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Guida settoriale 2026

Sicurezza Circuiti Kart e Motorsport

Obblighi di sicurezza per gestori di circuiti kart e motorsport amatoriale: DVR specifico per pista e pit lane, rischio incendio da carburanti, DPI per meccanici, barriere protettive, gestione delle emergenze e normativa ACI Sport e CSAI.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Un circuito kart o motorsport che impiega lavoratori — meccanici, addetti pista, commissari, personale di accoglienza — è soggetto al D.Lgs. 81/08e deve disporre di un DVR che copra i rischi specifici dell'attività: rischio meccanico da manutenzione kart e motori, rischio incendio da carburanti e lubrificanti in pit lane, rischio da rumore dei motori, rischio di investimento da parte dei veicoli nelle aree condivise. Le strutture che ospitano gare con pubblico devono inoltre soddisfare i requisiti tecnici di omologazione ACI Sport e CSAI per barriere, vie di fuga e presidio sanitario. Il settore è classificato come rischio medio-alto: la formazione dei lavoratori è di 12-16 ore e la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per chi è esposto a rumore, vibrazioni o agenti chimici (carburanti, oli motore, solventi di pulizia).

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08 e normativa ACI Sport CSAI

La gestione di un circuito kart o motorsport si colloca all'incrocio di due sistemi normativi distinti ma complementari: la normativa in materia di sicurezza sul lavoro e la normativa sportiva federale. Il pilastro della sicurezza del lavoro è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81, Testo Unico sulla salute e sicurezza, che si applica integralmente ai lavoratori impiegati nel circuito — meccanici, addetti pista, commissari dipendenti, personale amministrativo. Le disposizioni del Titolo III (artt. 69-73) disciplinano l'uso in sicurezza delle attrezzature di lavoro, inclusi i kart e le attrezzature meccaniche da officina; il Titolo VIII affronta i rischi fisici (rumore, vibrazioni); il Titolo IX i rischi chimici derivanti da carburanti, lubrificanti e solventi di pulizia; l'art. 46 rimanda alla normativa antincendio specifica per la gestione del rischio da liquidi infiammabili in pit lane.

Sul fronte sportivo, la Commissione Sportiva Automobilistica Italiana (CSAI), organo tecnico dell'Automobile Club d'Italia (ACI) riconosciuto dalla FIA, stabilisce i requisiti tecnici minimi che un circuito deve soddisfare per ottenere l'omologazione alle competizioni ufficiali. Questi requisiti includono le specifiche dimensionali della pista, il tipo e le caratteristiche delle barriere di protezione, le vie di fuga, il numero minimo di commissari, la presenza di ambulanza e di un medico di pista durante le gare, le caratteristiche dell'infermeria e del locale per il primo soccorso. L'omologazione CSAI non sostituisce gli adempimenti del D.Lgs. 81/08, ma ne integra e spesso supera le prescrizioni minime per quanto riguarda le infrastrutture di pista.

Per le strutture che ospitano eventi con pubblico, si aggiunge la disciplina del DPR 151/2011 (attività soggette a prevenzione incendi) per i depositi di carburanti e per i locali con presenza di liquidi infiammabili, con obbligo di SCIA antincendio o CPI a seconda della quantità di carburante detenuta. Anche il DM 19/08/1996 (approvazione della regola tecnica di prevenzione incendi per le attività ricreative) può applicarsi ai circuiti con pubblico. Il quadro normativo si completa con le disposizioni del Codice Penale (artt. 589-590 c.p. su omicidio colposo e lesioni colpose) e del D.Lgs. 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, che assume rilievo quando il gestore del circuito è una persona giuridica.

Un aspetto frequentemente sottovalutato riguarda i piloti amatoriali: se si tratta di partecipanti a gare amatoriali non retribuiti (tesserati ACI Sport, associati a un circolo sportivo affiliato ACI Sport), non sono lavoratori subordinati e il D.Lgs. 81/08 non si applica direttamente alla loro tutela come lavoratori. Tuttavia, il gestore rimane responsabile della sicurezza della struttura nei confronti di tutti i frequentatori, inclusi i piloti amatoriali, ai sensi dell'art. 2050 c.c. (attività pericolosa) e dell'art. 2043 c.c. (responsabilità extracontrattuale).

