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Guida definitiva · 2026

Sicurezza Imprese di Riciclaggio e Rottami Metallici: Guida 2026

Tutto quello che serve sapere per gestire la sicurezza sul lavoro in un'impresa di riciclaggio e rottamazione: DVR per rischio alto, rischio meccanico di presse e gru, amianto e PCB nei rottami, RAEE, rumore e vibrazioni, formazione 4+12 ore, sorveglianza sanitaria piombo e amianto, autorizzazioni ambientali.

D.Lgs. 81/08Sicurezza lavoroReg. CE 852/2004Igiene alimentareAccordo SR 2025Aggiornamento
Risposta rapida

Le imprese di riciclaggio e rottamazione metallica (ATECO 38.31.0, 38.32.1, 38.32.9, 46.77.0) sono classificate a rischio alto ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni 21/12/2011 e devono gestire la sicurezza sul lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/08 con un DVR che copra tutti i rischi specifici: meccanico da presse, cesoie, frantumatori e gru a magnete; chimico da piombo, PCB, oli minerali e sostanze presenti nei rottami; amianto nelle guarnizioni di freni, pannelli e isolamenti dei veicoli fine vita; RAEE con liquidi refrigeranti e batterie; rumore e vibrazioni da macchinari pesanti; investimento da mezzi pesanti in piazzale. La formazione è di 4+12 ore (rischio alto); la sorveglianza sanitaria è obbligatoria per esposizione a piombo, amianto, rumore e vibrazioni. Sono inoltre richieste le autorizzazioni ambientali previste dal D.Lgs. 152/2006 e, per i veicoli fuori uso, dal D.Lgs. 209/2003.

1. Normativa applicabile: D.Lgs. 81/08, Codice Ambientale e veicoli fine vita

Le imprese di riciclaggio e rottamazione operano all'intersezione tra la normativa sulla sicurezza sul lavoro e la normativa ambientale. Sul versante della sicurezza, il quadro di riferimento principale è il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico sulla salute e sicurezza sul lavoro), che si applica a tutte le tipologie di attività con lavoratori subordinati o equiparati, senza eccezioni legate alle dimensioni dell'impresa. Sul versante ambientale, le attività di trattamento e recupero dei rifiuti sono disciplinate dalla Parte IV del D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 (Codice Ambientale), che definisce il sistema delle autorizzazioni, le condizioni di recupero in procedura semplificata, i requisiti tecnici degli impianti e le responsabilità dei gestori. Per le attività di demolizione di autoveicoli si aggiunge il D.Lgs. 24 giugno 2003 n. 209, che recepisce la Direttiva europea sui veicoli fuori uso (ELV) e disciplina i requisiti specifici dei centri di raccolta e dei demolitori autorizzati.

Dal punto di vista della classificazione del rischio, le attività di rottamazione e riciclaggio rientrano nella categoria di rischio alto ai sensi dell'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. Questa classificazione deriva dalla combinazione di diversi fattori: la natura delle attività di trattamento di rifiuti speciali, spesso pericolosi; la presenza di macchinari pesanti e ad alta energia (presse, cesoie, frantumatori, gru); l'esposizione a sostanze chimiche pericolose (piombo, PCB, idrocarburi, amianto, sostanze presenti nei RAEE); il traffico di mezzi pesanti (autocarri, gru su autocarro, pale meccaniche, carrelli elevatori) nei piazzali. La classificazione di rischio alto si riflette direttamente sulle ore di formazione obbligatorie e sul livello di sorveglianza sanitaria da assicurare.

I codici ATECO prevalenti nelle imprese di questo settore sono: 38.31.0 (demolizione di autoveicoli); 38.32.1 (recupero e preparazione per il riciclaggio di cascami e rottami metallici); 38.32.9 (recupero e preparazione per il riciclaggio di altri materiali); 46.77.0 (commercio all'ingrosso di cascami e rottami). Molte imprese svolgono più di una di queste attività, con un profilo di rischio composito che il DVR deve rappresentare nella sua complessità. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi normativi applicabili alla tua specifica attività e a impostare un sistema di sicurezza strutturato.

