Risposta rapida
Il rischio di investimento riguarda chi lavora a piedi dove circolano carrelli elevatori, camion, pale, escavatori, trattori: magazzini, piazzali di carico, cantieri, aziende agricole, aree portuali. È tra le cause più frequenti di infortuni mortali sul lavoro. Il D.Lgs. 81/2008 lo affronta con i requisiti delle vie di circolazione (art. 64 e Allegato IV, punto 1.4), con la viabilità di cantiere (art. 108 e Allegato XVIII) e con le regole sull’uso delle attrezzature semoventi (art. 71 e Allegato VI).
Situazioni tipiche
- Carrello che fa retromarcia o esce da una corsia di scaffalatura senza visibilità.
- Autista esterno che scende dalla cabina durante carico e scarico.
- Lavoratore a terra nel raggio d’azione di un escavatore o di una pala.
- Incroci tra pedoni e mezzi presso porte, portoni e uscite dagli uffici.
Misure, dalla più efficace
- Separare fisicamente percorsi pedonali e veicolari con barriere, corridoi dedicati, porte separate.
- Ridurre le manovre e le retromarce con la progettazione del layout e dei sensi di marcia.
- Segnalare vie di circolazione, attraversamenti e zone di manovra (Allegato XXVIII D.Lgs. 81/2008); illuminare adeguatamente.
- Dotare i mezzi di avvisatori acustici e luminosi di retromarcia, specchi, telecamere, sistemi di rilevamento delle persone.
- Regole organizzative: limiti di velocità, divieto di sostare nel raggio d’azione, procedure per gli autisti esterni (coordinate nel DUVRI), indumenti ad alta visibilità.
- Formazione e abilitazione dei conducenti secondo l’Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 e addestramento sul mezzo.
Errori frequenti
- Affidarsi solo alla segnaletica orizzontale, che si consuma e non ferma nessuno.
- Non considerare visitatori, autisti e personale delle imprese di pulizia.
- Tollerare l’uso dei carrelli da parte di personale non abilitato «solo per un attimo».
Fonti normative
Voci collegate
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