Nei centri di raccolta e negli impianti di selezione i rischi principali sono l’investimento da mezzi e veicoli degli utenti, le cadute nei cassoni dai piani di scarico, i rifiuti taglienti o pericolosi, gli incendi (spesso innescati da batterie al litio) e, negli impianti, i nastri di cernita e le presse. Il DVR deve unire la gestione del pubblico, delle macchine e del rischio incendio, oltre alle abilitazioni per carrelli, pale e gru.
Viabilità, utenti e mezzi
In un centro di raccolta convivono auto e furgoni dei cittadini, autocarri per la movimentazione dei cassoni, pale e carrelli. Servono senso di marcia unico, aree di sosta per lo scarico separate dalle aree di manovra dei mezzi pesanti, segnaletica, illuminazione e regole esposte. Gli operatori indossano indumenti ad alta visibilità e non si trovano mai dietro un mezzo in retromarcia.
Cassoni, dislivelli e movimentazione
Le rampe che portano al piano di scarico creano dislivelli verso i cassoni: parapetti o barriere fisse devono impedire la caduta di persone e veicoli, e nessuno deve salire sui cassoni per «sistemare» i rifiuti. Elettrodomestici, mobili e RAEE ingombranti si movimentano con carrelli e in due persone; tagli da vetro e lamiere richiedono guanti adeguati.
Rifiuti pericolosi e rischio biologico
Vernici, oli, batterie, farmaci, bombolette e prodotti chimici domestici vanno ricevuti in aree dedicate, al coperto, con contenitori separati per tipologia e bacini di contenimento. La valutazione chimica (art. 223) considera sversamenti e prodotti non identificati. Il rischio biologico (art. 271) riguarda la frazione organica, la cernita manuale e il ritrovamento di siringhe: guanti antitaglio e antiperforazione, pinze per la raccolta, procedura per le punture.
Incendi
Il carico di incendio di carta, plastica, legno e pneumatici supera spesso le soglie che rendono l’attività soggetta ai controlli dei Vigili del fuoco (DPR 151/2011). Le misure: altezza e frazionamento dei cumuli, distanze tra le aree, separazione di batterie e RAEE, rilevazione anche nelle ore notturne, riserva idrica e presidi adeguati, piano di emergenza che consideri i fumi verso l’esterno. Gli addetti antincendio seguono il livello del D.M. 2 settembre 2021 indicato per l’attività.
Impianti di selezione
Nastri di cernita, vagli, presse e trituratori causano infortuni gravi durante disintasamenti e pulizie. Servono protezioni, funi di arresto lungo i nastri, procedure di sezionamento e blocco, accessi sicuri ai punti di manutenzione. In cabina di cernita contano rumore, polveri, microclima e ritmo di lavoro.
Formazione e sorveglianza sanitaria
La gestione dei rifiuti è a rischio alto nella tabella dell’Accordo Stato-Regioni 2025: 4 ore generali più 12 di specifica. Le abilitazioni per carrelli, pale caricatrici e gru per autocarro sono obbligatorie per chi le conduce. La sorveglianza sanitaria segue i rischi valutati: biologico, chimico, rumore, vibrazioni, movimentazione dei carichi.
Errori frequenti
- Utenti lasciati liberi di scaricare ovunque, anche nelle aree di manovra dei mezzi.
- Operatori che salgono sui cassoni per compattare i rifiuti.
- Batterie e piccoli RAEE accumulati insieme a carta e plastica.
- Disintasamento dei nastri con impianto non bloccato.
Approfondimenti
Domande frequentiFAQ
I cittadini che conferiscono i rifiuti sono un rischio da valutare?
Perché gli incendi negli impianti di rifiuti sono così frequenti?
Chi manovra la gru con polipo deve avere l’abilitazione?
Fonti normative
- D.Lgs. 3 aprile 2006, n. 152 — Norme in materia ambientale (Parte IV, gestione dei rifiuti)
- D.Lgs. 81/2008, art. 271 — Valutazione del rischio biologico
- D.Lgs. 81/2008, art. 223 — Valutazione dei rischi da agenti chimici
- D.Lgs. 81/2008, art. 73 — Formazione e abilitazione per le attrezzature
- D.P.R. 1 agosto 2011, n. 151 — Attività soggette ai controlli di prevenzione incendi
- Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 (Rep. atti n. 59/CSR) — Formazione e abilitazioni
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