Le zone ATEX (dall'acronimo francese ATmosphères EXplosives) sono aree in cui atmosfere esplosive possono presentarsi in quantità tali da richiedere speciali precauzioni per la protezione della salute e della sicurezza dei lavoratori. La definizione e la disciplina applicabile derivano dalla Direttiva 1999/92/CE (ATEX Lavoratori), recepita in Italia nel D.Lgs. 81/08 Titolo XI, artt. 287–297.
Contenuti revisionati da consulenti tecnici
Verificati da professionisti del settore
Copertura nazionale con consulenti sul territorio
Presenti in tutta Italia
Fonti normative tracciate e aggiornate
Riferimenti sempre verificabili
Documenti adattati alla tua attività
Personalizzati sul caso specifico
Riferimenti normativi
Il quadro normativo sulle zone ATEX si articola su due livelli:
- Direttiva 1999/92/CE (ATEX Lavoratori) — stabilisce i requisiti minimi per il miglioramento della tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori esposti al rischio di atmosfere esplosive. Recepita in Italia nel Titolo XI del D.Lgs. 81/08 (artt. 287–297).
- D.Lgs. 81/08 Titolo XI, artt. 287–297 — definisce gli obblighi del datore di lavoro, la classificazione delle zone, il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE), la formazione dei lavoratori e le misure di prevenzione e protezione.
- Direttiva 2014/34/UE (ATEX Prodotti) — disciplina la commercializzazione e la messa in servizio di apparecchi e sistemi di protezione destinati a essere utilizzati in atmosfere potenzialmente esplosive, imponendo la marcatura Ex.
- EN IEC 60079-10-1 — norma tecnica di riferimento per la classificazione delle zone con presenza di gas o vapori infiammabili.
- EN IEC 60079-10-2 — norma tecnica di riferimento per la classificazione delle zone con presenza di polveri combustibili.
Classificazione delle zone per gas e vapori infiammabili
L'allegato XLIX del D.Lgs. 81/08 distingue tre zone per i luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive da gas, vapori o nebbie infiammabili:
- Zona 0— luogo in cui un'atmosfera esplosiva in forma di nube di gas, vapore o nebbia infiammabile è presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente.
- Zona 1— luogo in cui un'atmosfera esplosiva in forma di nube di gas, vapore o nebbia infiammabile è occasionalmente presente in normali condizioni di funzionamento.
- Zona 2— luogo in cui un'atmosfera esplosiva in forma di nube di gas, vapore o nebbia infiammabile non è presente in normali condizioni di funzionamento, o è presente solo per brevi periodi (eccezionalmente).
Classificazione delle zone per polveri combustibili
Per i luoghi in cui possono formarsi atmosfere esplosive da polveri combustibili, la classificazione segue uno schema analogo:
- Zona 20— luogo in cui un'atmosfera esplosiva in forma di nube di polvere combustibile nell'aria è presente in modo continuo, per lunghi periodi o frequentemente.
- Zona 21— luogo in cui un'atmosfera esplosiva in forma di nube di polvere combustibile nell'aria è occasionalmente presente in normali condizioni di funzionamento.
- Zona 22— luogo in cui un'atmosfera esplosiva in forma di nube di polvere combustibile nell'aria non è presente in normali condizioni di funzionamento, o è presente solo per brevi periodi (eccezionalmente).
Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE)
L'art. 294 D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di elaborare e mantenere aggiornato il Documento sulla Protezione contro le Esplosioni (DPCE). Il documento deve contenere:
- la classificazione delle zone ATEX e l'identificazione dei luoghi in cui si applicano le prescrizioni minime;
- i luoghi in cui le prescrizioni minime si applicano;
- le misure adottate per il conseguimento degli obiettivi del Titolo XI;
- la descrizione delle sostanze pericolose e della valutazione del rischio di esplosione;
- i criteri adottati per la classificazione delle zone, con riferimento alle norme tecniche applicate.
Il DPCE è redatto prima dell'inizio del lavoro, va aggiornato in caso di modifiche sostanziali agli impianti, ai luoghi di lavoro o ai processi e deve essere integrato nel DVR aziendale.
