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Sicurezza nelle Filature e Tessiture: Guida Completa 2026

Obblighi D.Lgs. 81/08 per le filature (ATECO 13.10) e le tessiture (ATECO 13.20): DVR con valutazione rumore telai, polveri di cotone e bissinosi, rischio chimico, incendio da fibre infiammabili, MMC, formazione e sorveglianza sanitaria. Aggiornata a luglio 2026.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Le filature e tessiture (ATECO 13.10/13.20) presentano rischi elevati di ipoacusia da rumore (telai rapier e ad aria compressa: 90-105 dB(A)), bissinosi da polveri di cotone grezzo, rischio chimico da prodotti di preparazione e coloranti, e rischio incendio da fibre altamente infiammabili (cotone, juta, lino). Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua azienda tessile e a impostare il sistema di prevenzione adeguato al ciclo produttivo specifico.

1. Quadro normativo: D.Lgs. 81/08, Titolo V, Titolo IX e Accordo S-R 2011

Le filature (ATECO 13.10 — Preparazione e filatura di fibre tessili) e le tessiture (ATECO 13.20 — Tessitura di materie tessili) sono soggette al quadro normativo generale della sicurezza sul lavoro definito dal D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), con particolare rilevanza per i seguenti titoli specifici:

Titolo / NormaMateriaApplicazione nel tessile
D.Lgs. 81/08, Titolo V (artt. 187-198)Protezione dal rumore (recepisce Dir. 2003/10/CE)Valori d'azione 80/85 dB(A); DPI uditivi obbligatori sopra 85 dB(A); sorveglianza sanitaria audiometrica
D.Lgs. 81/08, Titolo IX Capo I (artt. 221-232)Agenti chimici pericolosiValutazione rischio oli filatura, coloranti pre-tintura, solventi; SDS obbligatorie; VLE e monitoraggio
D.Lgs. 81/08, Titolo VI (artt. 167-171)Movimentazione manuale dei carichiValutazione NIOSH per sollevamento coni/rocche/rotoli; ausili meccanici; valutazione OCRA per compiti ripetitivi
D.Lgs. 81/08, Titolo III (artt. 69-87)Attrezzature di lavoro e macchineRequisiti minimi All. V per macchine non CE; verifica periodica; procedure LOTO per manutenzione
D.Lgs. 81/08, Titolo X (artt. 266-286)Agenti biologiciEndotossine batteriche nel cotone grezzo (bissinosi); valutazione rischio biologico per lavoratori alla cardatura
Accordo Stato-Regioni 21/12/2011Formazione lavoratori e preposti12 ore (rischio medio) o 16 ore (rischio alto) per i lavoratori del tessile manifatturiero
D.M. 02/09/2021 (Codice PI)Prevenzione incendiValutazione rischio incendio da fibre infiammabili; classificazione compartimenti; formazione addetti AI
DPR 30/06/1965 n. 1124 (TU malattie profess.)Tutela assicurativa INAILBissinosi (Tab. X All. 4), ipoacusia da rumore (Tab. VI); obblighi di denuncia malattia professionale

Il settore tessile manifatturiero è inoltre soggetto al D.Lgs. 277/1991 (nelle parti ancora vigenti per gli aspetti storicamente non abrogati dal D.Lgs. 81/08), alla Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepita con D.Lgs. 17/2010) per i macchinari marcati CE, e al Regolamento UE 2016/425 per i DPI forniti ai lavoratori. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili al ciclo produttivo specifico della tua azienda.

2. DVR nelle filature e tessiture: contenuto specifico

Il Documento di Valutazione dei Rischidi una filatura o di una tessitura deve essere redatto ai sensi degli artt. 17 e 28 del D.Lgs. 81/08 e deve rispecchiare con accuratezza le specificità del ciclo produttivo. Non esiste un DVR standard valido per tutte le realtà del comparto: una filatura di cotone grezzo presenta un profilo di rischio radicalmente diverso da una tessitura di fibre sintetiche o da un'azienda che lavora prevalentemente filati rigenerati.

Le sezioni specifiche che un DVR per filatura/tessitura deve contenere includono:

Il DVR deve essere firmato dal datore di lavoro, dall'RSPP e dal medico competente ed essere aggiornato ogni volta che cambiano le lavorazioni, i macchinari, le sostanze chimiche utilizzate o l'organizzazione del lavoro.

3. Rischio rumore: Titolo V D.Lgs. 81/08, telai industriali e DPI uditivi

Il rumore è il rischio lavorativo più diffuso e più critico nelle filature e nelle tessiture industriali. I telai meccanici e i filatoi sono tra le macchine più rumorose presenti nel settore manifatturiero. I livelli tipici di pressione sonora misurati in prossimità dell'operatore variano significativamente in funzione della tecnologia:

MacchinarioLivello tipico LAeq (dB(A))Obbligo principale
Telaio ad aria compressa (air-jet)95 – 105 dB(A)DPI uditivi obbligatori; sorveglianza sanitaria; riduzione alla fonte
Telaio a rapier90 – 98 dB(A)DPI uditivi obbligatori; sorveglianza sanitaria audiometrica
Telaio Jacquard meccanico88 – 96 dB(A)DPI uditivi obbligatori o fortemente raccomandati sopra 85 dB(A)
Filatoio ad anelli (ring spinning)90 – 100 dB(A)DPI uditivi obbligatori; sorveglianza sanitaria
Roccatrice / bindello85 – 95 dB(A)DPI uditivi obbligatori; informazione e formazione
Open-end spinning88 – 96 dB(A)DPI uditivi obbligatori sopra 85 dB(A)

Ai sensi del Titolo V D.Lgs. 81/08 (artt. 181-198), i valori di azione sono 80 dB(A) LEX,8h (valore inferiore: informazione, formazione e sorveglianza sanitaria) e 85 dB(A) LEX,8h (valore superiore: DPI obbligatori e programma di riduzione). Il valore limite di esposizione è 87 dB(A) (tenuto conto dell'attenuazione dei DPI) e non deve mai essere superato. L'ipoacusia professionale da rumore è la malattia professionale più diffusa nel settore tessile e risulta elencata nella tabella VI dell'allegato 4 al DPR 1124/1965 per la tutela assicurativa INAIL.

