Il near miss (in italiano quasi-incidente o mancato infortunio) è un evento imprevisto che, in condizioni leggermente diverse, avrebbe potuto causare un infortunio o una malattia professionale, ma che non ha prodotto alcun esito lesivo. Il D.Lgs. 81/08 non dedica un articolo specifico ai near miss, tuttavia l'art. 20 obbliga il lavoratore a segnalare immediatamente le condizioni di pericolo e l'art. 28 impone la valutazione di tuttii rischi, alimentata anche dai dati sui quasi-incidenti. La norma ISO 45001:2018 rende esplicito l'obbligo di raccoglierli e analizzarli sistematicamente. Ti aiutiamo a strutturare il sistema di segnalazione adatto alla tua realtà aziendale.
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Definizione
Il termine near miss(letteralmente "quasi-colpito") identifica un evento realmente accaduto in contesto lavorativo che non ha generato danni a persone, ma che, in condizioni di poco diverse — una distanza minore dal pericolo, un ritardo di pochi secondi nell'intervento, un dispositivo di sicurezza non presente — avrebbe prodotto un infortunio o una malattia professionale. La caratteristica distintiva è il potenziale di danno: l'evento è reale, il rischio si è manifestato, ma l'esito lesivo è mancato per caso fortuito o per un intervento tempestivo.
In italiano si utilizzano indifferentemente le espressioni:
- quasi-incidente — traduzione letterale, preferita in ambito normativo italiano;
- mancato infortunio — enfatizza l'assenza di conseguenze lesive;
- evento sentinella— termine più diffuso in ambito sanitario, indica un evento che "avvisa" l'organizzazione di una criticità nel sistema di prevenzione.
La norma ISO 45001:2018 usa il termine incidentnel senso più ampio, definendolo come "occurrence arising out of, or in the course of, work that could or does result in injury and ill health", e include esplicitamente i near miss come sottocategoria degli incident senza esito lesivo (near-miss, no-injury, no-ill health incident).
Piramide di Heinrich e razionale del monitoraggio
Il fondamento teorico della sorveglianza sistematica dei near miss risale a Herbert W. Heinrich, che nel 1931, nella sua opera Industrial Accident Prevention — A Scientific Approach, formulò il modello statistico poi noto come piramide degli infortuni. Analizzando migliaia di rapporti assicurativi, Heinrich stimò le seguenti proporzioni: per ogni infortunio mortale si registrano mediamente29 infortuni con lesioni (di entità variabile) e 300 near miss(incidenti mancati senza conseguenze lesive).
Il modello implica che affrontare la base della piramide — i quasi-incidenti — riduce la probabilità degli eventi al vertice. Frank Bird nel 1969 aggiornò le proporzioni con un campione di oltre 90.000 infortuni, confermando il principio anche con ratios diverse (1 : 10 : 600). Il valore pratico del modello non sta nella precisione numerica, ma nel messaggio gestionale: i near miss sono segnali precocidi disfunzioni nel sistema di prevenzione. Un'organizzazione che li raccoglie e analizza sistematicamente dispone di uno strumento predittivo molto più efficace dei soli dati sugli infortuni accaduti.
Base normativa
Il D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81 (Testo Unico Sicurezza) non contiene un articolo dedicato esclusivamente ai near miss, ma più disposizioni ne implicano la gestione:
- Art. 20, comma 2, lett. b)— il lavoratore ha l'obbligo di segnalare immediatamente al datore di lavoro, al dirigente o al preposto le deficienze dei mezzi e dei dispositivi di lavoro e qualsiasi eventuale condizione di pericolo. Questa norma costituisce la base legale dell'obbligo di segnalazione dei quasi-incidenti da parte dei lavoratori.
- Art. 28, comma 1 — la valutazione dei rischi deve riguardare tutti i rischi per la salute e la sicurezza. I dati provenienti dai near miss alimentano e aggiornano tale valutazione con evidenze di campo non ottenibili per via teorica.
- Art. 29, comma 3 — la valutazione deve essere rielaborata in seguito a infortuni significativi o quando i risultati della sorveglianza sanitaria ne evidenzino la necessità; i quasi-incidenti con elevato potenziale di danno rientrano in tale casistica per prassi consolidata e per le indicazioni degli organi di vigilanza.
A livello di sistemi di gestione, la norma ISO 45001:2018 affronta il tema in due punti distinti:
- Clausola 6.1.2.1(identificazione dei pericoli) — richiede che l'organizzazione identifichi i pericoli tenendo conto di "near misses" e situazioni di emergenza potenziali, integrando così i quasi-incidenti nel processo di hazard identification.
