un’ASD o una SSD con dipendenti o lavoratori sportivi inseriti nell’organizzazione è datore di lavoro: servono DVR, RSPP, addetti alle emergenze e formazione. In più deve avere un defibrillatore con personale formato durante gare e allenamenti e, con oltre 100 persone o oltre 200 m² al chiuso, rientra nell’attività 65 del D.P.R. 151/2011.

Chi è lavoratore in una palestra

La riforma del lavoro sportivo (D.Lgs. 36/2021, operativa dal 1° luglio 2023) ha reso possibile inquadrare istruttori e allenatori come subordinati, collaboratori coordinati e continuativi o autonomi. Ai fini del D.Lgs. 81/2008 il contratto conta meno delle modalità di lavoro: chi lavora negli orari, negli spazi e con le attrezzature decisi dalla palestra rientra nella definizione di lavoratore dell’art. 2 e va compreso nel DVR, formato e, se serve, sottoposto a sorveglianza sanitaria.

Il professionista con partita IVA che affitta una sala per i propri corsi è invece un lavoratore autonomo (art. 21): la palestra deve informarlo sui rischi dei locali e sulle procedure di emergenza e, se lavora mentre è presente altro personale, coordinarsi con lui. I volontari sportivi senza compenso seguono le regole dell’art. 3, comma 12-bis. Una palestra con soli soci volontari ha quindi obblighi più leggeri, ma non nessun obbligo.

Rischi per mansione

MansioneRischi da valutareMisure tipiche
Istruttore di sala e corsiSovraccarico muscolo-scheletrico, voce, rumore della musica in salaLimiti di volume, pause vocali, ausili per lo spostamento di dischi e panche
Assistente bagnantiMicroclima caldo-umido, scivolamento, sforzo nel salvataggioTurni, calzature, procedure di soccorso provate
Addetto impianto piscinaIpoclorito, acidi per il pH, locale tecnico chiusoSchede di sicurezza, DPI, divieto di miscelare prodotti, ventilazione
Reception seraleLavoro in solitario, clienti aggressivi, gestione dell’emergenza da soliProcedure di chiusura, sistema di allarme, formazione da addetto
Pulizie e spogliatoiDetergenti, rischio biologico, pavimenti bagnatiProdotti etichettati, guanti, orari di pulizia senza utenti

Per l’analisi dettagliata dei singoli rischi, dalla Legionella nelle docce al rumore delle sale corsi, rimandiamo alla guida per palestre e fitness. Qui ci concentriamo su ciò che una struttura deve avere pronto quando arriva un controllo.

Defibrillatore: cosa serve davvero

Il D.M. 24 aprile 2013 ha introdotto l’obbligo del defibrillatore semiautomatico per le società sportive professionistiche e dilettantistiche. La L. 116/2021 lo ha esteso esplicitamente agli allenamenti oltre che alle gare e ha chiesto alle società che usano impianti pubblici di condividere il dispositivo con gli altri utilizzatori; il decreto attuativo firmato nel 2023 dai Ministri della Salute e dello Sport ha aggiornato le regole del 2013.

In pratica, prima dell’inizio di ogni attività bisogna poter dimostrare tre cose: il DAE è presente e accessibile, è manutenuto (batteria e piastre nei tempi del fabbricante) e c’è una persona con formazione BLSD valida. Il dispositivo va segnalato alla centrale operativa 118. Il punto debole più comune è l’orario: la persona formata c’è al mattino, ma non nella fascia serale con più iscritti. Approfondimento nella guida sul defibrillatore in azienda.

Antincendio e affollamento

Palestre e centri sportivi con capienza oltre 100 persone o superficie lorda al chiuso oltre 200 m² sono l’attività 65 del D.P.R. 151/2011: servono SCIA ai Vigili del Fuoco, registro dei controlli e, per il D.M. 2 settembre 2021, piano di emergenza e addetti antincendio di livello 2. Il piano è comunque obbligatorio quando il luogo è aperto al pubblico con più di 50 persone presenti contemporaneamente, anche con pochi dipendenti. La regola tecnica di progettazione dipende dal tipo di impianto e dalla presenza di spettatori: va individuata caso per caso.

Nella gestione quotidiana contano soprattutto le vie di esodo libere da attrezzi e tappetini, le porte apribili verso l’esterno non chiuse a chiave durante l’apertura e un’esercitazione almeno annuale che coinvolga anche il personale dei turni serali. Le persone con esigenze speciali, frequenti nei corsi di ginnastica dolce o riabilitativa, vanno considerate esplicitamente nel piano di emergenza.

