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Guida specialistica · 2026

Sicurezza Lavori Subacquei e Sommozzatori Professionali: la Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza nelle attività subacquee professionali: normativa D.Lgs. 81/08, DM 13/01/2003, rischi iperbarici (DCS, barotrauma, narcosi), DVR specifico, tabelle di decompressione, formazione ISSA/IDSA/ADCI e sorveglianza sanitaria iperbarica.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

I lavori subacquei professionali sono disciplinati dal D.Lgs. 81/08 (Titoli II e IV), dal DM 13 gennaio 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dal Codice della Navigazione. I rischi principali sono la malattia da decompressione (DCS), il barotrauma polmonare e auricolare, l'annegamento, l'ipotermia e la narcosi da azoto. Il DVR deve includere la valutazione specifica del rischio iperbarico, le tabelle di decompressione adottate (DCIEM, US Navy) e il piano di emergenza con camera iperbarica di riferimento. Gli operatori devono possedere certificazione tecnica riconosciuta (ISSA, IDSA, ADCI) e idoneità medica iperbarica rilasciata da medico competente specializzato.

1. Normativa applicabile: D.Lgs. 81/08, DM 13/01/2003 e Codice della Navigazione

Le attività subacquee professionali sono regolate da un insieme di norme che si integrano reciprocamente. Il riferimento principale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81(Testo Unico sulla sicurezza), che si applica a tutti i lavoratori compresi i sommozzatori professionali, con particolare rilevanza del Titolo II (luoghi di lavoro), del Titolo IV (cantieri temporanei e mobili, applicabile ai lavori subacquei in contesti cantieristici) e dell'Allegato XXXVII che disciplina i valori limite di esposizione agli agenti fisici, compresa la pressione iperbarica.

Il DM 13 gennaio 2003del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti costituisce la norma tecnica specifica per i lavori subacquei. Stabilisce i requisiti minimi che le imprese operanti in questo settore devono soddisfare: qualificazione professionale del personale, caratteristiche tecniche delle attrezzature, procedure operative, sistemi di comunicazione e sicurezza, copertura assicurativa. L'impresa deve dimostrare il possesso di tali requisiti prima di poter operare in acque soggette a giurisdizione italiana.

Il Codice della Navigazione(R.D. 30 marzo 1942 n. 327 e successive modifiche) interviene per i lavori eseguiti in acque marittime, nelle aree portuali e nelle acque interne demaniali. Le Capitanerie di Porto possono richiedere autorizzazioni specifiche e verificare la conformità delle imprese che effettuano operazioni subacquee nelle aree di propria competenza. Per i lavori in acque portuali sono spesso richieste comunicazioni preventive e piani operativi approvati dall'autorità portuale.

Quando i lavori subacquei vengono svolti in ambienti confinati sommersi (cisterne, casse di zavorra, condotte, gallerie idrauliche), si applica anche il D.P.R. 14 aprile 2011 n. 177sugli spazi confinati e sospetti di inquinamento, con i relativi requisiti di qualificazione dell'impresa e le procedure di accesso sicuro.

A livello europeo, il documento di riferimento tecnico per i lavori subacquei commerciali è la Raccomandazione EDTC (European Diving Technology Committee), che fornisce linee guida sulle procedure operative, le tabelle di decompressione, i requisiti delle attrezzature e la formazione del personale, allineate agli standard internazionali ADCI e HSE britannico.

NormaAmbito di applicazioneContenuto principale
D.Lgs. 81/08 — Titoli II, IV e Allegato XXXVIITutti i lavori subacquei professionaliDVR, obblighi datore di lavoro, valutazione rischio iperbarico, sorveglianza sanitaria
DM 13 gennaio 2003 MITImprese che eseguono lavori subacqueiRequisiti impresa, qualifiche personale, attrezzature, procedure operative
Codice della NavigazioneLavori in acque marittime e portualiAutorizzazioni, competenza Capitanerie di Porto, sicurezza navigazione
D.P.R. 177/2011Ambienti confinati sommersiQualificazione impresa, procedure accesso, supervisore, comunicazione
Raccomandazione EDTCLavori subacquei commerciali in EuropaStandard tecnici, tabelle decompressione, attrezzature, formazione

2. Rischi specifici delle attività subacquee professionali

Le attività subacquee professionali presentano un profilo di rischio unico e complesso, legato alle modificazioni fisiologiche indotte dall'ambiente iperbarico e alle condizioni operative tipiche del lavoro sommerso. La comprensione e la valutazione accurata di questi rischi è il fondamento del DVR per attività subacquee.

