Vai al contenuto
123 Consulenza123Consulenza

Sicurezza nei laboratori di analisi cliniche

Punti prelievo, laboratori di chimica clinica, microbiologia e anatomia patologica: i rischi biologici, chimici e fisici del lavoro di laboratorio e le misure richieste dal D.Lgs. 81/2008.

Risposta rapida

In un laboratorio di analisi cliniche il rischio principale è biologico: i campioni possono contenere agenti patogeni e l’art. 275 D.Lgs. 81/2008 richiede almeno il secondo livello di contenimento, il terzo per le colture di agenti del gruppo 3. Si aggiungono le ferite da aghi e taglienti nei prelievi (Titolo X-bis), gli aerosol da centrifughe e manipolazioni, i reagenti chimici (con la formaldeide, cancerogena, in anatomia patologica) e i gas criogenici.

Rischio biologico e contenimento

La valutazione dell’art. 271 considera le attività (prelievo, accettazione dei campioni, apertura delle provette, colture, ematologia, sierologia), gli agenti possibili e le vie di esposizione: puntura, schizzi su mucose, aerosol. Il secondo livello di contenimento comporta accesso limitato, superfici lavabili, cappe di sicurezza biologica per le manipolazioni che generano aerosol, autoclave o altro sistema di inattivazione dei rifiuti, procedure scritte. Le vaccinazioni, a partire da quella contro l’epatite B, sono messe a disposizione su indicazione del medico competente (art. 279).

Prelievi e taglienti

Nei punti prelievo si applica il Titolo X-bis: dispositivi con meccanismo di protezione, divieto di reincappucciare, contenitori rigidi vicino al punto d’uso, procedura di segnalazione e gestione delle esposizioni con valutazione medica tempestiva. Anche vetrini rotti e lame del microtomo sono taglienti da gestire.

Centrifughe, cappe e autoclavi

  • Centrifughe: rotori e cestelli con coperchi a tenuta per i campioni a rischio, apertura dopo l’arresto completo, procedura per rottura delle provette.
  • Cappe biologiche e chimiche: verifica dopo l’installazione e periodica, uso corretto, distinzione tra cappa biologica e cappa chimica.
  • Autoclavi: attrezzature a pressione con verifiche e personale formato all’uso.

Agenti chimici e cancerogeni

Reagenti, coloranti, solventi come lo xilene e disinfettanti vanno valutati con le schede di sicurezza. In anatomia patologica la formaldeide, classificata cancerogena 1B, richiede le misure del Capo II del Titolo IX: sistemi chiusi o preriempiti per la fissazione, postazioni di riduzione aspirate, registro degli esposti e sorveglianza sanitaria. L’azoto liquido e i gas compressi richiedono ventilazione e procedure per il travaso e lo stoccaggio.

Organizzazione e ergonomia

Lavoro al microscopio e ai videoterminali, pipettaggio ripetuto, turni e reperibilità notturne sono parte della valutazione. Il trasporto dei campioni verso il laboratorio va fatto in contenitori a tripla confezione secondo le regole per le sostanze biologiche.

Formazione e sorveglianza sanitaria

Le attività sanitarie sono a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (4 ore generali più 12 di specifica); il personale amministrativo che non accede alle aree tecniche può seguire il percorso a rischio basso. La formazione specifica deve includere contenimento, uso delle cappe, procedure post-esposizione e gestione dei rifiuti. Il medico competente è necessario per rischio biologico e chimico.

Errori frequenti

  • Cappe biologiche mai verificate dopo l’installazione.
  • Provette aperte fuori cappa per abitudine.
  • Formaldeide travasata a mano in locali senza aspirazione.
  • Contenitori di azoto liquido in ripostigli senza ventilazione.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Che livello di contenimento serve in un laboratorio di analisi?
Nei laboratori che usano materiali con possibile contaminazione da agenti biologici patogeni, anche senza lavorare deliberatamente con essi, l’art. 275 D.Lgs. 81/2008 richiede misure corrispondenti almeno al secondo livello di contenimento (Allegato XLVII). Le attività che coltivano o concentrano agenti del gruppo 3, come le colture di micobatteri, richiedono il terzo livello.
Le cappe di sicurezza biologica vanno controllate?
Sì. Le cappe di classe II proteggono l’operatore solo se il flusso d’aria e i filtri sono efficienti: vanno installate in posizione corretta, verificate dopo l’installazione e periodicamente secondo la norma tecnica e le indicazioni del fabbricante, con registrazione delle verifiche e dei cambi filtro. Gli operatori devono saperle usare (niente ostacoli alle griglie, movimenti lenti).
L’azoto liquido è pericoloso?
Sì, per due motivi: le ustioni da freddo a contatto con il liquido o con superfici raffreddate, e l’asfissia, perché evaporando sostituisce l’ossigeno nei locali piccoli e poco ventilati. I depositi di contenitori criogenici richiedono ventilazione, in molti casi un sensore di ossigeno con allarme, e DPI per il travaso (visiera, guanti criogenici).

Fonti normative

Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?

Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.