Obblighi riepilogati

ObbligoQuando scattaRiferimento
DVR e nomina RSPPDal primo lavoratore, compresi i lavoratori sportivi inseriti nell’organizzazioneD.Lgs. 81/2008, artt. 17, 28, 31
Formazione lavoratori4 ore generali più specifica secondo il rischio, aggiornamento 6 ore ogni 5 anniArt. 37; Accordo 17/04/2025
Defibrillatore e BLSDDurante gare e allenamentiD.M. 24/04/2013; L. 116/2021
Piano di emergenzaAlmeno 10 lavoratori, oltre 50 persone presenti o attività soggettaD.M. 2 settembre 2021, art. 2
SCIA antincendioOltre 100 persone o oltre 200 m² al chiusoD.P.R. 151/2011, attività 65
Primo soccorsoAddetti formati e cassetta adeguata al gruppo aziendaleD.M. 388/2003
PiscinaAutocontrollo igienico-sanitario dell’acqua e figure richiesteNormativa regionale

Documenti di una palestra

  • DVR per mansioni (istruttori, sala, reception, pulizie, assistenti bagnanti) con valutazione MMC e chimico
  • Nomina dell’RSPP e, quando prevista dalla valutazione, del medico competente
  • Designazione e attestati di addetti antincendio e primo soccorso per ogni turno di apertura
  • Defibrillatore semiautomatico, registro dei controlli e attestati BLSD del personale presente
  • SCIA antincendio se la struttura supera 100 persone o 200 m² al chiuso; piano di emergenza ed esercitazioni
  • Manuali e manutenzione delle macchine da allenamento
  • Per le piscine: documentazione dell’autocontrollo igienico-sanitario previsto dalle norme regionali e schede di sicurezza dei prodotti
  • Attestati di formazione di lavoratori e responsabili di sala (preposti)

Errori frequenti nei controlli

  1. Istruttori a collaborazione esclusi dal DVR perché “non dipendenti”.
  2. Attestato BLSD scaduto o personale formato assente nelle ore serali.
  3. Prodotti per la piscina travasati in contenitori senza etichetta nel locale tecnico.
  4. Capienza dichiarata nella SCIA superata nelle ore di punta o durante gli eventi.
  5. Macchine da allenamento senza registro di manutenzione o con protezioni danneggiate.

Come impostiamo il servizio per una palestra

Partiamo dall’elenco reale delle persone che lavorano nella struttura e dal loro inquadramento, perché da lì dipende chi entra nel DVR. Poi un sopralluogo con planimetria e orari di apertura, la verifica della posizione antincendio e del defibrillatore, e un piano formativo che copra ogni fascia oraria con almeno un addetto antincendio, uno al primo soccorso e una persona BLSD. Le scadenze confluiscono nel servizio di gestione scadenze.

Esempio: una SSD con 4 dipendenti, 9 istruttori collaboratori e una sala da 350 m² è attività soggetta. Gli istruttori che seguono i corsi nel calendario della palestra vanno valutati come lavoratori; la reception serale va coperta da un addetto antincendio di livello 2 e il corso per i addetti antincendio va pianificato sui turni. La soluzione resta da adattare al caso specifico.

Domande frequentiFAQ

Un’associazione sportiva dilettantistica deve fare il DVR?
Sì, se ha lavoratori secondo l’art. 2 del D.Lgs. 81/2008, compresi i lavoratori sportivi che operano nell’organizzazione dell’associazione. Con soli volontari non retribuiti valgono gli obblighi più limitati dell’art. 3, comma 12-bis, che comunque richiedono di informarli sui rischi e sulle misure di emergenza dei locali.
Chi deve saper usare il defibrillatore?
Durante gare e allenamenti deve essere presente almeno una persona formata con un corso BLSD riconosciuto, in grado di intervenire subito. Conviene avere più persone formate, così da coprire tutti gli orari, e tenere un registro con le date di scadenza degli attestati e dei controlli sul dispositivo.
Se affitto le sale a istruttori esterni chi risponde della sicurezza?
La palestra resta responsabile dei locali, degli impianti e della gestione dell’emergenza; l’istruttore autonomo risponde delle proprie attrezzature e del proprio lavoro. Il contratto di uso della sala dovrebbe indicare chi apre e chiude, chi è l’addetto alle emergenze presente e come si accede al defibrillatore.

Fonti normative

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