2. DVR per rottamatori: rischi specifici del settore

Il Documento di Valutazione dei Rischi di un'impresa di riciclaggio e rottamazione è uno dei documenti tecnici più articolati tra quelli richiesti dalla normativa, per via della molteplicità e dell'intensità dei rischi presenti. L'art. 28 D.Lgs. 81/08 richiede che il DVR valuti tutti i rischi per la salute e la sicurezza dei lavoratori, ivi compresi quelli riguardanti gruppi esposti a rischi particolari. Nel settore della rottamazione i rischi principali da valutare sono:

Il DVR deve essere redatto dal datore di lavoro con il concorso dell'RSPP e del medico competente, con la consultazione dell'RLS. Supportiamo la gestione documentale e formativa dalla fase di sopralluogo tecnico fino alla redazione del documento completo e dei relativi piani di miglioramento.

3. Rischio meccanico: presse, cesoie, frantumatori, gru a magnete

Il rischio meccanico è quello più immediatamente visibile in un impianto di rottamazione. Le attrezzature di lavoro presenti in un impianto di rottamazione metallica devono essere conformi alla Direttiva Macchine 2006/42/CE, recepita in Italia con il D.Lgs. 17/2010, e devono recare marcatura CE, dichiarazione di conformità e manuale di istruzioni in lingua italiana. Per le macchine immesse sul mercato dal 20 gennaio 2027, si applicherà il Regolamento UE 2023/1230.

Le principali macchine di processo e i loro profili di rischio sono:

Le attrezzature soggette a verifiche periodiche ai sensi dell'Allegato VII D.Lgs. 81/08 (apparecchi di sollevamento con portata superiore a 200 kg, attrezzature a pressione, ecc.) devono essere sottoposte alle verifiche con la frequenza prevista dalle norme tecniche di riferimento, da parte di INAIL o di soggetti abilitati. I verbali di verifica devono essere conservati e messi a disposizione degli organi di vigilanza.

4. Rischio chimico e amianto nei rottami: identificazione e bonifica

Il rischio chimico nelle imprese di riciclaggio e rottamazione è strettamente collegato alla composizione dei materiali trattati. A differenza di altri settori in cui le sostanze pericolose sono note e classificate, nel settore della rottamazione l'operatore si trova ad affrontare materiali eterogenei e non sempre identificati, che possono contenere contaminanti non immediatamente visibili. Il Titolo IX D.Lgs. 81/08 impone la valutazione del rischio da agenti chimici pericolosi per tutte le attività in cui i lavoratori possono essere esposti a tali agenti, anche per via indiretta.

I contaminanti chimici più frequenti nei rottami metallici industriali e nei veicoli fuori uso sono:

L'amianto merita un trattamento separato per la gravità del rischio e per il regime normativo specifico. Il Titolo IX Capo III D.Lgs. 81/08 (artt. 246-261) disciplina la protezione dei lavoratori dall'esposizione all'amianto con obblighi molto stringenti: valutazione del rischio prima di qualsiasi lavoro, notifica all'organo di vigilanza, formazione specifica degli addetti, DPI di terza categoria (FFP3 con valvola o autorespiratore, tute Tyvek monouso), procedure di bonifica controllata, smaltimento dei MCA come rifiuti pericolosi. Nelle imprese di rottamazione l'amianto può essere presente nelle guarnizioni dei sistemi frenanti e delle frizioni dei veicoli prodotti prima del 1994, nelle guarnizioni di tenuta di macchinari industriali, nei pannelli di isolamento termico e fonico, nelle piastre e tubazioni di impianti industriali in rottamazione. La procedura preventiva di identificazione dei MCA prima di ogni intervento su rottami di origine incerta è un elemento essenziale del DVR.

Supportiamo la gestione documentale per la definizione delle procedure operative di identificazione dei MCA e per la verifica degli obblighi applicabili alla specifica attività di rottamazione svolta.

5. Gestione RAEE: rischi specifici e obblighi

I rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) costituiscono una categoria di rifiuto speciale con caratteristiche di pericolosità specifiche, disciplinata dal D.Lgs. 14 marzo 2014 n. 49 (che recepisce la Direttiva 2012/19/UE). Le imprese che trattano RAEE devono essere iscritte al sistema RAEE e rispettare le prescrizioni tecniche per il trattamento, il deposito e la preparazione per il riciclaggio dei componenti. Sul piano della sicurezza sul lavoro, i RAEE presentano rischi specifici che il DVR deve valutare separatamente dai rottami metallici convenzionali.