2. DVR specifico per circuiti kart e motorsport

Il Documento di Valutazione dei Rischi di un circuito kart o motorsport deve affrontare una pluralità di rischi che lo differenziano dalle normali attività commerciali o artigianali. La struttura del DVR deve essere elaborata da un RSPP con esperienza specifica nel settore o con conoscenza approfondita dei rischi caratteristici: il rischio meccanico da officina, il rischio incendio da carburanti, il rischio da rumore dei motori, il rischio da agenti chimici, il rischio di investimento da veicoli nelle aree di transizione tra pista e pit lane.

Mappatura delle aree e delle mansioni. Il DVR deve descrivere tutte le aree del circuito — pista, pit lane, box meccanici, officina, area carburanti, reception, tribune per il pubblico, parcheggi — e associare a ciascuna area le mansioni dei lavoratori esposti e i rischi specifici. Per ogni mansione devono essere indicati: le attrezzature utilizzate, i materiali e le sostanze presenti, i DPI prescritti, le procedure di lavoro in sicurezza, la formazione specifica richiesta e le modalità di sorveglianza sanitaria se dovuta.

Analisi dei rischi principali. Tra i rischi che devono ricevere attenzione prioritaria nel DVR di un circuito motorsport figurano:

Aggiornamento del DVR.Il DVR va rivisto (art. 29 c. 3 D.Lgs. 81/08) ogni volta che intervengono modifiche significative: introduzione di nuove categorie di kart (es. transizione da kart a 2 tempi a kart elettrici), modifica del layout della pista, cambio di carburante (da benzina a etanolo o a carburanti speciali), infortuni occorsi o quasi incidenti segnalati, modifiche dell'organico. Per i circuiti con attività stagionale, è buona prassi aggiornare il DVR prima dell'apertura di ogni stagione, verificando la manutenzione delle barriere, lo stato degli estintori e le scadenze delle formazioni.

3. Rischi meccanici: kart, officina e manutenzione motori

Il rischio meccanico in un circuito kart è presente in due ambiti distinti: le aree di officina e manutenzione e le aree operative durante le sessioni di guida. Nell'officina, la manutenzione dei kart e dei motoricomporta l'uso di attrezzature da banco (trapani, smerigliatrici, avvitratori pneumatici, banchi di prova motori) che devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepita con D.Lgs. 17/2010) e disporre di tutte le protezioni previste dalla norma UNI EN ISO 14120 per gli schermi fissi e mobili. La norma UNI EN ISO 14120 stabilisce i requisiti generali per la progettazione e la costruzione delle protezioni — fisse, mobili, regolabili — sulle macchine, con particolare attenzione alle distanze di sicurezza e ai sistemi di interblocco che impediscono l'accesso agli organi in movimento durante il funzionamento.

Per la revisione e il collaudo dei motori a banco, i rischi principali includono: la proiezione di parti in caso di cedimento meccanico durante il funzionamento ad alta velocità (frammenti di pistoni, bielle, valvole); le ustioni da contatto con superfici calde (testa motore, scarichi, radiatori); il rischio elettricoper i sistemi di avviamento e accensione. Le misure di protezione devono includere schermi fissi sul banco di prova, guanti termoresistenti per le operazioni su componenti caldi, sistema di protezione della testa durante le operazioni di regolazione del carburatore con motore acceso.