Malattia da decompressione (DCS)

La malattia da decompressione(Decompression Sickness, DCS o "bends") è la patologia più temuta nelle attività subacquee professionali. Si verifica quando, durante la risalita, l'azoto (o altri gas inerti della miscela respiratoria) dissolto nei tessuti a causa della pressione iperbarica si trasforma in bolle gassose per effetto della riduzione della pressione ambiente. Le bolle possono formarsi nei tessuti articolari, nel midollo spinale, nel cervello e nel sistema circolatorio, causando quadri clinici che vanno dal dolore articolare (DCS tipo I) ai deficit neurologici gravi, alla paralisi e alla morte (DCS tipo II).

Il rischio di DCS aumenta con: la profondità dell'immersione, la durata dell'esposizione iperbarica, le immersioni ripetitive nella stessa giornata o in giorni consecutivi, le risalite rapide, la disidratazione, l'esercizio fisico intenso durante o dopo l'immersione, l'esposizione al freddo, l'età avanzata, alcune patologie cardiovascolari (pervietà del forame ovale — PFO). Il rispetto rigoroso delle tabelle di decompressione e dei tempi di sosta è la principale misura di prevenzione.

Barotrauma

I barotraumi sono lesioni causate dalle variazioni di pressione sulle cavità corporee contenenti gas. I principali in ambito subacqueo:

Annegamento e perdita di coscienza in profondità

Il rischio di annegamento nelle attività subacquee professionali è significativo e può derivare da: esaurimento delle riserve di gas respiratorio, guasto all'erogatore o all'autorespiratore (ARA), perdita di coscienza per ipercapnia (eccesso di CO₂) o ipossia (carenza di O₂), narcosi da azoto alle grandi profondità (effetti simili all'ebbrezza da alcol con alterazione del giudizio), intrappolamento in reti, cavi o strutture sommerse, correnti impreviste che impediscono la risalita. La presenza di un sommozzatore di riserva(stand-by diver) pronto all'immediato intervento è un requisito operativo fondamentale per i lavori subacquei professionali.

Ipotermia

L'acqua disperde il calore corporeo circa 25 volte più velocemente dell'aria alla stessa temperatura. L'ipotermia(temperatura corporea centrale inferiore a 35°C) riduce la capacità cognitiva e motoria, aumenta il rischio di errori operativi, può causare perdita di coscienza e accelera l'assorbimento di azoto nei tessuti periferici. La prevenzione richiede tute stagne adeguate alla temperatura dell'acqua, limitazione dei tempi di immersione in funzione della temperatura e monitoraggio continuo dello stato del sommozzatore dalla superficie.

Rischi operativi aggiuntivi

RischioCauseMisure di prevenzione
Narcosi da azotoImmersioni oltre i 30-40 m con aria compressa; effetti narcotici dell'azoto ad alta pressione parzialeLimite profondità con aria (40 m max professionale), uso HeO2 oltre i 50 m, formazione specifica
Tossicità da ossigenoPressioni parziali di O₂ superiori a 1,6 bar; uso di Nitrox o O₂ puro oltre i limiti di profonditàCalcolo della pressione parziale O₂ (ppO₂) per ogni profondità operativa, rispetto dei MOD (Maximum Operating Depth)
Visibilità zero o ridottaAcqua torbida, lavori in acque interne o portuali, sedimento sollevato durante i lavoriCavi guida, comunicazione continua con superficie, torce subacquee, procedure di orientamento
Trauma da strumenti e attrezzatureUso di utensili pneumatici, idraulici o elettrici subacquei; proiettili di detriti durante taglio e demolizioneFormazione specifica sull'uso degli utensili subacquei, DPI adeguati, procedure di lavoro sicuro
Rischio elettrico subacqueoUso di attrezzature elettriche subacquee, cavi dispersori in acqua portualeAttrezzature certificate per uso subacqueo, verifica assenza correnti disperse, interruttori di sicurezza a corrente differenziale
Rischio biologico (acque inquinate)Lavori in acque portuali o industriali contaminate; agenti patogeni, sostanze chimiche in soluzioneAnalisi delle acque operative, tute stagne con protezione biologica e chimica, doccia decontaminante post-immersione

3. DVR per attività subacquee: contenuti obbligatori

Il Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) per le attività subacquee professionali deve andare ben oltre la struttura standard prevista dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08, includendo sezioni specifiche per tutti i rischi iperbarici e operativi propri del lavoro sommerso.

