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Sicurezza in panifici e pasticcerie: rischi e obblighi

I rischi di un laboratorio di panificazione o pasticceria artigianale e cosa deve fare il titolare quando ha dipendenti o apprendisti.

Risposta rapida

Nei panifici e nelle pasticcerie i rischi da valutare per primi sono la polvere di farina (sensibilizzante, causa di asma professionale), le macchine (impastatrici, spezzatrici, laminatoi, affettatrici), le ustioni da forni e friggitrici, il lavoro notturno, la movimentazione dei sacchi e le celle frigorifere. Con dipendenti servono DVR, RSPP, formazione, addetti alle emergenze e, in genere, medico competente per sorveglianza respiratoria e lavoro notturno.

Polvere di farina ed enzimi

È il rischio tipico del mestiere. La polvere si libera soprattutto quando si svuotano i sacchi nell’impastatrice, durante lo spolvero e nella pulizia a secco. La valutazione del rischio chimico deve tenerne conto e la sorveglianza sanitaria serve a cogliere precocemente rinite e asma. Le misure: svuotamento dei sacchi vicino alla bocca della vasca, coperchi o sistemi di carico chiusi, aspirazione, pulizia con aspirapolvere idonei, mascherine filtranti come misura residua.

Impastatrici, laminatoi e altre macchine

Gli infortuni più gravi avvengono quando si mette la mano nella vasca o tra i rulli con la macchina in moto, per aggiungere ingredienti o staccare l’impasto. Le macchine devono avere ripari interbloccati (la griglia o il coperchio che ferma l’utensile all’apertura) funzionanti e non manomessi; pulizia e interventi si fanno a macchina ferma e scollegata. Le macchine vecchie, messe in servizio prima della marcatura CE, vanno adeguate ai requisiti dell’allegato V del D.Lgs. 81/2008.

Forni, friggitrici e celle frigorifere

Infornata e sfornata espongono a ustioni da contatto e da vapore: guanti e grembiuli resistenti al calore, carrelli e pale adeguati, spazi di manovra liberi. Per le friggitrici e il caramello bollente in pasticceria servono procedure per il cambio dell’olio a freddo. Le celle frigorifere devono potersi aprire dall’interno e avere un allarme; a forni a gas e impianti di cottura si applicano le verifiche degli impianti e, oltre certe potenze, la normativa di prevenzione incendi.

Lavoro notturno e movimentazione

Il turno notturno richiede la sorveglianza sanitaria dei lavoratori notturni (D.Lgs. 66/2003) e una organizzazione che tenga conto della fatica, anche nel rientro a casa. Sacchi di farina, teglie e ceste di pane sono carichi frequenti: sacchi di peso contenuto, carrelli, scaffali ad altezza utile.

Documenti e formazione

  • DVR con valutazione di polveri, macchine, rumore, movimentazione, microclima e lavoro notturno.
  • RSPP (anche il titolare, con il percorso previsto) e medico competente quando c’è sorveglianza sanitaria.
  • Formazione secondo l’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025: la durata della parte specifica dipende dalla classe di rischio del codice ATECO, i contenuti dalle macchine e dai rischi reali del laboratorio.
  • Addetti al primo soccorso (D.M. 388/2003) e antincendio (D.M. 2 settembre 2021).
  • Piano di autocontrollo HACCP e registrazione dell’impresa alimentare.

Errori frequenti

  • Ripari dell’impastatrice disattivati per «fare prima».
  • Pulizia del laboratorio con aria compressa che rimette in sospensione la farina.
  • Apprendisti minorenni adibiti a macchine o lavoro notturno senza verificare i divieti.
  • Nessuna sorveglianza sanitaria nonostante i sintomi respiratori segnalati.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

La polvere di farina è un rischio da valutare?
Sì. La polvere di farina e gli enzimi aggiunti agli impasti (ad esempio l’alfa-amilasi) sono sensibilizzanti per le vie respiratorie e possono causare rinite e asma professionale. La valutazione rientra nel Titolo IX, Capo I, del D.Lgs. 81/2008 e porta in genere a sorveglianza sanitaria con attenzione ai sintomi respiratori. Le misure efficaci sono alla fonte: carico della farina a bassa altezza o con sistemi chiusi, coperchi sulle impastatrici, niente spolvero a getto e pulizia con aspirazione invece che con scopa o aria compressa.
Il fornaio che lavora di notte deve fare visite mediche?
Il lavoro notturno nella panificazione è ammesso, ma i lavoratori notturni ai sensi del D.Lgs. 66/2003 devono essere sottoposti a controlli sanitari preventivi e periodici, almeno ogni due anni, per verificarne l’idoneità. Si sommano alla sorveglianza prevista per gli altri rischi individuati nel DVR.
Oltre alla sicurezza serve anche il piano HACCP?
Sì: un laboratorio di panificazione o pasticceria è un’impresa alimentare e deve applicare le procedure basate sui principi HACCP del Reg. CE 852/2004, con registrazione presso l’ASL tramite SCIA. Sono due obblighi distinti, che si gestiscono meglio in modo coordinato (ad esempio pulizia delle macchine e sicurezza durante la pulizia).

Fonti normative

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