Chi redige la classificazione
La classificazione delle zone ATEX è responsabilità del datore di lavoro, che si avvale della collaborazione dell'RSPP e di un ingegnere o tecnico competente con specifica preparazione nelle atmosfere esplosive. La competenza tecnica è fondamentale per l'applicazione corretta delle norme EN IEC 60079-10-1 e EN IEC 60079-10-2 e per la redazione del DPCE.
Attrezzature e impianti in zona ATEX
Nelle zone ATEX classificate, le attrezzature, i sistemi di protezione, i dispositivi e i componenti devono essere conformi alla Direttiva 2014/34/UE (ATEX Prodotti) e recare la marcatura Ex. La categoria dell'apparecchio deve essere compatibile con la zona di utilizzo:
- Categoria 1G/1D — adatta per zone 0 (gas) e zone 20 (polveri), livello di protezione molto elevato.
- Categoria 2G/2D — adatta per zone 1 (gas) e zone 21 (polveri), livello di protezione elevato.
- Categoria 3G/3D — adatta per zone 2 (gas) e zone 22 (polveri), livello di protezione normale.
Settori più a rischio
I settori produttivi in cui la classificazione ATEX è più frequentemente necessaria includono:
- Industria chimica e petrolchimica — lavorazione, stoccaggio e trasferimento di solventi, idrocarburi e altri liquidi e gas infiammabili.
- Industria farmaceutica — utilizzo di solventi organici nei processi di sintesi e formulazione.
- Industria alimentare — polveri organiche combustibili come farine, zuccheri, amidi, cacao, latte in polvere.
- Stazioni di servizio e depositi carburante — aree di carico/scarico e distribuzione di carburanti.
- Falegnamerie e lavorazione del legno — polveri di legno con caratteristiche di combustibilità rilevanti.
- Impianti di trattamento acque reflue — produzione di biogas (metano) nelle vasche di digestione anaerobica.
DPI per lavoratori in zona ATEX
I lavoratori operanti in zone ATEX devono essere dotati di Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) idoneiper il rischio di esplosione. I DPI antistatici (indumenti, calzature, guanti) limitano l'accumulo di cariche elettrostatiche che potrebbero fungere da sorgente di innesco. La scelta dei DPI deve essere coerente con la classificazione della zona e con la natura delle sostanze presenti.
Formazione dei lavoratori
L'art. 293 D.Lgs. 81/08 impone al datore di lavoro di fornire ai lavoratori una formazione specifica adeguata in materia di protezione contro le esplosioni. La formazione deve riguardare il rischio di esplosione, le misure di prevenzione adottate, il significato della segnaletica di sicurezza nelle zone ATEX (cartello triangolare giallo con simbolo Ex), le procedure operative sicure e il comportamento in caso di emergenza.
Sanzioni
Le violazioni degli obblighi previsti dal Titolo XI del D.Lgs. 81/08 in materia di zone ATEX sono sanzionate dagli artt. 55 e seguenti del medesimo decreto. Le omissioni più gravi — come la mancata redazione del DPCE, l'utilizzo di attrezzature non idonee o la mancata formazione dei lavoratori — comportano sanzioni amministrative e, nei casi più gravi, conseguenze penali a carico del datore di lavoro.
Approfondimenti e servizi correlati
Domande frequentiFAQ
Chi è responsabile della classificazione delle zone ATEX in azienda?
Il DPCE è obbligatorio per tutte le aziende?
Qual è la differenza tra Zona 0 e Zona 2?
Un'attrezzatura con marcatura Ex può essere usata in qualsiasi zona ATEX?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Titolo XI, artt. 287-297 (protezione contro le esplosioni)
- Direttiva 1999/92/CE — requisiti minimi per la protezione dei lavoratori in atmosfere esplosive (ATEX Lavoratori)
- Direttiva 2014/34/UE — apparecchi e sistemi di protezione per atmosfere potenzialmente esplosive (ATEX Prodotti)
- EN IEC 60079-10-1 — Atmosfere esplosive: classificazione dei luoghi con gas o vapori infiammabili
- EN IEC 60079-10-2 — Atmosfere esplosive: classificazione dei luoghi con polveri combustibili
Ti serve un preventivo per zona ATEX?
Ti aiutiamo a verificare gli obblighi applicabili e a impostare i documenti necessari.