Sezione di valutazione del rischio iperbarico

La sezione dedicata al rischio iperbarico deve comprendere:

Piano di emergenza subacqueo

Il DVR deve includere un piano di emergenza specifico per le attività subacquee, che comprenda:

Procedure operative standard (SOP)

Il DVR deve richiamare e allegare le Procedure Operative Standard (Standard Operating Procedures) per ogni tipologia di lavoro subacqueo svolta dall'impresa. Ogni SOP deve specificare: requisiti minimi di personale presenti in superficie e in acqua, attrezzature obbligatorie, comunicazioni obbligatorie prima dell'immersione (briefing operativo), piano di decompressione, soglie di interruzione dell'immersione (condizioni meteo, visibilità, temperatura), procedure di emergenza specifiche per quel tipo di lavoro.

4. Attrezzature di sicurezza e gas respiratori

Le attrezzature impiegate nei lavori subacquei professionali devono essere certificate, mantenute in perfetta efficienza e sottoposte a verifica periodica documentata. Il D.Lgs. 81/08 (artt. 69-73) impone obblighi specifici per la scelta, la verifica e la manutenzione delle attrezzature di lavoro.

Autorespiratori (ARA) e sistema di alimentazione

L'autorespiratore (ARA)o Scuba (Self-Contained Underwater Breathing Apparatus) è l'attrezzatura principale del sommozzatore professionale. Nei lavori professionali si distingue tra:

Gas respiratori: aria, Nitrox e miscele elioossigeno (HeO2)

La scelta del gas respiratorio è determinata dalla profondità operativa e dalla durata delle immersioni:

Tute di protezione

La protezione termica è essenziale per prevenire l'ipotermia e mantenere le capacità cognitive e motorie del sommozzatore:

Tabelle di decompressione

Le tabelle di decompressione definiscono la velocità massima di risalita e le soste obbligatorie di decompressione a determinate profondità per prevenire la DCS. Le tabelle di riferimento nei lavori subacquei professionali sono:

5. Formazione e certificazioni internazionali

La formazione dei sommozzatori professionali deve essere documentata, specifica per le attività svolte e periodicamente aggiornata. Il D.Lgs. 81/08 (artt. 36-37) impone obblighi generali di formazione e informazione che si sovrappongono agli standard tecnici internazionali di settore.

Formazione obbligatoria ex D.Lgs. 81/08

L'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 classifica le attività subacquee tra le attività ad alto rischio. La formazione obbligatoria prevede:

DestinatarioOre formazioneAggiornamento
Lavoratore subacqueo (rischio alto)16 ore (4 generale + 12 specifica)6 ore ogni 5 anni
Preposto / supervisore di superficie8 ore aggiuntive rispetto al lavoratore6 ore biennale
Dirigente (responsabile operazioni subacquee)16 ore6 ore ogni 5 anni
Addetto primo soccorso (gruppo A — rischio alto)16 ore (DM 388/2003) + moduli BLS/BLSD6 ore triennale
Addetto antincendio (livello 3)16 ore (DM 02/09/2021) — se applicabile alle strutture a terraPeriodicità DM 02/09/2021

La formazione specifica (12 ore per i lavoratori) deve coprire i rischi iperbarici in modo approfondito: fisiopatologia della DCS e del barotrauma, uso delle tabelle di decompressione, procedure di emergenza subacquea, uso e manutenzione delle attrezzature, riconoscimento dei sintomi delle patologie da pressione, primo soccorso specifico (ossigeno normobarico, posizionamento del paziente, attivazione della camera iperbarica).

Certificazioni tecniche internazionali

Le principali organizzazioni che rilasciano certificazioni per sommozzatori professionali riconosciute a livello internazionale sono:

6. Sorveglianza sanitaria speciale e camera iperbarica

La sorveglianza sanitaria per i sommozzatori professionali è tra le più specialistiche nell'ambito della medicina del lavoro. Non è sufficiente la visita periodica standard: è necessario un medico competente con specifica formazione inmedicina subacquea e iperbarica.

Visita medica di idoneità iperbarica

La visita di idoneità per i sommozzatori professionali valuta una serie di parametri fisiologici critici per l'attività subacquea:

La periodicità delle visite di idoneità per i sommozzatori professionali è:

Camera iperbarica: ruolo terapeutico e pianificazione delle emergenze

La camera iperbarica è il presidio terapeutico fondamentale per il trattamento della malattia da decompressione e del barotrauma polmonare con embolia gassosa arteriosa. Il trattamento standard (Tabella 6 US Navy o protocolli equivalenti) prevede la ricompressione del paziente a 2,8 bar (equivalente a 18 m di profondità) con respirazione di ossigeno puro a cicli alternati con aria, per una durata di 4-5 ore.

