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RSPP — Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione

La persona designata dal datore di lavoro per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi (art. 2, comma 1, lett. f, D.Lgs. 81/08).

Risposta rapida

L’RSPP è la persona che il datore di lavoro designa per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. Risponde direttamente al datore di lavoro e lo assiste nella valutazione dei rischi. La designazione è uno dei due obblighi che il datore di lavoro non può delegare (art. 17, comma 1, lett. b). L’RSPP può essere un dipendente, un consulente esterno o, nelle aziende dell’Allegato II, il datore di lavoro stesso. In tutti i casi servono i requisiti dell’art. 32.

Interno, esterno o datore di lavoro

SoluzioneQuando è ammessaRiferimento
RSPP interno (dipendente)Sempre. È obbligatorio nei casi del comma 6 dell’art. 31Art. 31
RSPP esterno (persona o servizio)Sempre, tranne nei casi in cui il servizio deve essere internoArt. 31, commi 1 e 6
Datore di lavoro che svolge i compiti del servizioAziende artigiane e industriali fino a 30 lavoratori, agricole e zootecniche fino a 30, della pesca fino a 20, altre aziende fino a 200Art. 34 e Allegato II

Il servizio deve essere interno, tra gli altri casi, nelle aziende industriali soggette alla disciplina sui rischi di incidente rilevante, nelle centrali termoelettriche, nelle aziende industriali con oltre 200 lavoratori, nelle industrie estrattive con oltre 50 lavoratori e nelle strutture di ricovero e cura con oltre 50 lavoratori (art. 31, comma 6). In questi casi il datore di lavoro non può nemmeno svolgere personalmente i compiti dell’RSPP.

Requisiti (art. 32)

  • titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore;
  • attestato di frequenza, con verifica dell’apprendimento, dei corsi di formazione: modulo A (base), modulo B (comune e, se serve, specializzazioni di settore) e modulo C (gestione e comunicazione). Durate e contenuti oggi sono quelli dell’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025;
  • aggiornamento periodico, con cadenza quinquennale;
  • alcune lauree indicate dall’art. 32, comma 5, esonerano dalla frequenza di parte dei moduli, ma non dall’aggiornamento.

Compiti (art. 33)

  • individuare i fattori di rischio, valutare i rischi e indicare le misure per la sicurezza e la salubrità degli ambienti;
  • elaborare le misure preventive e protettive e i sistemi di controllo di queste misure;
  • elaborare le procedure di sicurezza per le varie attività aziendali;
  • proporre i programmi di informazione e formazione dei lavoratori;
  • partecipare alle consultazioni sulla sicurezza e alla riunione periodica dell’art. 35;
  • fornire ai lavoratori le informazioni dell’art. 36.

L’RSPP ha una funzione consultiva. Le decisioni e la spesa restano al datore di lavoro, e il D.Lgs. 81/08 non prevede sanzioni contravvenzionali a carico dell’RSPP. Questo non lo mette al riparo da responsabilità penali: se un errore o un’omissione nella sua consulenza contribuisce a un infortunio, può rispondere di lesioni od omicidio colposi insieme al datore di lavoro.

Errori frequenti

  • Nomina senza accettazione scritta o senza data, oppure attestati di formazione scaduti.
  • Datore di lavoro-RSPP in un’azienda che supera le soglie dell’Allegato II.
  • RSPP esterno che non ha mai visto i luoghi di lavoro e firma un DVR standard.
  • Confondere l’RSPP con l’ASPP (addetto al servizio) o con il preposto, che vigila sul lavoro in reparto.

Sanzioni per il datore di lavoro

La mancata designazione dell’RSPP è punita con l’arresto da 3 a 6 mesi o con l’ammenda (art. 55, comma 1, lett. b, D.Lgs. 81/08). Gli importi sono rivalutati periodicamente.

Per le domande pratiche (costi, scelta tra interno ed esterno, aggiornamento) vedi le FAQ sull’RSPP.

Fonti normative

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