I principali rischi specifici nei RAEE sono:

Il trattamento dei RAEE richiede aree di stoccaggio dedicate con pavimento impermeabilizzato e sistemi di contenimento per le perdite di liquidi, separazione fisica dai rottami metallici convenzionali, formazione specifica degli addetti e procedure operative scritte per ciascuna categoria di apparecchiatura trattata.

6. Rumore e vibrazioni: macchine e mezzi pesanti (Titolo VIII D.Lgs. 81/08)

Le imprese di riciclaggio e rottamazione presentano livelli di rumore tra i più elevati nel panorama industriale. Il Titolo VIII Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 189-198) disciplina la valutazione e la prevenzione del rischio da esposizione al rumore. Le fonti di rumore principali in un impianto di rottamazione sono: le presse idrauliche durante il ciclo di pressatura (picchi impulsivi di 110-120 dB); i frantumatori a martelli (rumori continui di 95-105 dB); le cesoie; le gru a magnete; i compressori; i veicoli pesanti (pale meccaniche, escavatori, autocarri); le operazioni di scarico dei rottami dai cassoni (impatti metallici ad alta energia con picchi di 130 dB). L'esposizione quotidiana media Lex,8h per gli operatori dei macchinari principali supera generalmente i valori di azione superiori (85 dB(A)), rendendo obbligatori sia l'uso dei DPI uditivi sia la sorveglianza sanitaria audiometrica periodica.

La valutazione del rischio rumore deve essere effettuata con metodo strumentale ai sensi della norma UNI EN ISO 9612:2011, in condizioni rappresentative del ciclo lavorativo effettivo. Le misure di prevenzione tecniche prioritarie includono: cabinatura insonorizzata dei frantumatori; cabine climatizzate e fonoisolate per gli operatori delle gru e dei mezzi pesanti; schermi fonoassorbenti tra le fonti di rumore e le postazioni di lavoro adiacenti; manutenzione predittiva delle macchine (cuscini antivibranti, lubrificazione regolare) per ridurre il rumore da usura. Laddove le misure tecniche non siano sufficienti a portare l'esposizione sotto i valori di azione superiori, i DPI uditivi (cuffie o tappi con SNR adeguato) sono obbligatori e la sorveglianza audiometrica annuale è prescritta.

Le vibrazioni meccaniche sono disciplinate dal Titolo VIII Capo III D.Lgs. 81/08 (artt. 199-205). Gli addetti a mezzi pesanti (pale meccaniche, escavatori, autocarri) sono esposti a vibrazioni al corpo intero (WBV), con valori di accelerazione che possono superare il valore di azione di 0,5 m/s² A(8); gli operatori di attrezzature manuali (martelli demolitori, smerigliatrici, avvitatori) sono esposti a vibrazioni al sistema mano-braccio (HAV), con valori che possono superare il valore di azione di 2,5 m/s². La valutazione deve essere effettuata con misurazioni strumentali o con dati delle banche dati tecnico-scientifiche disponibili (come il database INAIL o quello delle associazioni di categoria europee). I programmi di riduzione comprendono: sostituzione periodica dei sedili ammortizzati dei mezzi pesanti, riduzione dei tempi di guida su superfici irregolari, rotazione delle mansioni per gli addetti alle attrezzature vibranti.

7. Formazione lavoratori: rischio alto, gru, carrelli elevatori, patentino

Le imprese di riciclaggio e rottamazione sono classificate a rischio alto dall'Accordo Stato-Regioni del 21 dicembre 2011. Il monte ore di formazione obbligatoria per i lavoratori è di 4 ore di formazione generale e 12 ore di formazione specifica, per un totale di 16 ore. L'aggiornamento periodico è di 6 ore ogni 5 anni. I preposti hanno un percorso aggiuntivo specifico; i dirigenti hanno un percorso dedicato.

La formazione specifica (12 ore) deve coprire i rischi reali del settore: rischio meccanico da macchine pesanti e tagliotrici; rischio chimico da sostanze nei rottami (piombo, PCB, idrocarburi); rischio amianto e procedure di identificazione; rischio RAEE; rumore e vibrazioni; investimento da mezzi pesanti; procedure di emergenza per incendio (liquidi infiammabili, batterie Li-Ion). La formazione va erogata da soggetti abilitati e gli attestati devono essere conservati in azienda.