Nelle aree di pit lane durante le sessioni, il rischio meccanico primario è l'investimento da parte dei kart. I kart competitivi possono raggiungere velocità significative anche in pit lane durante le manovre di rientro e uscita; i meccanici spesso operano a bordo pista o in prossimità della corsia pit con kart in movimento. Le misure di prevenzione includono: procedure scritte per l'accesso e l'uscita dalla pit lane con limitazione di velocità; segnaletica orizzontale e verticale che delimiti le aree riservate ai meccanici da quelle di transito dei kart; utilizzo di catarifrangenti e abbigliamento ad alta visibilità (EN ISO 20471, classe 2 o 3) per i commissari e gli addetti a bordo pista; formazione specifica per i meccanici sui comportamenti da adottare durante le fasi di pista aperta.

Per i kart elettrici, che stanno diffondendosi anche nei circuiti amatoriali, si aggiunge il rischio elettrico da batterie ad alta tensione (tipicamente 48-96 V per kart da competizione): i meccanici che operano sugli impianti elettrici dei kart elettrici devono essere persone esperte (PES) o persone avvertite (PAV) ai sensi della norma CEI 11-27, con formazione specifica sui rischi dell'alta tensione.

4. Rischio incendio: carburanti, pit lane e depositi

Il rischio incendio è uno dei rischi più critici nei circuiti motorsport, per la presenza strutturale di grandi quantità di carburante infiammabile in aree di lavoro ristrette. I carburanti tipicamente utilizzati nei kart da competizione — benzina, miscele con etanolo ad alto titolo, carburanti ad alto numero di ottani per motori a 2 tempi — hanno punti di infiammabilità molto bassi (la benzina ha punto di infiammabilità a circa -40°C) e possono formare miscele esplosive con l'aria anche a temperatura ambiente. Il riferimento normativo primario per la valutazione del rischio incendio è il DM 10/03/1998 (ancora applicabile per la classificazione del rischio e per le misure di prevenzione nelle attività non soggette a regola tecnica specifica) e il DM 02/09/2021 che ha rinnovato i criteri generali di sicurezza antincendio.

Deposito carburanti.Il deposito principale di carburante deve essere situato in un locale separato dal corpo principale del circuito, con struttura resistente al fuoco per almeno REI 60, pavimentazione impermeabile con grigliature di raccolta degli sversamenti, bacino di contenimento con capacità pari ad almeno il 110% del volume del serbatoio più grande, sistema di ventilazione naturale o forzata per impedire l'accumulo di vapori infiammabili, segnaletica di pericolo (divieto di fumo, divieto di usare fiamme libere, pericolo incendio), impianto di messa a terra e collegamento equipotenziale. Il deposito è soggetto a SCIA antincendio o CPI a seconda della quantità di carburante detenuta, secondo il DPR 151/2011 (allegato I).

Carburante in pit lane.Le quantità di carburante presenti in pit lane durante le sessioni devono essere limitate allo stretto necessario per le operazioni di rifornimento in corso. I contenitori devono essere omologati per il trasporto e la manipolazione di liquidi infiammabili (tanica metallica o HDPE certificata), con tappo antisgocciolamento e versatore antistatico. Le operazioni di rifornimento devono avvenire a motore spento, con estintore a portata di mano, in assenza di fiamme libere e di persone non autorizzate nell'area immediata. È opportuno che il piano di emergenza del circuito preveda una procedura specifica per l'incendio in pit lane, con vie di evacuazione separate per meccanici e piloti, e punti di raccolta designati.

Estintori e presidi antincendio.Il piano antincendio del circuito, redatto ai sensi del DM 02/09/2021, deve prevedere la distribuzione degli estintori in tutti i punti critici: uno per ogni box meccanici, uno ogni 200 m² nell'officina, almeno due nell'area carburanti, estintori carrellati da 50 kg (CO2 o polvere) nelle aree di rifornimento. Gli estintori devono essere conformi alla norma UNI EN 3 e sottoposti a manutenzione annuale (UNI 9994-1). Il personale di pista deve saper usare gli estintori: la formazione antincendio pratica include una sessione di addestramento all'uso dell'estintore su fuoco reale.