I DPI uditivi obbligatori per i lavoratori esposti sopra 85 dB(A) devono essere marcati EN 352: EN 352-1 per le cuffie a padiglione, EN 352-2 per gli inserti auricolari. La scelta del modello deve garantire un SNR (attenuazione nominale) sufficiente a riportare l'esposizione residua sotto gli 87 dB(A). Per livelli di 95-100 dB(A) tipici dei reparti tessitura è necessario un SNR di almeno 20-25 dB. Il datore di lavoro deve prevedere misure tecniche di riduzione del rumore alla fonte (cabinamenti fonoassorbenti, isolamento vibrazionale dei macchinari, manutenzione degli ingranaggi, pianificazione dei turni di rotazione tra postazioni rumorose e silenziose) in parallelo ai DPI.

4. Rischio da polveri di fibre: bissinosi, polveri di lana e fibre sintetiche

Le polveri di fibre tessili rappresentano un rischio inalatorio significativo nelle fasi di apertura, mescolazione, cardatura e filatura delle fibre naturali e sintetiche. Le principali tipologie e i relativi rischi per la salute sono:

Il monitoraggio ambientale delle polveri deve essere effettuato con campionatori personali IOM (frazione inalabile) secondo metodi standardizzati (MDHS14/4 o UNI EN 481). I risultati devono essere inseriti nel DVR e confrontati con i VLEP vigenti. Le misure di prevenzione comprendono: aspirazione localizzata nelle zone di apertura e cardatura, sistemi di depurazione dell'aria in ricircolo, umidificazione dell'ambiente (riduce la dispersione delle fibre), rotazione dei lavoratori tra postazioni ad alta e bassa polverosità. I DPI respiratori (FFP2 o FFP3 EN 149) sono una misura aggiuntiva da adottare dopo aver implementato tutte le misure tecniche possibili.

5. Rischio chimico: prodotti di preparazione, coloranti e solventi (Titolo IX D.Lgs. 81/08)

Nelle filature e tessiture il rischio chimico non è limitato ai reparti di tintura (tipicamente ATECO 13.30): anche nelle fasi di preparazione del filato e di avvolgimento si utilizzano agenti chimici che devono essere valutati ai sensi del Titolo IX Capo I D.Lgs. 81/08. Le principali categorie di agenti chimici presenti sono:

La valutazione del rischio chimico deve basarsi sulla raccolta e lettura delle schede SDS (Safety Data Sheet) aggiornatein italiano per tutti i prodotti presenti, sull'identificazione delle frasi H rilevanti (H318 lesioni oculari gravi, H334 sensibilizzazione respiratoria, H350 cancerogeno, ecc.), sulla stima dell'esposizione per via inalatoria e cutanea e sul confronto con i VLEP nazionali (Allegato XXXVIII D.Lgs. 81/08) e, ove disponibili, con i VLEP della Direttiva 2017/164/UE e successive. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili al profilo chimico specifico della tua azienda.

6. Rischio incendio: fibre tessili infiammabili, sprinkler e compartimentazione

Le fibre tessili naturali — in particolare cotone, juta, lino e canapa — sono materiali altamente infiammabili con basse energie di innesco e propagazione rapida della fiamma. Il cotone in fibra sciolta ha un punto di accensione intorno ai 210-250°C per accensione pilotata, ma le fibre in forma sciolta (aperta o cardata) possono incendiarsi da scintille meccaniche o elettrostatiche. L'olio minerale di filatura, presente in tracce sui filati e sui macchinari, può formare nebbie oleose infiammabili in caso di surriscaldamento. Gli accumuli di lanugine di cotone nelle canalizzazioni dell'aria, nei filtri e sopra i macchinari rappresentano il principale rischio di innesco e propagazione nelle filature.

Le fibre sintetiche (poliestere, polipropilene, acrilico) hanno potere calorifico superiore (20-30 MJ/kg) rispetto alle fibre naturali (15-17 MJ/kg) e in caso di incendio sviluppano fumi tossici (HCN dall'acrilico, HCl dal PVC, CO). I depositi di filati o tessuti sintetici in grandi quantità sono soggetti agli obblighi del D.P.R. 151/2011 e del Codice di Prevenzione Incendi (D.M. 02/09/2021) se superano le soglie di superficie o quantità stabilite.

Le misure di prevenzione e protezione antincendio nelle filature e tessiture comprendono:

7. Movimentazione manuale dei carichi: coni, rocche, bobine e rotoli di tessuto

La movimentazione manuale dei carichi (MMC) è un rischio rilevante nelle filature e tessiture, dove i lavoratori sono esposti a compiti di sollevamento, trasporto e deposito di carichi significativi in modo ripetitivo durante il turno di lavoro. I principali carichi movimentati e i loro pesi tipici sono:

CaricoPeso tipicoMisura di prevenzione
Cono di filato (singolo)1 – 3 kgRischio basso per singolo sollevamento; elevato se ripetuto (valutazione OCRA frequenza e forza)
Rocca industriale (filatura ad anelli)3 – 8 kgAusili (pinze, carrelli porta-rocche); rotazione mansioni
Bobina ordito (beam)15 – 50 kg e oltreCarrelli a sollevamento idraulico o meccanico; divieto di sollevamento manuale sopra 25 kg (uomini)
Rotolo di tessuto grezzo20 – 50 kgCarrelli portarotoli, sollevatori a ventosa; piano inclinato per lo scarico
Scatolone filati confezionati10 – 25 kgTranspallet elettrico; scaffalatura a altezza ergonomica; limite peso consigliato 25 kg (uomini)

