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Sicurezza in celle frigorifere e magazzini a temperatura

Per magazzini a temperatura controllata, piattaforme logistiche del fresco e del surgelato e aziende con grandi celle: i rischi del lavoro al freddo e degli impianti di refrigerazione.

Risposta rapida

Nei magazzini frigoriferi i rischi specifici sono il freddo (con tempi di permanenza da stabilire nella valutazione), il rischio di restare chiusi in una cella, le perdite di refrigerante (ammoniaca negli impianti industriali, gas fluorurati o CO2 negli altri), i pavimenti ghiacciati e la circolazione di carrelli in spazi con scarsa visibilità. La valutazione del microclima freddo è il punto di partenza per turni, pause e DPI.

Microclima freddo

Il lavoro in celle positive e negative richiede una valutazione specifica: temperatura, velocità dell’aria, durata delle permanenze, impegno fisico. Le misure tipiche sono abbigliamento isolante a più strati con guanti e calzature adatti, alternanza tra cella e ambiente temperato, pause in locali riscaldati, bevande calde. La sorveglianza sanitaria, quando prevista dal medico competente, consente di individuare lavoratori più sensibili al freddo.

Rischio di chiusura e lavoro isolato

  • Dispositivo di apertura interna su ogni porta, controllato periodicamente.
  • Pulsante di allarme interno collegato a un punto presidiato.
  • Illuminazione di emergenza nella cella.
  • Procedura di verifica prima della chiusura a fine turno e regole per chi lavora da solo.

Refrigeranti e impianti

L’ammoniaca è tossica e irritante: impianti di questo tipo richiedono rilevatori, ventilazione di emergenza nella sala macchine, procedure di emergenza e DPI respiratori per la squadra di intervento. I gas fluorurati e la CO2 possono ridurre l’ossigeno in caso di perdite in ambienti chiusi. La manutenzione degli impianti con gas fluorurati è riservata a personale e imprese certificati.

Carrelli, scaffalature e pavimenti

Brina sugli occhiali e sui vetri, condensa all’uscita delle celle e ghiaccio sui pavimenti rendono la circolazione più rischiosa. Servono carrelli adatti al freddo (con cabina riscaldata per lunghe permanenze), conduttori abilitati, scaffalature controllate periodicamente, gestione della brina sulle porte e sui pavimenti, percorsi pedonali definiti.

Errori frequenti

  • Dispositivi di apertura interna bloccati dal ghiaccio o mai provati.
  • Turni interi in cella negativa senza pause definite.
  • Nessuna procedura per una perdita di ammoniaca o di refrigerante.

Approfondimenti

Domande frequentiFAQ

Una cella frigorifera deve potersi aprire dall’interno?
Sì: è una misura essenziale contro il rischio di restare chiusi dentro. Le porte devono avere un dispositivo di apertura dall’interno funzionante anche con la porta bloccata dall’esterno, e la cella deve avere illuminazione e un allarme azionabile dall’interno. Il funzionamento va controllato periodicamente, perché ghiaccio e urti possono bloccare i meccanismi.
Quanto si può restare in una cella a temperatura negativa?
Non esiste un limite unico di legge: la permanenza va stabilita nella valutazione del microclima freddo, considerando temperatura, ventilazione, attività fisica e indumenti (la norma tecnica di riferimento è la UNI EN ISO 11079). Ne derivano tempi massimi di permanenza, pause in ambiente temperato e abbigliamento protettivo adeguato.

Fonti normative

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