5. DPI per meccanici e addetti pista: selezione e gestione

La selezione dei dispositivi di protezione individuale (DPI) per i lavoratori di un circuito kart deve essere basata sulla valutazione specifica dei rischi nel DVR, seguendo le indicazioni del Titolo III Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 74-79). I DPI devono essere di terza categoria per i rischi più gravi (rischio di morte o lesione grave irreversibile) e di categoria appropriata per i rischi meno severi; devono essere conformi al Regolamento UE 2016/425 e recare la marcatura CE con il numero dell'organismo notificato per i DPI di terza categoria.

DPI per i meccanici di officina e pit lane. La valutazione del rischio meccanico e chimico per i meccanici porta tipicamente a prescrivere:

DPI per gli addetti pista e commissari di pista. I commissari e gli addetti a bordo pista sono esposti principalmente al rischio di investimento e al rischio rumore. I DPI tipici includono: abbigliamento ad alta visibilità (EN ISO 20471, classe 2 o 3 — gilet o indumento intero di colore giallo fluorescente o arancione con bande retroriflettenti); elmetto protettivo se operano in aree dove è possibile la proiezione di detriti da kart; protezione uditiva durante le sessioni di gara. I commissari di pista devono essere riconoscibili dai piloti: il regolamento CSAI prevede colorazioni specifiche per le uniformi dei commissari.

Il datore di lavoro deve consegnare i DPI con un verbale di consegna firmato, mantenere il registro dei DPI consegnati, verificarne periodicamente le condizioni e sostituire i DPI deteriorati o scaduti. La formazione all'uso corretto dei DPI (art. 77 D.Lgs. 81/08) deve essere documentata.

6. Barriere e protezioni pista: normativa CSAI e sicurezza strutturale

Le barriere di protezione costituiscono l'elemento più visibile della sicurezza strutturale di un circuito motorsport. La loro funzione è trattenere i kart fuori controllo, ridurre l'energia cinetica in caso di impatto e impedire ai veicoli di raggiungere le aree frequentate da piloti a piedi, meccanici e pubblico. I requisiti tecnici per le barriere dei circuiti kart sono definiti dalla normativa CSAI e, per i circuiti omologati a livello internazionale, dai regolamenti CIK-FIA.

Tipologie di barriere. Nei circuiti kart si utilizzano principalmente tre tipologie di barriere:

Manutenzione e ispezione delle barriere.Le barriere devono essere ispezionate prima di ogni giornata di attività e dopo ogni incidente significativo. Le condizioni da verificare includono: integrità strutturale degli elementi, assenza di parti sporgenti o taglienti, solidità dei fissaggi al suolo, assenza di lacerazioni nelle reti. Il registro delle ispezioni delle barriere deve essere tenuto aggiornato come parte del fascicolo della sicurezza del circuito. In caso di danni, le barriere devono essere riparate o sostituite prima della ripresa dell'attività.

Vie di fuga e zone di run-off. Ogni circuito deve disporre di vie di fuga adeguate in caso di incidente: zone di run-off pavimentate o in ghiaia ai lati della pista nelle curve, con larghezza sufficiente ad assorbire i kart fuori controllo prima che raggiungano le barriere. Le vie di evacuazione per il personale di pista devono essere segnalate e libere da ostacoli in ogni momento. La CSAI definisce le dimensioni minime delle vie di fuga in funzione della velocità massima raggiungibile in quel punto del circuito.

7. Gestione emergenze e primo soccorso

Il piano di emergenza di un circuito kart deve essere elaborato in modo specifico per le situazioni di rischio tipiche dell'attività: incidente in pista con pilota infortunato, incendio in pit lane, incidente meccanico in officina, situazione di emergenza medica nel pubblico. Il piano deve essere redatto ai sensi dell'art. 43 D.Lgs. 81/08 e del DM 02/09/2021, deve essere affisso nei punti strategici del circuito e deve essere oggetto di prove di evacuazione periodiche documentate.