La valutazione del rischio MMC deve essere condotta con il metodo NIOSH equation(equazione di sollevamento) per i compiti di sollevamento che rispettano le condizioni di applicabilità del metodo, oppure con la norma ISO 11228-1 per il sollevamento di carichi in posizioni non neutrali. L'indice di sollevamento (LI) risultante deve essere inferiore a 1 per garantire un rischio accettabile; se superiore a 1 è necessario intervenire con misure organizzative (riduzione del peso, ausili meccanici, rotazione delle mansioni) o tecniche (modifica delle postazioni di lavoro, altezza di prelievo e deposito).

Per i compiti ripetitivi agli arti superiori — tipici degli addetti al controllo qualità del tessuto (ispezione manuale dei difetti), degli addetti all'annodatura e del carico dei coni sui telai — la valutazione deve essere completata con il metodo OCRA checklist(o OCRA indice per un'analisi più approfondita), che quantifica il rischio da movimenti ripetitivi considerando frequenza, forza, postura, additivi e fattori complementari.

8. Ergonomia e posture: lavoro in piedi ai telai, OCRA e microturni

I lavoratori addetti ai telai industriali svolgono la loro attività prevalentemente in posizione eretta per l'intero turno di lavoro (8-10 ore), con spostamenti frequenti lungo la batteria di telai per sorvegliare il processo, annodare i fili rotti, sostituire le navette o i rocchetti di trama. Il lavoro in piedi prolungato è associato a disturbi muscolo-scheletrici degli arti inferiori (varici, edema agli arti, dolori lombari da stazione eretta) e richiede l'adozione di misure ergonomiche specifiche.

Le misure ergonomiche per il lavoro ai telai comprendono:

9. Rischio meccanico macchinari: ripari, dichiarazione CE e procedura LOTO

I telai industriali, i filatoi, le roccatrici e i macchinari accessori delle filature e tessiture sono dotati di numerosi organi in movimento (meccanismi di formazione del tessuto, organi di tiro, licci, pettine battente, navette o ugelli per la trama, cinghie di trasmissione, ingranaggi di distribuzione del moto) che rappresentano sorgenti di rischio meccanico per i lavoratori in caso di contatto accidentale o di intervento non protetto durante la manutenzione.

I macchinari tessili immessi sul mercato dopo il recepimento della Direttiva Macchine 2006/42/CE devono recare la marcatura CE e soddisfare i requisiti essenziali di sicurezza (RES) dell'Allegato I della direttiva, che comprendono:

Per i macchinari tessili privi di marcatura CE (fabbricati prima del 1996 o importati da paesi extra-UE senza marcatura), il datore di lavoro deve verificare la conformità ai requisiti minimi dell'Allegato V al D.Lgs. 81/08, documentare le verifiche, pianificare gli adeguamenti e mantenerli nel tempo attraverso il programma di manutenzione periodica previsto dall'art. 71 D.Lgs. 81/08. La verifica deve essere affidata a un tecnico competente e i risultati devono essere inseriti nel DVR.

10. Microclima: calore estivo nei capannoni e umidità nei reparti di preparazione

Il microclima dei capannoni produttivi delle filature e tessiture presenta due problematiche principali che devono essere valutate nel DVR ai sensi dell'art. 63 e dell'Allegato IV al D.Lgs. 81/08:

La valutazione del microclima deve essere documentata nel DVR. Per gli ambienti con potenziale rischio da caldo, la valutazione deve essere aggiornata almeno annualmente prima del periodo estivo e ogni volta che cambiano le condizioni di lavoro (nuovi macchinari, modifiche all'edificio, variazioni degli organici).

11. Sorveglianza sanitaria: nomina del medico competente e protocollo specifico

La sorveglianza sanitaria nelle filature e tessiture è obbligatoria in base ai rischi presenti e deve essere attivata dal datore di lavoro attraverso la nomina del medico competente(art. 39 D.Lgs. 81/08), professionista in possesso dei requisiti di cui all'art. 38 (specializzazione in medicina del lavoro o titolo equipollente). Il medico competente redige il protocollo sanitario specifico per l'azienda sulla base del DVR.

Il protocollo sanitario per una filatura o tessitura tipo comprende i seguenti accertamenti per mansione:

Il medico competente esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica(art. 41 D.Lgs. 81/08): idoneità piena, idoneità con limitazioni o prescrizioni (es. uso obbligatorio dei DPI uditivi, divieto di esposizione a certi agenti chimici), idoneità temporanea, inidoneità temporanea o permanente. Il datore di lavoro è tenuto ad attuare le misure indicate dal medico competente. Il giudizio di inidoneità o di idoneità con limitazioni è comunicato al lavoratore e, in forma anonima aggregata, all'RSPP per l'aggiornamento del DVR.