- Clausola 10.2(incident, nonconformità e azione correttiva) — obbliga l'organizzazione a istituire processi per la segnalazione tempestiva, l'indagine e la risposta a tutti gli incident, compresi i near miss, e a documentare le azioni correttive adottate.
La previgente BS OHSAS 18001:2007(ancora citata in letteratura e in molte procedure aziendali non ancora aggiornate a ISO 45001) richiedeva analogamente la registrazione e la gestione degli "incidents" nella loro accezione più ampia, comprensiva dei quasi-incidenti.
Come gestire un near miss: il processo in cinque fasi
Una procedura efficace di gestione dei quasi-incidenti segue uno schema strutturato:
- Segnalazione— il lavoratore o il preposto descrive l'evento su un modulo (cartaceo o digitale), indicando data, luogo, dinamica, fattori contribuenti e misure immediate già adottate. L'opzione dell'anonimato abbassa la soglia psicologica alla segnalazione e incrementa il tasso di notifica, in particolare nelle organizzazioni che non hanno ancora consolidato una cultura della sicurezza aperta.
- Analisi delle cause radice (RCA — Root Cause Analysis)— l'RSPP o il team di sicurezza applica metodologie strutturate: la tecnica dei 5 Perché (Five Whys) per risalire dalla causa immediata alle cause organizzative o sistemiche; il diagramma di Ishikawaper classificare i fattori causali (macchina, metodo, materiale, uomo, ambiente, misurazione); il Fault Tree Analysis (FTA) per eventi complessi con cause multiple.
- Definizione delle azioni correttive— a ciascuna causa radice identificata corrisponde un'azione mirata: tecnica (sostituzione di attrezzatura, modifica di layout), organizzativa (revisione di procedura, formazione specifica) o comportamentale (istruzione operativa, comunicazione di squadra). Ogni azione ha un responsabile designato e una scadenza definita.
- Verifica dell'efficacia— a scadenza, si verifica che l'azione correttiva abbia effettivamente eliminato o ridotto il rischio identificato. Se l'azione non è risultata efficace, il ciclo riparte con una nuova analisi delle cause.
- Comunicazione al team— il lavoratore che ha segnalato riceve un riscontro sulle azioni intraprese (feedback chiuso). I risultati dell'analisi vengono condivisi con l'intero gruppo di lavoro, in forma anonima o aggregata, per diffondere la consapevolezza e valorizzare la segnalazione come comportamento responsabile e atteso.
Near miss come indicatore leading della cultura della sicurezza
I tradizionali indicatori di sicurezza — indice di frequenza degli infortuni (IF), indice di gravità (IG) — sono lagging indicator (indicatori ritardati): misurano eventi già accaduti. Il tasso di segnalazione dei near miss è invece un leading indicator(indicatore anticipatore): rileva in tempo reale il livello di attenzione, fiducia e partecipazione attiva dei lavoratori al sistema di prevenzione.
Un alto tasso di segnalazione non indica necessariamente un'azienda pericolosa, ma una cultura della sicurezza matura: i lavoratori riconoscono i rischi, si fidano del sistema e partecipano attivamente. Al contrario, un tasso di segnalazione molto basso segnala spesso una cultura punitiva o una sfiducia nel management, non l'assenza di rischi. I sistemi di gestione più evoluti monitorano il rapporto quasi-incidenti/infortuni nel tempo come KPI di sicurezza, accanto al numero di azioni correttive chiuse e al tempo medio di chiusura delle segnalazioni.
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Domande frequentiFAQ
Il near miss va registrato nel registro infortuni?
Chi è obbligato a segnalare un near miss in azienda?
Un near miss obbliga ad aggiornare il DVR?
La segnalazione anonima dei near miss è consentita dalla normativa?
Fonti normative
- D.Lgs. 81/08 — art. 20 (obblighi del lavoratore)
- D.Lgs. 81/08 — art. 28 (oggetto della valutazione dei rischi)
- D.Lgs. 81/08 — art. 29 (modalità di effettuazione della valutazione dei rischi)
- ISO 45001:2018 — Sistemi di gestione per la salute e la sicurezza sul lavoro (clausole 6.1.2.1 e 10.2)
- BS OHSAS 18001:2007 — Sistemi di gestione della salute e sicurezza occupazionale (riferimento previgente)
- Heinrich H.W., Industrial Accident Prevention — A Scientific Approach (1931, McGraw-Hill) — riferimento storico alla piramide degli infortuni
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