In un laboratorio di analisi cliniche il rischio principale è biologico: i campioni possono contenere agenti patogeni e l’art. 275 D.Lgs. 81/2008 richiede almeno il secondo livello di contenimento, il terzo per le colture di agenti del gruppo 3. Si aggiungono le ferite da aghi e taglienti nei prelievi (Titolo X-bis), gli aerosol da centrifughe e manipolazioni, i reagenti chimici (con la formaldeide, cancerogena, in anatomia patologica) e i gas criogenici.
Rischio biologico e contenimento
La valutazione dell’art. 271 considera le attività (prelievo, accettazione dei campioni, apertura delle provette, colture, ematologia, sierologia), gli agenti possibili e le vie di esposizione: puntura, schizzi su mucose, aerosol. Il secondo livello di contenimento comporta accesso limitato, superfici lavabili, cappe di sicurezza biologica per le manipolazioni che generano aerosol, autoclave o altro sistema di inattivazione dei rifiuti, procedure scritte. Le vaccinazioni, a partire da quella contro l’epatite B, sono messe a disposizione su indicazione del medico competente (art. 279).
Prelievi e taglienti
Nei punti prelievo si applica il Titolo X-bis: dispositivi con meccanismo di protezione, divieto di reincappucciare, contenitori rigidi vicino al punto d’uso, procedura di segnalazione e gestione delle esposizioni con valutazione medica tempestiva. Anche vetrini rotti e lame del microtomo sono taglienti da gestire.
Centrifughe, cappe e autoclavi
- Centrifughe: rotori e cestelli con coperchi a tenuta per i campioni a rischio, apertura dopo l’arresto completo, procedura per rottura delle provette.
- Cappe biologiche e chimiche: verifica dopo l’installazione e periodica, uso corretto, distinzione tra cappa biologica e cappa chimica.
- Autoclavi: attrezzature a pressione con verifiche e personale formato all’uso.
Agenti chimici e cancerogeni
Reagenti, coloranti, solventi come lo xilene e disinfettanti vanno valutati con le schede di sicurezza. In anatomia patologica la formaldeide, classificata cancerogena 1B, richiede le misure del Capo II del Titolo IX: sistemi chiusi o preriempiti per la fissazione, postazioni di riduzione aspirate, registro degli esposti e sorveglianza sanitaria. L’azoto liquido e i gas compressi richiedono ventilazione e procedure per il travaso e lo stoccaggio.
Organizzazione e ergonomia
Lavoro al microscopio e ai videoterminali, pipettaggio ripetuto, turni e reperibilità notturne sono parte della valutazione. Il trasporto dei campioni verso il laboratorio va fatto in contenitori a tripla confezione secondo le regole per le sostanze biologiche.
Formazione e sorveglianza sanitaria
Le attività sanitarie sono a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (4 ore generali più 12 di specifica); il personale amministrativo che non accede alle aree tecniche può seguire il percorso a rischio basso. La formazione specifica deve includere contenimento, uso delle cappe, procedure post-esposizione e gestione dei rifiuti. Il medico competente è necessario per rischio biologico e chimico.
Errori frequenti
- Cappe biologiche mai verificate dopo l’installazione.
- Provette aperte fuori cappa per abitudine.
- Formaldeide travasata a mano in locali senza aspirazione.
- Contenitori di azoto liquido in ripostigli senza ventilazione.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
Che livello di contenimento serve in un laboratorio di analisi?
Le cappe di sicurezza biologica vanno controllate?
L’azoto liquido è pericoloso?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 271 — Valutazione del rischio biologico
- D.Lgs. 81/2008, art. 275 — Misure specifiche per laboratori e stabulari
- D.Lgs. 81/2008, art. 286-quater — Misure di prevenzione delle ferite da taglienti
- D.Lgs. 81/2008, art. 236 — Valutazione del rischio per agenti cancerogeni
- D.Lgs. 81/2008, art. 223 — Valutazione dei rischi da agenti chimici
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione
Vuoi sapere quali obblighi si applicano alla tua attività?
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.