12. Formazione obbligatoria: percorso 12/16 ore e contenuti specifici

La formazione obbligatoria per i lavoratori delle filature e tessiture è disciplinata dall'art. 37 D.Lgs. 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. Le aziende manifatturiere con codice ATECO 13.10 e 13.20 rientrano nella categoria a rischio medio o alto in funzione della dimensione e della complessità produttiva:

CategoriaModulo generaleModulo specificoTotaleAggiornamento (5 anni)
Lavoratori — rischio medio4 ore8 ore12 ore6 ore
Lavoratori — rischio alto4 ore12 ore16 ore6 ore
Preposti (capoturno, resp. reparto)come lavoratoricome lavoratori + 8 ore aggiuntive20 / 24 ore6 ore
Dirigenti16 ore (percorso unico)16 ore6 ore

I contenuti del modulo specifico per il settore filatura/tessitura devono obbligatoriamente coprire i rischi presenti in azienda:

13. DPI: antirumore, filtranti, anti-taglio, antinfortunistici e oculari

Rischio / mansioneDPI prescrittiNorma tecnica di riferimento
Conduttore telaio (reparto tessitura, rumore 90-105 dB(A))Cuffie antirumore o inserti auricolari con cordino; SNR adeguato al livello di esposizione misurato (tipicamente SNR ≥ 23 dB)EN 352-1 (cuffie); EN 352-2 (inserti); obbligatori sopra 85 dB(A) LEX,8h
Addetto filatura cotone/lana (reparto filatura, polveri fibre)Maschera filtrante FFP2 (esposizione < 10 × VLEP) o FFP3 (> 10 × VLEP); cuffie antirumoreEN 149:2001+A1:2009 (maschere FFP); EN 352 (antirumore)
Manutentore telai e filatoi (rischio meccanico da parti in movimento)Guanti anti-taglio EN 388 (almeno livello C per taglio da lama); calzature S3 (puntale + antiperforazione); occhiali protettivi EN 166EN 388:2016+A1:2018 (guanti); EN ISO 20345:2022 (calzature); EN ISO 16321 (occhiali)
Addetto pre-tintura e preparazione filato (rischio chimico)Guanti in nitrile (≥ 0,4 mm) EN 374; grembiule impermeabile; occhiali chiusi o visiera; maschera FFP2 per coloranti in polvereEN 374-1:2016 (guanti chimici); EN 166:2002 (occhiali); EN 149 (maschere FFP)
Movimentazione manuale bobine e rotoli (rischio MMC)Calzature antinfortunistiche S1P o S3; guanti da lavoro EN 388 per protezione meccanica; ausili meccanici preferiti ai soli DPIEN ISO 20345 (calzature); EN 388 (guanti)
Addetto reparti caldi in estate (rischio microclima)Abbigliamento leggero traspirante; accesso a acqua fresca; pause programmate; sorveglianza sui sintomi da caloreISO 7243 per valutazione WBGT; art. 63 All. IV D.Lgs. 81/08

Ai sensi degli artt. 77-78 D.Lgs. 81/08, il datore di lavoro deve consegnare i DPI ai lavoratori con verbale firmato (uno per lavoratore, con indicazione del tipo di DPI, della data di consegna e del numero di serie o del lotto), fornire istruzioni d'uso nella lingua del lavoratore, garantire la sostituzione periodica secondo le indicazioni del fabbricante (le maschere monouso FFP2/FFP3 devono essere sostituite ogni volta, gli inserti monouso ad ogni utilizzo, le cuffie riutilizzabili quando i cuscinetti si deteriorano) e tenere il registro di consegna DPI aggiornato.

14. Malattie professionali: bissinosi, ipoacusia, patologie muscoloscheletriche e obblighi INAIL

Le filature e tessiture sono tra i settori manifatturieri con il più alto numero di malattie professionali riconosciute. Le principali patologie di origine lavorativa caratteristiche del comparto sono:

Il datore di lavoro è tenuto a denunciare ogni infortunio che comporti un'assenza superiore a 3 giorni all'INAIL (art. 53 DPR 1124/1965) tramite il sistema telematico INAIL. La mancata denuncia comporta sanzioni amministrative. Il medico competente è tenuto a comunicare al datore di lavoro e all'INAIL i casi di malattia professionale accertata o sospettata.

15. Checklist di conformità e sanzioni (art. 55 D.Lgs. 81/08)

Le principali violazioni riscontrate nelle ispezioni SPISAL/INL nelle filature e tessiture e le relative sanzioni previste dall'art. 55 e seguenti del D.Lgs. 81/08 sono:

ViolazioneNorma violataSanzione (art. 55 e ss. D.Lgs. 81/08)
DVR assente, non aggiornato o non adeguato ai rischi specifici del compartoArt. 17 c. 1 lett. a) e art. 29Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 €
Omessa nomina RSPP (o RSPP privo dei requisiti)Art. 17 c. 1 lett. b)Arresto 3-6 mesi o ammenda 3.071-7.862 €
Mancata formazione dei lavoratori (assenza attestati 12/16 ore)Art. 37 c. 1-2Arresto fino a 8 mesi o ammenda 1.474-5.010 € per lavoratore
Omessa sorveglianza sanitaria (mancata nomina medico competente o visite non effettuate)Art. 41Arresto 2-4 mesi o ammenda 1.474-5.010 €
Mancata fornitura DPI uditivi in reparto con rumore sopra 85 dB(A)Art. 193Arresto fino a 2 mesi o ammenda 524-2.582 €
Ripari fissi o interblocchi assenti o manomessi sui macchinariArt. 70-71 D.Lgs. 81/08Arresto 3-6 mesi o ammenda; possibile sospensione attività per pericolo grave
SDS assenti o obsolete per i prodotti chimici in usoArt. 227-228 D.Lgs. 81/08; REACH art. 31Ammenda 1.474-5.010 €
Mancata valutazione del rischio rumore con misurazioni (oppure misurazioni obsolete)Art. 181 e 190 D.Lgs. 81/08Ammenda 1.474-5.010 €

Checklist di conformità — Filature e Tessiture (ATECO 13.10/13.20)