Oltre alla formazione generale, gli operatori che utilizzano specifiche attrezzature devono seguire i corsi previsti dall'Accordo Stato-Regioni 22/02/2012:

La formazione specifica per la protezione dal rischio amianto per i preposti e per i lavoratori che possono ritrovarsi a operare su materiali contenenti amianto è ulteriormente regolamentata dall'art. 258 D.Lgs. 81/08 e dai decreti ministeriali attuativi. Supportiamo la gestione documentale e formativa per verificare il piano formativo aziendale e pianificare i corsi obbligatori mancanti.

8. Sorveglianza sanitaria: piombo, amianto, rumore e vibrazioni

La sorveglianza sanitaria è obbligatoria ai sensi dell'art. 41 D.Lgs. 81/08 ogni volta che la valutazione del rischio evidenzia un'esposizione ai rischi previsti dai titoli specifici della norma. Nelle imprese di riciclaggio e rottamazione i trigger più frequenti sono:

Il medico competente elabora il protocollo sanitario specifico per le mansioni presenti, effettua le visite preventive e le visite periodiche, esprime il giudizio di idoneità alla mansione specifica e collabora alla redazione del DVR fornendo le indicazioni sanitarie per la definizione delle misure preventive e dei DPI. La conservazione della documentazione sanitaria (cartelle sanitarie e di rischio) è obbligatoria per i periodi previsti dall'Allegato III D.Lgs. 81/08.

9. Gestione rifiuti e autorizzazioni: AIA e iscrizione Albo Gestori Ambientali

Le imprese che raccolgono, trasportano, recuperano o smaltiscono rifiuti — compresi i rottami metallici classificati come rifiuti ai sensi dell'art. 183 D.Lgs. 152/2006 — devono operare nel rispetto del sistema autorizzativo previsto dalla Parte IV del Codice Ambientale. La corretta gestione dei profili ambientali è strettamente connessa alla sicurezza sul lavoro, perché le autorizzazioni impongono requisiti tecnici (impermeabilizzazione dei piazzali, sistemi di raccolta delle acque di prima pioggia, capacità di stoccaggio massima, tipologie di rifiuti ammessi) che influenzano le modalità operative e i rischi per i lavoratori.

Il sistema autorizzativo si articola principalmente su:

La gestione degli adempimenti ambientali è parte integrante del quadro di conformità dell'impresa. Le violazioni delle autorizzazioni ambientali sono soggette a sanzioni penali ai sensi degli artt. 256-260 D.Lgs. 152/2006 e possono comportare la sospensione dell'attività. Supportiamo la verifica degli obblighi applicabili e la gestione documentale per le imprese di rottamazione e riciclaggio nella fase di analisi della conformità.

Checklist documenti minimi — imprese riciclaggio e rottamazione

  • DVR redatto e firmato (rischio alto: meccanico, chimico, amianto, RAEE, rumore, vibrazioni, investimento mezzi pesanti)
  • Valutazione del rischio rumore con misurazioni strumentali (UNI EN ISO 9612:2011)
  • Valutazione del rischio vibrazioni HAV e WBV per operatori di macchine e mezzi pesanti
  • Valutazione del rischio amianto e procedura operativa per il ritrovamento di MCA
  • Valutazione del rischio RAEE (gas refrigeranti, batterie Li-Ion, mercurio)
  • Valutazione del rischio da esposizione a piombo e altri metalli pesanti
  • DPI consegnati con verbale firmato: calzature S3, elmetto, guanti meccanici, otoprotettori, tuta Tyvek e FFP3 per operatori a rischio amianto
  • Formazione lavoratori rischio alto completata: 4+12 ore con attestati archiviati
  • Patentini gru (Accordo 22/02/2012) per tutti gli operatori delle gru
  • Patentini carrellisti per tutti gli operatori dei carrelli elevatori
  • Sorveglianza sanitaria attivata: piombemia, audiometria, spirometria, valutazione vibrazioni
  • Registro verifiche periodiche attrezzature (gru, presse, cesoie, impianti a pressione)
  • Iscrizione Albo Nazionale Gestori Ambientali aggiornata
  • Autorizzazione ambientale valida (semplificata, ordinaria o AIA) per l'attività svolta
  • Nomina RSPP, RLS, medico competente con documentazione