Procedura per incidente in pista.In caso di incidente in pista, la sequenza di intervento deve essere definita e nota a tutti gli addetti: (1) attivazione della bandiera rossa da parte del direttore di gara o del direttore di pista per neutralizzare immediatamente la sessione; (2) intervento dei commissari di pista presenti nel settore dell'incidente per la messa in sicurezza dell'area; (3) accesso dei soccorritori (addetti primo soccorso formati ex DM 388/2003) all'area dell'incidente; (4) attivazione del 118 se la gravità dell'infortunio lo richiede; (5) comunicazione al direttore sportivo per la valutazione della ripresa dell'attività. Il raccordo con il sistema di emergenza sanitaria territoriale (118) richiede che il circuito abbia un accesso diretto per i mezzi di soccorso (ambulanza) che non attraversi la pista.

Presidio sanitario.Il DM 388/2003 (primo soccorso aziendale) e i regolamenti CSAI per le gare con pubblico prescrivono la presenza di un presidio sanitario attrezzato: un locale dedicato con lettino, illuminazione adeguata, lavandino, cassetta di pronto soccorso completa (allegato 1 DM 388/2003), defibrillatore semi-automatico (DAE) quando il numero di persone presenti lo richiede. Per le manifestazioni sportive con numeroso pubblico, la CSAI impone la presenza di ambulanza con personale paramedico e di un medico di pista per tutta la durata dell'evento. Il piano sanitario della manifestazione deve essere comunicato all'ASL territoriale competente prima dell'evento.

Incendio in pit lane.Il piano di emergenza deve prevedere una procedura specifica per l'incendio in pit lane, che è lo scenario più critico per la rapidità di propagazione e per la presenza simultanea di persone e carburante infiammabile. La procedura deve indicare: chi attiva l'allarme; chi usa gli estintori portatili nella fase iniziale; come si evacua la pit lane distinguendo il percorso di evacuazione dei meccanici da quello dei piloti; dove si trovano i punti di raccolta; chi chiama i Vigili del Fuoco (115).

8. Formazione obbligatoria per addetti ai circuiti motorsport

La formazione dei lavoratori impiegati nei circuiti kart e motorsport è disciplinata dagli artt. 36-37 del D.Lgs. 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 (pubblicato in GU n. 60 del 12/03/2012), che ha definito la durata e i contenuti dei corsi obbligatori in funzione del livello di rischio dell'attività. I circuiti motorsport, per la presenza di rischi meccanici, di incendio e di agenti chimici, ricadono tipicamente nel livello di rischio medio o alto:

FiguraFormazione baseFormazione aggiuntivaAggiornamento
Meccanico / addetto officina (rischio alto)16 ore (4h generali + 12h specifiche)Formazione DPI; procedura sicura su macchine utensili6h ogni 5 anni
Addetto pista / commissario (rischio medio)12 ore (4h generali + 8h specifiche)Formazione commissari CSAI (se gare ufficiali)6h ogni 5 anni
Preposto (capo officina, direttore di pista)Formazione lavoratore + 8h prepostoAntincendio livello 2 o 3 se designato addetto antincendio6h ogni 2 anni (post-Accordo SR 2025)
Addetto antincendio (designato)Livello 2 (8h) per rischio medio; livello 3 (16h + esame) per rischio altoAggiornamento periodico ex DM 02/09/2021
Addetto primo soccorso (designato)16 ore (gruppo A, circuiti con rischi elevati) o 12 ore (gruppo B)Retraining 6h ogni 3 anni
Datore di lavoro RSPP (rischio alto)48 ore corso datore-RSPP15h ogni 5 anni

Oltre alla formazione obbligatoria ex D.Lgs. 81/08, i commissari di pista nelle competizioni ufficiali ACI Sport e CSAI devono seguire i corsi di formazione previsti dai regolamenti sportivi federali per le diverse categorie di brevetto (commissario sportivo, commissario tecnico, direttore di gara, direttore di pista). Questa formazione sportiva si affianca e non sostituisce la formazione sicurezza sul lavoro. Tutti gli attestati devono essere conservati e disponibili per i controlli ispettivi.