  • DVR aggiornato con sezioni specifiche: rumore telai (misurazioni ISO 9612), polveri di fibre (campionamenti ambientali o stima motivata), agenti chimici (inventario + SDS), MMC (NIOSH/OCRA), rischio meccanico, incendio da fibre infiammabili
  • Nomina RSPP con requisiti di legge (art. 32 D.Lgs. 81/08): abilitazione per rischio medio-alto o datore di lavoro formato
  • Nomina medico competente e protocollo sanitario specifico per rumore (audiometria), polveri di cotone/fibre (spirometria) e agenti chimici
  • Sorveglianza sanitaria attivata e visite preventive e periodiche effettuate e documentate per tutti i lavoratori esposti a rumore sopra 80 dB(A) e a polveri di fibre tessili
  • Formazione lavoratori completata e attestata: 12 ore (rischio medio) o 16 ore (rischio alto) con modulo specifico su rumore, bissinosi, rischio meccanico, MMC, antincendio
  • DPI consegnati con verbale firmato e registrati: cuffie/inserti EN 352 con SNR adeguato, maschere FFP2/FFP3 EN 149 per polveri, guanti anti-taglio EN 388, calzature EN ISO 20345, occhiali EN 166
  • Valutazione e gestione del rischio incendio da fibre infiammabili (cotone, juta, sintetici): piano di emergenza, addetti antincendio formati (livello alto — 16 ore), estintori revisionati, pulizia periodica documentata degli accumuli di lanugine
  • Verifica periodica dei macchinari (art. 71 D.Lgs. 81/08): stato dei ripari fissi e interblocchi, dispositivi di arresto di emergenza, manutenzione documentata con registro interventi
  • Piano LOTO (Lockout/Tagout) definito e documentato per la manutenzione di ciascun telaio e filatoio; addestramento specifico dei manutentori sulle procedure LOTO
  • Registro infortuni aggiornato (art. 53 D.Lgs. 81/08) e denunce INAIL effettuate entro i termini; registro delle malattie professionali accertate o sospette comunicato al medico competente