Il DVR per attività subacquee deve indicare la camera iperbarica operativa più vicina all'area di lavoro. In Italia le principali camere iperbariche operative sono localizzate in strutture ospedaliere nelle aree costiere (Genova, La Spezia, Livorno, Roma, Napoli, Palermo, Catania, Ancona, Trieste) e in alcune strutture militari (Marina Militare). Prima di ogni missione operativa in aree remote o lontane dalle strutture iperbariche, deve essere pianificato il trasporto di emergenza (via terra, via mare o per via aerea — il trasporto aereo richiede voli a bassa quota per non aggravare la DCS).

Ossigenoterapia normobarica come primo soccorso

In attesa del trasporto alla camera iperbarica, la somministrazione diossigeno puro al 100% a pressione atmosferica tramite maschera facciale con reservoir (non rebreathing mask) riduce significativamente le bolle di azoto nei tessuti (per effetto della riduzione del gradiente di azoto) e migliora la prognosi della DCS. Il kit di ossigeno normobarico deve essere presente su ogni imbarcazione o sito operativo subacqueo professionale.

Checklist sicurezza lavori subacquei professionali

  • DVR specifico per attività subacquee con valutazione del rischio iperbarico (profondità, miscele, temperatura acqua, visibilità)
  • Piano di emergenza subacqueo con camera iperbarica di riferimento e procedure DCS/barotrauma
  • Certificati di idoneità medica iperbarica annuali per tutti gli operatori subacquei
  • Qualifiche tecniche documentate (ISSA, IDSA, ADCI o equivalenti) per ogni sommozzatore
  • Formazione obbligatoria ex D.Lgs. 81/08 (16 ore rischio alto) con moduli specifici sul rischio iperbarico
  • Tabelle di decompressione adottate (DCIEM e/o US Navy) allegate alle procedure operative
  • Autorespiratori (ARA) certificati, verificati e manutenuti con registro delle manutenzioni
  • Analisi delle miscele Nitrox prima di ogni immersione con bombole marcate correttamente
  • Tute stagne adeguate alla temperatura dell'acqua operative con valvole funzionanti
  • Kit di ossigeno normobarico (O₂ 100%, maschera non-rebreathing) presente e accessibile
  • Sommozzatore di riserva (stand-by diver) disponibile durante ogni immersione
  • Sistema di comunicazione continua superficie-sommozzatore operativo (cavo ombelicale o radio subacquea)
  • Procedura SOP per ogni tipologia di lavoro subacqueo effettuato dall'impresa
  • Registro delle immersioni effettuate (profondità, durata, profilo, gas impiegato, esito)
  • Nomine RSPP, medico competente (con formazione iperbarica), RLS e addetti emergenza