9. Sorveglianza sanitaria per addetti ai circuiti motorsport

La sorveglianza sanitaria ex artt. 41-42 D.Lgs. 81/08 è obbligatoria nei circuiti kart per i lavoratori esposti a rischi specifici che superano le soglie di legge. I principali fattori che determinano l'obbligo di sorveglianza sanitaria sono:

Il medico competentedeve essere nominato quando almeno uno dei rischi sopra indicati impone la sorveglianza sanitaria. Il medico partecipa alla redazione del DVR, rilascia il giudizio di idoneità alla mansione specifica per ogni lavoratore esposto (idoneo, idoneo con prescrizioni, idoneo con limitazioni, non idoneo temporaneo o permanente), propone eventuali misure di prevenzione o adattamento del posto di lavoro. Le visite di idoneità devono avvenire prima dell'assunzione (visita preventiva) e poi con cadenza stabilita dal medico competente (tipicamente annuale o biennale a seconda del rischio).

Checklist adempimenti circuiti kart e motorsport

  • DVR redatto e aggiornato per le attività del circuito (meccanica, pista, pit lane, spettatori)
  • RSPP nominato con formazione adeguata al livello di rischio del circuito
  • Addetti antincendio designati e formati (DM 02/09/2021, livello 2 o 3)
  • Addetti primo soccorso designati e formati con corso 16h (DM 388/2003, gruppo A)
  • DPI forniti e consegnati a meccanici e addetti pista (calzature S3, guanti, occhiali, protezione uditiva)
  • Deposito carburanti conforme alla normativa antincendio (locale separato, contenimento, segnaletica)
  • Barriere protettive e reti di contenimento lungo il perimetro di gara (omologazione ACI Sport o CSAI)
  • Piano di emergenza affisso, aggiornato e oggetto di prove documentate