FAQ — Sicurezza nelle filature e tessitureFAQ

Le filature con meno di 10 dipendenti hanno gli stessi obblighi DVR?
Sì. Il D.Lgs. 81/08 non prevede esenzioni dall'obbligo di redazione del Documento di Valutazione dei Rischi in base alla dimensione aziendale: l'art. 17 comma 1 lett. a) impone al datore di lavoro di effettuare la valutazione di tutti i rischi e di redigere il relativo documento a prescindere dal numero di lavoratori. L'unica semplificazione ammessa per le aziende con meno di 10 dipendenti era la possibilità, prevista dal vecchio art. 29 comma 5, di autocertificare la valutazione dei rischi; tuttavia questa facoltà è stata soppressa dal D.L. 69/2013 e oggi non è più applicabile: tutte le imprese, indipendentemente dalla dimensione, sono tenute a redigere il DVR in forma scritta con data certa. Per una filatura o tessitura di piccole dimensioni il DVR deve comunque contenere tutte le sezioni richieste dalla legge e dalla specificità produttiva: valutazione del rischio rumore (con misurazioni fonometriche documentate o stima motivata), analisi delle polveri di fibre inalabili (cotone, lana o sintetici a seconda del ciclo produttivo), inventario e valutazione del rischio chimico per gli agenti di preparazione dei filati (olii, lubrificanti, prodotti di avvolgimento), rischio meccanico dei macchinari presenti (filatoi, telai, roccatrici), valutazione della movimentazione manuale dei carichi e dell'ergonomia, nonché rischio incendio per le fibre altamente infiammabili tipiche del comparto. Il DVR deve essere firmato dal datore di lavoro, dal RSPP e, ove nominato, dal medico competente. In caso di ispezione da parte dello SPISAL/PSAL o dell'INL, l'assenza del DVR o la sua manifesta inadeguatezza rispetto ai rischi reali dell'azienda costituisce violazione dell'art. 17 D.Lgs. 81/08 e comporta l'applicazione delle sanzioni penali o amministrative previste dall'art. 55, che vanno dall'arresto da tre a sei mesi all'ammenda fino a 7.862 euro, con possibilità di sospensione dell'attività. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua filatura e a predisporre un DVR adeguato al caso specifico.
Come si valuta l'esposizione al rumore dei conduttori di telaio?
La valutazione dell'esposizione al rumore per i conduttori di telaio deve essere condotta ai sensi del Titolo V del D.Lgs. 81/08 (artt. 181-198), che recepisce la Direttiva 2003/10/CE. Il metodo di riferimento per la misurazione è la norma ISO 9612:2009, che descrive tre strategie di campionamento: per mansione, per compito e per giornata intera. I telai industriali sono tra le sorgenti di rumore più intense del settore manifatturiero. I livelli tipici variano in funzione della tecnologia: i telai a proiettile (shuttle loom) e a rapier producono livelli di 90-98 dB(A) in prossimità dell'operatore; i telai ad aria compressa (air-jet) raggiungono 95-105 dB(A); i telai Jacquard elettronici, pur più silenziosi nelle versioni moderne, si attestano tra 88 e 96 dB(A). I filatoi ad anelli presentano livelli compresi tra 90 e 100 dB(A); le roccatrici e i bindelli tra 85 e 95 dB(A). La valutazione deve calcolare il livello di esposizione giornaliero normalizzato LEX,8h e il livello di picco LCpeak. Il confronto con i valori stabiliti dall'art. 188 D.Lgs. 81/08 determina gli obblighi del datore: sopra il valore inferiore di azione (80 dB(A) LEX,8h o 135 dB(C) di picco) scattano gli obblighi di informazione, formazione e sorveglianza sanitaria; sopra il valore superiore di azione (85 dB(A) e 137 dB(C)) i DPI uditivi devono essere indossati obbligatoriamente; il valore limite di esposizione (87 dB(A) e 140 dB(C), con applicazione della riduzione ottenuta dai DPI) non deve mai essere superato. Per i reparti tessitura con livelli medi di 95-100 dB(A) il superamento del valore superiore di azione è praticamente certo, rendendo obbligatori cuffie o tappi antirumore marcati EN 352, con SNR adeguato, e la definizione di un programma di riduzione del rumore alla fonte (cabinamenti fonoassorbenti, manutenzione dei macchinari, pianificazione dei turni di rotazione tra postazioni rumorose e silenziose). Le misurazioni devono essere effettuate da un tecnico abilitato e i risultati inseriti nel DVR.
Cos'è la bissinosi e come si previene nelle filature di cotone?
La bissinosi è una malattia professionale delle vie respiratorie causata dall'inalazione di polveri di cotone grezzo, lino, canapa e iuta. Il meccanismo patogenetico non è ancora del tutto chiarito, ma è strettamente correlato alla presenza di endotossine batteriche (lipopolisaccaridi) nelle polveri organiche: queste sostanze provocano una risposta infiammatoria bronchiale caratterizzata da costrizione bronchiale, dispnea e senso di oppressione toracica che compaiono tipicamente il lunedì (il cosiddetto "Monday morning fever" o sindrome del lunedì), al rientro dopo il riposo festivo, e tendono ad attenuarsi nel corso della settimana con l'abitudine all'esposizione. Nelle forme avanzate la sindrome può evolvere verso una bronchite ostruttiva cronica irreversibile e una riduzione permanente della funzionalità polmonare. La bissinosi è riconosciuta come malattia professionale dall'INAIL: è elencata nella tabella delle malattie professionali per l'industria (allegato 4 al DPR 1124/1965 e successive modifiche), con un periodo massimo indennizzabile. Il lavoratore affetto può presentare denuncia all'INAIL tramite il medico curante o il medico competente aziendale. La prevenzione nelle filature di cotone si articola su più livelli. La prevenzione tecnica comprende l'installazione di impianti di aspirazione localizzata nelle zone di apertura e cardatura del cotone grezzo, dove la concentrazione di polveri inalabili è più elevata, la sostituzione o il trattamento del cotone greggio per ridurre il contenuto di endotossine, e il controllo microambientale tramite monitoraggio periodico delle concentrazioni di polvere inalabile, con confronto con il VLEP indicativo di 1 mg/m³ per la polvere di cotone (frazione inalabile). La prevenzione individuale prevede l'utilizzo di maschere filtranti FFP2 (EN 149) come misura aggiuntiva in caso di superamento dei valori limite, dopo aver adottato tutte le misure tecniche ed organizzative possibili. La sorveglianza sanitaria comprende la spirometria preventiva (per identificare soggetti con ridotta capacità respiratoria) e le visite periodiche con esame spirometrico per il monitoraggio precoce della funzione polmonare dei lavoratori esposti.
Quali DPI sono obbligatori per gli addetti al reparto filatura?
I DPI obbligatori per gli addetti al reparto filatura dipendono dalla valutazione del rischio specifica dell'azienda, ma nella generalità delle filature industriali — che trattano cotone, lana, fibre sintetiche o miste — i dispositivi di protezione individuale minimi da prevedere sono i seguenti. Per la protezione dell'udito: cuffie antirumore o inserti auricolari monouso con cordino, entrambi marcati EN 352 (EN 352-1 per le cuffie a padiglione, EN 352-2 per gli inserti). La scelta del tipo e del modello deve avvenire sulla base del livello di esposizione misurato e del valore SNR (attenuazione nominale): per livelli di 95-100 dB(A) tipici delle filature industriali è necessario un SNR di almeno 20-25 dB per riportare l'esposizione sotto gli 87 dB(A). Le cuffie con istruzione d'uso e registrazione della consegna al singolo lavoratore sono raccomandate per garantire la tracciabilità. Per la protezione delle vie respiratorie: maschere filtranti FFP2 (EN 149:2001+A1:2009) per le operazioni di apertura, pulizia e movimentazione del cotone greggio, lana o altre fibre organiche ad alta produzione di polveri; FFP3 in caso di esposizioni superiori a 10 volte il VLEP. L'uso delle maschere deve essere accompagnato da formazione sul corretto indossaggio (test di tenuta facciale) e sulla sostituzione periodica. Per la protezione dei piedi: calzature antinfortunistiche EN ISO 20345 categoria S1 (puntale rinforzato, suola antiperforazione) o S3 (con suola antiperforazione) per le postazioni con rischio di caduta di oggetti pesanti (rocche, bobine, coni). Per la protezione delle mani: guanti anti-taglio EN 388 per le operazioni di manutenzione e pulizia dei macchinari; guanti chimici EN 374 in nitrile per la manipolazione di prodotti di preparazione e lubrificanti. Per la protezione degli occhi: occhiali protettivi o visiera per le operazioni con prodotti chimici (olio per filatura, prodotti di avvolgimento) e per le operazioni di manutenzione con rischio di proiezione di schegge. Tutti i DPI devono essere consegnati con verbale firmato ai sensi degli artt. 77-78 D.Lgs. 81/08 e registrati nel registro di consegna DPI aziendale.
Quante ore di formazione servono per i lavoratori di una tessitura?