FAQ — Sicurezza lavori subacquei e sommozzatoriFAQ

Chi può svolgere lavori subacquei professionali in Italia?
In Italia i lavori subacquei professionali possono essere svolti esclusivamente da operatori subacquei qualificati in possesso di specifici requisiti tecnici e sanitari. Il DM 13 gennaio 2003 del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti disciplina i requisiti minimi per le imprese che effettuano lavori subacquei: l'impresa deve disporre di personale con adeguata qualifica professionale, attrezzature idonee certificate e procedure operative documentate. Il personale deve aver superato una visita medica di idoneità iperbarica rilasciata da un medico competente con specifica formazione in medicina iperbarica, deve possedere adeguata qualifica tecnica riconosciuta (ISSA, IDSA, ADCI o equivalenti) e deve essere coperto da assicurazione INAIL per le attività subacquee. Il Codice della Navigazione e le circolari del Ministero delle Infrastrutture stabiliscono ulteriori requisiti per i lavori subacquei in aree portuali e in acque pubbliche. Diversamente dalle attività sportive o ricreative, le attività subacquee professionali richiedono un sistema di gestione della sicurezza specifico documentato nel DVR.
Quale certificazione è necessaria per i sommozzatori professionali in Italia?
Non esiste in Italia un unico sistema nazionale di certificazione dei sommozzatori professionali analogo a quello di altri Paesi (come il CMAS tedesco o il HSE britannico). Il DM 13/01/2003 non prescrive uno standard di certificazione specifico, ma richiede che il personale sia "adeguatamente qualificato". Nella pratica, le certificazioni internazionali maggiormente riconosciute e accettate dalle committenze pubbliche e private sono: ISSA (International Scuba Schools Association) nei programmi di diving professionale, IDSA (International Diving Schools Association) per operatori subacquei commerciali, ADCI (Association of Diving Contractors International) per lavori offshore e industriali di alto profilo. Per i lavori eseguiti per conto di pubbliche amministrazioni o in acque demaniali, la Capitaneria di Porto può richiedere documentazione specifica. Il D.Lgs. 81/08 impone comunque che la formazione sia documentata e che il lavoratore sia dichiarato idoneo alla mansione dal medico competente. È opportuno verificare i requisiti specifici richiesti dalla committenza e dalla tipologia di lavoro prima di avviare le attività.
Come si trova la camera iperbarica più vicina in caso di emergenza subacquea?
In caso di sospetta malattia da decompressione (DCS) o barotrauma polmonare, il trattamento ricompressivo in camera iperbarica deve essere avviato nel più breve tempo possibile: il ritardo aggrava in modo significativo la prognosi. I centri iperbarici operativi in Italia sono distribuiti prevalentemente nelle aree costiere e portuali; la lista aggiornata è disponibile sul sito della Società Italiana di Medicina Subacquea e Iperbarica (SIMSI) e del Dipartimento di Medicina Subacquea della Marina Militare Italiana. Per le emergenze, il numero di riferimento è il Centro Nazionale di Coordinamento del Soccorso in Mare (CNMRS) della Guardia Costiera (tel. 1530) che coordina l'attivazione della camera iperbarica più vicina e il trasporto del paziente. Il DVR specifico per attività subacquee deve indicare la camera iperbarica di riferimento per l'area operativa e le procedure di allerta e trasporto di emergenza. Il piano di emergenza subacqueo deve prevedere anche il contatto con DAN (Divers Alert Network) che offre consulenza telefonica gratuita 24 ore su 24 per le emergenze subacquee.
Le tabelle di decompressione sono obbligatorie per i lavori subacquei professionali?
Sì. L'uso di tabelle di decompressione validate è un obbligo implicito derivante dall'art. 28 del D.Lgs. 81/08 (valutazione di tutti i rischi) e dall'art. 15 (misure di prevenzione adeguate allo stato dell'arte). Non rispettare le procedure di decompressione equivale a esporre deliberatamente il lavoratore al rischio di malattia da decompressione (DCS), configurando una violazione delle norme di sicurezza. Le tabelle maggiormente utilizzate nei lavori subacquei professionali internazionali sono le DCIEM (Defence and Civil Institute of Environmental Medicine — Canada) e le US Navy Dive Tables (revisione 2008), considerate gli standard di riferimento più conservativi e sicuri. Per i lavori che prevedono miscele diverse dall'aria compressa (Nitrox, HeO2), si utilizzano le tabelle specifiche per la miscela impiegata (es. NOAA Nitrox Tables). I moderni computer da immersione professionali implementano algoritmi di decompressione (Bühlmann ZHL-16C, VPM-B) che offrono pianificazione in tempo reale, ma non sostituiscono la pianificazione preliminare tramite tabelle nelle immersioni tecniche e commerciali. Il DVR deve specificare le tabelle o gli algoritmi adottati e le procedure da seguire in caso di deviazione dal profilo pianificato.

8. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro (artt. 17, 28, 29, 41; Titolo II, Titolo IV)
  • D.M. 13 gennaio 2003 — Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti: requisiti e procedure per i lavori subacquei
  • D.Lgs. 81/08 — Allegato XXXVII: valori limite di esposizione agli agenti fisici (pressione iperbarica)
  • Raccomandazione EDTC (European Diving Technology Committee) — Standard per i lavori subacquei commerciali in Europa
  • Codice della Navigazione (R.D. 30 marzo 1942 n. 327) — Disposizioni applicabili ai lavori in ambienti marini e portuali
  • D.P.R. 14 aprile 2011 n. 177 — Regolamento per la qualificazione delle imprese in spazi confinati (applicabile alle immersioni in ambienti confinati)
  • ADCI (Association of Diving Contractors International) — Consensus Standards for Commercial Diving and Underwater Operations
  • US Navy Diving Manual, Revision 7, 2016 — Tabelle di decompressione US Navy e procedure operative

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dalla tipologia di lavori subacquei, dall'ambiente operativo, dalle attrezzature impiegate e dalla normativa vigente. Il DVR, la formazione e la sorveglianza sanitaria devono essere adattati alle specifiche attività dell'impresa da professionisti qualificati. Per la gestione di questo argomento nelle tue attività subacquee, ti aiutiamo a verificare gli adempimenti applicabili al tuo caso specifico.

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