FAQ sicurezza circuiti kart e motorsportFAQ

Un circuito kart amatoriale deve avere il DVR?
Sì. Qualsiasi datore di lavoro che impieghi almeno un lavoratore — inclusi dipendenti a tempo parziale, stagionali, tirocinanti o lavoratori somministrati — è obbligato a redigere il Documento di Valutazione dei Rischi ai sensi dell'art. 17 e dell'art. 28 del D.Lgs. 81/08. Per un circuito kart amatoriale, il DVR deve coprire i rischi specifici della struttura: rischio meccanico derivante dalla manutenzione dei kart e dei motori, rischio incendio legato alla presenza di carburanti e lubrificanti in pit lane, rischio da agenti fisici (rumore dei motori, vibrazioni), rischio di investimento da parte dei kart nelle aree condivise tra piloti e addetti, e rischi propri della struttura (elettrico, scivolamento, cadute dall'alto durante le operazioni di manutenzione). Il DVR va firmato dal datore di lavoro, dal RSPP, dall'RLS o RLST, e dal medico competente quando la sorveglianza sanitaria è dovuta. L'assenza del DVR è sanzionata con arresto da tre a sei mesi o ammenda da 3.071 a 7.862 euro (art. 55 D.Lgs. 81/08).
Quali DPI devono indossare i meccanici in pit lane?
I meccanici che operano in pit lane in un circuito kart o motorsport sono esposti a rischi multipli che richiedono una selezione accurata dei dispositivi di protezione individuale (DPI) in base alla valutazione del rischio nel DVR. Come minimo, la valutazione porta a prescrivere: calzature antinfortunistiche di categoria S2 o S3 con puntale in acciaio e suola antiperforazione (protezione dai danni da carichi caduti, da kart in manovra e da superfici scivolose contaminate da carburante o olio); guanti da lavoro resistenti agli idrocarburi in nitrile per le operazioni di rifornimento e di sostituzione dell'olio motore; occhiali di protezione avvolgenti durante le operazioni di smontaggio motori (proiezione di schegge, fluidi in pressione); indumenti da lavoro ignifughi o almeno resistenti al fuoco (categoria EN ISO 11612) nelle aree dove si effettuano rifornimenti; dispositivi di protezione uditiva (tappi monouso o cuffie antirumore) nelle fasi di test motori o prova in pista, dove il livello di rumore può superare gli 85 dB(A). I DPI devono essere consegnati con verbale firmato e i lavoratori devono essere formati al loro corretto utilizzo.
Come si gestisce il rischio incendio da carburanti in un circuito kart?
La gestione del rischio incendio nei circuiti kart è disciplinata dal D.Lgs. 81/08 (Titolo I, valutazione dei rischi; art. 46, prevenzione incendi) in combinazione con il DM 10/03/1998 sui criteri generali di sicurezza antincendio nei luoghi di lavoro, aggiornato dal DM 02/09/2021. I carburanti utilizzati nei kart da competizione — benzina, miscele a base di etanolo o carburanti specifici per motori a due tempi — sono liquidi infiammabili con basso punto di infiammabilità, classificati come liquidi di categoria I o II ai sensi del DM 31/07/1934. Le misure obbligatorie per la gestione del rischio includono: deposito carburanti in locale separato, ventilato, con pavimentazione impermeabile e sistema di contenimento degli sversamenti (vasca di raccolta); quantità massime di carburante in pit lane limitate a quelle strettamente necessarie per l'operazione in corso; attrezzature di rifornimento antistatiche e bidoni omologati; estintori a CO2 o a polvere BCE posizionati ad ogni box e nelle aree di rifornimento; divieto assoluto di fumare o usare fiamme libere nell'intera pit lane; addetti antincendio designati e formati (DM 02/09/2021, livello 2 o 3 secondo la classificazione del rischio). Il piano di emergenza deve prevedere la procedura specifica per l'incendio in pit lane con vie di evacuazione separate per piloti e meccanici.
Quali sono gli obblighi di primo soccorso in un circuito kart?
Gli obblighi di primo soccorso in un circuito kart derivano dal DM 15 luglio 2003 n. 388, che classifica le aziende in tre gruppi (A, B, C) in base al codice ATECO, al numero di lavoratori e ai rischi specifici. I circuiti kart, per la presenza di rischi meccanici e di incendio significativi, rientrano tipicamente nel gruppo A (rischio più elevato), con obbligo di designare addetti al primo soccorso formati con corso di 16 ore (12 ore teorico-pratiche + 4 ore di tirocinio in struttura sanitaria) con retraining ogni 3 anni. L'infermeria o il locale per il primo soccorso deve essere dotato di cassetta di pronto soccorso conforme all'allegato 1 del DM 388/2003, con farmaci, garze, bende, cesoie, laccio emostatico, guanti sterili e, ove prescritto, defibrillatore semi-automatico (DAE). Nei circuiti che ospitano gare con pubblico, le normative sportive ACI Sport e CSAI impongono requisiti aggiuntivi: presenza di ambulanza con equipaggio qualificato durante le sessioni di gara, medico di pista, piano sanitario dell'evento da concordare con l'ASL locale. Questi obblighi sportivi si sovrappongono agli obblighi di sicurezza sul lavoro e richiedono un coordinamento tra il gestore del circuito e l'organizzazione sportiva.
Che formazione devono avere gli addetti pista in un circuito motorsport?
Gli addetti pista nei circuiti motorsport (commissari di pista, addetti ai box, controllori di corsia, meccanici) sono lavoratori soggetti agli obblighi di formazione del D.Lgs. 81/08, artt. 36-37, e dell'Accordo Stato-Regioni del 22/02/2012 (che ha aggiornato il precedente accordo del 21/12/2011 su formazione lavoratori, preposti e dirigenti). Il settore dei circuiti sportivi, per la presenza di rischi meccanici, di incendio e di investimento da veicoli, è classificato come rischio medio o alto a seconda delle attività specifiche: la formazione obbligatoria è di 12 ore (4 generali + 8 specifiche per rischio medio) o 16 ore (4 generali + 12 specifiche per rischio alto). Oltre alla formazione sicurezza sul lavoro, gli addetti designati devono seguire: la formazione antincendio ai sensi del DM 02/09/2021 (livello 2: 8 ore per rischio medio; livello 3: 16 ore con esame per rischio alto e strutture con oltre 300 persone presenti); la formazione primo soccorso (DM 388/2003: 16 ore per gruppo A, con retraining triennale). I commissari di pista devono inoltre ricevere formazione specifica sulle procedure di intervento in pista, sull'uso delle bandiere di segnalazione e sulle procedure di neutralizzazione della gara in caso di incidente, definite dai regolamenti ACI Sport e CSAI.
Il gestore del circuito è responsabile degli incidenti in pista?
La responsabilità del gestore del circuito motorsport in caso di incidenti è un tema articolato che coinvolge sia i profili di responsabilità civile (art. 2050 c.c. — responsabilità per attività pericolose, con inversione dell'onere della prova) sia i profili penali (artt. 589-590 c.p. — omicidio colposo e lesioni personali colpose, aggravati dalla violazione di norme di sicurezza). Il gestore è responsabile della sicurezza della struttura: conformità delle barriere di protezione, manutenzione del manto stradale, adeguatezza della segnaletica, funzionamento degli impianti antincendio e di primo soccorso. Per gli eventi con pubblico, la responsabilità si estende alla sicurezza degli spettatori nelle tribune e nelle aree di accesso alla pista. La normativa ACI Sport e CSAI stabilisce i requisiti minimi che il circuito deve soddisfare per ottenere l'omologazione alla competizione; un circuito non omologato che ospiti gare organizzate espone il gestore a responsabilità aggravata. Ai sensi del D.Lgs. 231/2001, se il circuito è gestito da una persona giuridica, la società può rispondere amministrativamente per i reati commessi nel suo interesse o vantaggio da persone che la rappresentano. L'adozione di un Modello Organizzativo e di Gestione (MOG) con specifico protocollo per la sicurezza dei circuiti motoristici può costituire esimente dalla responsabilità dell'ente.

11. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 29, 36-37, 46, 55, 69-73, Titolo VIII, Titolo IX)
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti ex D.Lgs. 81/08: durata e contenuti dei corsi per livello di rischio basso, medio e alto
  • D.M. 10 marzo 1998 — Criteri generali di sicurezza antincendio e per la gestione dell'emergenza nei luoghi di lavoro (rischio basso, medio, alto); classificazione delle aree con liquidi infiammabili
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio per i luoghi di lavoro; livelli di formazione antincendio 1, 2, 3 e aggiornamento periodico
  • Norma UNI EN ISO 14120:2015 — Sicurezza del macchinario: schermi fissi e mobili; requisiti generali per la progettazione e la costruzione delle protezioni fisse e mobili sulle macchine
  • D.M. 15 luglio 2003 n. 388 — Regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale: gruppi A, B, C e formazione degli addetti
  • Regolamento ACI Sport — Norme sportive per le competizioni su circuiti: omologazione pista, requisiti di sicurezza, commissari, infermeria e ambulanza
  • Regolamento CSAI (Commissione Sportiva Automobilistica Italiana) — Prescrizioni tecniche per circuiti karting: barriere, vie di fuga, altezze di protezione
  • D.Lgs. 8 giugno 2001 n. 231 — Responsabilità amministrativa degli enti: reati di omicidio colposo e lesioni colpose con violazione di norme di sicurezza (artt. 25-septies)
  • D.P.R. 1 agosto 2011 n. 151 — Regolamento recante semplificazione della disciplina dei procedimenti relativi alla prevenzione degli incendi (allegato I: attività soggette a SCIA/CPI)

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la consulenza tecnica o legale sul caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalle attività svolte, dal numero e dalla tipologia di lavoratori, dalle attrezzature presenti, dalla struttura fisica del circuito e dalla normativa regionale e sportiva vigente. DVR, piano antincendio, valutazione del rumore e piano di formazione devono essere adattati al circuito specifico da professionisti abilitati.

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