La formazione obbligatoria per i lavoratori di una tessitura è disciplinata dall'art. 37 del D.Lgs. 81/08 e dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011 (GU n. 8 dell'11 gennaio 2012), che ha definito durata, contenuti e modalità della formazione per lavoratori, preposti e dirigenti. Le tessiture rientrano nei codici ATECO della sezione C (Industrie manifatturiere), in particolare ATECO 13.20 (Tessitura di materie tessili). Queste attività sono classificate nella categoria di rischio medio o alto in funzione della dimensione e della tipologia di lavorazioni: in linea generale le aziende manifatturiere con uso di macchinari industriali e lavoratori esposti a rumore, polveri e agenti chimici ricadono nel rischio medio-alto. Per i lavoratori di rischio medio il percorso formativo prevede 4 ore di modulo generale (normativa, diritti e doveri, organi di vigilanza) + 8 ore di modulo specifico di settore = 12 ore totali. Per i lavoratori di rischio alto il percorso prevede 4 ore di modulo generale + 12 ore di modulo specifico = 16 ore totali. L'aggiornamento periodico è previsto ogni 5 anni: 6 ore per rischio medio, 6 ore per rischio alto. I contenuti del modulo specifico per i lavoratori di una tessitura devono coprire i rischi effettivi dell'azienda: rumore da telai industriali, polveri di fibre inalabili (bissinosi per il cotone), rischio meccanico dei macchinari (ripari, procedure LOTO), movimentazione manuale dei carichi (rocche, bobine, rotoli di tessuto), ergonomia e posture, rischio chimico (prodotti di preparazione, coloranti in eventuali fasi di pre-tintura), rischio incendio (fibre altamente infiammabili) ed emergenze. Oltre alla formazione di base, i conduttori di telaio automatico devono ricevere addestramento specifico sull'uso sicuro della macchina affidata (art. 37 comma 5 D.Lgs. 81/08), da documentare con verbale firmato. I preposti (capoturno, responsabili di reparto) devono seguire un modulo aggiuntivo di 8 ore. Gli addetti antincendio devono frequentare il corso di livello alto (16 ore, ex D.M. 10/03/1998; ora aggiornato dal D.M. 02/09/2021) per le aziende con rischio incendio elevato tipico del settore tessile con fibre infiammabili.
Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria in una filatura?
La sorveglianza sanitaria in una filatura è obbligatoria in tutti i casi previsti dal D.Lgs. 81/08 in corrispondenza delle esposizioni a rischi per i quali il legislatore la prescrive. In pratica, nella quasi totalità delle filature industriali si verificano almeno tre delle condizioni che la rendono obbligatoria. La sorveglianza è obbligatoria per esposizione al rumore superiore al valore inferiore di azione: l'art. 185 D.Lgs. 81/08 impone la sorveglianza sanitaria per tutti i lavoratori esposti a livelli di LEX,8h superiori a 80 dB(A). Nelle filature, dove i livelli tipici superano i 90-100 dB(A), questa condizione è pressoché universale. Il medico competente deve effettuare visite preventive con audiometria tonale liminare basale e visite periodiche (almeno annuali per i lavoratori con LEX,8h tra 80 e 85 dB(A); a discrezione del medico per esposizioni più elevate). La sorveglianza è obbligatoria per esposizione ad agenti chimici pericolosi (Titolo IX Capo I D.Lgs. 81/08): se la valutazione del rischio chimico conclude che il rischio non è irrilevante per la salute, il datore di lavoro deve attivare la sorveglianza sanitaria. Nelle filature gli agenti chimici di interesse includono oli minerali di filatura, prodotti di avvolgimento e appretti, che possono comportare un rischio cutaneo o inalatorio non trascurabile. La sorveglianza è obbligatoria per esposizione a polveri di fibre tessili (in particolare cotone, lana, canapa, iuta) quando i livelli ambientali superano i VLEP o quando il medico competente lo ritiene opportuno ai fini della prevenzione della bissinosi e delle patologie broncorespiratori professionali. La sorveglianza può essere obbligatoria per rischio da movimentazione manuale dei carichi (Titolo VI) se la valutazione indica un rischio significativo per patologie del rachide e degli arti superiori, tipico nelle filature dove i lavoratori movimentano coni, rocche e bobine in modo ripetitivo. Il medico competente deve essere nominato con atto scritto, redigere un protocollo sanitario adeguato ai rischi dell'azienda, effettuare le visite preventive (prima dell'adibizione al rischio) e le visite periodiche, emettere il giudizio di idoneità alla mansione specifica e custodire le cartelle sanitarie dei lavoratori.
Come gestire il rischio incendio nelle filature con cotone e juta?
Il cotone grezzo, la juta, il lino e la canapa sono fibre naturali ad alta infiammabilità: presentano un basso punto di accensione, si incendiano facilmente anche da scintilla o da sorgenti di calore deboli e, soprattutto nelle fasi di apertura, cardatura e filatura, generano accumuli di fibre e lanugine nei macchinari e nei locali che rappresentano combustibile altamente friabile e volatile. L'olio minerale utilizzato per la lubrificazione dei filati nei processi di preparazione può formare vapori infiammabili in condizioni di calore elevato. Queste caratteristiche rendono il rischio incendio particolarmente critico nelle filature di fibre naturali e impongono un approccio strutturato alla prevenzione. La valutazione del rischio incendio deve essere inserita nel DVR ai sensi dell'art. 46 D.Lgs. 81/08 e deve condurre alla classificazione del livello di rischio (basso, medio, elevato): le filature con fibre naturali combustibili ricadono tipicamente nel rischio medio o elevato. Le aziende soggette ai controlli del Comando VVF ai sensi del D.P.R. 151/2011 (depositi di materiali combustibili oltre le soglie di superficie o quantità) devono presentare la SCIA antincendio e ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi. Le misure di prevenzione specifiche per le filature di cotone e juta comprendono: pulizia frequente e sistematica degli ambienti produttivi per l'eliminazione degli accumuli di lanugine e filamenti dai macchinari, dalle canaline e dai soffitti; separazione per compartimentazione (pareti e solai REI) tra i reparti di produzione e i magazzini delle materie prime; divieto assoluto di fumo e di utilizzo di fiamme libere; installazione di sistemi di rilevazione precoce degli incendi (rilevatori di fumo VESDA o puntuali); valutazione dell'installazione di impianti automatici a sprinkler nei reparti e nei depositi ad alto carico d'incendio; definizione di un piano di emergenza e di evacuazione specifico per i rischi del sito. Gli addetti antincendio in una filatura con rischio elevato devono frequentare la formazione antincendio di livello alto (16 ore, con esercitazione pratica), aggiornata secondo il D.M. 02/09/2021. Devono essere presenti estintori portatili a polvere o CO₂ nelle immediate vicinanze dei macchinari, correttamente segnalati e sottoposti a manutenzione semestrale.
Cosa devono fare i datori di lavoro per le macchine tessili obsolete?
Le macchine tessili obsolete — in particolare i telai meccanici o idraulici precedenti all'entrata in vigore della Direttiva Macchine 2006/42/CE (recepita con D.Lgs. 17/2010) o della precedente Direttiva 98/37/CE — non recano la marcatura CE e non sono necessariamente conformi ai requisiti essenziali di sicurezza di quelle direttive. Tuttavia, il fatto che una macchina non sia marcata CE non esonera il datore di lavoro dal garantirne la sicurezza per i lavoratori: l'obbligo di garantire che le attrezzature di lavoro siano conformi ai requisiti minimi di sicurezza è sancito dall'art. 70 e dall'Allegato V del D.Lgs. 81/08. L'Allegato V stabilisce i requisiti minimi di sicurezza per le attrezzature di lavoro già in uso al 21 settembre 1996 o immesse successivamente non marcate CE. Tra i requisiti principali: gli organi di comando devono essere chiaramente identificabili, facilmente raggiungibili e protetti contro azionamenti accidentali; le parti pericolose in movimento devono essere protette con ripari fissi o mobili con interblocco (che impediscano l'accesso alla zona pericolosa quando la macchina è in moto); deve essere presente un dispositivo di arresto di emergenza facilmente accessibile; deve essere possibile isolare completamente la macchina dall'alimentazione di energia (sezionamento elettrico, pneumatico, idraulico) per le operazioni di manutenzione — procedura che nelle filature è denominata LOTO (Lockout/Tagout). Il datore di lavoro deve effettuare una verifica tecnica di ciascuna macchina obsoleta, documentare lo stato dei dispositivi di sicurezza e dei ripari, pianificare e realizzare gli adeguamenti necessari (installazione o ripristino dei ripari mancanti, installazione di dispositivi di arresto di emergenza, predisposizione delle procedure LOTO), e registrare gli interventi nel libretto di manutenzione della macchina. Se la macchina è priva di manuale d'uso originale in italiano, il datore deve predisporre istruzioni operative scritte in italiano da consegnare ai lavoratori. La verifica periodica delle attrezzature di lavoro è prevista dall'art. 71 comma 11 D.Lgs. 81/08 per alcune categorie di attrezzature a rischio elevato; per i telai e i filatoi industriali il datore deve comunque stabilire un programma di manutenzione periodica documentata.