FAQ — Sicurezza imprese riciclaggio e rottamazioneFAQ

Come ci si comporta quando si trovano rottami contenenti amianto?
Il ritrovamento di materiali contenenti amianto (MCA) nei rottami è un evento che deve essere gestito con una procedura definita preventivamente nel DVR. Quando si sospetta la presenza di MCA (pannelli ondulati, isolamenti termici, guarnizioni di freni e frizioni in materiale friabile, canalizzazioni) le operazioni di movimentazione devono essere sospese immediatamente nell'area interessata. Il datore di lavoro deve avviare la procedura di identificazione, affidando il campionamento e l'analisi in laboratorio accreditato a un responsabile del rischio amianto. Se la presenza è confermata, la bonifica deve essere effettuata da impresa iscritta all'albo regionale delle imprese di bonifica amianto ai sensi dell'art. 212 D.Lgs. 152/2006. I lavoratori esposti devono essere dotati di DPI specifici (tuta monouso Tyvek, maschera FFP3 o autorespiratore in caso di fibre aerodisperse) e la bonifica deve avvenire con le tecniche previste dal D.Lgs. 81/08 Titolo IX Capo III (artt. 246-261). Supportiamo la gestione documentale per definire le procedure operative e verificare gli obblighi applicabili al caso specifico.
La formazione per l'uso della gru a magnete è obbligatoria?
Sì. Le gru a magnete utilizzate negli impianti di rottamazione rientrano nell'ambito dell'Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2012 sulle attrezzature di lavoro. L'utilizzo di gru a torre, gru mobile e gru su autocarro richiede una formazione specifica strutturata in moduli teorico-pratici con esame finale. Per i carrellisti che utilizzano gru semoventi o gru su autocarro nei piazzali di rottamazione, il percorso formativo include un modulo comune (comuni a tutte le attrezzature di sollevamento), un modulo specifico per la tipologia di gru utilizzata e una parte pratica. Il preposto o il responsabile dell'area deve verificare che ogni operatore abbia ricevuto la formazione adeguata alla specifica macchina in dotazione prima di essere autorizzato all'uso. L'autorizzazione scritta all'uso dell'attrezzatura da parte del datore di lavoro è obbligatoria ai sensi dell'art. 71 c. 7 D.Lgs. 81/08.
Quali DPI sono specifici per il lavoro nei piazzali di rottamazione?
I lavoratori nei piazzali di rottamazione sono esposti a un profilo di rischio multiplo che richiede DPI specifici per ciascuna fonte di pericolo. I DPI minimi per i lavoratori a piede in un piazzale di rottamazione comprendono: calzature di sicurezza categoria S3 con puntale in acciaio, lamina antiperforazione e suola antiscivolo (UNI EN ISO 20345), indispensabili per la presenza di materiali taglienti e forati sul suolo; elmetto di protezione categoria I (UNI EN 397) per il rischio di caduta di materiali dall'alto durante le operazioni di gru; guanti di protezione meccanica Cat. II (UNI EN 388 con resistenza a taglio e abrasione) per la movimentazione manuale di rottami; indumenti ad alta visibilità Cat. 3 classe 2 o 3 (UNI EN ISO 20471) per la presenza di mezzi pesanti e gru in movimento. In aggiunta, in base alla valutazione dei rischi specifici: dispositivi uditivi individuali se l'esposizione supera 80 dB(A); maschera FFP2 o FFP3 per polveri e fibre se nella valutazione del rischio chimico/biologico sono rilevanti le polveri metalliche; guanti e tute specifici per le operazioni su RAEE o su rottami potenzialmente contaminati da PCB o altri inquinanti organici persistenti.
Quando è obbligatoria la sorveglianza sanitaria per esposizione a piombo?
La sorveglianza sanitaria per esposizione a piombo è disciplinata dal Titolo IX Capo II D.Lgs. 81/08 (artt. 233-245 per gli agenti chimici pericolosi). Il piombo è un contaminante frequente nei rottami metallici, nelle batterie esauste e nelle leghe di metalli di scarto. La sorveglianza sanitaria diviene obbligatoria quando la valutazione del rischio evidenzia un'esposizione significativa per via inalatoria o cutanea, ovvero quando la piombemia (concentrazione di piombo nel sangue) supera i valori biologici di riferimento. Il medico competente imposta il protocollo sanitario specifico che include la piombemia periodica, la valutazione della funzionalità renale e del quadro ematologico. Il datore di lavoro deve fornire al medico le informazioni sulla natura delle attività, le concentrazioni ambientali misurate (se disponibili) e la durata dell'esposizione per ogni mansione. Supportiamo la gestione documentale per verificare quali mansioni richiedono la sorveglianza sanitaria e per coordinarci con il medico competente nell'impostazione del protocollo.
L'autorizzazione ambientale è necessaria per un'impresa di rottamazione?
Sì. Le imprese che effettuano attività di raccolta, trasporto, recupero e smaltimento di rifiuti — compresi i rottami metallici classificati come rifiuti ai sensi del D.Lgs. 152/2006 — devono essere in possesso delle autorizzazioni previste dalla Parte IV del Codice Ambientale. Per le attività di recupero dei rottami metallici in procedura semplificata ai sensi degli artt. 214-216 D.Lgs. 152/2006, è necessaria la comunicazione di inizio attività alla Provincia (o all'ente subentrante) e l'iscrizione all'Albo Nazionale Gestori Ambientali ai sensi dell'art. 212. Per impianti di trattamento con potenzialità superiori alle soglie indicate nell'Allegato VIII alla Parte Seconda del D.Lgs. 152/2006 può essere necessaria l'Autorizzazione Integrata Ambientale (AIA). Per le attività di demolizione di autoveicoli si applicano anche i requisiti del D.Lgs. 209/2003 (veicoli fuori uso), che prevede l'autorizzazione specifica per i centri di raccolta e per i demolitori. L'attività non autorizzata di gestione di rifiuti è soggetta a sanzioni penali ai sensi dell'art. 256 D.Lgs. 152/2006.

