Nella produzione di pasta fresca i rischi principali vengono dalle macchine (impastatrici, sfogliatrici, trafile, formatrici per pasta ripiena, taglierine), dalla polvere di farina e semola, dal vapore di pastorizzatori e cuocitori, dalle celle frigorifere e dalla movimentazione di sacchi e vassoi. Con lavoratori servono DVR, RSPP, formazione e addetti alle emergenze; come impresa alimentare servono autocontrollo HACCP e rispetto della catena del freddo.
Sfogliatrici, trafile e formatrici
Rulli controrotanti, coclee delle trafile e stampi delle formatrici possono trascinare dita e mani. Le zone pericolose devono essere protette da ripari fissi o interbloccati; le aperture di alimentazione devono impedire di raggiungere gli organi in moto. Gli infortuni tipici avvengono durante la rimozione di un impasto inceppato o la pulizia con la macchina ancora in movimento: la procedura deve prevedere arresto, sezionamento e attesa dell’arresto completo. Le macchine vanno mantenute secondo il manuale e le modifiche artigianali (ripari tolti, sensori esclusi) sono vietate.
Polvere di farina e semola
Come nei panifici, la polvere di farina è sensibilizzante per le vie respiratorie: carico degli sfarinati vicino alla bocca della macchina o con sistemi chiusi, aspirazione, pulizia con aspirapolvere e non con aria compressa. La valutazione del rischio chimico e il parere del medico competente stabiliscono se serve la sorveglianza sanitaria.
Pastorizzatori, vapore e celle
Pastorizzatori e cuocitori a vapore espongono a ustioni da vapore e da superfici calde; i generatori di vapore e gli apparecchi a pressione richiedono la verifica delle condizioni di esercizio e, se rientrano nelle categorie previste, le verifiche periodiche. Le celle frigorifere devono essere apribili dall’interno e dotate di allarme; per chi entra e esce di frequente servono indumenti adeguati.
Igiene del prodotto
Il piano di autocontrollo basato sui principi HACCP (Reg. CE 852/2004) deve coprire ripieni (carne, formaggi, uova), pastorizzazione, raffreddamento rapido, confezionamento, allergeni ed etichettatura. Per la conservazione della pasta fresca sfusa il D.P.R. 187/2001 fissa il limite di +4 °C con tolleranza.
Documenti e formazione
- DVR con macchine, polveri, microclima, movimentazione, rischio elettrico in ambiente umido.
- Formazione secondo l’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: la classe di rischio della parte specifica dipende dal codice ATECO, i contenuti dalle macchine realmente usate.
- Addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e antincendio (D.M. 2 settembre 2021).
- Registro di manutenzione delle macchine e procedure di pulizia in sicurezza.
Errori frequenti
- Rimozione dell’impasto inceppato con la sfogliatrice in moto.
- Pulizia con getti d’acqua su quadri e motori non protetti.
- Ripieni raffreddati lentamente a temperatura ambiente.
- Apprendisti assegnati alle macchine senza addestramento documentato.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
A che temperatura va conservata la pasta fresca?
Un laboratorio di pasta fresca annesso al negozio deve fare il DVR?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 71 — Obblighi relativi alle attrezzature di lavoro
- D.Lgs. 81/2008, art. 223 — Valutazione dei rischi da agenti chimici
- D.Lgs. 81/2008, art. 168 — Movimentazione manuale dei carichi
- D.P.R. 9 febbraio 2001, n. 187 — Regolamento sulla produzione e commercializzazione di sfarinati e paste alimentari
- Reg. (CE) 852/2004 — Igiene dei prodotti alimentari
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione
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