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico sicurezza lavoro: Titoli V (rumore), VI (MMC), IX (chimici), X (biologici), III (attrezzature)
  • D.Lgs. 15 agosto 1991 n. 277 — Attuazione direttive CEE su agenti chimici, fisici e biologici (riferimento storico per il rumore)
  • DPR 30 giugno 1965 n. 1124 (Testo Unico malattie professionali) — allegato 4: bissinosi (Tab. X) e ipoacusia da rumore (Tab. VI)
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione obbligatoria lavoratori, preposti, dirigenti ex art. 37 D.Lgs. 81/08
  • D.M. 2 settembre 2021 — Criteri generali di sicurezza antincendio e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro (Codice PI)
  • Direttiva 2003/10/CE — Protezione dei lavoratori contro i rischi derivanti dall'esposizione al rumore (recepita nel Titolo V D.Lgs. 81/08)
  • EN ISO 14120:2015 — Sicurezza del macchinario: ripari — requisiti generali per la progettazione e costruzione di ripari fissi e mobili
  • EN 352-1/2:2020 — Protettori dell'udito: requisiti generali; cuffie auricolari; inserti auricolari
  • EN 149:2001+A1:2009 — Dispositivi di protezione individuale delle vie respiratorie: semimaschere filtranti antipolvere (FFP1, FFP2, FFP3)
  • ISO 9612:2009 — Acustica: determinazione dell'esposizione al rumore in ambiente di lavoro (metodo tecnico di calcolo)
  • INAIL — Settore tessile e abbigliamento: dati infortuni e malattie professionali (report annuali INAIL)
  • CCNL Industria Tessile e Abbigliamento (Confindustria Moda — SLA Italia) — disposizioni su sicurezza, orari, RLS
  • Regolamento UE 2016/425 — Dispositivi di protezione individuale (DPI): requisiti e marcatura CE
  • Linee Guida ISPESL/INAIL — Valutazione e prevenzione del rischio da polveri di fibre tessili e bissinosi
  • UNI EN ISO 11064:2000-2013 — Ergonomia: progettazione dei centri di controllo e postazioni di lavoro (valutazione posturale)

Disclaimer.Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili alle filature e tessiture dipendono dall'attività concretamente svolta, dai macchinari e dalle sostanze chimiche utilizzate, dal numero di lavoratori e dalla normativa vigente al momento della valutazione. Il DVR, le misurazioni di rumore e polveri, la valutazione del rischio chimico e il programma di sorveglianza sanitaria devono essere adattati al caso specifico da professionisti abilitati. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua azienda tessile.

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