11. Fonti normative

Fonti normative

  • D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Testo Unico salute e sicurezza sul lavoro (artt. 17, 28, 36-37, 41, 55, 71, 77-79, Titoli III, VIII, IX, X, XI)
  • D.Lgs. 81/08 artt. 189-198 — Titolo VIII Capo II: Agenti fisici, esposizione al rumore
  • D.Lgs. 81/08 artt. 199-205 — Titolo VIII Capo III: Vibrazioni meccaniche
  • D.Lgs. 81/08 artt. 223-232 — Titolo IX Capo I: Agenti chimici pericolosi
  • D.Lgs. 81/08 artt. 246-261 — Titolo IX Capo III: Protezione dai rischi connessi all'esposizione all'amianto
  • D.Lgs. 3 aprile 2006 n. 152 — Norme in materia ambientale (Codice Ambientale), artt. 177-266 (Parte IV, gestione rifiuti)
  • D.Lgs. 24 giugno 2003 n. 209 — Attuazione della Direttiva 2000/53/CE relativa ai veicoli fuori uso
  • D.Lgs. 14 marzo 2014 n. 49 — Attuazione della Direttiva 2012/19/UE sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)
  • Accordo Stato-Regioni 21 dicembre 2011 — Formazione lavoratori, preposti e dirigenti (D.Lgs. 81/08)
  • Accordo Stato-Regioni 22 febbraio 2012 — Formazione per l'uso di attrezzature di lavoro (gru, carrelli, PLE)
  • D.Lgs. 17/2010 — Recepimento Direttiva Macchine 2006/42/CE
  • Regolamento CE 1272/2008 (CLP) — Classificazione, etichettatura e imballaggio delle sostanze pericolose
  • UNI EN ISO 9612:2011 — Acustica, determinazione dell'esposizione al rumore in ambiente di lavoro
  • D.Lgs. 758/1994 — Disposizioni in materia di procedimento penale per violazioni della normativa sulla sicurezza sul lavoro

Disclaimer. Questa guida ha finalità informative ed editoriali e non sostituisce la valutazione tecnica o legale del caso specifico. Gli obblighi applicabili dipendono dall'attività concretamente svolta, dalle attrezzature presenti, dai materiali trattati e dalla normativa vigente. DVR, valutazione dei rischi specifici, sorveglianza sanitaria, formazione e autorizzazioni ambientali devono essere adattati al caso concreto. Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili alla tua impresa e supportiamo la gestione documentale e formativa.

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