Nelle aziende alimentari il rischio ATEX nasce soprattutto dalle polveri combustibili: farine, zucchero, amidi, latte in polvere, cacao, cereali e mangimi. Una nube di polvere sufficientemente concentrata, in presenza di un innesco (scintilla, superficie calda, scarica elettrostatica), può esplodere; uno strato depositato può sollevarsi e alimentare un’esplosione secondaria più grave. Il datore di lavoro deve valutare questo rischio e, se le atmosfere esplosive possono formarsi, classificare le aree in zone e redigere il documento sulla protezione contro le esplosioni(Titolo XI, artt. 287-297, D.Lgs. 81/2008).
Zone per le polveri (allegato XLIX)
| Zona | Presenza della nube di polvere | Esempi tipici |
|---|---|---|
| 20 | Continua, per lunghi periodi o frequente | Interno di silos, tramogge, filtri, macinatori |
| 21 | Probabile occasionalmente durante il normale funzionamento | Bocche di carico e scarico, punti di insacco |
| 22 | Non probabile in normale funzionamento e, se si verifica, di breve durata | Area attorno a impianti chiusi con possibili perdite |
Anche i gas e vapori possono generare zone ATEX in campo alimentare: ad esempio distillerie, estrazione di oli con solventi, locali di carica delle batterie dei carrelli.
Obblighi principali
- Valutare la probabilità e la durata delle atmosfere esplosive e la presenza di sorgenti di accensione (art. 290).
- Classificare le zone e segnalarle all’accesso con il cartello “EX” (art. 293 e allegato LI).
- Usare nelle zone apparecchi e sistemi di protezione conformi alla Direttiva 2014/34/UE della categoria adatta alla zona (allegato L).
- Redigere e aggiornare il documento sulla protezione contro le esplosioni, parte del DVR (art. 294).
- Formare i lavoratori e prevedere procedure scritte e permessi di lavoro per i lavori a caldo in zona.
Errori frequenti
- Considerare la pulizia una questione solo igienica: gli strati di polvere sono la principale fonte di esplosioni secondarie.
- Pulire con aria compressa, che solleva nubi di polvere.
- Installare motori o lampade non certificati vicino a punti di insacco o filtri.
Fonti normative
- D.Lgs. 81/2008, art. 290 — Valutazione dei rischi di esplosione
- D.Lgs. 81/2008, art. 293 — Aree in cui possono formarsi atmosfere esplosive
- D.Lgs. 81/2008, art. 294 — Documento sulla protezione contro le esplosioni
- Direttiva 2014/34/UE — Apparecchi e sistemi di protezione per atmosfere potenzialmente esplosive
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