Il test audiometrico (o audiometria tonale liminare) è un esame clinico strumentale che misura la soglia uditiva a diverse frequenze, producendo un audiogramma. È obbligatorio nella sorveglianza sanitaria per i lavoratori esposti a rumore superiore al valore di azione inferiore (Lex,8h ≥ 80 dB(A) oppure ppeak ≥ 112 Pa) ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II(artt. 185–198). Consente di individuare precocemente l'ipoacusia professionale da rumore.
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Riferimenti normativi: D.Lgs. 81/08 Titolo VIII Capo II
Il Titolo VIII Capo II del D.Lgs. 81/08 (artt. 185–198) disciplina la protezione dei lavoratori dai rischi derivanti dall'esposizione al rumore durante il lavoro. L'art. 196 stabilisce l'obbligo di sorveglianza sanitaria per i lavoratori la cui esposizione supera i valori di azione. I valori di riferimento sono:
- Valori di azione inferiori: Lex,8h = 80 dB(A) oppure ppeak = 112 Pa (140 dB riferito a 20 µPa) — la sorveglianza sanitaria è effettuata su richiesta del lavoratore o qualora il medico competente ne confermi l'opportunità.
- Valori di azione superiori: Lex,8h = 85 dB(A) oppure ppeak = 140 Pa (145 dB riferito a 20 µPa) — la sorveglianza sanitaria, comprensiva di audiometria, è obbligatoria.
- Valori limite di esposizione: Lex,8h = 87 dB(A) oppure ppeak = 200 Pa (140 dB riferito a 20 µPa) — non devono essere superati; al superamento il datore di lavoro deve adottare misure immediate.
Come si effettua l'audiometria tonale
Il test audiometrico si svolge in una cabina silente(cabina audiometrica insonorizzata) che garantisce un rumore di fondo residuo inferiore ai limiti normativi, per evitare interferenze con la misurazione. L'esame prevede:
- Audiometria per via aerea: il lavoratore ascolta toni puri a frequenze comprese tra 250 Hz e 8000 Hz (con particolare attenzione a 500, 1000, 2000, 3000, 4000, 6000, 8000 Hz) erogati tramite cuffie; per ciascuna frequenza viene determinata la soglia minima percepita in decibel (dB HL).
- Audiometria per via ossea: eseguita mediante un vibratore posizionato sull'osso mastoideo, permette di distinguere la componente trasmissiva da quella neurosensoriale di un'eventuale ipoacusia.
- Reflessometria stapediale e impedenzometria: esami complementari per la valutazione della funzione dell'orecchio medio, eseguiti a discrezione del medico competente.
I risultati sono rappresentati graficamente nell'audiogramma tonale: una soglia compresa tra 0 e 20 dB HL è considerata normale; un abbassamento caratteristico a 4000 Hz (notch di Carhart) è il pattern tipico dell'ipoacusia professionale da rumore.
Periodicità della sorveglianza audiometrica
La periodicità delle visite mediche con audiometria è stabilita dal medico competente in base al livello di esposizione e alla storia clinica del lavoratore. In linea generale:
- Lavoratori con Lex,8h tra 80 e 85 dB(A): audiometria periodica a cadenza indicativamente quinquennale, salvo diversa valutazione del medico competente.
- Lavoratori con Lex,8h superiore a 85 dB(A): audiometria periodica con frequenza almeno biennale o annuale in caso di rischio elevato o di variazioni dello stato uditivo.
- Prima visita (preventiva): l'audiometria è effettuata prima che il lavoratore inizi a operare in ambienti rumorosi, per documentare la soglia uditiva basale.
Ipoacusia professionale da rumore: diagnosi e giudizio di idoneità
L'ipoacusia professionale da rumore(IPN) è una malattia professionale riconosciuta dall'INAIL (tabella B allegata al D.P.R. 1124/1965, aggiornata dal D.M. 9 aprile 2008). Il medico competente, in presenza di un audiogramma che evidenzia un decadimento della soglia uditiva correlabile all'esposizione lavorativa, deve:
- esprimere un giudizio di idoneità con le eventuali prescrizioni o limitazioni (uso obbligatorio di DPI auricolari specifici, riduzione del tempo di esposizione, cambio di mansione);
- effettuare la denuncia di malattia professionaleall'INAIL ai sensi dell'art. 139 del D.P.R. 1124/1965, qualora la patologia sia riconducibile all'attività lavorativa;
- segnalare al datore di lavoro la necessità di rivedere la valutazione del rischio rumore e le misure di prevenzione collettiva e individuale adottate.
DPI per la protezione dall'esposizione al rumore
Quando le misure di prevenzione collettiva (insonorizzazione delle macchine, barriere acustiche, organizzazione del lavoro) non sono sufficienti a ridurre l'esposizione al di sotto dei valori di azione, il datore di lavoro deve fornire ai lavoratori dispositivi di protezione individuale dell'udito (DPIA): tappi auricolari monouso o riutilizzabili, cuffie antirumore, o sistemi combinati cuffia-tappo per esposizioni molto elevate. La scelta deve avvenire in base al livello di attenuazione necessario (SNR, H, M, L) e al comfort per garantirne l'effettivo utilizzo.
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Domande frequentiFAQ
Da quale livello di esposizione al rumore scatta l'obbligo di audiometria?
Cosa rileva l'audiogramma in caso di ipoacusia professionale da rumore?
Il lavoratore può rifiutare di sottoporsi al test audiometrico?
Fonti normative
- D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 — Titolo VIII Capo II, artt. 185-198 (protezione dal rumore)
- D.M. 9 aprile 2008 — tabelle delle malattie professionali (aggiornamento ipoacusia da rumore)
- INAIL — Ipoacusia da rumore: linee guida per la diagnosi e la denuncia
- ISO 8253-1 — Audiometria: metodi di audiometria tonale liminare in campo libero e in cuffia
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